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La maggioranza di Ugento scricchiola e c’è chi inizia a dissociarsi

la maggioranza di ugento scricchiola

Arriva come spesso accade con un post su Facebook il duro sfogo di Antonio Cino, candidato e primo dei non eletti nella lista “Cittadini protagonisti” nell’ultima tornata elettorale, che si scusa con i suoi elettori e compaesani per aver contribuito alla vittoria di una lista che lui non riconosce più come propria.

Quando un Sindaco insieme alla sua squadra di maggioranza fa di tutto per ottenere finanziamenti utili a costruire un opera che mette a repentaglio la salute della propria cittadinanza, dovrebbe avere il coraggio di dimettersi, come dovrebbero dimettersi tutti i membri della giunta comunale.

Mi meraviglio inoltre della votazione favorevole alla costruzione del Forno crematorio da parte di assessori padri di famiglia che metteranno a repentaglio anche la salute dei propri figli.

Personalmente provo vergogna e mi scuso con i miei compaesani di essere stato complice alla riconferma di questa amministrazione comunale .

Il testo del post di Antonio Cino

Le frizioni all’interno della maggioranza, a onor del vero, sono iniziate fin da poche ore dopo la vittoria, con Maria Venere Grasso che nel discorso dopo la vittoria faceva intravedere del malcontento, rivolto soprattutto nei confronti degli elettori, rei di non aver premiato la parte “destra” della lista, da lei rappresentata, con i suoi “compagni” Ferruccio Preite e Cleopatria Ricchello duramente colpiti da un voto che gli ha visti raccogliere solo poche preferenze, a favore della parte sinistra, guidata dal capogruppo e iscritto al Partito Democratico Vincenzo Scorrano. Un discorso che si può ascoltare al minuto 38:

Una differenza che sancì di fatto un cambio d’orientamento per l’amministrazione di Ugento che, pur non cambiando negli esponenti, cambia politici di riferimento nelle alte sfere regionali, mettendosi sotto l’ombrello del PD. Un fatto che ancora oggi non manca di provocare polemiche, con gli elettori di destra storici di Ugento che si sentono presi in giro da Massimo Lecci e Salvatore Chiga, rei di aver usato i loro voti per portare al potere il partito democratico e il suo sistema.

È utile ricordare come, infatti, nell’attuale giunta siedano anche Alessio Meli e Vincenzo Ozza, entrambi rappresentanti di una storia politica votata alla destra estrema, ma lo stesso Salvatore Chiga, candidato in passato nelle fila di Alleanza Nazionale come anche il sindaco de facto Massimo Lecci, che nella tornata elettorale del 2011 (punto più alto della sua trentennale carriera politica iniziata nel 1998) si vantava di appartenere al Popolo delle Libertà, allora guidata da Silvio Berlusconi.

Sembra trattarsi dunque di un primo piccolo strappo, sintomo di un malessere che inizia a farsi diffuso, con sindaco e vice sindaco di Ugento che mai hanno ufficializzato il loro passaggio nelle fila del Partito Democratico, continuando ad alimentare voci e illazioni alimentate soprattutto da coloro che vedono disilluse le premesse per cui hanno accettato di aderire all’offerta politica dell’attuale maggioranza di Ugento che, a causa delle divisioni fatte emergere dalla prossima costruzione di un forno crematorio, rischia di veder saltare il tappo di rapporti che si dicono consumati già da tempo.

Ma non basta, nei giorni scorsi si è aggiunto anche la questione legata all’assessore Chiara Congedi, pizzicata anche dall’organo di propaganda di maggioranza per essere stata assente alla giunta comunale che ha sancito l’installazione di una ruota panoramica sul lungomare di Torre San Giovanni.

Congedi è uscita nelle polemiche dall’ultimo consiglio comunale, e pare che anche qualcuno più in alto di lei ha ricordato che la delega concessa (da lui!?!) alla Congedi sia quella della promozione turistica, ben diversa dalla delega al turismo tout court.

chiara_congedi

C’è poi il consigliere Francesco Carangelo, astenutosi in commissione sul nuovo regolamento spiagge, lo stesso su cui l’assessore Chiara Congedi ha votato contro la sua stessa maggioranza nell’ultimo consiglio comunale. Non è la prima volta che il dott. Carangelo vota contro l’intenzione del suo gruppo (anche se questa volta si è limitato all’astensione in commissione), lo aveva già fatto in occasione dell’elezione del garante dei disabili, votato dalla sola maggioranza grazie all’aiuto arrivato dalla pro loco Ugento e Marine guidata da Francesco Pacella, colui che ha firmato la candidatura dell’attuale garante dei disabili.

