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La segnalazione degli amanti della natura: liberate i canali di Torre Mozza

liberate i canali di Torre Mozza

Arriva dalla pagina Facebook degli amanti della natura la nota inviata per PEC al consorzio di bonifica Ugento – Li Foggi per richiedere la liberazione dei due canali che permettono il deflusso delle acque dei due bacini di Torre Mozza, precisamente i bacini Spunderati nord e sud.

Abbiamo inviato una segnalazione tramite PEC al Consorzio di Bonifica di Ugento e Li Foggi per quanto riguarda l’ostruzione che si è creata ai due canali a Torre Mozza che alimentano i 2 bacini Spunderati. Abbiamo chiesto l’intervento per permettere la naturale circolazione dell’acqua. Si sono creati dei depositi di acqua maleodorante e rischiamo di vedere parecchi pesci iniziare a morire.

Il Consorzio è sempre stato un mistero : da anni non siamo mai riusciti ad ottenere una collaborazione proficua per il bene dei cittadini. Assenza di manutenzione ordinaria e straordinaria da anni : il loro (nuovo) sito parla di celebrazioni, l’albo pretorio di acquisti, liquidazioni o assunzioni ma niente lavori soprattutto ad Ugento ed il Parco, mentre l’invio delle bollette ed ingiunzioni sono regolari. La Regione Puglia dovrà svegliarsi un giorno e assicurarsi che questo carrozzone diventi un effettivo ente pubblico efficace ed attivo.

la nota dell’associazione amanti della natura

Una situazione che purtroppo si ripresenta periodicamente da anni e che sta mettendo in ginocchio la biodiversità di uno dei tratti più caratteristici del parco Litorale di Ugento. Nonostante questo, come sottolineato anche nel comunicato, è sempre più difficile poter reperire informazioni dal consorzio di bonifica, al quale anche noi in passato abbiamo inviato una richiesta di intervista, per la quale non ci è mai pervenuta una risposta.

A questo punto sembra utile riflettere sul ruolo e sull’effettiva utilità di un istituzione vissuta da molti come l’ennesimo carrozzone pubblico utile agli equilibri politici piuttosto che a quelli ambientali. Una situazione che però ora mette a rischio anche il delicato equilibrio che permette alle nostre spiagge di potersi fregiare di diversi titoli, oltre all’ultimo e più discusso della bandiera blu.

Sarebbe per questo opportuno l’intervento di qualcuno che possa almeno fornire delle risposte alle tante istanze del territorio che continuano a sentirsi danneggiate dal comportamento del consorzio di bonifica Ugento – Li Foggi.

Giornata internazionale dei musei (degli altri)

Giornata internazionale dei musei

Oggi, 18 maggio, è la Giornata internazionale dei musei. Organizzata ogni anno dall’International Council of Museum dal 1977, di volta in volta viene selezionato un tema specifico per stimolare gli addetti al settore e i professionisti ad aprire le porte al grande pubblico. L’obiettivo della Giornata è portare la consapevolezza che i musei sono un importante mezzo di scambio culturale, arricchimento e sviluppo. Ma è anche un’occasione per scoprire e riscoprire l’arte e la memoria collettiva. In tutto il mondo, i musei che partecipano all’iniziativa programmano eventi innovativi e attività inerenti al tema prescelto. Tutti gli altri musei, perché purtroppo quello di Ugento risulta essere ancora chiuso.

Il “potere dei musei”

In occasione della ricorrenza di quest’anno, il tema scelto è il “potere dei musei”: vuole esplorare il potenziale di queste istituzioni nell’apportare un cambiamento positivo nelle loro comunità. Si sono scelti tre ambiti: il potere di essere sostenibili, di innovare e di educare. Come sottolinea il sito dedicato all’evento, i musei sono “partner strategici nell’attuazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile” delle Nazioni Unite. Punti chiave delle loro comunità locali, contribuiscono a promuovere l’economia circolare, l’economia sociale e la diffusione di informazioni scientifiche sui cambiamenti ambientali. Inoltre da tempo i musei sono diventati “terreni di gioco innovativi”, dove le nuove tecnologie vengono sviluppate per rendere più piacevole la visita. È proprio l’innovazione digitale che può rendere i musei accessibili a tutti e più coinvolgenti. Infine, grazie alle loro collezioni e ai loro programmi, i musei creano un tessuto sociale essenziale per l’educazione delle loro comunità, dai più piccini agli adulti, contribuendo a formare una società civile informata.

