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SOS Torre Mozza: un pezzo di via Tiepolo non c’è più

allarme erosione a torre mozza

Avevamo già affrontato il discorso in un articolo che ha compito da poco un anno. Un processo naturale che sembra procedere molto più velocemente del previsto, con un intero pezzo di via Tiepolo che ormai non esiste più.

Dalle foto satellitari si può notare come il tratto di spiaggia che si trova tra contrada Fontanelle e Torre Mozza si sia ritirato di circa 40 metri in 20 anni, con una media di circa 2 metri l’anno e una tendenza che sembra aumentare.

Abbiamo elaborato un time lapse delle immagini satellitari degli ultimi 20 anni in cui si può notare plasticamente il cambiamento della costa ugentina.

Torre Mozza, una delle marine di Ugento, è stata interessata come altre zone della costa ionica da progetti mirati a mitigare l’azione legata all’erosione delle coste, progetti attivi tutt’ora che si scontrano in una guerra sicuramente dai valori impari. Sembra infatti difficile voler contenere in questo momento un processo naturale che sembra sempre più chiaro essere legato alla costruzione del porto di Torre San Giovanni.

Una situazione che venne infatti già preannunciata fin dagli anni 80, quando si iniziò a parlare della costruzione del nuovo molo foraneo del porto peschereccio di Torre San Giovanni, con autorevoli studi che avevano previsto tutto ciò che ora sta accadendo e che non furono presi in considerazione.

Stangata per gli albergatori, arrivano le nuove tariffe della tassa di soggiorno

nuove tariffe della tassa di soggiorno a Ugento

Arriva l’ufficialità con la pubblicazione della delibera di giunta che ha rivisto al rialzo le tariffe della tassa di soggiorno a Ugento. Una decisione che sta portando diversi malumori nel settore alberghiero, con gli operatori che lamentano l’inopportunità dei tempi. Molti di loro, infatti, hanno già firmato dei contratti con la differenza di prezzo della tassa che sicuramente verrà rimessa dai proprietari.

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Anche Lilt Lecce scrive al sindaco di Ugento Salvatore Chiga

consiglio comunale forno crematorio ugento
consiglio comunale forno crematorio ugento

Non accennano a calmarsi le polemiche intorno alla contestatissima decisione dell’amministrazione comunale di avviare l’iter per un forno crematorio a Ugento. decisione poi bloccata, con la determina che è stata annullata nella giornata di ieri.

Ma i problemi per il sindaco Salvatore Chiga non accennano a passare, con il presidente di Lilt Lecce che ha preso carta e penna per stigmatizzare quanto avvenuto in consiglio comunale.

Scuse che non solo non sono mai pervenute, ma che mai perverranno, a giudicare da i post condivisi da Salvatore Chiga dopo l’ultimo consiglio comunale, nel quale rivendica l’operato della sua amministrazione, sottolineando come dal suo punto di vista non fossero presenti offese nel suo discorso.

Il tono del discorso non è passato inosservato per nessuno, soprattutto i tanti presenti nella parte del pubblico dell’ultimo consiglio comunale, che non poco hanno rumoreggiato quando il sindaco ha fatto intendere che qualcuno sia stato squallido o artefice di “una squallida atmosfera” utilizzando le esatte parole del sindaco.

Gentile sindaco, lei ha il diritto a sostenere l’opportunità sociale e/o economica per la Sua comunità circa l’insediamento del forno crematorio ma, mi ascolti, non provi a screditare lo spessore morale e scientifico del Dr Serravezza. Ancora vengo a puntualizzarLe un altro aspetto, forse quello più importante […], avere la presenza all’interno del comune di una nostra delegazione dovrebbe essere un vanto […] mai e poi mai deve essere vissuta come gentile concessione, come un favore che si è voluto fare al presidente o referente di turno! […] Pertanto rispedisco al mittente qualsiasi allusione a connessioni o gentili collaborazioni da lei elargite a favore della nostra associazione. Per lei deve essere, mi ripeto, motivo di vanto poter dire di avere una delegazione Lilt Lecce nel proprio comune. Infine, mi permetta di esprimerLe un’ultima considerazione su un punto che mi ha addolorato più di ogni altra cosa! Lei, riferendosi alla nostra referente della delegazione di Ugento l’ha definita “silente complice”. Ebbene Sindaco, la dr.essa De Maria Valentina, ha ragione Lei, è nostra complice! Si! Ma non è silente: era in prima fila sia in occasione del convegno che in occasione del consiglio comunale. […]Lei avrebbe dovuto essere felice e avrebbe dovuto ascoltare queste giovani professioniste così sensibili alle tematiche riguardanti la salvaguardia della salute pubblica, invece di etichettarle e screditarle. La maturità sociale di una comunià non si misura con l’applausometro, né si misura da quanto le giovani generazioni siano complici e silenziose rispetto alle decisioni del primo cittadino.

