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Allarme ex-ittica. Quello che sarebbe potuto essere e quello che invece è.

ex ittica ugento
La situazione attuale nell’area dell’ex ittica

C’era una volta un fiore all’occhiello dell’economia italiana e Ugentina, un’impianto all’avanguardia, secondo per dimensione in tutta Europa e studiato anche dai giapponesi intenti a replicarlo nel paese del sol levante. Stiamo parlando dell’ ex ittica di Ugento, un’enorme area attualmente abbandonata che si trova nei pressi della marina di Torre Mozza.

Una struttura che attualmente si presenta come un eco mostro incardinato in uno dei punti più belli del Parco Regionale Litorale di Ugento, che periodicamente viene interessata da incendi che rappresentano un vero e proprio pericolo per tutti gli abitanti della zona, con il rischio di nubi tossiche sprigionate dai rifiuti che, periodicamente, vengono riversati in questa zona

Il fatto più clamoroso in tal senso è datato 2011, con un vasto incendio che si propagò in tutta l’area, bruciando una grande quantità di materie plastiche contenute nelle prime vasche dell’impianto. In quel caso si mossero anche i consiglieri di opposizione Angelo Minenna e Carlo Scarcia, di cui riportiamo le dichiarazioni d’allora:

“Più volte abbiamo sollecitato un intervento certo da parte delle istituzioni comunali – sindaco Lecci e assessore all’ambiente Ponzetta per primi – per scongiurare quello che potrebbe profilarsi come un possibile inquinamento atmosferico, con tutte le probabili conseguenze da esso derivanti: danno all’immagine complessiva dell’immagine di Ugento e della sua costa e danno ambientale serio, del territorio, dell’ambiente e della salute dei cittadini”.

Eppure nel tempo non sono mancate le proposte per far rinascere l’ex ittica di Ugento, anche nelle elezioni d 6 anni fa, con il candidato Angelo Minenna che avanzò una proposta concreta in tal senso

 

Ma le proposte avveniristiche non sono arrivate solo da sponde politiche come in questo caso. Nel 2015, nell’ambito del concorso di progettazione per la valorizzazione e la riqualificazione integrata dei paesaggi costieri del comune di Ugento giunse un coraggioso progetto dello studio MUA di Taranto a firma degli architetti Micaela Pignatelli, Ubaldo Occhinegro, Stefano Serpenti, Simona Dentico, che puntavano a trasformare l’are in uno spettacolare parco marino.

ex itticaLa proposta progettuale interessa il sistema litoraneo di Ugento che si sviluppa tra il margine nord del centro abitato di Torre San Giovanni e quello sud dell’area ex ittica di Torre Mozza, riconoscibile come una risorsa di grande valore sia dal punto di vista storico – culturale che da quello naturalistico e paesaggistico, per gran parte, inserite nel perimetro del Parco Naturale Regionale “Litorale di Ugento”, articolandosi in cinque settori della fascia litoranea, quali ambiti e luoghi esemplari, con specifiche esigenze e necessità che vengono affrontate con approcci progettuali diversificati ma che rispondano all’obiettivo generale di riqualificare e risolvere i rapporti tra elementi naturali, artificiali ed insediativi della fascia costiera.ex ittica ugento

La proposta progettuale sviluppa approcci diversificati, riconoscendo all’ambito stesso differenti peculiarità sia per quanto riguarda il contesto che per gli elementi paesaggistici: un litorale “urbano o periurbano”, immediatamente adiacente ai centri abitati, già caratterizzato dalla presenza di spazi ed attrezzature, che lo rendono luogo idoneo per una potenziale riqualificazione ambientale e socio economica, quali Torre San Giovanni, Zona Fontanelle e Torre Mozza; un litorale “naturale”, attualmente privo di attrezzature organizzate ed integrate collettive e sottoposto ad una forte pressione antropica durante la stagione balneare, dotato di un ricco, ma delicato, sistema di aree umide, vegetazione e dune, e fortemente relazionato dal punto di vista percettivo con la presenza dei grandi specchi d’acqua e del mare.ex ittica torre mozza