Per l’occasione il Museo della Preistoria di Nardò, ad esempio, ha organizzato Portoselvaggio – Il paesaggio nel tempo, un evento in programma alle ore 17. Lungo la baia di Uluzzo la direttrice del museo, Filomena Ranaldo, accompagnerà i presenti in un percorso tra le tracce lasciate dalle attività dei gruppi preistorici. Una riflessione sulla sostenibilità ambientale e sociale delle azioni umane. Il Museo invita i partecipanti a documentare con smartphone o fotocamera i dettagli o gli scorci di questo percorso speciale e postarlo a commento dei post dedicati all’iniziativa sui profili social del Museo (Fb: @museopreistorianardo – Instagram: Museo della Preistoria di Nardò). Un contributo per condividere il punto di vista dei singoli con la comunità. La partecipazione è gratuita. L’iniziativa è organizzata dal Museo della Preistoria di Nardò e dal Laboratorio dell’Ecomuseo dell’Archeologia Costiera di Nardò, in collaborazione con il Comune di Nardò con gli assessorati a Cultura, Istruzione e Musei guidati da Giulia Puglia e ad Urbanistica, Verde pubblico, Parchi e Aree Protette, guidati da Andrea Giuranna.

Un altra occasione persa per il sistema museale di Ugento, costato milioni di euro pubblici e che a oggi rimane ancora un oggetto misterioso.

Svanisce il sogno B2 per i Falchi Ugento Beach

falchi serie c

Finisce male l’avventura dei Falchi Ugento Beach nel torneo dei Playoff di serie c del campionato maschile di pallavolo, nonostante sia rimasta ancora una partita da giocare.
I Falchi infatti hanno perso le prime tre partite, la prima con un secco 3-0 la seconda al tie break contro la Seconsulting Matino e la terza per 3-1 con il Toma Carburanti Ruffano, che andrà a giocarsi la finale con il Modugno.

Dei risultati che però non nascondono l’ottimo lavoro svolto quest’anno dal gruppo allenato da Alessandro Medico, protagonista di un buon campionato, al di sopra di quelle che erano le aspettative di inizio stagione.

RIVEDI LA PARTITA

https://youtu.be/-iBfiL_4p-A

La bandiera è blu ma il porto è nero: il caso Torre San Giovanni

pulizia porto torre san giovanni

Sono iniziate da poco e continuano in questi giorni le operazioni di disostruzione della bocca del Porto di Torre San Giovanni, interessata dal fenomeno dell’insabbiamento, che aveva reso il porto praticamente inutilizzabile. Si tratta di un’iniziativa tampone che, per il secondo anno consecutivo, permetterà almeno la fruizione minima del porto peschereccio di Torre San Giovanni, al costo di 35mila euro.

Questi lavori infatti non risolveranno il problema di un porto che è biologicamente morto già da tempo. Le foto dall’alto testimoniano una realtà che i residenti hanno già ben chiara, dato gli insopportabili miasmi che, soprattutto nei giorni di scirocco, sono costretti a subire.

Una situazione causata da un errore progettuale dell’attuale porto che con lo spostamento del molo di sottoflutto, ha causato l’insabbiamento dell’insenatura. Il problema principale sembra essere l’altezza del nuovo molo, a cui mancherebbero almeno 2 metri per poter svolgere al meglio il suo compito.

Un errore progettuale che, oltre all’insabbiamento del porto, sta causando la sparizione delle spiagge di Fontanelle, ridotte ormai a una sottilissima fascia di sabbia a ridosso dei pini marittimi, nonostante le costosissime operazioni di ripascimento che hanno coinvolto queste zone negli anni passati. Una questione che avevamo già trattato alcuni mesi fa con un articolo che descriveva la critica situazione che si sta verificando in località Fontanelle.

Eppure prima dei lavori qualcuno aveva già paventato questa situazione, prevedendo nel dettaglio i fenomeni al quale stiamo assistendo. Lo dicevano gli esposti presentati da Italia Nostra, ma lo dicevano anche diverse osservazioni presentate da privati cittadini. Osservazioni completamente ignorate dall’amministrazione di allora, che aveva la priorità di spendere i milioni di euro serviti al rifacimento totale dell’attuale porto, che in più fasi è costato oltre 7 milioni di euro.

Una soluzione che si è tradotta nel tempo in un tragicomico paradosso: mentre prima il porto veniva dragato annualmente per permetterne la corretta fruizione, dopo gli ultimi lavori non sono stati più previsti questi tipi di interventi. Questo ha fatto sì che nel porto oltre che alla sabbia e alla posidonia, si posassero anche tutti gli inquinanti prodotti dalla normale attività del porto.

Una foto satellitare del porto nel 2004
Una foto satellitare del porto nel 2009

Questo combinato disposto di fattori determina che il materiale prelevato all’interno del porto sia di difficile smaltimento, essendo classificato come rifiuto speciale anche in base alle analisi svolte dall’arpa all’interno del porto.