Un estratto della lettera del rappresentante di Lilt Lecce Dr. Carmi
lettera lilt lecce al sindaco di Ugento

Grazie ai lombrichi non bisogna abbassare la guardia

progetto geneo e lombrichi

Nell’ambito del “progetto Geneo” – www.geneosalento.it –  della Lilt (Lega Italia lotta tumori) di Lecce, recentemente richiamato dal dott. Giuseppe Serravezza in occasione dell’incontro del Comitato “No Forno Crematorio a Ugento”, sono interessanti le conclusioni fornite a seguito dei risultati parziali dell’analisi eco tossicologica dei terreni di diversi comuni salentini, tra cui quelli del nostro territorio.

Il progetto, a cui l’Amministrazione comunale ha aderito, peraltro con un contribuito di 1500 euro,  ha unito la caratterizzazione chimica del suolo all’uso di strumenti biologici ed eco tossicologici per la valutazione di rischio complessiva. 

Potrebbe sembrare curioso, ma tra i vari organismi bioindicatori i lombrichi sono stati ampiamente utilizzati per studiare sul piano eco tossicologico le matrici ambientali di alcune aree verdi insistenti nella nostra area. 

I tecnici hanno effettuato due test: uno di tossicità acuta e l’altro di tossicità cronica. Il primo, che consiste nel misurare la mortalità dei lombrichi dopo 14 giorni di esposizione al terreno ritenuto potenzialmente tossico, ha rilevato un’assenza di tossicità acuta in quanto la percentuale di mortalità è risultata essere inferiore al 20%. Il secondo, che invece monitora gli effetti tossici provocati da tempi di esposizione prolungati, nel senso che si valutano i valori di nuovi lombrichi nati per replica rispetto al valore del 30%, considerando una tossicità cronica se vi è un indice inferiore, ha evidenziato uno stato borderline, il che se è vero essere sintomo di assenza di cronicità tossicologica, è altrettanto vero che disvela la necessità di mantenere alta la guardia. Non a caso, pur rilevando che i terreni analizzati non evidenzino alcuna genotossicità, è necessario porre maggiore attenzione nel tempo ai fini di registrare se si tratti di un fenomeno isolato e resiliente ovvero se rappresenti un reale trend di rischio ambientale aumentato.

Rimangono ancora da analizzare i dati sui dosaggi di metallotioneine, utili a disporre di maggiori indicazioni sull’esposizione alla contaminazione da metalli pesanti. Tuttavia a prescindere dallo stato epidemiologico è stata registrata una significativa presenza di alcuni contaminanti, quali l’Arsenico, il Berillio e, in misura minore, il Vanadio. La presenza e la concentrazione di questi metalli pesanti rivelano uno stato di contaminazione del suolo assolutamente non compatibile e non atteso per aree verdi. Per quanto riguarda l’arsenico e le sue possibili sorgenti, è importante ricordare che la ricerca di pesticidi è risultata negativa. L’analisi delle diverse diossine, furani e PCB, pur rivelando valori ampiamente nei limiti di legge, sembrano svelare possibili sorgenti di contaminazione, meritevoli di approfondimento. 

Gli esperti ritengono che la gravità della situazione epidemiologica attuale sia sicuramente  conseguenza delle modificazioni subite dall’ambiente salentino negli ultimi 20 – 40 anni. Lo studio GENEO ha rivelato uno stato di contaminazione del suolo piuttosto preoccupante in molte aree del Salento, il che fa temere un ulteriore peggioramento della situazione epidemiologica nel prossimo futuro.

In ragione delle ben note emergenze ambientali gravanti nel nostro territorio, e sulla scorta della normale prassi seguita in tante altre Regioni del Nord, si conferma improcrastinabile un intenso e costante monitoraggio ambientale, soprattutto del suolo, matrice-memoria di ogni inquinamento, allo scopo di salvaguardare la salute delle popolazioni. Una necessità ed un urgenza che devono essere considerate nell’ambito di una pianificazione dello sviluppo del territorio che sia corretta e sostenibile, oltreché supportata da un’ineludibile valutazione del rischio connesso a possibili sorgenti del grave ed accertato inquinamento dei suoli.

Su tali presupposti scientifici sarà possibile predisporre gli opportuni interventi tecnici, amministrativi e politici, non trascurando di garantire, sempre e comunque, la partecipazione attiva di tutti i cittadini.

La maggioranza di Ugento si incenerisce con il forno crematorio

stop al forno crematorio di ugento
consiglio comunale forno crematorio ugento

Una bella pagina di partecipazione popolare quella scritta ieri ad Ugento, durante il primo consiglio comunale partecipato che si possa ricordare da almeno 10 anni a questa parte.