C’è anche l’assessore ai lavori pubblici Alessio Meli, alla sua terza esperienza consiliare consecutiva, che nel consiglio comunale in cui si è discusso del tanto contestato forno crematorio e della sua realizzazione nel cimitero di Ugento, ha rivendicato la decisione di non partecipare alla giunta che ha poi deliberato per la costruzione dell’opera, facendo capire la sua contrarietà in questo senso. Peccato che nessuno ha poi ripreso l’accaduto, contrariamente a quanto è successo con l’assessore Chiara Congedi, additata da qualcuno dopo la decisione di votare contro la sua maggioranza nell’ultimo consiglio comunale.

Insomma una situazione di certo non tranquilla all’ombra del campanile messapico, in cui anche altri candidati consiglieri della lista Cittadini Protagonisti non sembrano più così fieri della loro scelta, messa in dubbio da l’azione politica che questa amministrazione ha messo in essere nella sua prima parte, un’azione che sembra però deludere quasi tutti.

Ottima esperienza per le atlete ugentine Cucci e Santantonio – VIDEO-

C’è chi era all’esordio come Arianna Santantonio, c’è chi aveva un po’ di esperienza alle spalle come Asia Cucci, sui ring dei campionati italiani schoolgirl 2023 che si sono tenuti lo scorso weekend a Montesilvano Pescara, evento che vedeva impegnate anche le due giovani atlete ugentine accompagnate dal coach Salvatore Carafa, a cui abbiamo affidato il commento su questa esperienza.

salvatore carafa

VINCERE SENZA ARROGANZA – PERDERE CON DIGNITÀ – COMBATTERE CON LEALTÀ.
BENE! Rientriamo dai Campioni Italiani Femminili di Pugilato, insieme ad Asia e Arianna. Le ragazze non c’è l hanno fatta, ma non per questo rientriamo con la coda tra le gambe, anzi, dignitosi e pronti per i prossimi appuntamenti.
COM’ È ANDATA?
Arianna Santantonio, kg 44, school girl, per la prima volta nelle 16 corde, angolo rosso, all’angolo opposto una ragazza del Trentino, con diversi incontri vinti e già Campionessa d’ Italia 2022 della sua categoria. Arianna vince nettamente il primo round, ma l emozione la fa rallentare al fine della seconda e la porta a gestire il terzo round e “regalare’ (poiché di un regalo si tratta) la vittoria e poi anche il titolo 2023 alla sua avversaria.
Asia Cucci, kg 60, junior, sale sul ring febbricitante, con una forte tosse, imbottita di cortisone ed antibiotici, porta avanti un match alla Rocky maniera, con una napoletana di tutto rispetto, tra conteggi per entrambi e botte da orbi, i giudici danno un vantaggio meritato ai punti alla sua avversaria.
Rientriamo in palestra per lavorare sulle aeree di miglioramento.
Un forte abbraccio alle mie guerriere.
Prossimi a vedere tra le 16 corde Sofia Urso ed Elisa Fersini.
Intanto i ragazzi stanno fremendo……..

Il secondo round di Asia Cucci
Una foto delle ragazze insieme al coach Salvatore Carafa a poche ore dall’evento

Affari illeciti e criminalità organizzata

Affari illeciti e criminalità organizzata a ugento

Al di là dello studio ed interesse criminologico dei contenuti della recente relazione della Direzione nazionale antimafia relativa al primo semestre 2022, il report è utile per comprendere quali siano gli elementi che ogni cittadino deve cogliere per rielaborare una nuova coscienza civica e gettare le basi per un terreno che sia fertile sotto il profilo istituzionale e democratico. Si conferma dapprima la tendenza sul generale inabissamento dell’azione dei sodalizi criminali più strutturati che hanno raggiunto un più basso profilo di esposizione e, come tale, particolarmente insidioso proprio in ragione dell’apparente e meno evidente pericolosità. Si tratta di un atteggiamento che risulta sempre più diffuso in tutte le forme criminogene in considerazione del vantaggio loro derivante dalla mimetizzazione nel tessuto sociale e dalla conseguente possibilità di continuare a condurre i propri affari illeciti in condizioni di relativa tranquillità senza destare le attenzioni degli inquirenti. E’ il caso di dire che quasi sempre è difficile vedere ciò che non osserviamo, che tuttavia esiste.