Il progetto propone un sistema integrato di interventi in grado di rispondere alla complessità dell’area litoranea, coniugando le esigenze di valorizzazione, protezione delle presenze storiche e del paesaggio naturale, e le esigenze di fruizione turistico-ricreativa del sito, facendo fronte alla risoluzione delle problematiche di degrado ambientale. Il progetto si esplicita in un modello integrato di tutela del paesaggio e degli elementi ecologici, predisponendo un sistema che consenta una programmazione attenta e intelligente della fruizione delle spiagge e delle attrezzature turistiche. ex ittica parco litorale di UgentoLa proposta progettuale ha lo scopo di migliorare l’accessibilità e la fruibilità del sistema litoraneo, sempre tenendo conto della necessità di preservare le risorse ambientali e paesaggistiche del luogo, di promuovere uno sviluppo sostenibile delle strutture per il turismo, di coordinare i servizi e l’offerta in un sistema organico sostenibile ed integrato ma non invasivo, e infine, di ridurre i processi di degrado dovuti alla pressione antropica.

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ex ittica parco litorale di Ugento
ex ittica torre mozza
ex ittica ugento
ex ittica

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Un progetto unico, con delle caratteristiche che avrebbero permesso al parco di Ugento di presentarsi come un unicum a livello nazionale.

Il progetto vincitore fu, però, un altro, presentato da PS Architetture di Bisceglie, che non riguardava solo l’ex ittica. Dall’abstract del progetto riportiamo:

Il progetto è risultato vincitore di un concorso di progettazione promosso dalla Regione Puglia e dal Comune di Ugento, individuandolo come uno dei modelli di attivazione dello “Scenario Strategico” del Piano Paesaggistico della Puglia (PPTR) legato alla valorizzazione dei paesaggi costieri, elemento patrimoniale di grande rilevanza per il futuro socioeconomico della regione stessa.

Il progetto ha lo scopo duplice di bloccare i processi di degrado dovuti alla pressione turistica concentrata a ridosso della costa e di valorizzare l’immenso patrimonio naturalistico, rurale e paesaggistico presente all’interno del più ampio Parco Naturale Regionale Litorale di Ugento.

Il Parco è costituito da un sistema dunale e retrodunale misurato da un insieme di canali e bacini di collegamento rappresentando la più estesa area di macchia mediterranea del Salento che però presenta un’ampia serie di criticità: erosione costiera, degradazione degli habitat locali, perdita di bio diversità, salinizzazione dei suoli, eccessivo carico antropico nei mesi estivi.

Il progetto intende coniugare la tutela dell’ambiente con lo sviluppo economico mediante la definizione di un modello di sostenibilità ambientale e la creazione di nuove forme di ecoturismo.

L’obiettivo è promuovere la valorizzazione sostenibile del territorio facendo dialogare istanze antropologiche ed ambientali mediante uno sviluppo bio-economico.

Risolvere la dicotomia tra ambiente ed economia verso un modello di ecologia integrale nel quale far convivere i processi economici e la tutela del paesaggio.

RICOMPOSIZIONE DEL MOSAICO DEGLI HABITAT

Le Aree che compongono il progetto sono state caratterizzate in base alla loro vocazione più evidente e più funzionale per la riconnessione degli habitat e dei sistemi di fruizione del parco.

Il Bacino Rottacapozza sud è sicuramente l’area vocata alla trasformazione in riserva naturale integrale. Gli interventi proposti mirano a rafforzare questa qualità e a facilitare la crescita del carattere naturalistico del bacino. L’eliminazione degli argini costruiti insieme al nuovo disegno delle sponde e alla rinaturalizzazione della duna favoriranno la naturale creazione di un ecosistema ideale per la fauna e la flora.