Non è quindi più possibile utilizzare questo materiale per il ripascimento delle spiagge come fu per le migliaia di tonnellate asportane nell’ultimo pesante restyling del porto di Torre San Giovanni. Un problema non da poco che sta causando l’enorme ritardo nella progettazione dell’intervento di bonifica del porto, già finanziato per un importo di quasi 5 milioni di euro, che in questo momento non si riesce a spendere, con il serio rischio di vedere buttate in discarica tonnellate di pregiata sabbia di cui la pineta di Fontanelle ha un disperato bisogno.

Tutti problemi che erano già ben chiari 10 anni fa, quando ci occupammo del problema con il mini reportage ” a chi importa il porto”, che vi riproponiamo.

https://www.youtube.com/watch?v=d8ILsuPDDnI&t=828s

Giuseppe Carafa e Asia Cucci: medaglia al valore atletico e riconoscimenti sportivi.

Giuseppe Carafa: Medaglia al Valore Atletico. Riconoscimento anche per la giovane Asia Cucci.

Per il mondo della boxe pugliese il 2020 è stato l’annus horribilis. La pandemia ha obbligato i pugili ad allenarsi in casa privandoli del ring e dell’odore della palestra, ma gli amanti della nobile arte hanno ancora negli occhi i successi ottenuti da Giuseppe Carafa nel 2019.

Prima il titolo italiano nei superpiuma conquistato contro Francesco Invernizio, poi il titolo internazionale del Mediterraneo dei pesi leggeri conseguito a scapito di Nicola Cipolletta. Due prestigiose cinture messe in bacheca in un’annata trionfale, che non è passata inosservata ai vertici del Coni.

Giuseppe e tutti i titoli conquistati da lui sino ad ora.

Le imprese sul quadrato del pugile Giuseppe Carafa sono valse la Medaglia di Bronzo al Valore Atletico per i risultati agonistici conseguiti nel 2019.

Un riconoscimento importante conferito al boxeur della scuderia Conti Cavini tramite una missiva firmata dal presidente Giovanni Malagò: “Ti esprimo i più foto complimenti per il meritato riconoscimento e l’augurio di ulteriori successi nella tua carriera”.

A causa della situazione pandemica l’onoreficenza non è stata consegnata.

Medaglia al Valore Atletico

La premiazione avverrà domani, domenica 15 maggio nell’ex Chiesa di Santa Filomen, sala conferenza, ore 11:00.

Il CONI con la figura presente di Gigi Renis, insieme alla collaborazione dell’assessorato allo sport di Ugento, premierà Giuseppe con la prestigiosa medaglia di brozo al valore atletico.

L’Onorificenza della “Medaglia al Valore Atletico” ha tre distinti gradi: oro, argento e bronzo; e può essere conferita agli atleti italiani che abbiano conseguito risultati sportivi “assoluti”, titoli o primati a livello mondiale ed europeo, nazionale ed internazionale e che si siano distinti ai Giochi Olimpici.

Il comune coglierà l’occasione per premiare la giovanissima atleta Asia Cucci che si è distinta con un ottimo terzo posto ai campionati italiani junior svoltosi a Roseto degli Abruzzi lo scorso 7 maggio.

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Vecchie e giovani eccellenze a Ugento

Essere giovani imprenditori a Ugento è possibile: il caso GAAR

giovani imprenditori a ugento

In un periodo dove spesso si sente parlare dei devastanti effetti della crisi economica che costringe alla chiusura diverse realtà imprenditoriali, è bello parlare di una storia che va contro corrente, smentendo lo stereotipo che vede il sud Italia come una deserta landa dove per essere imprenditori bisogna per forza aver superato abbondantemente i fatidici “anta”.
Stiamo parlando di due giovani imprenditori ugentini, Antonio e Gianluca, che sulle orme del capostipite Giovanni, hanno rilevato e sviluppato un’attività partita nel 1995, da una piccola pompa di benzina in via mare ad Ugento. Proprio da qui è partita l’avventura imprenditoriale di Giovanni, padre di Antonio, che dopo una vita di sacrifici come emigrante, trovò in questa occasione lavorativa la soluzione per tornare finalmente nel suo amato paese natio.
Antonio e Gianluca non si sono però limitati a portare avanti quello che con Giovanni aveva avuto inizio, bensì hanno investito il loro tempo, la loro passione e il loro denaro nello sviluppo di un’azienda che doveva evolversi per poter stare al passo con le sfide di un territorio che da lì a poco avrebbe visto lo scoppio del grande turismo di massa.
Così facendo nel 2007 apre il primo piccolo Snack Bar, fino ad arrivare a oggi, dove Gaar Srl, la societa’ fondata dai due, conta quattro distributori carburante, tre Snack Café avviati di cui due con annessa rivendita Tabacchi a Ugento e Melissano, 13 dipendenti all’attivo assunti e tutti del nostro territorio, un fattore non da poco visto i tempi.
Sono molte e a volte insormontabili, infatti, le difficoltà che si oggi si incontrano, data la condizione economica generale della nostra nazione oltre a un carico burocratico che molte volte ti porta quasi a mollare.
Il punto di forza è sicuramente il rapporto che abbiamo con i nostri ragazzi, affermano Antonio e Gianluca, sono loro che grazie al loro impegno contribuiscono attivamente alla crescita della nostra attività, cerchiamo di instaurare con loro un clima di fiducia e reciproco rispetto; siamo prima una famiglia, poi un’azienda.