La criminalità organizzata infatti preferisce agire con modalità silenziose, affinando e implementando la capacità d’infiltrazione del tessuto economico-produttivo e soprattutto sociale, anche avvalendosi delle complicità di imprenditori e professionisti, di esponenti delle istituzioni e della politica formalmente estranei ai sodalizi. Un’indubbia capacità attrattiva è evidentemente rappresentata dai progetti di rilancio dello sviluppo imprenditoriale nell’attuale fase post-pandemica, non tralasciando l’insieme di misure finalizzate a stimolare la ripresa economica nel nostro Paese e che sono supportate da finanziamenti europei tramite le note risorse assegnate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), di cui tanto si sta peraltro discutendo in questi giorni in ogni consesso politico – amministrativo.

I sodalizi criminali si contraddistinguono per essere strutturati su modelli imprenditoriali che alterano le dinamiche economiche, la libera concorrenza e l’ambiente; di modo che, a tutti i livelli,  l’azione politico – amministrativa deve ispirarsi ad una migliore tutela della spesa pubblica. Un’azione che deve necessariamente privilegiare la semplificazione delle procedure del sistema di contrasto alle infiltrazioni, il rafforzamento dei controlli e l’ampliamento di strumenti preventivi che non creino nuovi ostacoli per le imprese, quali ad esempio la prevenzione collaborativa, che è nata dall’esigenza di accelerare e adeguare il sistema di prevenzione, e per una rapida attuazione “in sicurezza” del PNRR. Al Prefetto è stata assegnata  la possibilità di ricorrere a misure amministrative di prevenzione alternative all’emanazione di un’interdittiva, allorquando i tentativi di infiltrazione mafiosa siano riconducibili a situazioni di agevolazione occasionale. 

In continuità con il passato, si conferma la forte propensione al controllo del territorio conseguito, soprattutto, con l’aggressione alle attività commerciali mediante estorsioni, furti, rapine e danneggiamenti spesso finalizzati a conseguirne la proprietà. Vi è poi la capacità di inserirsi nel settore imprenditoriale e nelle pubbliche Amministrazioni assicurandosi il controllo delle aziende locali, attraverso sistematiche frodi fiscali, attività di riciclaggio e trasferimento fraudolento con riferimento anche al contrabbando di prodotti energetici. Per la DNA, la propensione affaristica trova nel Salento l’humus ideale per attecchire nei settori economici nevralgici dell’area, spesso influenzandone ed orientandone le politiche e le linee di sviluppo economiche e imprenditoriali. Alcune inchieste giudiziarie hanno evidenziato e documentato concreti elementi di condizionamento mafioso in taluni amministratori locali, disvelando modalità d’infiltrazione “attraverso la stipula di un pactum sceleris avente ad oggetto lo scambio politico-mafioso tra voti e utilità economica”. In virgolettato è stato riportato quanto si legge in un’ordinanza di custodia cautelare. 

Gli esiti investigativi, evidenziando una serie di pratiche e modalità estorsive, consentono di definire l’esistenza del c.d. “metodo mafioso ambientale”. 

In tutta la regione continua a manifestarsi la consistente disponibilità di denaro dei sodalizi pugliesi frutto dei traffici illeciti più remunerativi, come quelli derivanti dagli stupefacenti, nel cui settore restano comunque consolidati i rapporti con le consorterie albanesi. L’instancabile fiuto per gli affari orienta le attività criminali delle mafie pugliesi anche in direzione di altre forme di guadagno quali il contrabbando di sigarette e, come accennato, la gestione del gioco e delle scommesse on-line, oltre agli appetibili settori della gestione dei rifiuti e del turismo. Non mancano i fenomeni relativi allo sfruttamento di extracomunitari sia con riferimento al caporalato che vede spesso i cittadini stranieri vittime di imprenditori senza scrupoli, sia riguardo ad altri reati connessi con l’immigrazione clandestina tra i quali falso, truffa e sfruttamento della prostituzione che interessano in modo trasversale anche altre etnie. 