Intervento comune a diverse aree di intervento è l’inserimento di isolotti naturali galleggianti, realizzati con struttura in bamboo e giunco palustre a guisa di grandi nasse, disegna ed arricchisce il bacino di luoghi ideali per la formazione di habitat naturali per il proliferare della flora e il ripopolamento della fauna spontanea o indotta .

Nel caso dell’area naturale protetta le banquettes di posidonia spiaggiata saranno mantenute in situ in modo da favorire la riduzione dell’erosione della costa, il ripascimento della duna e la nidificazione delle tartarughe.

Il Bacino Suddenna appare come elemento estraneo al nucleo urbano di Torre San Giovanni.

La riconnessione del bacino all’abitato è ottenuta attraverso percorsi e passeggiate pedonali che lo collegheranno al nuovo lungo mare. Il parco urbano acquatico, composto di boschetti termofili, bio-lago, giardini ed orti botanici palustri, diventerà elemento di riequilibrio dei flussi decongestionando l’affaccio al mare,  ridefinirà l’uso e le dinamiche degli spazi urbani redistribuendo i carichi antropici.

L’Area dell’ ex Ittica, fortemente antropizzata ed abbandonata da anni, attraverso uso di linguaggi architettonici mimetici si propone un modello che definiremmo di Decongestione Turistica Controllata, teso a diradare  il carico antropico su larga scala e a spalmare i flussi  stagionali , attraendo tutto l’anno nuove forme di turismo già ampiamente diffuse in tutta Europa.

Il compendio ricettivo viene proposto come una serie di elementi costruiti sparsi, realizzati sulle aree di sedime già fortemente compromesse e ricuciti  da zone completamente rinaturalizzate, in piena  continuità  con il parco, con uso esclusivo di materiali  da costruzione naturali e vegetali, tanto da potersi identificare come vere Architetture Vegetali o Agritetture.

La scelta dei materiali risponde quindi all’esigenza di ridurre l’impatto del costruire sull’ambiente privilegiando l’impiego di materiali, componenti e prodotti regionali, riciclati e riciclabili, atossici, a ricrescita veloce.

L’area denominata “Zona Fontanelle” è caratterizzata da strade carrabili e parcheggi non regolamentati posti a ridosso della fascia dunale che ne compromettono la continuità ecologica. La rinaturalizzazione delle aree liberate e la forte riduzione delle aree impermeabilizzate, faciliteranno la ricucitura della pineta esistente e rafforzeranno il suo ruolo di cintura verde di delimitazione, mitigazione e qualificazione di un’area caratterizzata da costruzioni che connotano fortemente il paesaggio.

I parcheggi saranno delocalizzati e ricollocati in aree adiacenti alle strutture ricettive esistenti.

Progetti spaziali, che avrebbero trasformato l’ex ittica di Ugento in un’attrazione turistica di livello mondiale. Ma che fine hanno fatto questi progetti? Come ha fatto quest’area a diventare così come la vediamo oggi? Sono queste domande da porre all’attuale amministrazione del comune di Ugento.

https://www.youtube.com/watch?v=INW1sMFlgss

MEMORIAL ALVIANO PENNETTA

1° MEMORIAL ALVIANO PENNETTA

La lega navale italiana organizza, per la sezione di Torre San Giovanni, nella la giornata del 5 dicembre prossimo, il primo memorial Alvaro Pennetta con in programma una Gara di Pesca di Fondo col vivo.

Evento in memoria del socio Alviano Pennetta, Presidente emerito e cofondatore della sezione LNI di Torre San Giovanni, scomparso a causa di una male incurabile.

Il memorial, che si svolgerà a Torre San Giovanni prevede due giornate, inizio il 5 dicembre e recupero il 12 dello stesso mese. Di seguito il link per scaricare il REGOLAMENTO COMPLETO per partecipare.

