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Prima sconfitta per Ugento Calcio

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2-1 è il risultato finale del match tra Ostuni 1945 e Ugento Calcio, valevole per l’8^ giornata del campionato di Eccellenza 2021/2022, girone B.

Ugento è stato meritatamente protagonista di una serie di vittorie lunga 7 giornate che hanno fruttato ai ragazzi un bottino di ventuno punti, trovandosi a punteggio pieno prima della gara e il primo posto in classifica. Ostuni è fermo a 4 punti, terzultima in campionato, che stenta a decollare in questa stagione. Ad arbitrare la gara è il signor Raimondo Giammarco della sezione di Taranto, assistenti Latini e Pareparca della sezione di Foggia.

La partita ha visto prima un’occasione per parte sino al primo gol dei padroni di casa firmata da Marzio, numero 7, dopo una serie di buoni dribling e una conclusione d fuori area che sorprende il numero 1 ugentino alla mezz’ora del primo tempo, che termina con l’Ugento in attacco.

Il secondo tempo si apre con due buone occasioni per i giallorossi che colpiscono anche una traversa, ma il calcio è strano e l’Ostuni colpisce con un’azione profonda sulla sinistra, che vede Marzio sul secondo palo, libero di firmare il 2 a 0 con un tapin a porta vuota, firmando la sua doppietta personale.

Nell’ultimo quarto di partita Ugento ha un colpo d’orgoglio e segna il gol del 2 a 1 dopo una ribattuta del portiere avversario.

Sempre nei minuti finali un episodio che ha fatto discutere, da un calcio d’angolo battuto lungo, sul secondo palo, a seguito di un colpo di testa gli ugentini reclamano un fallo di mano, non concesso dal direttore di gara. La partita si conclude poco dopo con lo stesso risultato.

Polemiche e animi tesi hanno seguito il fischio finale con l’espulsione di Caruso dell’Ostuni e qualche parola di troppo. Resta quello che è un risultato, forse un po’ bugiardo ma che segna la prima sconfitta stagionale.

Highlights prodotta da Salento Television e condivisi dalla pagina ufficiale Ugento Calcio
Classifica aggiornata Eccellenza – Girone B

Una prestazione non all’altezza, queste le parole del tecnico Andrea Salvatore, dove l’Ostuni ha vinto meritatamente con le proprie armi a disposizione, ci sono stati errori individuali che ci sono costati cari ma soprattutto siamo stati deboli mentalmente e siamo caduti nel loro tranello, con le armi a loro disposizione e che fanno parte del gioco del calcio.

I ragazzi di Andrea ci hanno messo il cuore ma non la testa, tanta voglia ma poca serenità, derivata dal fatto che Ugento è una squadra molto giovane con ottime prospettive ma che manca di esperienza.

Questa partita ci serve per crescere, le partite si vincono da quadra e non da singolo, ho visto la voglia di recuperare la gara ma troppo spesso non si giocava da gruppo affidandosi a iniziative personali. É necessario fare un bagno di umiltà

Il tecnico poi si sbilancia nel post gara:

se abbiamo fatto 7 vittorie consecutive un motivo ci sarà, vogliamo giocarcela, se vogliamo dare fastidio al Martina abbiamo bisogno di umiltà e di alzare l’asticella a livello mentale
Video Intervista prodotta da Salento Television e condivisa sulla pagina ufficiale Ugento Calcio.

Un errore discutibile nel finale è stato accettato e la squadra non cerca alibi, resta una grande fiducia da parte del mister verso i suoi ragazzi, consci del fatto di poter migliorare e recuperare quell’esperienza che manca a questo gruppo, necessaria per arrivare in vetta a fine campionato.

Una sconfitta che sarebbe arrivata prima o poi, un passo falso inevitabile, adesso testa alla coppa Italia, umiltà le lavoro le parole d’ordine.

Liberate 60 tartarughe a largo di Torre San Giovanni

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liberate 60 tartarughe

Salgono a sessanta le tartarughe nate da un nido trovato a Pescoluse. Merito dei volontari dell’associazione SEATURTLE Watcher in collaborazione con dei tirocinanti dell’Università del Salento.