Che fare quindi? Intanto imparare ad osservare, poi capire. Infine agire attraverso le spinte della coscienza personale di cui ogni cittadino è fortunatamente dotato. Bisogna essere cittadini “osservatori”, non addomesticabili dalle logiche di potere e di sottomissione politica. Solo così sarà possibile tornare a sognare un futuro.

La fine di una stagione storica: playoff e capocannoniere per Ugento Calcio

ugento calcio ai playoff di eccellenza
ugento-calcio

Finisce con una sconfitta che non fa male la stagione regolare dell’Ugento calcio nel campionato di eccellenza pugliese girone B. Gli uomini di mister Salvadore escono sconfitti per 3 a 0 dall’acquitrino di Novoli, con 3 gol in conseguenza di calci piazzati su un campo al limite della regolarità a causa della pioggia.

Partita giocata sotto l’acquazzone tutti i 90’ su un campo al limite della praticabilità: l’Ugento in forcing nella prima frazione di gioco ma subisce gol su palla inattiva da un calcio di punizione, poi colpisce due traverse e si vede annullare un gol con Nestola.

Nel secondo tempo l’Ugento subisce ancora altri due gol entrambi da calcio d’angolo, poi la partita scivola via tra rimpalli da entrambe le parte sulle pozzanghere.

➡️Risultato che non scalfisce la classifica e proietta l’ Ugento a disputare la semifinale playoff in casa contro il Manduria.

Ma non è ancora ora di festeggiare per un società sportiva che quest’anno ha sicuramente poco da potersi rimproverare. Con il secondo posto, infatti, l’Ugento raggiunge il suo record sportivo per quanto riguarda posizione, punti e gol segnati, potendo contare anche sul capocannoniere del campionato, Daniel Munoz che con 19 reti di cui solo una su rigore si conferma croce e delizia del gruppo allenato da Andrea Salvadore, coadiuvato da mister Rocco Leone all’allenamento dei portieri. Nonostante questo la stagione non è ancora finita, con i prossimi 90 minuti che saranno decisivi per la promozione.

L’Ugento dovrà infatti vedersela ora con il Manduria, primo passo di un percorso che si potrebbe concludere il 14 maggio, giorno della finalissima per l’accesso alla serie D.

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Massimo De Nuzzo Ugento

Si tratta di un grandissimo risultato al culmine di una stagione fantastica, al di la di quello che sarà l’esito dei playoff.

Siamo partiti non certo con il favore dei pronostici, ma abbiamo dimostrato nel tempo di meritarci il posto raggiunto a fine stagione, con risultati e prestazioni che mai si erano viste in questa piazza.

Voglio per questo ringraziare tutti coloro che hanno permesso tutto questo, i ragazzi, il mister, tutto lo staff tecnico, tutta la dirigenza, gli sponsor, senza dimenticare tutti coloro che hanno collaborato e continuano a collaborare tutti i giorni al raggiungimento di questi fantastici risultati, che premiano il lavoro di una società che ha saputo lavorare bene nel tempo.

Ma non è ancora il tempo di tirare le somme, abbiamo ora una partita importantissima da affrontare, che potrebbe far continuare quello che per noi rimane un sogno

La dichiarazione del presidente Massimo De Nuzzo per Ozanews.it

Lo scandalo dei rifiuti contesi tra Ugento e Presicce-Aquarica

rifiuti raccolti dai volontari a ugento

Tonnellate di rifiuti minuziosamente raccolti e stoccati da oltre 100 volontari in un’uggiosa giornata di fine novembre. Un’iniziativa lodevole se non fosse per il fatto che tutta la fatica dei volontari potrebbe essere vanificata dalle lungaggini burocratiche legate all’effettivo smaltimento dell’enorme cumulo di rifiuti raccolti.

Cosa è successo concretamente?

