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De Franco si presenta alla guida del Parco di Ugento

Nuovo direttore per il Parco Litorale di Ugento.
Francesco De Franco assume la direzione del Parco Naturale Regionale Litorale di Ugento. Un impegno per la tutela del territorio salentino.

Francesco De Francoha annunciato la sua nomina a direttore del Parco Naturale Regionale “Litorale di Ugento”. Un incarico che segna una nuova fase per la gestione di uno dei territori più preziosi del Salento e del Mediterraneo.

De Franco sottolinea l’importanza del Parco, custode di habitat unici come le dune costiere, le zone umide e le praterie di Posidonia oceanica, evidenziando la convivenza di questa ricchezza con crescenti pressioni ambientali. Un equilibrio delicato che richiede un approccio condiviso e partecipativo.

L’obiettivo principale, come dichiarato da De Franco, è quello di coinvolgere attivamente la comunità locale: “La forza di un Parco è nella sua comunità: pescatori, operatori turistici, scuole, associazioni, famiglie, cittadini.” Il Parco, quindi, non è solo natura, ma anche “identità, cultura, lavoro”, un patrimonio da custodire insieme.

Ascolto, confronto e partecipazione saranno le parole chiave del suo mandato. De Franco intende promuovere una gestione che valorizzi il ruolo del Parco come modello di equilibrio tra uomo e ambiente, un “laboratorio a cielo aperto” dove la tutela della biodiversità e la qualità della vita procedono di pari passo.

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Autovelox: mappa dei controlli di Dicembre

Piano di prevenzione con autovelox, telelaser e postazioni fisse: i calendari del mese di dicembre

Autovelox e telelaser sulle provinciali di Lecce: tutti i controlli di dicembre tra costa e interno

Lecce – territorio salentino – La Provincia di Lecce ha pubblicato il nuovo piano di prevenzione per il controllo della velocità sulle principali strade provinciali nel mese di dicembre, con l’impiego di autovelox, telelaser e postazioni fisse. Un calendario fitto che interessa sia l’entroterra che le località costiere del Basso Salento, in un periodo – quello natalizio – in cui il traffico tende ad intensificarsi.

L’Ente di via Umberto I definisce l’iniziativa come un’azione di prevenzione, rendendo note in anticipo le tratte e le fasce orarie dei controlli per scoraggiare gli eccessi di velocità e favorire una guida più prudente. Resta tuttavia aperto, anche nel territorio salentino, il dibattito sul sottile confine tra sicurezza stradale e percezione, da parte degli automobilisti, di un sistema prevalentemente sanzionatorio.

Per quanto riguarda gli autovelox, nel mese di dicembre i controlli – tutti nella fascia oraria 7.00-19.00 – si concentreranno in particolare su quattro direttrici molto trafficate: la SP 297 Melendugno – Torre dell’Orso, la SP 362 Lecce – Galatina, la SP 18 Galatina – Copertino e la SP 72 Casarano – Ugento / Ugento – Casarano. Quest’ultima interessa da vicino un’area intensa di spostamenti quotidiani nel Basso Salento, tra zone industriali, centri abitati e flussi turistici fuori stagione verso il litorale ionico.

Il calendario pubblicato dalla Polizia provinciale mostra una rotazione quasi quotidiana delle tratte, con ripetuti passaggi sulle stesse strade a distanza di pochi giorni. La scelta conferma l’attenzione della Provincia verso gli assi considerati più critici per velocità e incidentalità, ma pone anche qualche interrogativo sulla presenza di altri punti sensibili della rete viaria, spesso segnalati dai cittadini, che non compaiono nel programma di dicembre.

Accanto agli autovelox mobili, il piano prevede l’utilizzo di una postazione fissa di controllo della velocità sulla SP 4 Lecce – Novoli, al km 5+760 in direzione Lecce, attiva tutti i giorni, festivi compresi, 24 ore su 24. Si tratta di un tratto strategico per i collegamenti tra il capoluogo e l’area nord della provincia, dove il limite di velocità e il funzionamento continuo della postazione richiedono particolare attenzione da parte degli automobilisti pendolari.

