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VI FIGiLo – Festival dell’Informazione Giornalistica Locale a Gallipoli

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Hotel Bellavista Club Caroli Hotels – Gallipoli – 27/29 gennaio

Pronta al via la sesta edizione di “FIGiLo”, Festival dell’Informazione Giornalistica Locale dal 27 al 29 gennaio 2022 all’ Hotel Bellavista Club di Gallipoli su iniziativa del gruppo Caroli Hotels, da Piazzasalento, giornale diretto da Fernando D’Aprile (ideatore di FIGiLo), con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti della Puglia, della Provincia di Lecce, dell’Associazione Nazionale Stampa Online (Anso).

In un settore editoriale in crisi, l’informazione locale apre nuovi possibili panorami, in cui intrecciare una professione sempre più complessa e articolata con i nuovi strumenti della comunicazione, come il citizen journalism e i social media. Mai come oggi c’è bisogno di giornalisti e giornalismo, interlocutori e intermediatori sempre più preparati e raffinati  in mezzo ad una rivoluzione che dura da una decina di anni ed ancora non si è assestata. Una rivoluzione che combatte e si adatta ogni giorno con la forza ridondante del web e dei social tra fake news, hate speeches, blog e viralità.

Di questo e altri temi, si occuperà Figilo sesta edizione, un momento di incontro, confronto e crescita dedicato ai giornalisti, agli operatori della comunicazione e agli studenti. Obiettivi da raggiungere attraverso tre giornate di incontri e dibattiti con direttori e giornalisti delle testate locali, docenti universitari, studiosi e responsabili della comunicazione istituzionale, per uno spaccato che renda la più nitida possibile una realtà veloce e invasiva che necessita di regole ma anche di una diversa e costante attenzione da parte degli operatori.

Di seguito troverete il programma definitivo (salvo integrazioni e cambiamenti dell’ultima ora). L’evento, trasmesso in diretta Facebook, prevede alcuni incontri formativi accreditati presso l’Ordine dei Giornalisti (di cui si darà adeguata comunicazione) che saranno tenuti da giornalisti, docenti universitari ed esperti della comunicazione.

L’apertura dei lavori è fissata per le ore 9,30 del 27 gennaio. Da segnalare la presenza di Piero Ricci, Presidente dell’Ordine Giornalisti di Puglia; Carlo Bartoli, Presidente Ordine Nazionale Giornalisti (in remoto); Elio Donno, Presidente del Consiglio Nazionale di disciplina dell’Ordine; dei giornalisti, tra gli altri, Michele Mezza, Anna Praderio (Mediaset, in remoto), Andrea Filippi (Direttore responsabile La Provincia Pavese), Roberto Napoletano (Direttore responsabile Quotidiano del Sud), Francesco Piccinini (Direttore editoriale Fanpage.it), Sabrina Giannini (Autrice Tv) e Guido D’Ubaldo (Presidente Ordine Giornalisti del Lazio, in remoto); del virologo Andrea Crisanti (in remoto); degli autori di Lercio.it e Bufale.net; dei docenti universitari Ruben Razzante, Stefano Cristante e Gigi Spedicato; Giovanni Caprara, Presidente UGIS Unione Giornalisti Italiani Scientifici; Marco Giovannelli, Presidente ANSO Associazione Nazionale Stampa Online (in remoto).

PROGRAMMA VI FIGILO 27-29 GENNAIO 2022

Giovedì 27 GENNAIO

9:15 – 9:30 – Presentazione Figilo con Fernando D’Aprile, Direttore Piazzasalento e ideatore di FIGiLo; Stefano Minerva, sindaco di Gallipoli e Presidente della Provincia di Lecce; Attilio Caroli Caputo, Direttore generale Caroli Hotels

9:30 – 12:30 – Dibattito:   “Il ruolo perduto del giornalismo di qualità e le sfide del futuro”  con Piero Ricci, Presidente Ordine dei Giornalisti di Puglia e Giornalista di Repubblica; Roberto Paolo, Presidente della Federazione Italiana Liberi Editori e Vicedirettore del quotidiano “Roma”; Carlo Bartoli, Presidente nazionale Ordine dei Giornalisti. Conduce Antonio Della Rocca, Giornalista del Corriere del Mezzogiorno.