Logo Ufficiale LNI – Torre San Giovanni

Si ricorda, inoltre, che le iscrizioni scadranno entro le 19:00 del 3 dicembre 2021.

Da sempre impegnata nel sociale, la sezione della Lega Navale ugentina si è contraddistinta per i numerosi sforzi fatti sia a livello organizzativo/gestionale del porto e sia per i numerosi eventi svolti per cause di rilevanza sociale e avvicinamento dei giovani verso il mondo marittimo.

Una giornata all’insegna della pesca e del lavoro di squadra. Sullo sfondo mare cristallino e la torre a scacchi di Carlo V, che dal 1565 veglia sulle nostre acque e sui coraggiosi che affrontano il mare e le sue insidie.

Il caratteristico Faro di Torre San Giovanni

La Torre è la costruzione più antica presente nell’itero abitato e costituisce un baluardo anche nell’immaginario collettivo ugentino. Essa divide idealmente la costa montuosa da quella sabbiosa e ci ricorda ogni giorno la grandezza storica del nostro passato.

Un momento utile per riflettere su quello che stiamo facendo ai nostri mari attraverso la pesca e le attività portuali, e, si spera, di crescita e sviluppo collettivo attraverso la sana competizione sportiva.

Coraggio e rispetto, sono queste le caratteristiche che permettono di dominare il mare, amico fraterno ma anche nemico temibile, fonte di vita ma che, spesso, sa essere crudele.

Appuntamento a dicembre allora, lì, dove il cielo incontra il mare!

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Quel che è rimasto del progetto “Cavaleonte”

Era il 2011 e sulle pagine della nota testata on-line Lecceprima appariva un articolo dal titolo : “Cavaleonte”: parco multifunzionale nell’area Burgesi” che vi riportiamo integralmente

UGENTO – Sì al progetto “Cavaleonte” del comune di Ugento: con determinazione del 26 gennaio 2011, il dirigente del servizio risorse naturali della Regione Puglia ha approvato la graduatoria provvisoria dei progetti presentati nell’ambito dell’avviso pubblico comprendente interventi finalizzati al recupero ambientale delle cave dismesse. L’amministrazione comunale ugentina saluta con soddisfazione il riconoscimento del finanziamento pari ad euro 998mila euro che, se confermato in sede di stesura della graduatoria definitiva, consentirà di realizzare il progetto denominato: “Cavaleonte: il parco multifunzionale delle cave”. L’iniziativa prevede il risanamento e il riutilizzo ecosostenibile per finalità sociali ed ambientali delle ex-aree estrattive site in località “Burgesi”. Queste cave, da sempre identificate dalla collettività quale emblema di aree degradate, sfregiate dal traffico e dallo smaltimento illegale di rifiuti, sono state oggetto di bonifica dai rifiuti presenti e rimozione del materiale contaminato, dopo essere state acquisite alla titolarità pubblica. La zona oggetto di intervento comprende aree di estrazione, aree pinetate e formazioni carsiche di origine naturale. In particolare, il progetto, per un importo complessivo di un milione di euro, prevede la realizzazione di un centro di addestramento e polo formativo per le unità cinofile dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile e di altri corpi di sicurezza dello Stato. In tutta la Regione Puglia si riscontra l’assenza di un centro con queste caratteristiche, atteso che, in Italia esistono solo due centri simili (Volpiano e Campobasso).

Inoltre si vuole attrezzare un’area eventi, ricavata all’interno della cava, destinata ad ospitare eventi culturali e didattici all’aperto, quali concerti, rappresentazioni teatrali, raduni dei corpi di sicurezza, manifestazioni legate al settore della cinofilia da soccorso, attività per le scuole collegate alla promozione del limitrofo Parco naturale regionale. E ancora si vuole realizzare un percorso naturalistico/ricreativo attrezzato per la valorizzazione delle peculiarità ambientali del Parco delle cave delimitato da staccionate in legno con pannelli informativi multilingue e piccole isole ecologiche in legno. Infine, la creazione di uno specchio d’acqua per il recupero e ricovero delle tartarughe acquatiche americane Trachemys al fine di ridurre gli impatti negativi provocati dal commercio e dall’abbandono di tali testuggini nelle aree umide, nelle paludi e nei canali della Regione Puglia e del Parco Naturale Regionale “Litorale di Ugento”.

