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Il Salento che invecchia: 259 ultracentenari in provincia di Lecce, tre vivono a Ugento

Il Censimento permanente della popolazione 2024 restituisce l’immagine di un Paese che continua lentamente a perdere abitanti ma che, allo stesso tempo, vive sempre più a lungo. L’Italia invecchia, il Mezzogiorno arretra sul piano demografico e il Salento si conferma uno dei territori in cui questi fenomeni appaiono in modo più evidente e strutturale.

In questo quadro, un dato colpisce più di altri: in provincia di Lecce vivono ben 259 ultracentenari, persone che hanno superato i 100 anni di età. Un numero significativo, che racconta una straordinaria longevità, ma che allo stesso tempo evidenzia uno squilibrio profondo tra le generazioni, ormai sempre più marcato.

Ugento: tre cittadini oltre il secolo di vita

Anche Ugento partecipa a questo primato silenzioso della longevità: tre cittadini ultracentenari risultano residenti nel comune. Tre vite che attraversano un secolo di storia, di sacrifici e di cambiamenti, testimoni diretti di un territorio che ha conosciuto un’economia agricola, artigiana, comunitaria, molto diversa da quella odierna.

Un dato che, se da un lato rappresenta un motivo di orgoglio, dall’altro si inserisce in una dinamica ormai ben nota e più volte raccontata dalla nostra testata: Ugento continua a fare i conti con il calo demografico, la bassa natalità, l’emigrazione giovanile e l’invecchiamento della popolazione.

Un problema demografico che nasce dall’economia

L’aumento degli anziani e degli ultracentenari non è un fenomeno isolato né casuale. È il sintomo evidente di un problema economico strutturale, legato alla profonda trasformazione dell’economia salentina, sempre più devota e votata quasi esclusivamente al comparto turistico.

Non si tratta di un fenomeno isolato né esclusivamente salentino. Prima del Salento, altri territori europei hanno già sperimentato gli effetti di un modello economico eccessivamente sbilanciato sul turismo di massa. È accaduto nelle Isole Canarie e nelle Baleari, dove la dipendenza quasi totale dal comparto turistico ha prodotto salari bassi, precarietà diffusa e un progressivo aumento del costo della vita, spingendo molti residenti – soprattutto giovani – ad abbandonare le proprie comunità. È accaduto nelle grandi città d’arte come Venezia, Barcellona o Lisbona, dove l’overtourism ha svuotato i centri storici di abitanti, sostituendo la residenzialità con un’economia fragile e stagionale. In tutti questi casi, la crescita apparente del turismo non si è tradotta in benessere diffuso, ma in spopolamento, perdita di coesione sociale e impoverimento demografico. Il Salento, oggi, sembra percorrere la stessa traiettoria: un territorio sempre più attrattivo per chi arriva, ma sempre meno vivibile per chi ci nasce e vorrebbe costruirvi il proprio futuro.

Turismo di massa: crescita apparente, fragilità reale

Il turismo di massa, così come è stato costruito negli ultimi anni, non sta uccidendo solo il Salento inteso come territorio e risorse ambientali, ma sta lentamente consumando la rete sociale delle nostre comunità.

A restare, sempre più spesso, è:

  • manodopera a basso costo,
  • lavoro precario e stagionale,
  • occupazione poco tutelata e scarsamente qualificata,
  • forza lavoro spesso extra comunitaria, chiamata a colmare vuoti che l’economia locale non riesce più a rendere attrattivi.

In questo contesto, mettere al mondo figli diventa una scelta sempre più difficile, se non impossibile. E il risultato è sotto gli occhi di tutti: meno nascite, scuole che si svuotano, paesi che invecchiano, mentre cresce il numero dei grandi anziani.

Longevità come valore, spopolamento come allarme

I 259 ultracentenari della provincia di Lecce raccontano una terra capace di far vivere a lungo i suoi abitanti, grazie al clima, alle relazioni sociali, a uno stile di vita che resiste. Ma raccontano anche una fragilità profonda, se non si interviene con politiche capaci di diversificare l’economia, creare lavoro stabile e restituire prospettive ai giovani.