15:00 – 18:00 Tema: “Mercato, territorio, servizio: la mediamorfosi del giornalismo locale. Il caso americano.” Sulla base del libro di Jill Abramson “Mercanti di verità”, analizziamo le tendenze dei processi di convergenza nell’informazione locale: con Francesco Piccinini, Direttore Editoriale Fanpage; Roberto Napoletano, Direttore il Quotidiano del Sud; Stefano Cristante, Docente di Sociologia della Comunicazione Università del Salento; Maddalena Mongiò, Giornalista de L’ Edicola del Sud. Conduce Michele Mezza, Giornalista e Docente di Epidemiologia sociale Università Federico II di Napoli.

18:00 – 20:00 – Forum: Locale e Iperlocale, l’informazione nell’era digitale si apre a nuovi spazi. Esperienze a confronto”: con Mario Improta, già Direttore di Sportlocale; Enzo Ferrari, Direttore di Taranto Buonasera; Riccardo Primiceri, Direttore editoriale, e Paolo Priapo, Redattore di Ozanews; Andrea Filippi, Direttore La Provincia Pavese; Luigi Taurino, Caporedattore Leccenews24.it; Tiziano Argazzi, giornalista di Italia a Tavola e Corriere Quotidiano; Francesco Loaicono, Direttore La Nuova Ecologia, Marco Giovannelli, direttore di Varesenews e Presidente ANSO (Associazione Nazionale Stampa Online). Conduce Fernando D’Aprile, Direttore di Piazzasalento.

Venerdì 28 GENNAIO

9:15 – 12:15 Tema: “Accanimento mediatico nella descrizione del dolore: diritti e doveri nel descrivere un fatto di cronaca:” con Elio Donno, Presidente del Consiglio Nazionale di Disciplina dell’Ordine dei Giornalisti; Guido D’Ubaldo, Presidente Ordine Giornalisti del Lazio e giornalista del Corriere dello Sport. Conduce Adelmo Gaetani, già Consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. Presenzia Roberto Tanisi, Presidente Tribunale di Lecce.

14:00 – 16:00 Tema: “La pandemia come variante dell’informazione: ruoli e saperi nel gorgo dell’informazione scientifica”: con Andrea Crisanti, Direttore del Dipartimento di Microbiologia dell’Università di Padova; Renata Palma, Giornalista e Socia UGIS (Unione Giornalisti Italiani Scientifici). Conduce Michele Mezza, Giornalista e Docente di Epidemiologia sociale Università Federico II di Napoli.

16:00 – 18:00 –Tema: “Comunicazione e informazione scientifica: la necessità di informazione corrette e certificate”: con Giovanni Caprara, Giornalista ed Editorialista scientifico del Corriere della Sera, Presidente UGIS Unione Giornalisti Italiani Scientifici; Elena Bauer, Responsabile comunicazione scientifica Istituto FIRC oncologia molecolare. Conduce Alberto Nutricati, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno.