Ma a 10 anni di distanza, sarà andata come descritto in quest’articolo? La risposta è no.

Stiamo parlando di una vasta area a ridosso delle discariche di Burgesi, interessata da un’ampia azione di risanamento e bonifica conseguente al ritrovamento di centinaia di fusti di pcb, avvenuto a cavallo tra gli anni 90 e i 2000.

Dopo la bonifica si poneva il problema dell’impiego di quest’area e da qui nacque il progetto “Cavaleonte”, che ad oggi vede attivo e operativo solo il campo di addestramento dei vigili del fuoco, un’opera importante si, ma dalle ricadute sociali in zona pari a 0. Il resto di quanto annunciato è rimasto solo su carta.

Non si hanno notizie, infatti, del laghetto artificiale per il recupero e ricovero delle tartarughe acquatiche americane Trachemys nè tantomeno dell’area concerti che avrebbe permesso l’utilizzo attivo di quest’area, che ad oggi, sembra versare in uno stato di semiabbandono.

I pannelli annunciati hanno lasciato posto a delle cornici vuote e non risulta traccia di alcuna isola ecologica in legno. Neanche l’importo stimato risulta essere stato mantenuto. Alla cifra di 998mila € vanno infatti aggiunti i costi di rifunzionalizzazione dell’area, vittima di diversi atti vandalici, causati anche dallo stato di abbandono che già 9 anni fa questo blog aveva denunciato con un video

 

https://www.youtube.com/watch?v=CXO3fARuiKE

Nonostante quello che sembra un progetto fallimentare, il sindaco Massimo Lecci non ha perso occasione per sottolinearne l’importanza in campagna elettorale, con un video che non ha però toccato gli argomenti trattati in questo articolo

https://fb.watch/99mpRJ47H5/

Il peccato è che si poteva trattare di un opera dal fortissimo impatto sociale e che, a regime, avrebbe prodotto anche un indotto indiretto per il nostro comune, nonchè l’attivazione e la produzione di posti di lavoro altamente qualificati.

Non di meno conto è che, finalmente , si sarebbe fatto qualcosa di vero e tangibile per le fasce più giovani della popolazione, vere e proprie vittime sacrificali di una politica che da 20 anni considera i giovani come un problema e non come una risorsa, prova ne sia il tasso di emigrazione giovanile in costante aumento.

https://www.youtube.com/watch?v=Rau_TVDoWf4

Team Conte, Kaba vince nel K1 Rules.

Team Conte alla riscossa, altra vittoria per Kaba!

7 novembre 2021, Catania fa da palcoscenico ad una grande serata di combattimento. Il galà Bushido fa da cornice a un match valido per le selezioni di Oktagon. Il programma della serata è, però, composto da vari incontri, mix tra veterani e giovani talenti di questa disciplina provenienti dalla Puglia e dalla Sicilia.

Tra questi ultimi spicca un allievo del Team Conte, Alpha Mamadou Kaba, il fighter di origini africane, che vive a Montesano Salentino, ha vinto il combattimento contro Haichel Bouallegue, valido nella specialità K1 Rules, 80 kg.

Verdetto del match tratto dal profilo facebook personale del maestro Mino Conte

Prosegue con successo la striscia positiva di questo ragazzo del Team Conte che mantiene l’imbattibilità che ora arriva a 5 match.

Ugento si dimostra ancora una miniera di talenti, questa volta nella Kickbox, dove la passione e l’impegno del maestro Mino Conte stanno portando alla ribalta questo giovane atleta.