Lavoro minuzioso e paziente il loro, scaturito da un’operazione durata 80 giorni. È, infatti, di quasi tre mesi fa il ritrovamento di un nido a Posto vecchio, Salve. Monitorate e tenute sotto controllo hanno fatto finalmente capolino lo scorso 26 ottobre e tutta l’operazione è durata ben 72 ore sino all’emersione dell’ultima tartaruga. Necessario l’intervento dei volontari che, consci delle possibili difficoltà delle neonate di raggiungere la libertà, hanno supervisionato l’evento per poterle aiutare nel caso fosse andato storto qualcosa e per massimizzare l’immersione di più tartarughe possibili.

Profondi conoscitori degli ambienti marini e in particolare delle testuggini, il centro di recupero Tartarughe Marine del Museo di Storia Naturale del Salento di Calimera, rappresenta ad oggi una realtà di riferimento per lo studio, la conservazione, ed il monitoraggio delle tartarughe marine dei mari Salentini.

La decisione presa è stata quella di liberare le piccole al largo, poiché le condizioni meteo non risultavano ottimali per una schiusa naturale. La buona riuscita è stata coadiuvata dalla Lega navale di Torre San Giovanni, fornitrice di un gommone che ha permesso ai volontari di raggiungere un luogo consono alla liberazione.

Senza esitazione alcuna le piccole tartarughine hanno preso il largo in cerca della loro strada.

Oltre alla buona notizia bisogna segnalare la presenza di altre uova, l’ultimo nido in attesa, nella zona di Torre San Giovanni. Embrioni vitali ma forse un po’ pigri, dato che ancora non vogliono saperne di schiudersi, ma si sa, le tartarughe sono animali longevi e la sanno lunga su come si passa il tempo.

Eventi come questi sono tutt’altro che rari sulle nostre spiagge e sono importantissimi per la fauna mediterranea.

La tartaruga marina comune è la specie maggiormente presente nella nostra zona ma può capitare che qualche altra faccia un giro in queste acque miti. Da considerarsi il fatto che tutte e sette le specie esistenti nel mondo sono considerate a rischio estinzione, minacciate dalla cattura accidentale e dalla distruzione dei siti riproduttivi.

Per questo motivo il lavoro di questi volontari è lodevole e prezioso allo stesso tempo.

https://youtu.be/tV0VoorbQ-I

Il centro di recupero Tartarughe Marine del Museo di Storia Naturale del Salento di Calimera è raggiungibile su Facebook cliccando sul seguente link: https://www.facebook.com/centrorecuperotartarughemarine.

L’equilibrio marino è a rischio a causa della mano dell’uomo, tuttavia è magnifico sapere che esistono giovani che hanno a cuore il futuro del mondo e di tutti i suoi abitanti, nessuno escluso.

Presi mentre rubavano olive: un arresto e una denuncia ad Ugento

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rubavano olive

I carabinieri della stazione di Ugento hanno individuato e bloccato un giovane con alcuni sacchi di juta nella periferia del paese.

In seguito al controllo del 30 enne si è potuto appurare che il contenuto di quei sacchi erano frutto di un furto. Si tratta di 3 quintali di olive, dal valore commerciale di circa 300€. Per l’uomo sono scattati gli arresti domiciliari.

Guai anche per un 56 enne, ritenuto complice del reato, per il quale è scatta la denuncia a piede libero.

E’ stato appurato come i due rubavano olive in località Tursi ad Ugento. La refurtiva è stata restituita al legittimo proprietario,

I bacini di Ugento in emergenza. Ennesima moria di pesci

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moria di pesci
https://youtu.be/4KJNt9MswdA

La segnalazione della moria di pesci giunge dalla pagina Facebook “Monitoraggio bacino Torre San Giovanni” che quotidianamente pubblica foto sullo stato dei bacini di Ugento,

Un fenomeno diventato tristemente periodico, dovuto nella maggior parte dei casi alla mancanza di ossigeno dovuta al ricambio d’acqua nel delicato ecossitema dei bacini, messi in pericolo dalle dighe di poseidonia che, naturalmente, si formano ogni anno lungo i canali di sbocco.

Un problema, quello della moria dei pesci, che provoca enormi disagi anche all’uomo, soprattutto per l’odore nauseabondo che la putrefazione delle alghe emettono. Un’odore poco salubre derivante dall’azoto che si sprigiona nel processo di decomposizione naturale della poseidonia.