18:00 – 20:00 –Tema: “Fake news e deontologia del giornalismo medico-scientifico” con Ruben Razzante, Docente di Diritto dell’Informazione presso l’Università Cattolica di Milano e la Lumsa di Roma, Componente della task force anti-fake news del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Conduce Giovanni Caprara, Giornalista ed Editorialista scientifico del Corriere della Sera, Presidente UGIS (Unione Giornalisti Italiani Scientifici)

Sabato 29 GENNAIO

9:00 – 11:00Tema: “Deontologia del giornalismo nel cinema e nei beni culturali. Informazione di qualità e ruolo dei colossi della Rete”: con Anna Praderio, Giornalista Mediaset; Alberto Giuffrè, Giornalista Sky TG24; Barbara Visentin, Giornalista del Corriere della Sera. Conduce Ruben Razzante, Docente di Diritto dell’Informazione presso l’Università Cattolica di Milano e alla Lumsa di Roma, Componente della task force anti-fake news del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

11:00 – 13:00 Tema:“Bufale e dintorni, fake news e disinformazione: alla ricerca della verità perduta.”: con Patrizio Smiraglia e Vittorio Lattanzi, Autori di Lercio.it; Claudio Michelizza, Bufale.net; Sabrina Giannini, Giornalista e Autrice TV; Gigi Spedicato, Docente di Sociologia della Comunicazione Università del Salento. Conduce Valentina Murrieri, Giornalista di Lecceprima.it

Fine lavori

Patto per la lettura della città di Ugento. Ci sono anche le Officine Multimediali

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Inviata ieri la richiesta di adesione al patto per la lettura del Comune di Ugento da parte dell’associazione Officine Multimediali ente del terzo settore, editore del nostro giornale e associazione impegnata nella promozione del nostro territorio e delle sue eccellenze.

La richiesta è stata recapitata via Pec (con accettazione ricevuta il 24/01/2022 alle ore 23:03:53) , con l’indicazione del delegato scelto, che sarà Paolo Priapo.

Risulta sempre importante partecipare ad azioni di questa natura, soprattutto per noi che da anni siamo fattivamente attivi nella promozione della lettura, non per ultima con l’iniziativa legata al lancio del mensile cartaceo di Ozanews, da gennaio in tutte le edicole e i bar del nostro paese.

il magazine mensile di Ozanews

Ci auguriamo per questo di poter fornire il nostro attivo contributo all’iniziativa, mettendo a disposizione il nostro network e le nostre competenze per un nobile fine: quello di promuovere la lettura nel nostro paese.

Attraverso la creazione di una rete territoriale strutturata, fondata su un’alleanza di scopo grazie
alla sottoscrizione di un documento di indirizzo da parte di tutti i soggetti coinvolti, il Patto di
Ugento per la lettura si prefigge di ridare valore all’atto di leggere come momento essenziale
per la costruzione di una nuova idea di cittadinanza, in particolare mira a:

  1. Rendere la lettura un’abitudine sociale diffusa, riconoscendo il diritto di leggere come
    fondamentale per tutti i cittadini, sin dai primi anni di età, avvicinare alla pratica della lettura
    gli utenti potenziali e i non lettori;
  2. Rafforzare e consolidare le abitudini dei lettori abituali;
  3. Promuovere la lettura nell’intero territorio della Città comprese le Frazioni e le Marine anche
    attraverso la costruzione e valorizzazione di presidi diffusi come le piazze, i parchi e i luoghi
    inconsueti solitamente dedicati al piacere e allo svago;
  4. Promuovere l’integrazione di persone con disabilità, partendo dalle scuole e con la
    collaborazione di Associazioni, nel pieno coinvolgimento delle diverse fasce generazionali,
    senza trascurare la popolazione anziana;
  5. Promuovere programmi e progetti dedicati ad affrontare temi di interesse pubblico, questioni
    di genere, razzismo, intolleranza e discriminazione; per consolidare una cultura dei diritti
    umani;
  6. Attivare politiche culturali di contrasto alla povertà educativa anche con progetti di
    inclusione sociale e strategie di promozione di pratiche di educazione permanente e
    alfabetizzazione, anche digitale;
  7. Rafforzare il legame con le scuole per promuovere la lettura per tutto l’arco della vita;
  8. Programmare attività che costituiscano una risorsa utile per l’aggiornamento e la formazione
    di famiglie, insegnanti, bibliotecari, operatori socio-culturali, imprenditori e funzionari
    pubblici;
  9. Sperimentare l’utilizzo di nuove tecnologie e pratiche di innovazione digitale legate alla
    lettura e promuovere competenze digitali e tecniche di educazione all’informazione
    (information literacy);
    10.Organizzare attività, rassegne, incontri, festival, fiere che creino momenti di contatto e
    condivisione tra i vari attori della filiera del libro (lettori, autori, traduttori, librai, bibliotecari),
    valorizzino il potenziale aggregativo della lettura intesa come esperienza collettiva
    sperimentando nuovi approcci alla promozione della lettura, e sostengano la creatività.
Patto_per_la_lettura_-_Ugento-1