Belle le parole spese dal suo allenatore che lo definisce umile e determinato, bravo sia con i calci che con i pugni, si è unito da soli 8 mesi al team Conte ma dimostra già di avere tutte le carte in regola per potersi affermare in questa disciplina a grandi livelli.

Quotidiano l’impegno del campione Mino Conte, ugentino DOC, campione nazionale di

Mino Conte
Mino Conte con la cintura nazionale vinta nel 2001

kickboxing nel 2001, che da anni porta la sua conoscenza a servizio dei numerosi ragazzi che decidono di avvicinarsi a questa arte o che semplicemente vogliono praticare uno sport.

Un impegno a tutto tondo che coinvolge vita privata e allenamenti, Mino è un esempio per i tanti che lo seguono, per i quali rappresenta un faro da seguire sia dal punto di vista fisico, promuovendo stili di vita sani, e sia da quello caratteriale, incentivando rispetto e umiltà.

Non è il primo ragazzo che prova ad emergere con Mino e siamo certi che non sarà nemmeno l’ultimo.

Storie di ordinaria eccellenza in quel di Ugento che nasconde spesso i propri diamanti per farli brillare al momento giusto! Adesso tocca a Kaba del Team Conte.

Via Verona, dove ogni giorno “urla” un tir

via verona

mezzi incastrati Ugento
Un autoarticolato rimasto incastrato

Immaginate di abitare su una delle strade più trafficate del vostro paese, una strada che prima era diversa e che, a seguito di un cambiamento del piano traffico, diventa improvvisamente un inferno che non vi permette più di dormire sogni tranquilli.

Immaginate di aver trovato la soluzione per salvare il vostro sonno, a caro prezzo, rifacendo tutti gli infissi della vostra casa.

Immaginate poi lo sconforto di scoprire un giorno che tutto questo è stato inutile, a causa di un divieto di sosta “fantasma”. 

E’ esattamente quello che succede in via Verona ad Ugento, dove ogni giorno si sentono “urlare” le trombe dei mezzi pesanti che, puntualmente, rimangono incastrati in un angolo a causa delle vetture parcheggiate. 

Una situazione al limite del paradossale che, in circa 10 anni, ha provocato diversi danni alle abitazioni del posto. In un caso si è dovuto provvedere già 3 volte a ricostruire l’angolo del muro di cinta, letteralmente sradicato dai grandi articolati costretti a manovre da funamboli. 

Ma ogni problema ha infondo una soluzione, anche se comporta qualche fastidio. Per questo c’è chi si è rivolto ai vigili urbani per segnalare il problema e ricordare che, in quella strada, una volta ci fosse un divieto di sosta, messo apposta per evitare queste situazioni.

Un problema che, soprattutto con gli animi surriscaldati dalla calura estiva, rischia di diventare anche di ordine pubblico. Non è raro infatti assistere a sceneggiate che possono sfociare in violenza, tra i turisti in coda e gli autisti esasperati da una situazione che dura da tempo.

Quokka Nano, semplice come un sorriso!

“Il Quokka è l’animale più felice al mondo… da li l’idea di chiamarla Quokka Agency”.

Ecco spiegata, con le parole di Roberto, la storia del nome di un’altra storia di successo del nostro territorio.

Roberto Rosafio è un imprenditore e programmatore informatico di Taurisano che, molto caparbiamente, ha scelto di investire nel nostro territorio dopo un’esperienza a Faenza per Diennea Magnews, agenzia di digital marketing, e la precedente laurea in informatica applicata a Urbino.

Coltivata la sua passione sin da bambino, ci investe sopra laureandosi in informatica e cominciando sin da subito a lavorare. Dopo la breve parentesi per Diennea Magnews, prima azienda in Italia nel campo del digital marketing, Roberto, “che non era fatto per essere dipendente”, apre la sua attività nel 2017, denominandola Apulia Web.