Per Ugento, come per molti comuni del Salento, la sfida è ormai chiara:

  • proteggere e valorizzare la popolazione anziana, custode della memoria collettiva;
  • ricostruire una base economica solida e plurale, che non dipenda da una sola stagione e da un solo comparto.

Una questione che riguarda il futuro del territorio

Il dato sugli ultracentenari non è una curiosità statistica. È un campanello d’allarme. Come Ozanews ha più volte sottolineato, la crisi demografica è una delle emergenze silenziose del Salento, e affonda le sue radici nelle scelte economiche degli ultimi decenni.

Ugento, con i suoi tre ultracentenari, guarda al passato con rispetto.
Ora, però, serve ripensare il presente per non compromettere definitivamente il futuro.

Controllo del territorio si trasforma in maxi sequestro di droga

TUGLIE – Un’attività di controllo del territorio si è trasformata in una rilevante operazione antidroga nel Salento. Nella serata di ieri, la Polizia di Stato della Questura di Lecce ha arrestato quattro uomini – due con precedenti di polizia e due incensurati – e sequestrato un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti, nel corso di un’operazione condotta nel comune di Tuglie.

Nel pomeriggio, gli agenti della Squadra Mobile, impegnati in servizi mirati al contrasto della diffusione e dello spaccio di droga, hanno notato movimenti sospetti nei pressi di un’abitazione. L’arrivo ravvicinato di più veicoli e il continuo via vai di persone, che entravano e uscivano dall’immobile in tempi molto brevi, ha immediatamente attirato l’attenzione dei poliziotti.

L’atteggiamento guardingo dei soggetti osservati e la presenza di individui già noti alle forze dell’ordine hanno indotto gli operatori a procedere con un controllo approfondito. All’uscita dall’abitazione, i quattro uomini sono stati fermati, identificati e informati delle operazioni di polizia in corso.

La successiva perquisizione personale e domiciliare ha dato esito ampiamente positivo. All’interno dell’abitazione, nascosti in diversi ambienti, sono stati rinvenuti:

  • oltre 14 chilogrammi di hashish, suddivisi in numerosi panetti;
  • circa 230 grammi di cocaina;
  • bilancini elettronici e materiale per il confezionamento;
  • denaro contante, ritenuto provento dell’attività di spaccio.

L’ingente quantitativo di droga sequestrata, insieme alle modalità di occultamento e frazionamento, ha fatto emergere un’attività di spaccio strutturata e pronta a rifornire il mercato illecito locale e provinciale.

Le verifiche sono state successivamente estese anche ai veicoli e ai domicili dei soggetti coinvolti, consentendo di recuperare ulteriore sostanza stupefacente.

Al termine degli accertamenti, i quattro uomini sono stati condotti presso la Questura di Lecce per gli adempimenti di rito. Su disposizione del Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica di Lecce, sono stati arrestati in flagranza di reato e associati presso la Casa Circondariale di Lecce – Borgo San Nicola, in attesa dell’udienza di convalida.

L’operazione conferma l’efficacia dell’attività di prevenzione e controllo del territorio svolta dalla Polizia di Stato, che continua a rappresentare un presidio fondamentale nella lotta al traffico di sostanze stupefacenti e nella tutela della sicurezza dei cittadini.

Si precisa che i provvedimenti adottati nella fase delle indagini preliminari non implicano alcuna responsabilità degli indagati, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

Lecce, aggressione in un locale: identificati e denunciati due giovani

La Polizia di Stato ha identificato e denunciato due giovani ritenuti responsabili di una violenta aggressione ai danni di due cittadini stranieri, avvenuta nella serata del 25 ottobre scorso all’interno di un noto locale del capoluogo salentino.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori e denunciato dalle vittime, due giovani cittadini iracheni sarebbero stati avvicinati da un ragazzo che, con atteggiamento provocatorio e ostile, li avrebbe accusati di “fissare” lui e il suo gruppo di amici, intimando loro di allontanarsi dal locale.

Nel tentativo di evitare qualsiasi tipo di scontro, i due giovani avrebbero lasciato il locale, ma una volta all’esterno sarebbero stati raggiunti dallo stesso individuo che poco prima li aveva affrontati. In tale frangente, uno dei due sarebbe stato colpito al volto con un oggetto affilato, riportando una ferita allo zigomo. Contemporaneamente, un altro giovane del gruppo avrebbe aggredito l’altra vittima con calci e pugni.