Informazione giornalistica locale: anche OzaNews al festival.

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ozanews ospite figilo

Ozanews.it presente alla sesta edizione del festival dell’informazione giornalistica locale “FIGILIO”, dal 27 al 29 gennaio 2022 all’hotel Bellavista club di Gallipoli.

Iniziativa del gruppo Caroli hotels e “Piazzasalento”, giornale diretto da Fernando D’Aprile, l’ideatore del festival con il patrocinio dell’Ordine dei giornalisti della Puglia, della Provincia di Lecce, dell’Associazione nazionale stampa online (Anso).

Il Festival ospiterà molte figure importanti del giornalismo nazionale e locale: Piero Ricci, presidente dell’Ordine giornalisti di Puglia; Carlo Bartoli, Presidente Ordine Nazionale Giornalisti (in remoto); Elio Donno, presidente del Consiglio nazionale di disciplina dell’Ordine; oltre che Michele Mezza, Anna Praderio (Mediaset, in remoto); Francesco Piccinini (direttore editoriale “Fanpage.it”); alcuni autori di “Lercio.it” e “Bufale.net”; dei docenti universitari Ruben Razzante, Stefano Cristante e Gigi Spedicato.

Tre giorni intensi dove si affronteranno i temi caldi del giornalismo moderno e dell’informazione, ma non solo: incontri e dibattiti con direttori e giornalisti delle testate locali, docenti universitari, studiosi e responsabili della comunicazione istituzionale.

Sarà un’occasione per fare il punto sul valore passato e futuro dell’informazione al tempo del social, della viralità, l’hate speech e delle fake news.

Noi di OzaNews siamo fermamente convinti che il paradosso informativo creatosi attraverso l’iper-produzione di notizie renda il nostro lavoro ancora più difficile; oggi, molto più di prima, è necessario che il lettore si possa fidare di chi legge, riconoscendone per quanto possibile obiettività e impegno.

Il tutto ha come fine quello più alto di “smuovere” le menti dei lettori, “un’ἀγορά” (la piazza) greca dove i dibattiti sono rivolti al miglioramento di noi stessi e di ciò che ci circonda.

Questo vuole essere OzaNews e questo, secondo noi, è il valore fondamente dell’informazione iperlocale.

Oggi sappiamo subito quello che succede dall’altra parte del mondo, ma non quello che succede nel nostro Municipio. I riflettori della globalizzazione hanno spostato il focus informativo e i giornali locali cercano di ripristinare un equilibrio fondamentale per noi che viviamo i piccoli paesi.

Siamo convinti che raccontare luci e ombre del nostro paese, portandone alla ribalta le storie, belle e meno belle, sia la sfida del nostro giornale; dare voce anche a chi non l’aveva è la nostra mission di riferimento.

Sono questi gli ideali che porteremo al festival, cercando di trasmettere il nostro entusiasmo, l’impegno e la passione di raccontare. Sarà un motivo di crescita personale e redazionale.

