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Quokka Nano, semplice come un sorriso!

“Il Quokka è l’animale più felice al mondo… da li l’idea di chiamarla Quokka Agency”.

Ecco spiegata, con le parole di Roberto, la storia del nome di un’altra storia di successo del nostro territorio.

Roberto Rosafio è un imprenditore e programmatore informatico di Taurisano che, molto caparbiamente, ha scelto di investire nel nostro territorio dopo un’esperienza a Faenza per Diennea Magnews, agenzia di digital marketing, e la precedente laurea in informatica applicata a Urbino.

Coltivata la sua passione sin da bambino, ci investe sopra laureandosi in informatica e cominciando sin da subito a lavorare. Dopo la breve parentesi per Diennea Magnews, prima azienda in Italia nel campo del digital marketing, Roberto, “che non era fatto per essere dipendente”, apre la sua attività nel 2017, denominandola Apulia Web.

Bisogna sempre stare al passo, se non un passo avanti

Il naming Apulia Web connotava l’attaccamento alla propria terra ma non aveva molto appeal, perciò, dopo aver visto il Quokka con il suo sorriso contagioso, rinomina la sua azienda Quokka Agency affiancata ad un nuovo CMS proprietario, Ovvero un software user friendly per la gestione di siti web ed ecommerce.

Proprio per stare un passo avanti, ecco l’ennesima innovazione, il mini computer di Roberto, presentato a Miggiano, fiera regionale EXPO 2000 industria artigianato agricoltura del Salento, presente con un proprio stand.

Quokka nano è un minicomputer tascabile e multifunzionale. l’idea nasce dalla necessità di avere un PC in grado di replicare scenari: working, smartworking, screen mirroring, multimedialità e domotica. Con possibilità di programmarne dei nuovi, il tutto condito da una particolarità, un sistema operativo che ne garantisce l’immunità ai virus, grazie ad un sistema di permessi di root.

Una full immersion nel futuro dove le recenti necessità dell’IoT (internet of things, l’internet degli oggetti), ossia la possibilità di avere tutti i dispositivi interconnessi tra loro in modo costante e che possano comunicare tra loro, rappresenta una chiave di lettura del mercato informatico moderno.

Dopo vari fallimenti, Roberto non si è mai arreso, e il 21 marzo del 2020 riesce finalmente ad avere in risultato positivo nei test del proprio sistema operativo, Sofia OS, che prende il nome dalla nipotina nata proprio in concomitanza con il successo restitutivo dal compilatore.

Un frame dall’ultimo spot di Quokka Nano

Nasce così hardware e software di proprietà di Quokka Agency.

Nella nostra chiacchierata, negli studi delle Officine Multimediali, traspare una voglia coriacea di innovare nella propria terra, un orgoglio delle proprie roots (radici), nella ricerca, tutt’altro che semplice, di portare lustro ad un territorio che spesso fa muro ai giovani che provano a fare imprenditoria.

Consapevole del gap che affanna le vecchie generazioni nella rincorsa all’evoluzione digitale, Roberto sembra essere convinto che le nuove generazioni stiamo contaminando i propri genitori e che la digitalizzazione stia lentamente prendendo piede anche al Sud.

“Una coscienza digitale in corso” la definisce.

Coscienza semplificata da dispositivi semplici e funzionali come il Quokka Nano e Sofia OS di Roberto

Questo di Quokka è un esempio virtuoso di imprenditoria, convinzione nei propri mezzi e amore verso la propria terra che amalgamati insieme producono eccellenze che hanno bisogno di essere raccontate.

Ci lasciamo con le famosissime parole di Steve Jobs, nel celebre discorso all’università di Stanford “Stay hungry! Stay foolish!”

Giovani salentini SIATE AFFAMATI! SIATE FOLLI!

https://youtu.be/jUoGryOzBjk

Perché ad Ugento si continua a parlare dell’aeroporto?

areoporto

“la corazzata Potemkin è una cagata pazzesca!”. Potremmo mutuare la celeberrima fase del film Fantozzi (1975 interpretato da Paolo Villaggio per la regia di Luciano Salce) per descrivere quello che sta succedendo in questi giorni ad Ugento. Ma non lo faremo. Proveremo invece a capire le ragioni profonde di una vicenda che ai più sembra grottesca.

Partiamo dalle basi: oggi raggiungere Ugento, terza meta turistica della Puglia, non è per niente semplice.

Se si decide di venire in aereo, scendendo a Brindisi, bisogna poi affrontare un viaggio fatto di scali e navette che, molto probabilmente, durerà più del tempo di volo impiegato per arrivare all’aeroporto di Casale.