La situazione sarebbe ulteriormente degenerata quando i due ragazzi, caduti a terra, sarebbero stati circondati e malmenati da più persone. Nonostante la violenza subita, con grande difficoltà le vittime sono riuscite a fuggire e a chiedere aiuto ai familiari, che hanno immediatamente allertato la Polizia di Stato e i soccorsi sanitari.

I due giovani sono stati successivamente accompagnati presso l’ospedale “Santa Caterina Novella” di Galatina, dove hanno ricevuto le cure necessarie. In seguito, uno degli aggrediti ha riconosciuto i presunti autori dell’aggressione attraverso alcune immagini pubblicate sui social network del locale, presentando formale denuncia e allegando screenshot a supporto.

Le indagini condotte dalla Polizia di Stato hanno consentito di identificare due giovani residenti in provincia di Brindisi, rispettivamente di 22 e 20 anni. Quest’ultimo ha reso dichiarazioni spontanee, ammettendo le proprie responsabilità, mentre l’altro si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Entrambi sono stati deferiti in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria e dovranno rispondere del reato di lesioni personali aggravate.

Si ricorda che i soggetti denunciati sono da ritenersi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

Gallipoli, la Polizia di Stato sequestra oltre 21 kg di materiale pirotecnico

Proseguono i controlli della Polizia di Stato finalizzati alla prevenzione e al contrasto del commercio illecito di materiale pirotecnico, intensificati in vista delle festività natalizie, periodo notoriamente caratterizzato da un aumento di tali fenomeni.

Nella mattinata di ieri, personale della Squadra Amministrativa del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Gallipoli ha effettuato un controllo presso un esercizio commerciale del basso Salento, a seguito di una mirata attività info-investigativa.

Durante l’accesso nei locali, gli agenti hanno rinvenuto un ingente quantitativo di materiale pirotecnico, completamente imballato e accatastato in un angolo nei pressi dell’ingresso dell’attività. La collocazione degli artifici è apparsa subito particolarmente pericolosa: il materiale era posizionato sotto il contatore dell’energia elettrica e accanto a uno scaffale contenente bombolette spray e barattoli di vernice, con evidenti rischi per la sicurezza.

L’esercente, un uomo di 40 anni residente ad Alliste, non è stato in grado di esibire alcuna autorizzazione alla vendita né documentazione attestante la lecita provenienza del materiale pirotecnico. Alla luce di ciò, i poliziotti hanno proceduto a una perquisizione approfondita del locale per verificare l’eventuale presenza di ulteriori artifici esplodenti.

L’operazione ha portato al sequestro di numerose batterie di fuochi d’artificio di vario tipo e grammatura, per un peso complessivo pari a 21.568 grammi di NEC (Net Explosive Content).

Il materiale sequestrato è stato recuperato e messo in sicurezza dal personale specializzato degli Artificieri della Questura di Brindisi, che provvederà alla successiva distruzione. Il detentore è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per violazioni della normativa in materia di esplosivi e sicurezza pubblica.

L’attività rientra nel più ampio piano di controlli disposto dalla Polizia di Stato per garantire la tutela dell’incolumità dei cittadini e prevenire situazioni di grave pericolo, soprattutto durante il periodo delle festività.

L’oroscopo di oggi, Stelle litigiose e vento salentino

L'oroscopo di oggi, Stelle litigiose e vento salentino

Oroscopo del giorno di Ozanews – 19 Dicembre 2025

Buongiorno, o meglio, buonanotte a tutti quelli che speravano in un risveglio meno “salentino”, con le stelle che oggi sembrano aver litigato con la tramontana e lasciato tutti col vento tra i capelli e le idee un po’ agitate. Preparatevi a una giornata che scorrerà liscia come l’olio… ma quello unto del meccanico, non quello pregiato degli ulivi secolari. Cominciamo, vah!