Il capitolo a parte è quello del telelaser, con un calendario dedicato per il mese di dicembre 2025. In questo caso i controlli interesseranno numerose direttrici costiere e di collegamento verso il mare: la SP 87 e 358 Otranto – Santa Cesarea Terme, la SP 87 Otranto – Porto Badisco, la SP 21 Leverano – Porto Cesareo, la SP 193 Presicce – Lido Marini, la SP 236 Surbo – Casalabate e la SP 100 Squinzano – Casalabate. Tratte che, soprattutto nei fine settimana e durante le festività, continuano a registrare spostamenti verso il litorale adriatico e ionico del Salento.

Non mancano, nel programma telelaser, le strade di collegamento tra centri dell’entroterra, come la SP 48 Martano – Soleto, la SP 41 Galatina – Noha – Collepasso, la SP 17 Nardò – innesto SS 101 e la SP 119 Lecce – Arnesano – Leverano. Anche qui le fasce orarie sono 7.00-19.00, a conferma dell’obiettivo dichiarato di presidiare i momenti di maggiore flusso di traffico ordinario, più che la circolazione notturna.

La pubblicazione integrale dei calendari – con date, strade e orari – è un elemento di trasparenza che consente a residenti e visitatori di informarsi in anticipo e, soprattutto, di adeguare i propri comportamenti di guida. Allo stesso tempo, l’ampiezza del piano, che copre quasi quotidianamente più tratte, sollecita l’esigenza di accompagnare i controlli con una comunicazione continua sui dati degli incidenti, sulle criticità riscontrate e sugli eventuali interventi strutturali pianificati su alcune provinciali storicamente problematiche del territorio, da Ugento a Casarano, fino alle porte di Gallipoli e della costa adriatica.

In assenza di numeri aggiornati sugli effetti di questi piani di prevenzione – riduzione degli incidenti, calo delle velocità medie, miglioramenti percepiti dagli utenti – il rischio è che una parte dell’opinione pubblica continui a leggere autovelox e telelaser come strumenti prevalentemente repressivi. Per evitare questa frattura, in un territorio come il Salento dove mobilità, turismo e pendolarismo si intrecciano, sarà importante che la Provincia di Lecce accompagni i calendari dei controlli con un monitoraggio pubblico degli esiti e, dove necessario, con interventi sulla segnaletica, sui limiti di velocità e sulla messa in sicurezza fisica delle strade.

Il Natale tra il braciere e il camino

Accade proprio quando si è lontani da casa che certi ricordi affiorano come i funghi alla prima brezza umida sul tappeto di un bosco. Camminando tra i viottoli della campagna romana, mi è capitato di vedere un piccolo camino acceso. Di sentire l’odore del fumo prodotto dalla combustione della legna. Ecco che mi è venuto da pensare che in quella casa ci fossero delle persone che si stavano riscaldando. Proprio mentre trovandomi fuori mi sentivo pungere da quel freddo che ti toglie il respiro e ti fa sentire come quando il corpo è trafitto da mille lame. Mi sono tornate in mente tante scene di un tempo che non tornerà mai più e che conservo gelosamente al punto che chiudendo gli occhi riesco a rivedere quella sedia e quella sdraio accanto al camino a casa dei nonni materni. Loro non ci sono più ormai da diversi anni. Hanno concluso il loro percorso terreno e ora, per chi come me crede e vive di fede, mi piace immaginarli seduti accanto a tante altre persone che non ci sono più, come i nonni paterni, alcuni zii ed altri che mi hanno voluto bene ed ai quali ero affezionato. Che si radunano attorno a quel fuoco eterno ove non ci sono preoccupazioni, solitudini, nostalgie, rancori, invidie e cattiverie. Mi piace immaginarli proprio così i miei nonni. Il nonno si alza per andare fuori a prendere qualche “stozzu” o qualche “taccaru” per ravvivare il caldo di quel fuoco che tanto vorrei mi riscaldasse. La nonna, seduta sulla sua monumentale sedia, intenta a ricamare all’uncinetto. A fare il famoso “punto giorno”. E tra un colpo alla legna che brucia con il ferro e un punto sul merletto, riesco a sentire le loro voci che mi pongono domande, raccontano momenti di vita vissute, curiosità del tempo o fatti accaduti come solo i cronisti più navigati riescono a fare. C’è tuttavia una differenza molto netta tra prima e dopo. Come sostiene il dott. Crepet le nuove generazioni non conoscono la differenza abissale tra il calore dei nonni ed il piacere di una partita alla playstation. Non conoscono il valore ed il significato di un rimprovero, di un “no” secco, giammai detto con cattiveria ma sempre con una involontaria benevolenza. Erano decisamente belle quelle serate. Non nascondo che mi mancano tantissimo e soprattutto quanto sarei disposto a dare in cambio pur di riviverle. Anche solo per qualche istante. Ahimè, la verità è difficile da accettare perché indietro non si può tornare. Il passato è passato e non tornerà mia più. C’è il presente che ci rende orfani di qualcosa che oggi è diventato raro e introvabile. Ma forse, come diceva sempre il nonno, la vita scorre come il fiume che porta via tutto senza distinzione per nessuno. Conta ciò che sei stato, quello che hai fatto e come l’hai fatto!  