Un problema che da anni provoca le lamentele dei residenti oltre a quelle dei turisti e degli operatori turistici, i più colpiti da un fenomeno, che soprattutto nelle calde sere d’estate, impedisce a chiunque di poter godere anche solo di una semplice cena all’aperto in tutto Torre San Giovanni.

Il sistema dei bacini di Ugento è stato un tema affrontato anche in campagna elettorale, con Massimo Lecci impegnato nell’annunciare i lavori che renderanno parte dei canali navigabili. Purtroppo, però, nessuno ha parlato dello stato di salute di questi canali.

Eppure solo 3 anni fa ci fu un fenomeno simile ma con proporzioni ben più imponenti, fatto che costrinse il consorzio di Bonifica Ugento e Li Foggi ad interventi straordinari, per scongiurare un’emergenza che quella volta coinvolse i canali di Torre Pali, con l’intervento di Legambiente, di cui riportiamo la dichiarazione di allora di Giovanni Potenza (al tempo direttore del circolo di Legambiente di Salve)

Non è la prima volta che capita questo grave inconveniente dovuto probabilmente all’occlusione del canale a causa della sabbia accumulatasi nella foce sud.  Il colore verde particolarmente brillante delle acque che si osserva è dovuto alla eccessiva crescita algale, la quale sottrae ulteriore ossigeno e ostruisce meccanicamente le branchie dei pesci. Molti di loro avrebbero cercato la via di salvezza verso il mare e, giunti alla foce occlusa, sarebbero morti. Tuttavia non è escluso che altri batteri dovuti a versamenti illegali abbiano provocato tutto questo

Come si nota il fenomeno sta diventando ciclico e si presenta sempre con i medesimi sintomi.

Che fine ha fatto il centro di aggregazione di Ugento?

ex_consorzio_bonifica_uneto

Sono passati 7 anni ormai da quando l’allora sindaco Massimo Lecci annunciava la realizzazione di un centro di aggregazione presso l’immobile che ospitava il consorzio di bonifica in via Mare.

ecco le sue parole di allora

Aver concluso con successo una procedura così articolata ci consentirà di portare avanti progetti ambiziosi per lo sviluppo sociale ed economico del paese. Per questo sento il dovere di ringraziare sentitamente il direttore dell’Agenzia del Demanio di Puglia e Basilicata, dottoressa Giuliana Dionisio, i suoi collaboratori, dottoressa Roberta Deliddo, geometra Fedele Gentile e per il Comune di Ugento gli ingegneri Leonardo Lieviello, Simona Bramato e Luca Casciaro”.

L’amministrazione spiegò in una nota di aver avviato la procedura per perseguire una serie di opere di pubblico interesse, cioè riqualificare, dal punto di vista urbanistico, un intero quartiere attraverso il recupero della sede dell’ex Consorzio di bonifica e realizzare, all’interno della struttura, un centro di aggregazione. (fonte lecceprima)

Tutto molto bello, peccato che ad oggi, dopo quasi 10 anni dall’avvio della pratica che ha portato il comune di Ugento ad acquisire la proprietà dell’immobile di via Mare, nulla sia cambiato. Anzi no, perchè a ben vedere qualcosa è cambiato, cioè le condizioni dell’immobile stesso, murato per evitare il reiterarsi di occupazioni abusive e diventato ormai un rudere, con il pericolo di crolli potenzialmente pericolosi.

Bray risponde a Pagliaro sullo Zeus di Ugento

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Dopo aver scritto dell’interrogazione del consigliere regionale del Movimento regione Salento Paolo Pagliaro, pubblichiamo oggi la risposta dell’assessore regionale Massimo Bray.

“Siamo di fronte a quello che è un capolavoro assoluto dell’arte magnogreca tardoarcaica, e anche noto per essere uno dei rarissimo originali bronzei a fusione a cera persa.

La Regione  non ha competenza in merito alla richiesta avanzata da Pagliaro, perché il prestito può derivare da una scelta del Museo MarTa di Taranto, e la responsabilità attiene non solo la direzione del museo, ma in ultima analisi al Ministero della Cultura.