♈ Ariete

In amore, ti senti una frisella dimenticata nell’acqua: un po’ molle, un po’ troppo in ammollo. La tua solita carica è finita in stand-by, forse per il troppo freddo di questi giorni che nemmeno il camino acceso riesce a placare. Sul lavoro, la concentrazione latita come il mare d’estate a Leuca quando c’è scirocco. Meglio non prendere decisioni importanti, o finirai per imbatterti in un traffico più caotico di quello sulla litoranea a Ferragosto. “Mò vedimu, ma con calma, che le stelle non perdonano.”

♉ Toro

La tua proverbiale testardaggine oggi è più evidente del campanile di Ugento. In amore, se non ti danno retta, sei pronto a mettere su il broncio per una settimana, come un bambino a cui hanno negato il pasticciotto. Sul fronte professionale, cerchi la stabilità di un muretto a secco, ma ti ritrovi a zigzagare come una bicicletta nel mercato del venerdì. Fai attenzione a chi cerca di farti perdere la pazienza, potresti reagire peggio di un Primitivo dopo due giorni di sole. “Ci vuole pazienza, ma non troppa, che il tempo è denaro.”

♊ Gemelli

Oggi siete divisi più di una puccia al pane e pomodoro. Da un lato volete coccole e dall’altro la libertà assoluta di un volo sopra gli ulivi secolari. In amore, è difficile capirvi, persino per voi stessi! Sul lavoro, l’energia va e viene come le luminarie dopo la festa patronale: un attimo brillante, quello dopo spenta. Evita di iniziare cento cose contemporaneamente, o finirai per non concluderne nessuna, neanche la colazione al bar con il caffè in ghiaccio. “La doppia faccia a volte è un casino, pure con le stelle.”

♋ Cancro

Vi sentite teneri come un pane di grano duro appena sfornato, ma pronti a indurirvi se qualcuno vi pesta i piedi. In amore, la nostalgia del focolare domestico è forte, forse troppa, e rischiate di assillare il partner con troppe moine. Sul lavoro, avete la sensazione di nuotare controcorrente, come un pesce fresco di Torre San Giovanni che vuole tornare in mare aperto. Cercate di non prendervela troppo, certe giornate sono fatte per essere dimenticate, magari davanti a un bel piatto di orecchiette della nonna. “E mo cu tte ‘nci scinni? Tieni botta, vah!”

♌ Leone

La tua autostima oggi è più instabile di un castello di sabbia a Lido Marini con la tramontana. In amore, la tua leonessa o leone interiore ruggisce, ma forse più per insicurezza che per forza, e rischi di fare un po’ di scena inutile. Al lavoro, cerchi di dominare la situazione, ma ti ritrovi a essere l’unico che corre mentre gli altri si godono il caffè al bar, osservando la vita. Sii meno teatrale e più concreto, come un buon vino Negroamaro: robusto, ma non invadente. “La grandeur è bella, ma pure la realtà ha il suo perché.”

♍ Vergine

Il tuo perfezionismo è tale che cercheresti la polvere persino sulla luna. In amore, analizzi ogni parola, ogni sguardo, rendendo la vita difficile a te e al tuo partner, che vorrebbe solo un po’ di leggerezza, magari una passeggiata sul lungomare. Al lavoro, sei meticoloso come un artigiano della cartapesta, ma rischi di perderti nei dettagli e di non vedere il quadro generale. Lascia un po’ di spazio all’imprevisto, non tutto deve essere perfetto come un pasticciotto appena sfornato. “A volte, meno è più, pure se ti sembra blasfemo.”

♎ Bilancia

La tua indecisione oggi è più proverbiale del traffico di Gallipoli in piena estate. In amore, non sai se vuoi un abbraccio o uno spazio personale, e il partner non sa più che pesci pigliare, pardon, che cozze crude servire. Al lavoro, cerchi l’equilibrio come un equilibrista sulle corde delle luminarie, ma ogni piccola variazione ti fa traballare. Fida del tuo istinto, non sempre devi pesare pro e contro come le olive al mercato. “Ce stae cu llu core? Deciditi, almeno per il pranzo domenicale.”

♏ Scorpione

Sei passionale come la pizzica in una notte di mezza estate, ma pure pungente come un fico d’India non pulito bene. In amore, le tue emozioni sono intense, a tratti esagerate, e rischi di stancare chi ti sta accanto con il tuo fare misterioso. Sul lavoro, hai la tenacia di chi cerca parcheggio a Santa Maria di Leuca ad agosto, ma a volte trasformi ogni sfida in una battaglia epica. Cerca di allentare la presa, non tutte le situazioni richiedono la tua “intensità salentina”. “Troppa enfasi, pure le stelle ti dicono di rilassarti.”