Questo si riflette in un rapporto di fiducia anche con i nostri clienti, vero fulcro della nostra attività che ha avuto la possibilità di espandersi anche grazie al loro entusiasmo e al loro affetto.

Una realtà dinamica e al passo con i tempi quella della Gaar, che dimostra come l’impegno, la dedizione e la passione possano fare la differenza nella riuscita di un progetto imprenditoriale, a qualsiasi latitudine e in qualsiasi condizione. Sicuramente un buon esempio per tutti i ragazzi del nostro paese che iniziano ad affacciarsi al mondo del lavoro.

L’impegno di Biagio per la pulizia delle nostre spiagge

Nobile gesto. L’iniziativa personale del nostro concittadino Biagio Santantonio che armato di cartello si è posto l’ambizioso obiettivo di poter finalmente avere le nostre splendide spiagge libere da quello che è uno dei rifiuti più diffusi e pericolosi allo stesso tempo: i mozziconi di sigaretta.

I filtri delle sigarette, cioè la parte che i fumatori buttano, contengono acetato di cellulosa. Si tratta di una sostanza sintetica ottenuta con un trattamento chimico notevole: per questo motivo impiega svariati decenni a decomporsi. Le microplastiche, una volta ingerite dai pesci, non si dissolvono: rimangono insieme a loro e potenzialmente possono finire nei nostri piatti, in un ciclo chiuso che porta gli esseri umani, specie inquinatrice per eccellenza, a cibarsi dei suoi stessi rifiuti.

Biagio che espone il cartello contro l’abbandono dei mozziconi di sigaretta.

Per questo Biagio ha deciso di armarsi di palo e cartello per cercare di sensibilizzare tutti gli operatori turistici che sulle spiagge operano oltre che ai turisti e le persone che abitano le nostre spettacolari coste, nella speranza che presto anche altri seguano il suo esempio.

Secondo una ricerca ripresa dalla rete televisiva NBC, le sostanze contenute nei filtri sono state ritrovate nel 30% delle tartarughe e nel 70% degli uccelli marini analizzati. Le sigarette, dunque, sono entrate ingiustamente a far parte della catena alimentare di questi animali.

Ma quante sigarette ci sono nei nostri mari e nelle nostre spiagge? Difficile dirlo dopo anni e anni di fumo ininterrotto. L’organizzazione Ocean Conservancy, composta da pulitori volontari, ha raccolto 60 milioni di mozziconi in trent’anni, raggiungendo con questo numero impressionante circa un terzo circa del totale dei rifiuti raccolti. Per rimediare all’inciviltà umana, alcune aziende propongono filtri biodegradabili, mentre alcune amministrazioni locali (ad esempio quella di San Francisco in California) impongono una sovrattassa di 60 centesimi ogni pacchetto di sigarette, teoricamente per ripagare i costi di raccolta e smaltimento, praticamente anche per tentare di scoraggiare il consumo di questo prodotto.Insomma, lasciare i mozziconi in spiaggia è un danno gravissimo all’ambiente e alla salute. Ma anche fumare una sigaretta produce effetti negativi sull’ambiente, molti di più di quelli che ci si potrebbe immaginare. Lo scorso anno, infatti, era partita dal Codacons una proposta, che vietava anche il fumo in spiaggia.

Secondo una ricerca dell’Istituto nazionale dei Tumori di Milano, infatti, l’inquinamento generato dalle sigarette fumate sotto gli ombrelloni può superare persino quello che si registra in una zona a elevato traffico di auto. La combustione di una sigaretta riesce a inquinare più delle polveri sottili provenienti dai gas di scappamento di un’automobile. Un esempio virtuoso, in tal senso, arriva dalla spiaggia di Bibione, in provincia di Venezia, che è stata la prima località balneare italiana ad aver bandito il fumo sulla battigia nel 2014, ottenendo risultati significativi.

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