Noi saremo presenti nella prima giornata:

dalle 18:00 alle 20:00, Forum: Locale e iperlocale, l’informazione nell’era digitale si apre a nuovi spazi. Esperienze a confronto”: con Mario Improta, già direttore di “Sportlocale”; Enzo Ferrari, direttore di “Taranto Buonasera”; Riccardo Primiceri, direttore editoriale, e Paolo Priapo, redattore di “Ozanews”; Andrea Filippi, direttore “La Provincia Pavese”; Luigi Taurino, caporedattore “Leccenews24.it”; Tiziano Argazzi, giornalista di “Italia a Tavola” e “Corriere Quotidiano”; Francesco Loaicono, direttore “La Nuova Ecologia”, Marco Giovannelli, direttore di “Varesenews” e Presidente Anso. Conduce Fernando D’Aprile, direttore di “Piazzasalento”.

Citazione calendario.

Un’esperienza controcorrente la nostra: un giornale stampato a tema iperlocale, gli unici a Ugento e unica testata del nostro territorio coinvolta nella discussione.

Ci auguriamo che sia solo il punto di partenza per condividere, con voi lettori, sempre maggiori successi.

Riflessione sul nostro tempo.

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Una riflessione sul nostro tempo: quando si passa attraverso esperienze di disagio estremo, come più frequentemente purtroppo capita a molti in questi “tempi difficili”, c’è un momento in cui tutto si aggiusta senza che sia intervenuta nessuna modifica alla situazione concreta.

Illuminazione, Speranza, Pazienza, Fede!?

La serenità che passa attraverso l’amore per la vita ci dà (o dovrebbe darci!) la forza di aprirci agli “ultimi”, condividendone le sofferenze; e soprattutto a noi stessi, aprendoci alla riflessione, al confronto al sapersi ascoltare e a riuscire ad ascoltare.

L’altra notte non riuscivo a dormire. Nel buio della stanza pensavo e vagavo tra i pensieri in uno stato di ebbrezza gioiosa, senza alcun motivo particolare.

Quel silenzio assordante mi ha portato a girovagare in questa riflessione. Perdendomi nel tentativo, sempre sfuggente, di metterla assieme secondo una logica che potesse aiutarmi a ricordarla in maniera sistematica al momento più opportuno. Renderla prima di tutto comprensibili a me stesso.

Le continue insurrezioni del tempo sulla vita di tutti i giorni provocano quasi sempre dei seri cambiamenti negli stili di vita delle persone.

La pandemia ha fatto proprio questo, rendendoci vulnerabili e assolutamente incapaci di riflettere.

Non è un caso, forse, che il grande sociologo Bauman, nella sua riflessione sociologica, abbia individuato nella “società liquida” l’attuale scomponimento e/o, se si vuole, smarrimento dell’essere cittadino del mondo, acuitosi, tendente a stati patologicamente irreversibili a causa degli effetti di un virus che non sembra voler mollare la presa sull’uomo, che è sempre più solo, smarrito ed incapace di pensare al futuro perché non riesce a vivere il presente.

All’interno di questa cornice è opportuno evidenziare un tratto meramente sociologico: non può sottacersi sul legame che oggi unisce il concetto di liquidità al rapporto tra la fede e la ragione, peraltro affrontato con lungimiranza pastorale da S. Giovanni Paolo II nella sua enciclica Fides et Ratio.

Del resto, una globalizzazione sempre più pressante invade la sfera privata dell’uomo con una forza apparentemente inesauribile che si autoalimenta con quel capitalismo della sorveglianza che destruttura la socialità; denaturalizza l’uomo al punto da renderlo un mero agglomerato di dati digitali; aumentando esponenzialmente le diseguaglianze a favore di un disconoscimento dei diritti umani.

L’uomo non è più tale.

Si assiste, ma non sono in molti ad accorgersene, che i percorsi intrapresi, classificabili come forme di finanziarizzazione, delineano un’architettura globale di sorveglianza, ubiqua e sempre all’erta, che osserva ed indirizza il nostro stesso comportamento per fare gli interessi di pochissimi.