♐ Sagittario

La tua voglia di avventura oggi è come quella di un turista che vuole vedere tutte le sagre in una sola sera. In amore, ti senti un po’ in gabbia, vorresti spiccare il volo ma le incombenze quotidiane ti trattengono più di un aperitivo al tramonto a Torre San Giovanni. Sul lavoro, la tua mente viaggia veloce, ma i piedi restano piantati per terra, forse bloccati dal “ciucciu” che non parte. Non è il momento di grandi rivoluzioni, accontentati di un buon bicchiere di Negroamaro. “Libertà sì, ma pure un po’ di realismo, ogni tanto.”

♑ Capricorno

Sei testardo come un ulivo secolare che non cede alla tramontana, ma anche un po’ solitario come la campagna rossa d’inverno. In amore, fai fatica a esprimere i tuoi sentimenti, preferendo i fatti alle parole, ma il partner vorrebbe sentirsi dire qualcosa in più di “ho fatto le pucce”. Al lavoro, la tua ambizione è lodevole, ma ti isoli troppo, perdendo il piacere della chiacchiera al bar. Ogni tanto, stacca la spina, pure i muretti a secco hanno bisogno di un po’ di manutenzione. “Il dovere chiama, ma pure il piacere ha il suo perché.”

♒ Acquario

La tua originalità oggi è più evidente di un panino con la zampina a un matrimonio vegano. In amore, cerchi la libertà sopra ogni cosa, ma rischi di apparire distante o poco coinvolto, come chi guarda il mare da lontano ma non ci si tuffa. Al lavoro, le tue idee sono brillanti, ma a volte poco ancorate alla realtà, come un aquilone che vola troppo in alto. Prova a mettere i piedi per terra, almeno per il tempo di un pasticciotto. “Innovazione sì, ma pure un po’ di pragmatismo non guasta.”

♓ Pesci

Navighi a vista tra sogni e realtà, più confuso di un turista che cerca il centro storico di Ugento senza navigatore. In amore, sei romantico e sognatore, ma rischi di idealizzare troppo il partner, che poi si rivela umano, troppo umano, con i suoi difetti. Al lavoro, l’ispirazione ti visita a singhiozzo, e ti senti più perso di un bicchiere di caffè in ghiaccio senza latte di mandorla. Lascia che le cose scorrano, non puoi controllare tutto come il pescato fresco al mercato di Torre San Giovanni. “Meglio una pennichella che un sogno irrealizzabile, oggi.”

Salutamu tutti, e speriamo ca l’ijurnata scorre senza troppu sciroccu e che almeno il pranzo sia all’altezza delle aspettative! Buona giornata, o quasi, dal cuore del Salento!

Ugento su Geopop: il pesce scorpione nel nostro mare diventa un caso nazionale

Ugento finisce sotto i riflettori della divulgazione scientifica nazionale. Il noto portale Geopop, punto di riferimento in Italia per l’informazione scientifica e ambientale, ha dedicato un approfondimento al pesce scorpione (Pterois miles) nel Mediterraneo, citando anche le acque del Salento e il territorio di Ugento tra le aree interessate dagli avvistamenti.

Un riconoscimento importante che conferma come un fatto di cronaca locale possa assumere una rilevanza ben più ampia quando tocca temi cruciali come ambiente, biodiversità e sicurezza in mare.

Il pesce scorpione: una specie aliena che preoccupa gli scienziati

Il Pterois miles è una specie originaria del Mar Rosso e dell’Oceano Indiano, giunta nel Mediterraneo attraverso il Canale di Suez. Negli ultimi anni, complice il riscaldamento delle acque, la sua presenza si sta estendendo sempre più verso ovest, arrivando anche lungo le coste italiane.

Si tratta di una specie aliena invasiva, capace di alterare gli equilibri dell’ecosistema marino: è un predatore molto efficiente e può ridurre drasticamente le popolazioni di pesci autoctoni, mettendo in difficoltà la biodiversità locale.