Bisogna sempre stare al passo, se non un passo avanti

Il naming Apulia Web connotava l’attaccamento alla propria terra ma non aveva molto appeal, perciò, dopo aver visto il Quokka con il suo sorriso contagioso, rinomina la sua azienda Quokka Agency affiancata ad un nuovo CMS proprietario, Ovvero un software user friendly per la gestione di siti web ed ecommerce.

Proprio per stare un passo avanti, ecco l’ennesima innovazione, il mini computer di Roberto, presentato a Miggiano, fiera regionale EXPO 2000 industria artigianato agricoltura del Salento, presente con un proprio stand.

Quokka nano è un minicomputer tascabile e multifunzionale. l’idea nasce dalla necessità di avere un PC in grado di replicare scenari: working, smartworking, screen mirroring, multimedialità e domotica. Con possibilità di programmarne dei nuovi, il tutto condito da una particolarità, un sistema operativo che ne garantisce l’immunità ai virus, grazie ad un sistema di permessi di root.

Una full immersion nel futuro dove le recenti necessità dell’IoT (internet of things, l’internet degli oggetti), ossia la possibilità di avere tutti i dispositivi interconnessi tra loro in modo costante e che possano comunicare tra loro, rappresenta una chiave di lettura del mercato informatico moderno.

Dopo vari fallimenti, Roberto non si è mai arreso, e il 21 marzo del 2020 riesce finalmente ad avere in risultato positivo nei test del proprio sistema operativo, Sofia OS, che prende il nome dalla nipotina nata proprio in concomitanza con il successo restitutivo dal compilatore.

Un frame dall’ultimo spot di Quokka Nano

Nasce così hardware e software di proprietà di Quokka Agency.

Nella nostra chiacchierata, negli studi delle Officine Multimediali, traspare una voglia coriacea di innovare nella propria terra, un orgoglio delle proprie roots (radici), nella ricerca, tutt’altro che semplice, di portare lustro ad un territorio che spesso fa muro ai giovani che provano a fare imprenditoria.

Consapevole del gap che affanna le vecchie generazioni nella rincorsa all’evoluzione digitale, Roberto sembra essere convinto che le nuove generazioni stiamo contaminando i propri genitori e che la digitalizzazione stia lentamente prendendo piede anche al Sud.

“Una coscienza digitale in corso” la definisce.

Coscienza semplificata da dispositivi semplici e funzionali come il Quokka Nano e Sofia OS di Roberto

Questo di Quokka è un esempio virtuoso di imprenditoria, convinzione nei propri mezzi e amore verso la propria terra che amalgamati insieme producono eccellenze che hanno bisogno di essere raccontate.

Ci lasciamo con le famosissime parole di Steve Jobs, nel celebre discorso all’università di Stanford “Stay hungry! Stay foolish!”

Giovani salentini SIATE AFFAMATI! SIATE FOLLI!

https://youtu.be/jUoGryOzBjk

Perché ad Ugento si continua a parlare dell’aeroporto?

areoporto

“la corazzata Potemkin è una cagata pazzesca!”. Potremmo mutuare la celeberrima fase del film Fantozzi (1975 interpretato da Paolo Villaggio per la regia di Luciano Salce) per descrivere quello che sta succedendo in questi giorni ad Ugento. Ma non lo faremo. Proveremo invece a capire le ragioni profonde di una vicenda che ai più sembra grottesca.

Partiamo dalle basi: oggi raggiungere Ugento, terza meta turistica della Puglia, non è per niente semplice.

Se si decide di venire in aereo, scendendo a Brindisi, bisogna poi affrontare un viaggio fatto di scali e navette che, molto probabilmente, durerà più del tempo di volo impiegato per arrivare all’aeroporto di Casale.

Si potrebbe prendere un taxi, ma con un tragitto di 110 km di sola andata il conto potrebbe essere duro da digerire.