Si potrebbe prendere un taxi, ma con un tragitto di 110 km di sola andata il conto potrebbe essere duro da digerire.

Se si sceglie il treno bisogna innanzitutto premunirsi di ceri, pazienza e tanta fede. L’alternative sono due:

  • prendere una navetta per la stazione di brindisi, poi un regionale per Lecce ed infine una “caratteristica” littorina fino ad Ugento, per poi trovarsi nel nulla di una stazione abbandonata. Tempo totale di percorrenza circa 5 ore.
  • L’alternativa è prendere la navetta che da Brindisi Casale porta a Lecce Foro Boario, a questo punto andare (a piedi) dall’altra parte della città per raggiungere la stazione di Lecce e riabbracciare la “caratteristica” littorina. Anche in questo caso parliamo di un tempo di percorrenza totale di circa 5 ore (comprese le attese).

Sono questioni annose, che conoscono bene sopratutto gli universitari pendolari del nostro territorio, costretti a veri e propri viaggi della speranza per potersi recare a lezione.

Se si ha poi il coraggio e la passione di voler arrivare ad Ugento con i mezzi pubblici, ci si imbatterà in un altro problema: come muoversi in un paese dall’enorme territorio (il terzo per estensione in tutta la provincia). Oggi, infatti, non esiste ancora un sistema coerente di trasporto pubblico che consenta ai turisti di muoversi su tutto il territorio comunale. Il risultato è che se un turista prende casa ad Ugento, non sa come arrivare in spiaggia.

È forse per questo che, la maggior parte dei turisti che affollano le nostre spiagge in estate, scelgono di venire con la macchina. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un paese di 10 mila anime viene improvvisamente attraversato da un flusso di centinaia di migliaia di persone, paralizzando, di fatto, un’intera zona.

E se volete capire cos’è l’inferno basta affacciarvi sul tratto di litoranea che da Lido Marini porta a Torre San Giovanni, ad Agosto, alle 20 di ogni maledetto giorno.

Ma la soluzione esiste, e udite udite, è già in costruzione. Si chiama metropolitana di superficie Martina Franca- Gagliano del Capo. Un’opera strategica che, attraverso l’elettrificazione della rete ferroviaria, permetterà di abbandonare le littorine diesel (a proposito di natura!).

Peccato che Ugento è, di fatto, tagliato fuori da uno dei più importanti investimenti della storia del Salento.

Il perché è presto detto: ancora oggi Ugento non dispone di una stazione ferroviaria degna di questo nome. Quello che abbiamo è un residuato bellico posto in aperta campagna, a metà strada tra Ugento e Taurisano. Un’immobile abbandonato e lasciato nel degrado più assoluto dove, ancora oggi, si chiama la fermata del treno alzando la mano, a mò di autostop.

Prova ne sia quello che è recentemente successo con i treni storici, una questione di cui abbiamo già parlato in un altro articolo.

La stazione ferroviaria di Ugento

E se qualcuno nutre ancora la speranza che la stazione possa essere spostata altrove, il maxi investimento da 180 milioni di Euro della metropolitana di superficie è il miglior modo per spegnere ogni speranza. È altamente improbabile, infatti, che FSE si imbatterà in altre spese dopo un’opera di queste proporzioni.

Ma seguendo le regole della comunicazione moderna, che consiglia di rilanciare all’infinito fino all’idiozia assoluta, si arriva a parlare di aeroporto: qual è infatti il modo migliore per non parlare di uno scempio? Semplice, inventarne un altro!

Ed è così che nascono le proposte fantasiose, come quella protagonista dell’ultima campagna elettorale, con una lista impegnata a promuovere un aeroporto internazionale, o quella dell’amministrazione comunale che, dopo il poco lusinghiero risultato elettorale avuto a Gemini, prova a riconquistare terreno con una proposta che potrebbe risultare campata in aria.

Potremmo anche tornare a parlare di cose serie, ma questo vorrebbe dire guardare in faccia la realtà, allora meglio parlare di aeroporti, tra un campari ed una frisella, preparandoci al prossimo corso per assistenti di volo.

Opposizione all’attacco: “Il parco archeologico è sempre chiuso”

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parco archeologico ugento

Prime schermaglie di parte dell’opposizione di Ugento, quella guidata da Giulio Lisi, che oggi ha pubblicato sulla propria pagina Facebook un duro attacco nei confronti dell’amministrazione comunale.