I rischi per l’uomo

Come spiegato da Geopop, il pesce scorpione non è aggressivo, ma possiede spine velenose sulle pinne dorsali, anali e pelviche. Una puntura accidentale può provocare dolore intenso, gonfiore e infiammazione, rendendo necessaria assistenza medica.
Per questo motivo, l’invito di esperti e istituzioni è chiaro: non toccare l’animale e segnalare eventuali avvistamenti alle autorità competenti.

Ozanews lo aveva già raccontato

Va sottolineato come Ozanews avesse già riportato l’avvistamento del pesce scorpione nel mare di Ugento, dando tempestivamente notizia di un fenomeno che oggi trova spazio anche su una piattaforma scientifica di rilievo nazionale.

La citazione di Ugento su Geopop rappresenta dunque una conferma dell’attenzione e dell’accuratezza dell’informazione locale, capace di intercettare temi di grande attualità prima che diventino casi mediatici di ampia portata.

Dal locale al nazionale

La presenza del pesce scorpione nel nostro mare non è solo una curiosità, ma un segnale da non sottovalutare. Ugento, ancora una volta, si trova al centro di una storia che unisce territorio, ambiente e informazione, dimostrando quanto sia fondamentale il ruolo dei media locali nel raccontare e monitorare ciò che accade sotto la superficie del nostro mare.

Un fatto che parte dal Salento e arriva all’attenzione dell’Italia intera.

Quando il ministro Giuli voleva riportare lo Zeus nel “piccolo Louvre” di Ugento

Dieci anni fa Alessandro Giuli, allora firma de Il Foglio, oggi ministro della Cultura, scriveva un lungo e appassionato articolo dal titolo Zeus, ascoltami. Un atto d’amore verso Ugento e verso una delle statue più straordinarie dell’archeologia mediterranea: lo Zeus saettante, capolavoro messapico del VI secolo a.C., scoperto casualmente nel 1961 e da decenni sottratto alla sua città.

Giuli non si limitava a raccontare una storia affascinante. Denunciava una rimozione. Una statua invisibile, chiusa nei depositi del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, negata persino in prestito al Museo Civico di Ugento, nonostante una struttura moderna, finanziata con milioni di euro pubblici e già allora capace – scriveva Giuli – di numeri sorprendenti.

I numeri di ieri: il “piccolo Louvre”

Nel 2015 Giuli citava dati ufficiali che oggi suonano quasi irreali:

  • 80 visitatori al giorno nei mesi estivi
  • 40 visitatori al giorno nei mesi invernali
  • picchi primaverili legati alle scuole

Numeri che, se proiettati su base annua, avrebbero significato decine di migliaia di ingressi. Per una città di 12 mila abitanti, il Museo Civico di Ugento veniva definito senza enfasi un “piccolo Louvre”.

Quei numeri, se veri allora, pongono una domanda inevitabile oggi: che fine ha fatto quella capacità attrattiva?

I numeri di oggi: un crollo certificato

I dati attuali sulle entrate parlano chiaro e sono ufficiali:

  • Estate 2023
    Totale incassi: 7.727 €
    – 6.666 € da bonifico cooperativa
    – 1.061 € da POS
  • Estate 2024
    Totale incassi: 6.137 €
    – 4.397 € da bonifico cooperativa
    – 1.740 € da POS

Un calo netto, evidente, che certifica una realtà ormai lontanissima dalle affluenze descritte nel 2015. Se quei flussi esistessero ancora, le entrate sarebbero ben altre.

Il paradosso economico: da risorsa a costo

Il punto più grave della vicenda non è soltanto il crollo degli incassi del Museo Civico di Ugento. Quello, da solo, sarebbe già un campanello d’allarme. Il vero nodo politico e amministrativo è un altro, ed è molto più profondo: il totale ribaltamento del modello gestionale.

Per anni il museo è stato gestito attraverso un sistema che, pur tra limiti e criticità, seguiva una logica elementare di sostenibilità pubblica:
la gestione, per contratto, versava al Comune di Ugento una quota annua di 12.000 euro.
Il museo non era un peso per la collettività, ma una risorsa, anche simbolica, capace almeno di contribuire alle casse comunali.