Non erano più abituati i consiglieri comunali della città messapica e questo si è visto, soprattutto durante l’intervento del sindaco Salvatore Chiga che ha duramente risposto alle accuse ascoltate durante il convegno organizzato pochi giorni fa dal comitato “NO FORNO”.

Una pagina meno bella e a tratti censurabile quella invece scritta dalla maggioranza, con parole poco lusinghiere rivolte dal sindaco nei confronti del Dott. Giuseppe Serravezza e della rappresentante locale della Lilt Dott.ssa Valentina De Maria, rei di aver intrapreso una campagna d’odio nei confronti delle istituzioni locali. Un discorso duro, che ricorda gli animati interventi del vice sindaco Massimo Lecci, impegnato nella attenta lettura del discorso in ausilio al sindaco, così come si può notare dalle registrazioni del consiglio comunale.

Fatto sta che la delibera con il quale si procedeva all’avvio dell’iter per la costruzione del forno crematorio nel cimitero di Ugento verrà ritirata, così come dichiarato dal sindaco nella parte finale del suo discorso e ribadito anche dalla presidente del consiglio Maria Venere Grasso, che nel rigettare la mozione presentata dalla minoranza che impegnava tutti a esprimere la loro contrarietà al forno, ha promesso di affrontare l’argomento nel prossimo consiglio comunale del 7 aprile.

Dei distinguo si sono fatti notare anche all’interno della maggioranza, con l’assessore Alessio Meli che ha preso la parola per voler rivendicare la programmazione del suo settore anche in questo caso, avendo già preventivato attraverso il piano triennale delle opere pubbliche lo straccio di questo progetto. Un’affermazione che sembra voler sottolineare una differenza di vedute, considerata anche l’assenza dell’assessore Meli alla giunta comunale che ha deliberato l’avvio dell’iter per la costruzione del forno crematorio.

Non resta che seguire il consiglio comunale del prossimo 7 aprile in cui dovrebbe discutersi l’annullamento ufficiale della procedura che avrebbe potuto portare alla costruzione del contestatissimo forno.

Nel mentre non tardano ad arrivare le reazioni politiche, con il gruppo “Uniti Verso il Futuro” che, esprimendo solidarietà alla Dott.ssa De Maria, esulta per una notizia attesa da molti:

Felicissimi per Ugento e per TUTTI i suoi cittadini! Possiamo finalmente sentirci sollevati da un macigno che incombeva sulle nostre teste. Un grazie a chi si è battuto con il vigore di chi, consapevolmente, ha voluto spendersi per il bene di tutti! Il risultato c’è ma siamo rammaricati per il trattamento che il sindaco ha riservato alla Dott.ssa De Maria, Presidente della Lilt di Ugento. A Lei il nostro gruppo esprime gratitudine e solidarietà per l’accaduto e conferma il pieno appoggio per le istanze dell’associazione che rappresenta.

giulio lisi

Anche la consigliera di minoranza Laura De Nuzzo ha voluto affidare le sue parole al Corriere Salentino, con delle dichiarazioni recentemente apparse che sottolineano le somiglianze dei casi forno e eco centro di Lido Marini, due questioni spinose sulle quali la maggioranza di Ugento è stata costretta a fare marcia indietro.

Siamo ormai giunti al paradosso che l’Amministrazione eletta per governare, di fatto va a traino dell’opposizione.
Nel Consiglio di oggi, infatti, il Sindaco e la Giunta, sollecitati e spinti dalla minoranza, hanno assunto l’impegno di annullare in autotutela gli atti relativi alla realizzazione di un inceneritore, in quanto a parere non solo nostro, ma anche della LILT e di esperti appositamente interpellati, fortemente impattante sulla salubrità dell’aria e quindi sulla qualità della vita dei cittadini

La dichiarazione di Laura De Nuzzo a corrieresalentino.it

Massimo Lecci come al bar, offese a mezzo stampa rivolte a Giulio Lisi

continuano le offese tra lecci e lisi

In seguito al pezzo apparso oggi su Il Quotidiano a firma di Pierangelo tempesta, non si sono fatte attendere le reazioni da parte di Giulio Lisi, che ha replicato alle affermazioni del sindaco de facto Massimo Lecci, che nel suo solito stile ha approfittato per affondare le offese nei confronti dei suoi detrattori, definiti ignoranti e invitati a vergognarsi per il sol fatto di aver sollevato un problema.