Se si sceglie il treno bisogna innanzitutto premunirsi di ceri, pazienza e tanta fede. L’alternative sono due:

  • prendere una navetta per la stazione di brindisi, poi un regionale per Lecce ed infine una “caratteristica” littorina fino ad Ugento, per poi trovarsi nel nulla di una stazione abbandonata. Tempo totale di percorrenza circa 5 ore.
  • L’alternativa è prendere la navetta che da Brindisi Casale porta a Lecce Foro Boario, a questo punto andare (a piedi) dall’altra parte della città per raggiungere la stazione di Lecce e riabbracciare la “caratteristica” littorina. Anche in questo caso parliamo di un tempo di percorrenza totale di circa 5 ore (comprese le attese).

Sono questioni annose, che conoscono bene sopratutto gli universitari pendolari del nostro territorio, costretti a veri e propri viaggi della speranza per potersi recare a lezione.

Se si ha poi il coraggio e la passione di voler arrivare ad Ugento con i mezzi pubblici, ci si imbatterà in un altro problema: come muoversi in un paese dall’enorme territorio (il terzo per estensione in tutta la provincia). Oggi, infatti, non esiste ancora un sistema coerente di trasporto pubblico che consenta ai turisti di muoversi su tutto il territorio comunale. Il risultato è che se un turista prende casa ad Ugento, non sa come arrivare in spiaggia.

È forse per questo che, la maggior parte dei turisti che affollano le nostre spiagge in estate, scelgono di venire con la macchina. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un paese di 10 mila anime viene improvvisamente attraversato da un flusso di centinaia di migliaia di persone, paralizzando, di fatto, un’intera zona.

E se volete capire cos’è l’inferno basta affacciarvi sul tratto di litoranea che da Lido Marini porta a Torre San Giovanni, ad Agosto, alle 20 di ogni maledetto giorno.

Ma la soluzione esiste, e udite udite, è già in costruzione. Si chiama metropolitana di superficie Martina Franca- Gagliano del Capo. Un’opera strategica che, attraverso l’elettrificazione della rete ferroviaria, permetterà di abbandonare le littorine diesel (a proposito di natura!).

Peccato che Ugento è, di fatto, tagliato fuori da uno dei più importanti investimenti della storia del Salento.

Il perché è presto detto: ancora oggi Ugento non dispone di una stazione ferroviaria degna di questo nome. Quello che abbiamo è un residuato bellico posto in aperta campagna, a metà strada tra Ugento e Taurisano. Un’immobile abbandonato e lasciato nel degrado più assoluto dove, ancora oggi, si chiama la fermata del treno alzando la mano, a mò di autostop.

Prova ne sia quello che è recentemente successo con i treni storici, una questione di cui abbiamo già parlato in un altro articolo.

La stazione ferroviaria di Ugento

E se qualcuno nutre ancora la speranza che la stazione possa essere spostata altrove, il maxi investimento da 180 milioni di Euro della metropolitana di superficie è il miglior modo per spegnere ogni speranza. È altamente improbabile, infatti, che FSE si imbatterà in altre spese dopo un’opera di queste proporzioni.

Ma seguendo le regole della comunicazione moderna, che consiglia di rilanciare all’infinito fino all’idiozia assoluta, si arriva a parlare di aeroporto: qual è infatti il modo migliore per non parlare di uno scempio? Semplice, inventarne un altro!

Ed è così che nascono le proposte fantasiose, come quella protagonista dell’ultima campagna elettorale, con una lista impegnata a promuovere un aeroporto internazionale, o quella dell’amministrazione comunale che, dopo il poco lusinghiero risultato elettorale avuto a Gemini, prova a riconquistare terreno con una proposta che potrebbe risultare campata in aria.

Potremmo anche tornare a parlare di cose serie, ma questo vorrebbe dire guardare in faccia la realtà, allora meglio parlare di aeroporti, tra un campari ed una frisella, preparandoci al prossimo corso per assistenti di volo.

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