Riflettendoci, essendo il nonno e la nonna nati rispettivamente nel 1923 e nel 1926 oggi avrebbero 102 e 99 anni. Chissà come sarebbe stato se oggi fossero vivi. Che Natale sarebbe? Oggi che sono adulto vorrei chiedergli tante cose. Porgere loro tutte quelle domande che quel bambino vivace, irrequieto e disubbidiente non era in grado di porgli. Come detto, il tempo trascorre inesorabile. Piaccia o non piaccia lo si deve accettare, perché è questa la natura della vita. 

C’era ogni sera un braciere in mezzo alla cucina. Ogni tanto il nonno prendeva la brace con la paletta in ferro e la metteva al suo interno, dove c’era anche un barattolo di latta con l’acqua. Lo guardavo fisso per la curiosità di vedere bollire l’acqua e il vapore disperdersi nell’aria. Nulla di sensazionale, ma ai miei occhi tutto era magnifico perché mi piaceva trascorrere quelle ore a casa dei nonni. A parlare, a guardare la tv e qualche volta a giocare a carte. Poi c’erano anche le serate in cui mettevo letteralmente sotto sopra la cucina. Tiravo fuori gomitoli di lana, carta di giornale, nastro adesivo, forbici e altro per creare giochi di fantasia. Mettevo in pratica quella creatività che i bambini di oggi non hanno perché abituati non solo a non giocare (bisogna anche saper giocare!) ma soprattutto ad avere tutto bello e pronto. Non mi annoiavo mai, anche perché giocavo con loro. Quanti nonni giocano con i propri nipoti? Quanti ascoltano racconti inventati? Quanti si siedono al loro fianco e gli raccontano la giornata? O ascoltano i loro amorevoli rimproveri?

E’ cambiato il mondo. La società è cambiata. Sembra normale che un bambino venga allontanato dalla propria famiglia perché i genitori avrebbero deciso di vivere nel bosco. Preferirei la solitudine del bosco, con le sue bellezze, ed il calore di una famiglia che sa essere tale ad una vita in città tra vizi e capricci assecondati da genitori assenti fisicamente e mentalmente, assorti nell’attenzionare i like sui social.  Che cosa fare per questo Natale? Credo sia utile a grandi e piccoli accendere il fuoco, mettersi vicino, magari prendere la brace e metterla in un braciere (esistono ancora?). Potrà essere un Natale diverso. Un’occasione per riscoprire sguardi nuovi, quelle cose dette con i colpi d’occhio che possono estasiare ancora di più se si tolgono i cellulari e si prova a parlarsi, tutti insieme a guardare un film, a fare una crostata, una pizza, ad impastare la pasta fatta in casa. Come si faceva una volta con i nonni. Un ricordo che mi permette di riviverli con gli occhi di un adulto. Di rivederli per potergli dire, vi voglio bene. Buon Natale e grazie per quel braciere.