Il post verte sull’apertura del “Parco archeologico delle mura messapiche”, un’opera lodata dall’amministrazione anche in campagna elettorale che però, a dire della lista “Uniti verso il Futuro”, è sempre chiusa.

Un triste destino riservato a diverse opere del comune di Ugento, non ultimo il campo di padel, di cui avevamo già parlato in un precedente articolo.

Ecco il testo del post:

Oggi vi parliamo di un altro importante investimento realizzato nel nostro amato territorio ma anche questo categoricamente CHIUSO.

IL PARCO ARCHEOLOGICO DELLE MURA MESSAPICHE.

Sono giorni che scrupolosamente monitoriamo il parco per vedere effettivamente se il parco viene reso fruibile al pubblico o meno.

Ovviamente la risposta è troppo semplice da intuire. Oltre a non essere MAI stato aperto, qualcuno ha pensato benissimamente di ricordare ai passanti, al vicinato ed ai cittadini tutti che l’intera area è una ZONA PRIVATA!

Come per dire ” non mi assillate, qui è casa mia e faccio quello che voglio”.

AVETE CAPITO BENE CARI CITTADINI.

Giustamente, perché in sede contrattuale quando ad un privato si chiedono delle condizioni ed in cambio recuperi l’intera area queste devono essere rispettate non solo sulla carta, ma soprattutto all’atto pratico. Qualcuno ha mai controllato?

Che senso ha sottoscrivere una convenzione nel 2021 (dopo anni di chiusura) per la gestione del parco, affrettarsi prima delle elezioni comunali di installare la segnaletica stradale, promuovere l’apertura del parco con tanto di orari invernali ed estivi (sempre in campagna elettorale) e poi…

PROPRIETÀ PRIVATA!!!

La convenzione recita che gli orari di apertura sono:

Inverno

dalle 10.30 alle 18.00

Estate

dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 18.30 alle 20.30

e non parla di PRENOTARE l’ingresso, è un parco e non un museo😏 ( ah già ancora chiuso).

Chiederemo spiegazioni a tal proposito. Una cosa è certa, i recuperi delle aree private, parco e castello in primis, sono ammissibili con una condizione essenziale richiesta dagli uffici preposti (ministero e/o regione Puglia).

FRUIZIONE PUBBLICA !!!

SOLDI PUBBLICI = FRUIZIONE PUBBLICA

per chi ancora non lo avesse compreso!

Nel frattempo ci auguriamo che al suo interno gli accessori e i beni presenti siano ancora in buono stato.

Condividiamo cittadini affinché questi tesori possono diventare realmente fruibili. Insieme possiamo cambiare le cose.

Ugento ad un passo dalla vetta

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ugento
Ugento - Martina

ASD Martina è la squadra da battere.

Domenica Ugento Calcio ha un’occasione per acciuffare la capolista e candidarsi come pretendente al titolo ed evitare i play-off per la promozione.

A quattro giornate dalla fine del girone di andata il Martina ha fatto bottino pieno, mentre in coppa italia ha pareggiato con il Mola, grazie anche ad un rigore parato dal portiere Maggi.

Ugento, dal canto, suo arriva da una sconfitta rocambolesca contro l’Ostuni e il pareggio in coppa Italia contro il Sava.

Entrambe fermate sullo 0 a 0 cercano riscatto e gloria, il Martina per confermarsi e l’Ugento per dimostrare di essere allo stesso livello.

Il tecnico Andrea Salvadore aveva chiesto più maturità ai suoi ragazzi che si sono rivelati talentuosi ma con qualche pecca di gioventù che il mister è fiducioso di poter limare.

Sfrontatezza e maturità le parole d’ordine!

L’appuntamento è Domenica 7 novembre 2021 alle ore 14:30 sul Campo Comunale di Ugento

Qui le info per vedere la gara:

  • Non sono validi abbonamenti; NO liste di accrediti.
  • Ingresso gratuito disabili e ragazzi fino a 12 anni.
  • Settore OSPITI: nel rispetto delle normative anti-Covid-19, tenuto conto della capienza del settore, saranno ammessi max n° 100 ingressi, previa esibizione obbligatoria di Green-Pass, mascherina, misurazione temperatura, registrazione, e relativo biglietto di ingresso.
  • Settore LOCALI: nel rispetto delle normative anti-Covid-19, tenuto conto della capienza del settore, saranno ammessi max n° 170 ingressi, previa esibizione obbligatoria di Green-Pass, mascherina, misurazione temperatura, registrazione, e relativo biglietto di ingresso.
  • BIGLIETTI GIÀ DISPONIBILI: per Info contattare referenti della società.