La verità oggettiva è che il progetto dell’eco centro per ora rimane bloccato ed il perché è lo stesso Lecci ad ammetterlo. Non esisterebbero più i tempi tecnici per poter finire un’opera nei tempi utili a poter godere dei finanziamenti per la sua realizzazione, con un’amministrazione comunale che deve leccarsi le ferite di una sconfitta pubblica senza però alzare bandiera bianca, meditando altre soluzioni economiche per arrivare alla costruzione dell’eco centro.

Un offesa che sembra essere rivolta principalmente a Giulio Lisi, che dalla propria pagina politica su Facebook ribatte:

Leggo sul Quotidiano di oggi le gratuite offese rivolte alla mia persona da parte del vice sindaco Lecci. La vergogna non può riguardare chi, nell’esercizio delle sue funzioni, rivolge critiche ad un’amministrazione bocciata dall’elettorato che l’ha collocata in posizione minoritaria rispetto ai gruppi di opposizione. Nessuno di noi, secondo i basilari canoni della buona educazione, ha mai espresso valutazioni che esulino dalla pura dialettica politica! È triste assistere alla mancanza di altre motivazioni a sostegno delle proprie ragioni se non quelle dell’attacco e dell’offesa ad personam! L’unico giudizio a cui si è esposto il vice sindaco è quello degli elettori e il risultato è stato assolutamente negativo dopo 25 anni di gestione! Altri consiglieri gli hanno anche ricordato che nessuno di noi dell’opposizione si è sottoposto a verifica delle sue competenze in materia amministrativa come sembra sia accaduto al vice sindaco che ha registrato anche qui un esito negativo. In conclusione, se il dialogo politico deve scivolare verso il basso non saremo noi a raccogliere le provocazioni. Il vice sindaco se ne faccia una ragione, perché noi continueremo a svolgere il nostro ruolo di proposta e di controllo nell’interesse di tutti i cittadini. E comprendiamo benissimo che una voce diversa (per fortuna) dalla sua possa infastidirlo perché non avvezzo al confronto!

Non chiamatela Via Crucis Vivente

via crucis ugento

Si è svolto sabato scorso nella cornice dell’ex chiesa di Santa Filomena a Ugento la conferenza stampa di presentazione della prossima rappresentazione della Via Crucis. Presenti il vicepresidente dell’associazione organizzatrice Donatello de Nuzzo, l’assessore Chiara Congedi e il regista che ha voluto esordire con il titolo “non chiamiamola Via Crucis Vivente“, spiegando e addentrandosi nelle peculiarità del suo concetto di spettacolo.

il regista Alberto D’Ambrosio

Ispirata alle sacre rappresentazioni della tradizione cristiana cattolica sin dal Medioevo e
vivamente apprezzata nelle passate edizioni da un pubblico sempre più numeroso e partecipe, la domenica delle Palme ritorna, nella sua XV edizione, la Via Crucis vivente che sotto
la regia di Alberto D’Ambrosio porteremo in scena nella splendida ambientazione di Piazza
S. Vincenzo. Una edizione speciale questa, che segna la ripartenza del nostro evento dopo
tre anni di stop forzato a causa della pandemia. Riprenderla ha il sapore della rinascita, del
ritorno ad una quotidianità smarrita in alcuni momenti del nostro passato recente anche se,
ancora attualmente diversi scenari foschi e drammatici si presentano persino nella parte del
mondo più vicina a noi. Ci è mancata molto la Via Crucis in questi tre anni: è mancata a noi
come Associazione, ai nostri concittadini, ai tanti spettatori dei paesi vicini che con la loro
presenza sempre più numerosa partecipano a questo evento ormai diventato un appuntamento atteso e irrinunciabile ma finalmente, ritorniamo in scena. Il lavoro paziente, silenzioso e umile del presidente Gianluca De Marco e quello dei suoi collaboratori ce lo permette
nonostante la ristrettezza dei tempi.
Non è facile essere originali nel racconto di quella storia millenaria, patrimonio collettivo
dell’occidente cristiano e non solo. Di essa conosciamo la trama e i protagonisti, il finale differente può essere solo il modo di presentarla salvaguardandone la sacralità e la tradizione.
E proprio per questa ragione ogni anno il canovaccio viene rivisto e rinnovato nella scrittura e nelle scene con testi classici e/o contemporanei di grandi autori che la arricchiscono di
nuovi spunti e nuove sfumature rendendola sintesi perfetta tra fede e tradizione, in un clima
di profondo raccoglimento e partecipazione.
Partecipazione che è anche il sentimento portante della narrazione teatrale di questa esperienza comunitaria che ha come interpreti attori di una sera, uomini e donne che con grande
passione hanno messo da parte il loro tempo e i loro impegni personali per dare vita a questa
performance teatrale, è questo il senso della nostra Via Crucis. Partecipazione, non importa
se credenti o meno.

Il comunicato dell’Associazione Via Crucis
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