Violenza domestica: arresto a Lecce

Arrestato a Lecce per maltrattamenti e tentato strangolamento.
Lecce: uomo arrestato per violenza domestica. Picchia e tenta di strangolare la compagna. La vittima denuncia anni di abusi.

Lecce – Serata di paura in Viale Grassi, dove la Polizia di Stato è intervenuta per soccorrere una donna di 52 anni vittima di una violenta aggressione da parte del compagno, un 40enne originario di Manfredonia. La chiamata al 112 NUE è arrivata nella tarda serata del 28 novembre 2025, quando la donna, riuscita a sfuggire all’uomo, si è rifugiata nell’abitazione dei vicini chiedendo aiuto.

All’arrivo degli agenti della Squadra Volante della Questura di Lecce, sul posto era già presente il personale sanitario del 118 che stava prestando le prime cure alla vittima. La donna presentava il volto tumefatto, evidenti segni di strangolamento e la maglia intrisa di sangue. Nonostante le condizioni critiche, è riuscita a raccontare ai poliziotti quanto accaduto pochi minuti prima: il compagno l’aveva colpita ripetutamente con pugni e schiaffi al volto, tentando anche di strangolarla stringendole con forza le mani al collo nel corso di una furiosa lite.

Quando la Polizia è giunta sul posto, l’uomo si trovava sul balcone del quarto piano, urlando frasi ingiuriose contro la compagna. Per evitare gesti inconsulti, un equipaggio è rimasto in strada per intrattenerlo mentre altri agenti hanno raggiunto rapidamente l’appartamento salendo le scale. Una volta dentro, i poliziotti sono riusciti a far rientrare l’uomo dal balcone e a contenerlo fino al completamento degli accertamenti.

Nel frattempo, la 52enne è stata trasportata con urgenza al Pronto Soccorso dell’ospedale “Vito Fazzi”, dove è stata ricoverata in codice rosso. Nonostante le condizioni fisiche compromesse, la donna ha espresso immediatamente la volontà di denunciare il compagno e ha formalizzato la querela presso il Posto di Polizia dell’ospedale.

Dalla denuncia sono emersi dettagli inquietanti su un quadro di maltrattamenti e sottomissione: sebbene la relazione durasse solo da pochi mesi, la donna riferisce di aver subito violenze fisiche e psicologiche quasi quotidiane. L’uomo, descritto come ossessivamente geloso, l’avrebbe isolata da amici e parenti e, negli ultimi tre giorni, le avrebbe sottratto il telefono, impedendole di chiedere aiuto.

Gli accertamenti della Polizia hanno rivelato che il 40enne aveva numerosi precedenti penali, era sottoposto alla misura alternativa della detenzione domiciliare ed era già stato denunciato in passato per maltrattamenti in famiglia.

Al termine delle verifiche, l’uomo è stato arrestato con le accuse di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e minacce. Su disposizione del PM di turno, è stato trasferito presso la Casa Circondariale “Borgo San Nicola” di Lecce.

Un episodio che riporta al centro l’urgenza di contrastare con determinazione il fenomeno della violenza domestica e di sostenere chi trova il coraggio di denunciare.

Salento in festa a Zurigo: odore di volìe cazzate

La Puglia e il Salento in Svizzera: ecco la grande Festa di San Nicolaus

La Festa di San Nicolaus porta il Salento in Svizzera: identità, comunità e sapori oltreconfine

Lecce / Svizzera – La Puglia e il territorio salentino si preparano a sbarcare in Svizzera con la Festa di San Nicolaus, appuntamento dedicato alle tradizioni, ai sapori e al legame con i tanti emigrati che vivono oltreconfine. L’iniziativa, in programma il 6 dicembre e organizzata dall’Associazione Pugliese Uster con il patrocinio della Provincia di Lecce, punta a trasformare una ricorrenza religiosa e popolare in un momento di incontro e confronto tra comunità, istituzioni e mondo dell’associazionismo.