Il 27 novembre 2022 le delegazioni CleanUp di Presicce Acquarica, Casarano, Taurisano si mettono insieme a numerose associazioni e ripuliscono, in un’intera giornata dedicata al volontariato ambientale, la zona di Burgesi, un’incantevole lembo di terra brulla stuprato dalle discariche legali e illegali che nel tempo si sono formate. Tutto molto bello, con le associazioni che accumulano in apposite zone segnalate tonnellate e tonnellate di rifiuti, anche speciali, strappati alla natura e al suo ciclo.

Anche le istituzioni non hanno mancato di ringraziare e complimentarsi con i volontari, con il problema dello smaltimento effettivo dei rifiuti che mai era stato affrontato fino a quando il problema si è concretamente palesato: chi pagherà la fattura per lo smaltimento di questi rifiuti? Gli attori a contendersi l’onere sono il Comune di Ugento da un lato e il Comune di Presicce Acquarica dall’altro.

Si perché a mesi dalla loro raccolta, tutti i rifiuti continuano a rimanere nel posto dove i volontari gli hanno stoccati “Temporaneamente”

Questo perchè i comuni confinanti di Ugento e Presicce Acquarica continua a rimpallarsi la responsabilità della raccolta, con i rifiuti che in questo momento insistono in agro di Ugento, proprio nella zona antistante il vecchio impianto di selezione dei rifiuti abbandonato, impianto di cui ci siamo già occupati noi come anche Striscia la notizia.

Riaccendiamo l’illuminazione pubblica a Ugento: la mozione della minoranza

La minoranza intera presenta una mozione per proporre la riaccensione dell’illuminazione pubblica di Ugento, sfruttando il fattore stagionale e tenendo conto anche delle esigenze turistiche del nostro territorio.

mozione-1

RI-ACCENDIAMO LA PUBBLICA

In data 06 aprile

Con protocollo n° 11259 abbiamo presentato congiuntamente come gruppi di opposizione ( Costruiamo Insieme – EzioGarzia Sindaco ) una #mozione ai sensi dell’articolo 26 del regolamento sul funzionamento del Consiglio Comunale.

Nel documento abbiamo chiesto al Sindaco la #revoca

dell’ordinanza n°138 del 29\09\22 “Misure urgenti per il contenimento dei consumi energetici”.

Un’ ordinanza che da diverso tempo non trova applicazione uniforme sul territorio comunale con esempi di zone completamente illuminate ed altre con ulteriori criteri ben lontani da quanto previsto dell’ordinanza sindacale (una lampada accesa e due spente), creando una disparità di trattamento tra i cittadini.

A questo fattore si aggiunge anche il ritorno dell’ora legale, il che permette di poter usufruire della luce naturale per buona parte della giornata.

Infine, anche in previsione dell’imminente stagione estiva e delle prossime festività, vogliamo garantire, oltre ai residenti, anche ai turisti un’immagine degna di un paese turistico ed ospitale e non lugubre al calare della sera.

Speriamo fiduciosi che tale richiesta venga accolta.

il testo del post di oggi

Ugento sa essere grande

ugento sa essere grande via crucis vivente

Dopo tre anni di stop a causa della pandemia, la sera della Domenica delle Palme, l’Associazione “Via Crucis Vivente”, con l’ausilio di tanti volontari, egregiamente diretti dal regista Alberto D’ambrosio, ha rappresentato la passione e la crocifissione di Cristo, improntando il tema sul valore delle donne ed il ruolo fondamentale delle madri.

La partecipazione cittadina è stata evidentemente al di sopra di ogni aspettativa. A riprova che l’evento, oltre ad essere particolarmente sentito sul piano religioso, costituisce un’occasione di riflessione e direi di “unione” per tutti, credenti e non credenti. Aspetto peraltro ben sottolineato dal nostro vescovo mons. Vito Angiuli e dall’Assessore alla cultura dott. sa Chiara Congedi.

Avendo avuto una parte all’interno della rappresentazione, nelle vesti dell’apostolo Filippo, insieme a tutti gli altri partecipanti, ognuno per il rispettivo ruolo, tutti da protagonista, credo si possa dire che la serata sia stata un momento “alto” di partecipazione della cittadinanza e di capacità dell’associazionismo di fare “sistema”. 