Oggi il quadro è completamente capovolto.

Con l’affidamento alla Coop Imago di Lecce, il museo non solo non produce più un ritorno economico per il Comune, ma costa ai cittadini ugentini circa 150.000 euro l’anno. Una cifra enorme per un ente locale di dimensioni medio-piccole, soprattutto se rapportata ai risultati effettivi ottenuti.

Il saldo finale è impietoso:

  • meno servizi offerti al pubblico,
  • meno visitatori,
  • meno entrate certificate,
  • un costo pubblico moltiplicato di oltre dieci volte.

In altre parole, il Comune si è trovato a pagare molto di più per ottenere molto di meno. Un paradosso economico che difficilmente può essere giustificato in termini di efficienza, valorizzazione culturale o interesse generale.

Una vicenda seguita passo dopo passo (e quasi in solitudine)

C’è un altro elemento che merita di essere sottolineato con forza.
La nostra testata è stata l’unica, nel panorama locale, a seguire passo dopo passo l’intera vicenda, spiegandone pubblicamente ogni passaggio:

  • dalla vecchia gestione, già allora oggetto di discussioni e controversie,
  • alla fase di transizione,
  • fino all’attuale modello, che si è rivelato ancora più critico e ancor più controverso nei numeri e nei risultati.

Mentre il dibattito pubblico si spegneva o veniva ridotto a slogan, noi abbiamo ricostruito atti, contratti, costi, dati di affluenza e flussi economici, cercando di rendere comprensibile ai cittadini ciò che stava accadendo a un bene che è di tutti. Non per spirito polemico, ma per un principio elementare di trasparenza.

Perché un museo civico non è un dettaglio marginale: è un presidio culturale, identitario ed economico. E quando un presidio di questo tipo passa da generare entrate a produrre un disavanzo strutturale così rilevante, la comunità ha il diritto di sapere come, perché e con quali prospettive.

Una domanda che resta aperta

A oggi, la domanda resta senza risposta:
in che modo l’attuale gestione giustifica un costo annuo di 150.000 euro a fronte di entrate estive inferiori ai 7.000 euro e di un calo evidente dei visitatori?

È una domanda legittima, che non appartiene a una testata o a una parte politica, ma all’intera città di Ugento.
Ed è una domanda che diventa ancora più urgente se inserita nel contesto più ampio: l’assenza dello Zeus, la perdita di centralità del museo, il venir meno di quella funzione attrattiva che dieci anni fa veniva indicata come un modello virtuoso.

Noi continueremo a seguirla, come abbiamo fatto finora. Perché la cultura non è un costo da occultare, ma un investimento che deve essere spiegato, misurato e, soprattutto, difeso con i fatti.

Nel frattempo, Zeus è stato restaurato (ma non per Ugento)

C’è poi un elemento che rende ancora più fragile l’intero impianto delle vecchie giustificazioni: lo Zeus di Ugento è stato nel frattempo restaurato.

E non solo: oggi è esposto nella sala d’ingresso del Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MArTA).

Dunque:

  • non è più “non movimentabile”,
  • non è più “troppo fragile per essere mostrato”,
  • non è più invisibile.

È visibile. Ma non a Ugento.

Ministro Giuli, oggi la parola torna a lei

Qui la storia si chiude in un cerchio che non può essere ignorato.
L’uomo che scriveva:

“Mi domando se esista una sola buona ragione per la quale la statua di Zeus debba rimanere nascosta e lontana da qui”

oggi è il ministro che può dare una risposta concreta a quella domanda.

Ugento oggi ha:

  • un museo che costa moltissimo ai cittadini,
  • numeri di affluenza drasticamente ridotti,
  • la sua statua simbolo restaurata ed esposta altrove.

Riportare Zeus a Ugento non sarebbe un favore a una città, ma un atto di coerenza culturale, di giustizia storica e anche di buon senso amministrativo. Sarebbe il primo vero investimento in grado di restituire centralità, attrattività e dignità a un museo che dieci anni fa veniva indicato come modello.

Klaohi Zis, scrivevano i Messapi: “Ascolta, Zeus”.
Oggi Ugento chiede una cosa ancora più semplice:
che chi allora aveva capito, oggi agisca.

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