Nuova segnalazione di incendi di rifiuti nocivi

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incendi di rifiuti

Continuano le segnalazione dei nostri lettori, dopo l’ultima riguardante l’impianti sportivi di Ugento, questa volta si tratta del solito problema legato all’abbandono dei rifiuti.

Il nostro lettore è stato colpito dall’odore acre di uno “strano” rogo mentre passeggiava in una zona di Ugento, precisamente in una vasta area che si pone tra il paese e la marina di Torre San Giovanni.

A dire del nostro lettore, quello che più lo ha colpito era la natura dei rifiuti bruciati: in gran parte batterie e materie plastiche.

Questo ha determinato lo sprigionamento di una piccola nube dal forte odore in una zona che, a quanto pare, non è nuova a questi tipo di problemi. Sono molti, infatti, i cumuli di rifiuti che si trovano a bordo strada e che periodicamente vengono bruciati da incendi più o meno voluti.

Una situazione che sta diventando una vera e propria emergenza, mentre da più parti si leva la richiesta dell’attivazione di fototrappole per arginare questo preoccupante ed odioso fenomeno.

Cosa pensano i turisti del nostro paese?

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turisti feedback ugento

Oggi abbiamo provato a fare un’interessante esperimento: siamo andati a cercare in giro per la rete un po’ di feedback dei turisti che ogni anno affollano il nostro paese. Ci siamo fermati subito sulla pagina istituzionale del Comune di Ugento, dove ci si è presentato uno spettacolo sconcertante. Turisti, e non solo, che segnalano problemi nel completo disinteresse delle istituzioni, mute difronte a quelle che sono le esigenze di cittadini come tutti gli altri.

La classica lamentela (e quella più diffusa su vari portali) è sul museo ed il castello. In tanti si lamentano della loro chiusura, ma ancor di più quelli che si lamentano dell’assenza di informazioni e del fatto che questi servizi siano regolarmente sponsorizzati su tutti i portali turistici. Insomma, sono tanti a sentirsi presi in giro dal Comune di Ugento. Chi pagherà questo danno d’immagine?

Altra nota dolente è il trattamento che viene riservato “esclusivamente” ai turisti. Non sono pochi, infatti, ad aver notato una differenza di trattamento tra turisti e paesani, non solo da parte delle forze di Polizia Municipale, come evidenziato nel post pubblicato, ma anche da parte degli operatori turistici.

Altra nota dolente è il Parco regionale Litorale di Ugento.

Oltre le lamentele dei turisti, non possono mancare le segnalazioni da parte di cittadini del luogo, in questo caso da Lido Marini.

Il problema è che, nel mondo digitale, i disservizi statali possono anche influire direttamente sulla reputazione delle strutture ricettive. Non sono pochi i casi, infatti, di feedback negativi lasciati su vari portali direttamente sui profili dei vari lidi e hotel (quelli più colpiti da questo fenomeno).

Proprio per tutelare le attività commerciali abbiamo preferito pubblicare integralmente solo questi feedback, già pubblici sulla pagina Facebook di Ugento, ma possiamo assicurarvi che è facile imbattersi in recensioni imbestialite soprattutto se si parla di pulizia del mare, odori e servizi, soprattutto su Google Business.

Il problema fatale è che Google business è attualmente la piattaforma più visitata dagli utenti in cerca di una qualsiasi attività.

Nuovo incendio nella notte. Indagano i carabinieri

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Al momento non si conoscono le cause del rogo scatenatosi alcune notti fa (tra il 29 e il 30 ottobre) ad Ugento. Non è esclusa al momento l’origine dolosa.

Ancora fiamme nella notte nel Salento. Erano circa le 2.00, quando, in un deposito edile in Via Palermo a Ugento, per cause ancora da chiarire, ha preso fuoco un furgone, un Fiat Iveco, di proprietà di un 60enne imprenditore del luogo.

Sul luogo sono giunti i Vigli del Fuoco del Distaccamento di Gallipoli, che hanno domato il rogo e con loro anche i militari dell’Arma dei Carabinieri della Stazione locale.

Una volta terminate le operazioni di spegnimenti, gli agenti si sono messi all’opera per compiere tutti i rilievi del caso e stabilire le cause che hanno portato all’incendio.

Utili alle investigazioni potrà essere la visioni dei filmati di eventuali videocamere di sicurezza, non solo quelle private, posizionate in zona.

Le immagini satellitari del deposito dove si è scatenato l’incendio

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