Quel poco che sono riuscito a vedere dai palchi di scena mi consente di affermare convintamente che sia stato uno spettacolo straordinario, ricco di emozioni, di sensazioni positive e di assoluta serenità, per tutti i presenti e per coloro che hanno assistito via web.

Al di là di questo aspetto, tutt’altro che secondario, è necessario attenzionare i tanti aspetti positivi che caratterizzano una comunità come la nostra, che ha dimostrato di sapere e di voler essere “popolo”. Di sentirsi cioè parte attiva all’interno di un territorio che non è secondo a nessuno per tradizione, per storia, per bellezza, per cultura, per valori insiti nell’essere ugentini, immersi in un paesaggio vasto e ricco, talvolta martoriato, che ha comunque le possibilità per splendere. I difetti tipicamente nostrani sono e possono essere soppiantati dalla sensibilità umana e dalla grande capacità di riuscire in ciò che spesso, per pigrizia o per pura critica “a prescindere”, appare insormontabile, ma che si realizza solo nel momento in cui ci si convince dell’obiettivo e tutti insieme si rema in quella direzione.

Ebbene, in tutto il periodo di preparazione ho constatato proprio questo. Ed è proprio ciò che voglio evidenziare perché vi è stata una sorta di continuo scambio generazionale, nel quale ognuno aiutava l’altro, lo sosteneva, collaborava e prendeva con sé preoccupazioni, ansie, tensioni, timori e paure di chi gli stava accanto, come a dire: “insieme, tutti, andiamo avanti e costruiamo qualcosa di bello da offrire alla nostra amata Ugento!”.

Un gioco di squadra in cui ognuno ha dato il massimo, ciò che poteva compatibilmente con le sue possibilità, non solo economiche, ma anche e soprattutto umane. 

C’è un momento che mi è rimasto dentro, che conserverò tra le cose più belle. Nel mentre sistemavamo le scenografie, dal palco, indaffarato a coprire con delle piante alcuni punti morti, mi sono girato per guardare verso la piazza. Da subito, mi ha colpito lo spirito di fratellanza che trapelava dai gesti, dagli sguardi e soprattutto dagli occhi di tutti coloro che lavoravano instancabilmente per la buona riuscita dello spettacolo. È stato un momento particolarmente emozionante e non nascondo di aver provato per qualche attimo un po’ di commozione. Il più grande aiutava il più piccolo e viceversa, senza distinzione di ruoli e di età. Uniti da una sana amicizia, senso di appartenenza, fedeltà d’intenti e soprattutto spensierata allegria. Tutti fattori di una comunità che sa essere grande ed è in grado di vivere appieno attorno e all’interno del luogo in cui è insediata. Sul piano sociologico potremmo parlare di “solidarietà organica” e di assenza di “anomia”, intendendo cioè l’esistenza di un nucleo valoriale attorno al quale tutti sentono e vogliono appartenere. Un insieme di persone che ha chiaro uno scopo, si identifica con esso e mette tutto sé stesso per raggiungerlo insieme agli altri. Una coesione sociale che spesso tende a perdersi all’interno di un mondo tanto globalizzato e sempre meno “umano”.  

La serata di domenica scorsa ha dimostrato che esiste nella nostra Ugento, comprensiva dei nostri concittadini di Gemini, Torre San Giovanni, Torre Mozza e Lido Marini, un nucleo di valori, di sentimenti e di passione civica, identificabili in un alto senso di appartenenza. L’esperienza vissuta grazie all’Associazione “Via Crucis Vivente” è stata fantastica ed entusiasmante. Oltre a regalarmi tante belle emozioni, mi ha aiutato a conoscere tanti concittadini, persone di grande umanità e intelligenza, che mi hanno fatto riscoprire il valore ed il senso dello stare insieme. 

Un sentito ed affettuoso ringraziamento va indistintamente ad ognuno di loro; a tutti quelli che ci hanno sostenuto, alle Autorità civili e religiose, a tutti i volontari ed alla Protezione civile; al Presidente, al Vice – Presidente ed al Consiglio direttivo. Ma un ringraziamento particolare va ad ogni ugentino e geminiano, vicino e lontano, perché grazie a costoro è stato possibile convincermi che Ugento sa essere grande. Di questo dobbiamo convincerci e per questo occorre impegnarsi. Ne vale la pena!.

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