Di coloro i quali dalla compravendita dei nostri dati personali e delle predizioni sui comportamenti futuri traggono enormi ricchezze e un potere sconfinato.

Nei cicli economico – filosofici di Marx, MDM (Merce – Denaro – Merce) e DMD (Denaro – Merce – Denaro), il capitalismo della sorveglianza ha identificato la merce con l’esperienza umana sotto forma di dati, sfruttata come materia prima per pratiche commerciali segrete.

Seguendo le spinte tecnocratiche e politiche di poteri, spesso invisibili, che impongono il proprio dominio sulla società ed aprono nuove e pericolose brecce nelle mura dei sistemi democratici, mettendo a rischio l’architrave della libertà.

La complessità delle questioni umane e sociali che oggi devono essere affrontate non favorisce quella riflessione e quel ragionamento verso i quali giunge in soccorso l’indagine epistemologica: cioè la capacità di porci delle domande per risolvere i problemi.

Tuttavia occorre iniziarsi verso un nuovo umanesimo: nuove forme di antropologia positiva, nuove forme di solidarietà sociale.

Tutte possibilità, strumenti del pensiero umano, che offrono alla società liquida l’occasione di tornare a pensare al futuro, vivendo il presente e non dimenticando il passato; ad immaginarlo nella speranza, viva e ardente, purtroppo smarritasi a causa delle debolezze umane sempre più marcate di speculazioni tipiche dell’homo economicus.

È più urgente che mai non perseverare ad ignorare la storia nella spiegazione di fenomeni sociali; quali sono quelli della globalizzazione delle economie nazionali e la finanziarizzazione dei mercati.

In fondo è stato proprio questo approccio ad aver causato una “deprivazione” della comprensione della loro natura; in quanto si è cercato di presentarli, fuori da ogni prospettiva storica, come fenomeni assoluti e non già transeunti.

Se la storia fosse stata tenuta presente sarebbe stato possibile comprendere che la globalizzazione e la sua finanziarizzazione non erano altro che il “ciclico riproporsi di eventi” già conosciuti.

Anche nella nostra comunità bisogna riscoprire il valore della storia; attuare un cambiamento culturale nell’approcciarsi ai problemi locali senza tralasciare l’identità, l’appartenenza, la tradizione; il senso di partecipazione per legarle alle nuove sfide della sostenibilità ambientale, sociale e di governance locale.

Emerge chiara l’esigenza di ricostruzione razionale e morale dell’uomo, di ripensarlo in un nuovo quadro ecologico. Ed in tal senso l’ecologia umana di Benedetto XVI potrebbe aiutare a comprendere che l’uomo è e rimane un’opera superiore.

Senza questa consapevolezza non si è in grado di affrontare le sfide liquide. Sarebbe come chiedere ad una persona che non sa nuotare di attraversare a nuoto il Canale d’Otranto, teatro, tra l’altro, di tante tragedie umane.

Ad ogni cittadino è sufficiente svolgere le normali mansioni giornaliere per rendersi conto di quanto e di come stiamo cambiando. In peggio ovviamente!

In un piccolo paese come il nostro, quando ci mettiamo in fila per comprare una medicina o anche il pane, basterebbe osservarci: silenzio, sguardo diffidente, espressioni malinconiche, occhi smarriti.

Non aiutano certamente le mascherine che hanno spinto ognuno di noi verso l’isolamento. Quante volte sentiamo dire: “non ti avevo riconosciuto con questa mascherina!”. Siamo perfino timorosi di salutare un amico perché preferiamo attendere il nostro turno guardando vuotamente il cellulare. E’ diventato più urgente rispondere ad una messaggio su whatsupp o ad una telefonata.

La verità di cui prendere atto è che ci stiamo trasformando in persone incapaci di socializzare; di fermarci per una riflessione, di ragionare e di dialogare. Facendo questo aumentiamo il valore della merce come esperienza umana. 