È forte il legame del Salento con la terra svizzera”, ha dichiarato il presidente della Provincia di Lecce Fabio Tarantino durante la presentazione dell’evento a Palazzo Adorno. Tarantino ha parlato della Festa di San Nicolaus come di un’occasione per «valorizzare i nostri prodotti in Svizzera e incontrare i nostri connazionali», insistendo sul tema dell’identità condivisa: “Il Salento non è un luogo: è un sentimento che ci unisce, ovunque siamo”. Parole che intercettano una sensibilità diffusa tra i salentini all’estero, ma che chiamano anche le istituzioni a dare continuità a questi legami oltre l’evento simbolico di una singola serata.

La ricorrenza di San Nicola, figura profondamente radicata nella tradizione europea e pugliese, diventa così il pretesto per una più ampia operazione di promozione territoriale della Puglia e del Basso Salento. L’evento in Svizzera prevede un momento istituzionale centrale: l’incontro con il Console Generale d’Italia a Zurigo, Min. Mario Baldi, presentato come occasione per rafforzare i rapporti con la comunità italiana e salentina residente all’estero. Un passaggio non solo formale, che potrebbe – se adeguatamente seguito – tradursi in future collaborazioni su progetti culturali, economici e turistici.

Accanto alla diplomazia, la serata punta molto sulla dimensione più concreta e quotidiana delle tradizioni: grazie alla collaborazione tra l’Associazione Pugliese Uster e la Sagra de la Volìa Cazzata, i partecipanti potranno degustare le tipiche volìe cazzate, le olive “schiacciate” che raccontano l’anima agricola e contadina del territorio salentino. Un prodotto semplice, ma fortemente identitario, che da anni caratterizza sagre e feste popolari in molti paesi del Basso Salento, da Ugento a Casarano, da Tricase fino alle aree rurali più interne.

La scelta di portare in Svizzera le volìe cazzate non è solo folclore: è un modo per tenere insieme memoria, gusto e promozione delle filiere agroalimentari locali, in un momento in cui molte aziende salentine cercano sbocchi esteri per reagire alle difficoltà strutturali del comparto agricolo, aggravate anche dall’emergenza Xylella. Manca, nella comunicazione ufficiale, un riferimento esplicito a ricadute economiche o a progetti strutturati di internazionalizzazione, ma l’operazione apre comunque uno spiraglio interessante.

Dal punto di vista politico-istituzionale, la presenza del presidente Tarantino in rappresentanza della “intera comunità salentina” sottolinea la volontà della Provincia di Lecce di giocare un ruolo attivo nel rapporto con le comunità di emigrati. Resta da capire se questo impegno si limiterà alla dimensione simbolica e celebrativa o se potrà tradursi in una programmazione stabile di iniziative tra Regione Puglia, enti locali e associazioni di salentini nel mondo, magari coinvolgendo realtà di riferimento di città come Gallipoli, Ugento o Tricase, da cui provengono molti migranti storici verso il Nord Europa.

La Festa di San Nicolaus, insomma, si presenta come un momento di festa, musica, tradizioni e buon cibo, ma è anche un banco di prova per misurare quanto il racconto del Salento all’estero possa andare oltre la cartolina turistica e diventare una politica di presenza continuativa, capace di valorizzare davvero il capitale umano e sociale dei salentini in Svizzera.

Furto auto: 3 arresti a Lecce

Lecce, Carabinieri sventano furto auto: tre arresti

Lecce – Un intervento tempestivo dei Carabinieri ha permesso di sventare un tentativo di furto di autovetture tra Lecce e Lizzanello, portando all’arresto di tre persone. L’operazione, resa possibile dalla prontezza della vittima e dalla capillare presenza sul territorio, ha restituito i veicoli ai legittimi proprietari e assicurato i presunti responsabili alla giustizia.

Nella notte, i Carabinieri della Stazione di Lizzanello, supportati dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Lecce, hanno arrestato un 38enne di Gagliano del Capo, un 43enne di Lecce e una 28enne di Surbo, accusati di furto aggravato, ricettazione e possesso ingiustificato di arnesi da scasso. Il gruppo, secondo la ricostruzione dei fatti, si sarebbe servito di una Fiat Punto rubata a Lizzanello per raggiungere Lecce e sottrarre una Fiat Stilo in via Duca degli Abruzzi.