Quello che ho provato a riportare  sono le tendenze e i motivi per cui normalmente il Ministero concede, o non concede, il prestito di un’opera d’arte così rara. Proprio sullo Zeus sono stati fatti molti studi che evidenziano la delicatezza dell’opera e, probabilmente, anche i limiti che il Ministero, attraverso la direzione del MarTa, ha voluto richiamare.

Però, io credo che, se da una parte c’è la scelta del Museo, dall’altra c’è la giusta e corretta richiesta di una comunità che vuole una sua identità con un bene che le appartiene e che lo vorrebbe collocato proprio ad Ugento.

Anche per altri motivi stiamo portando avanti un rapporto da una parte costruttivo, con il Ministero, con quelli che sono, ad esempio, tutti i musei che fanno capo al Ministero, per cercare di creare un clima, una sintesi del lavoro che dobbiamo fare, valutando anche di volta in volta quelle che possono essere delle forme che facilitino la valorizzazione di un bene da parte di una comunità e di un territorio”.

Una risposta che non chiude la porta ad un ritorno dello Zeus ad Ugento, ma che sottolinea come l’argomento non sia di competenza politica, ricordando come simili proposte si debbano discutere in altre sedi.

La domanda principale da porsi, a mio modo di vedere, è questa:

Dove è più valorizzato lo Zeus di Ugento? Al MarTa che è un Museo di livello Europeo con decine di migliaia di visite all’anno, o a Ugento (dove attualmente il museo è chiuso e non è dato sapere quando potrà essere di nuovo fruibile?

E’ questa una domanda che il consigliere Pagliaro dovrebbe porsi.

“Il campo c’è ma non è regolamentare” Nuova segnalazione

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padel di ugento
una foto dall'alto del campo di padel di Ugento

Non ci sono strutture adatte ai giovani..

Per giocare a calcetto bisogna andare fuori paese. A ugento non ci sono campi adatti.

Hanno costruito due campi da calcetto che fanno schifo. Troppo piccoli e non andato a giocare a calcetto 5 contro 5.

Hanno costruito un campo da PADEL. Altra storia non regolamentare. Perché non conforme alle regole del gioco ..

Se devono fare una cosa che la facciano per bene .. che ci siamo stancati ..

Ecco il testo pervenuto sulle nostre pagine social da parte di un nostro lettore. Per questo oggi ci siamo recati presso il campo di Padel di Ugento, realizzato all’interno del cortile adiacente agli spogliatoi del Palaozan “Tiziano Manni”, dove abbiamo effettivamente verificato la veridicità di quanto denunciato.

Oltre alla tenuta del campo di padel, interessato per la seconda volta da lavori di adeguamento, infatti, sono sotto accusa gli scalini che portano ad esso, fatto che renderebbe il campo “irregolare”.

In realtà abbiamo potuto constatare come il campo di padel sia stato omologato con “limitazioni“, riferite appunto al fatto che sia rialzato rispetto al piano strada, rendendo vana la regola del gioco che prevede il poter uscire dal campo per recuperare la palla.

le scale incriminate

Ma come è possibile che un campo realizzato solo 3 anni fa sia stato protagonista già di 3 interventi di ripristino di cui nessuno servito a migliorare la sua agibilità? Questo sembra essere il quesito fondamentale, ricordando le tante opere realizzate e poi abbandonate nel nostro paese.

Politiche giovanili significa anche dare la possibilità ai giovani di avere un’alternativa, avendo a disposizione spazi adeguati per farlo. Cosa dire allora della seconda parte del messaggio, che si sofferma sui campi di calcetto, realizzati da pochi anni e che sembrano versare in uno stato di abbandono perenne, dovuto anche al fatto della loro grandezza non regolamentare.

Il senso del discorso è sempre quello che torna da anni: che senso ha spendere i soldi in questo modo?

Opere inutili, fatte male e delle volte addirittura controproducenti o pericolose, che contribuiscono al disagio dei giovani del nostro territorio, costretti a dover andare fuori paese anche e solo per una semplice partitella a calcio tra amici. La nuova amministrazione è corsa ai ripari assegnando la delega alle politiche giovanili al neo eletto consigliere Vincenzo Scorrano, di cui attendiamo un commento in merito.

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