Se questo è sotto alcuni aspetti condivisibile in una grande città, non è accettabile in una piccola comunità come la nostra; dove più o meno tutti si conoscono.

Ne risente quindi la socialità, il senso di appartenenza e di identità; il valore della solidarietà umana che nulla ha a che vedere con la mera, seppur importante, raccolta alimentare. Abbiamo paura di aprirci a noi stesi e agli altri.

Dove vogliamo andare? E soprattutto, chi siamo noi ugentini? L’uomo, il suo essere persona, ogni “ugentino”, deve dar vita ad un nuovo inizio.

L’esperienza del COVID-19 non deve quindi spezzare nella sua inusuale drammaticità le sue capacità resilienti, insite nella sua struttura antropologica, bio-fisica e sociale.

Non si dimentichino infine gli stretti legami, le correlazioni con tutto ciò che lo circonda. Quel Creato da cui è partito e verso il quale tornerà. Riuscendo ad accendere il televisore alla nostra richiesta, alexa non potrà mai capire quali sono i nostri sentimenti, le nostre paure ed il valore del bene che deve trionfare su tutto.

In cucina con Adri: le chiacchiere di carnevale.

chiacchiere di carnevale

Ciao beddhazzi!

Siamo nel periodo più frizzante dell’anno. La nostra personalità e il nostro aspetto si possono finalmente celare, in tutta mostra, dietro una maschera. Prepariamo al carnevale.

Per tutti i gusti e in tutti i colori ogni maschera nasconde una storia, una tradizione, un significato e anche noi salentini siamo catturati ogni anno dalla sensazione di goliardia, di leggerezza e dall’affascinante nota di colore che dà uscire in incognito, sfilando per le strade del paese senza essere riconosciuti, almeno ci proviamo!

Forse un po’ troppo presto starete pensando, manca ancora un po’ al carnevale!

Non per le nostre massaie che sperimentano gia’ da prima in cucina i dolci che rappresenteranno, anche quest’anno, la tradizione.

Ma qual è il dolce salentino di carnevale per eccellenza? Questa volta ci uniamo al resto d’Italia in un dolce tutto tricolore : Le chiacchiere!

L’origine di questo dolce risale all’epoca romana: in quel periodo i dolci a base di uova e farina chiamati “frictina”, venivano fritti nel grasso di maiale e preparato dalle donne romane per festeggiare i “saturnali” (festività che corrisponde al nostro carnevale).

La storia ci porta anche a Napoli, alla corte della Regina Savoia che in uno dei suoi salotti chiese al cuoco di corte, Raffaele Esposito, di preparare un dolce in tutta fretta per accompagnare le chiacchiere che avrebbe fatto con i suoi ospiti. Da questo termine e dalla fretta con cui preparò quel dolce il cuoco ebbe l’ispirazione del nome e fu così che nacquero le chiacchiere ancora un must dei dolci fritti italiani.

Le chiacchiere sono un dolce che si tramanda da secoli, dunque, grazie anche alla sua ricetta facile e per niente dispendiosa.

Per prepare questo dolce non vi faccio fare neanche la lista della spesa! Gli ingredienti sono così semplici che vi basterà recarvi in dispensa per trovarli, al ritorno fermatevi nel soggiorno e aprite la cristalleria, prendete pure il primo liquore che vi capita o del vino bianco, prosecco o spumante che vi è rimasto delle feste, quello che vi pare.

Allora, andateci adesso e facciamole insieme, dai, subito, io vi aspetto qui!

Non dimenticate di prepararvi un mattarello o la macchina che usate per tirare la pasta fresca e una rondella taglia pasta!