La reazione immediata della vittima, che ha contattato il NUE 112, ha innescato l’intervento dei Carabinieri. Grazie alla conoscenza del territorio e alla coordinazione tra le pattuglie, i militari sono riusciti a intercettare i presunti responsabili a Lizzanello, mentre si spostavano con entrambi i veicoli rubati. L’operazione si è conclusa senza rischi per la cittadinanza.

Le indagini successive, supportate dalle immagini di videosorveglianza, hanno rafforzato il quadro indiziario. I tre arrestati sono stati trasferiti presso la Casa Circondariale di Lecce “Borgo San Nicola”, a disposizione della Procura della Repubblica di Lecce. “Un episodio che conferma, ancora una volta, come la presenza attiva e vigile dei Carabinieri rappresenti un presidio fondamentale per la sicurezza delle comunità locali”, si legge nella nota dei Carabinieri.

 

Ugento piange il Generale Bruno Viva, storico comandante della Folgore

Ugento in lutto:Addio al Gen.Bruno Viva
Ugento piange il Generale Bruno Viva, storico comandante della Folgore e figura di spicco dell'Esercito Italiano.

Il mondo militare e la comunità di Ugento sono in lutto per la scomparsa del Generale di Corpo d’Armata Paracadutista Bruno Viva. Nato nella cittadina salentina il 23 giugno 1942, il Generale Viva ha rappresentato per decenni un punto di riferimento per la componente aviotrasportata dell’Esercito Italiano.

Formatosi all’Accademia Militare di Modena e nelle principali scuole di formazione italiane ed estere, il Generale Viva ha costruito una carriera solida e di respiro internazionale. Negli anni Settanta, da Capitano, comandò la Compagnia Aviorifornimenti, un settore strategico per la proiezione delle unità paracadutiste. La sua carriera è poi proseguita attraverso diversi incarichi operativi e di stato maggiore.

Dal 1994 al 1996, il Generale Viva ha assunto il comando della Brigata Paracadutisti “Folgore”, succedendo al Generale Bruno Loi. Un periodo cruciale, segnato dalla trasformazione dello strumento militare italiano e dall’avvio delle prime grandi missioni multinazionali a guida NATO nell’era post-Guerra fredda.

Il suo nome è indissolubilmente legato ai teatri balcanici. Come comandante della Multinational Brigade North nell’ambito dell’operazione SFOR “Joint Endeavour” in Bosnia, guidò un dispositivo complesso in un contesto operativo ad alta instabilità. Per la sua condotta in quel teatro, gli fu conferita la Medaglia di bronzo al valore dell’Esercito.

Il Generale Viva ha ricoperto ulteriori incarichi di vertice, tra cui quello di Capo di Stato Maggiore del Comando Multinazionale EUROFOR a Firenze e il comando delle Forze Operative di Proiezione (COMFOP). Nel 2001, ha assunto il comando del Corpo d’Armata di Reazione Rapida (HRF) di Solbiate Olona, poi riordinato nell’attuale NATO Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC-ITA).

Nel corso della sua carriera, ha anche ricoperto importanti funzioni di stato maggiore, tra cui Capo Ufficio Personale e Capo Reparto Impiego delle Forze presso lo Stato Maggiore dell’Esercito, oltre al ruolo di Addetto Militare e Aeronautico presso l’Ambasciata d’Italia a Berna. Ufficiale di riconosciuta preparazione e figura di alto spessore umano, il Generale Viva è ricordato per l’equilibrio, la competenza e la capacità dimostrate in scenari complessi e delicati.

Numerosi i messaggi di cordoglio e i ricordi condivisi sui social network da chi ha servito sotto i suoi ordini, sottolineando lo stile di comando e le sue qualità umane. La redazione di Ozanews si unisce al cordoglio dei familiari e di tutti coloro che hanno incrociato il cammino del Generale Bruno Viva, orgoglio della comunità ugentina e figura di spicco dell’Esercito Italiano.

Fonte: brigatafolgore.net

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