Ecco la ricetta delle “Chiacchiere”:

  • 500gr. di farina 00;
  • 100gr. di zucchero;
  • 3 uova intere;
  • 50gr. di burro o margarina;
  • 50gr. di anice o marsala;
  • 40gr. di vino bianco;
  • Un pizzico di sale;
  • Buccia grattugiata di 1 limone o di 1 arancia;
  • Olio di semi per friggere;
  • Zucchero a velo per guarnire;

Procedimento:

Impasto velocissimo fatto a mano: partiamo dai liquidi già pesati, versiamoli in un contenitore e poi  aggiungiamo le uova e finiamo con la farina e il sale, impastiamo!

Lasciamo a riposo per una mezz’oretta.

Dividiamo l’impasto in pezzettini e cominciamo a stendere il primo con il mattarello. Se usate la macchina tirate la pasta fino all’ultimo numero. Dev’essere sottilissima. Più sottile sarà l’impasto, migliore saraà la riuscita del dolce!

Aiutatevi con la farina durante questo lavoro e spolverate e anche un bel pò sui vassoi su cui andrete a porre le vostre chiacchiere prima di essere fritte.

Aiutandovi con una rondella taglia pasta, formate le vostre chiacchiere tagliando la pasta a rettangoli e incidendole poi al centro con un taglietto.

Friggete in abbondante olio di semi di girasole o di arachidi.

📍CONSIGLI PER LA FRITTURA

✔️ la pentola dev’essere alta e capiente;

✔️ Il punto di fumo (la temperatura) si raggiunge a 180gradi;

✔️ Prova del 9: quando iniziano a formarsi le “venature” nell’olio immergiamo un pezzettino di pasta. Se risale subito in superficie l’olio è pronto. Altrimenti aspettiamo ancora un po’;

✔️ Girate continuamente le chiacchiere fino a che non raggiungeranno un colore dorato;

✔️ Scolate in carta assorbente;

Sistemate le chiacchiere su un vassoio e ad ogni strato spolverate con abbondante zucchero a velo( basta solo da un lato)

Fate lo stesso per ogni strato.

📍VARIANTE AL CIOCCOLATO

  • sciogliete del cioccolato fondente a bagno maria o in microonde e aiutandovi con una forchetta o un cucchiaio guarnite le vostre chiacchiere

Allora? Facile no? Fatele e fatemi sapere!

Video tutorial completo⬇️

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Preparazione completa sul mio canale.

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Furti ruote: Ancora una segnalazione

furto ruote

Arriva un’altra segnalazione che ha purtroppo coinvolto un nostro collaboratore, lo stesso ad averci raccontato quanto accaduto.

Mercoledì scorso intorno a mezzanotte ignoti hanno piazzato con diligenza un cric sotto una Fiat Panda parcheggiata in via S.Francesco d’Assisi, dopodiché hanno smontato e portato via 3 ruote. Solo l’intervento del proprietario, allertato dai rumori provenienti dalla strada, ha impedito ai ladri di poter terminare il loro lavoro.

Un altro episodio che si aggiunge a quelli dei giorni scorsi e che ci hanno spinto a lanciare un sondaggio sul nostro profilo Instagram, che ha coinvolto 43 cittadini con il 75% del campione che ha detto di non sentirsi sicuro a Ugento.

Notte folle a Ugento: ruote rubate ad almeno 3 auto

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ruote rubate

Una vera e propria razzia di ruote. Sembra essere una bravata ma potrebbe anche essere qualcosa di più serio. Questa notte alcuni ignoti hanno preso di mira 3 auto, tutte della stessa marca e modello, asportando e facendo sparire le ruote.

Tra le auto interessate anche quella dell’assessore alla cultura Chiara Congedi.

Un fenomeno che potrebbe celare una realtà molto più seria e delicata, in un periodo storico nel quale le conseguenze della pandemia stanno mordendo forte soprattutto gli strati più bisognosi della popolazione.

Sull’accaduto stanno investigando i carabinieri della stazione di Ugento. Tutto fa pensare che non si tratti di un fatto isolato, magari connesso alle molte segnalazioni che ci stanno giungendo in merito a piccoli furti e strani movimenti notturni.

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