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# L’oroscopo di oggi, Domenica 2 novembre

# L'oroscopo di oggi, sabato 1 novembre

Buongiorno, o forse no. Le stelle oggi si sono svegliate con l’umore di chi ha trovato il vento di tramontana anche dentro il caffè freddo con latte di mandorla. Novembre è arrivato come un ospite inatteso, le piogge autunnali bussano alla porta e voi siete ancora qui, tra speranze e friselle. Che la forza sia con voi.

♈ Ariete

Ti senti carico come una zampina sulla griglia della sagra, pronto a conquistare il mondo… o almeno il bancone del bar. In amore, però, qualcuno sta già pensando a Netflix e plaid, mentre tu vuoi ancora il tramonto infuocato di Santa Maria di Leuca. Al lavoro farai più rumore del gallo che canta all’alba, ma attenzione: non tutti apprezzano la tua energia. Meglio una frisella in pace che mille promesse al vento di tramontana.

♉ Toro

Le stelle ti sussurrano che è il momento di essere solido come i muretti a secco della campagna rossa, ma oggi senti il bisogno di scappare. In amore, il partner vuole chiarimenti e tu preferisci il silenzio e un gelato alla mandorla. Sul fronte professionale, arriva qualcosa di concreto: forse una promozione, forse solo una tazzina di caffè gratuita dal barbiere che sa tutto. Poco è meglio che niente, quando il vento soffia forte.

♊ Gemelli

La tua lingua oggi è più tagliente di una lama di pesce appena pulito a Torre San Giovanni. In amore parli, parli, parli… ma dimenticavi di ascoltare. Se sei in coppia, un dialogo sincero potrebbe salvare la situazione; se sei single, le chiacchiere al bar potrebbero regalarti sorprese. Lavoro: sei brillante come le luminarie delle feste patronali, ma anche stancante come la zanzara estiva. Ascolta di più, parla di meno: il mare insegna questo.

♋ Cancro

Oggi il tuo cuore è come l’Ionio in autunno: profondo, malinconico, un po’ mosso. In amore cerchi rassicurazioni, abbracci e qualcuno che ti capisce senza parole. Potrebbe arrivare una sorpresa dal passato, ma tu sai bene che non tutto quello che torna è oro. Lavorativamente parlando, serve coraggio: afferra la pallottola al balzo, anche se non sei sicuro dove vada a finire. Meglio un rischio calcolato che una certezza che fa morir di noia.

♌ Leone

Re del Salento, oggi sei il sole che sorge su Lido Marini: brillante, caldo, inevitabile. In amore, la passione non manca e tutti lo sanno; il problema è che qualcuno potrebbe stancarsi delle tue pretese da protagonista. Al lavoro sei una macchina da guerra, ma ricordati che anche i fuochi d’artificio alla fine si spengono. Attenzione all’arroganza: fa brutti scherzi. Anche il leone più fiero ha bisogno di riposo nel covo.

♍ Vergine

Perfezionista come il sugo fatto dalla nonna, oggi analizzi tutto due, tre, quattro volte. In amore questa ricerca di perfezione potrebbe diventare fastidiosa, specialmente per chi ama l’improvvisazione di una belle giornata al mare. Sul lavoro sei impeccabile, ma forse troppo critico anche con te stesso. Ricordati: una focaccia leggermente storta è comunque deliziosa. Non tutto deve essere perfetto per essere bellissimo.

♎ Bilancia

Bilancia in bilico, come sempre. Oggi stai cercando l’armonia ma le stelle suggeriscono conflitti: decidere è il tuo incubo, vero? In amore vuoi dire sì e no contemporaneamente, e il partner naturalmente è confuso. Sul lavoro mancano le decisioni: devi scegliere tra due strade, e quella della Gallipoli movida chiama, ma anche quella del lavoro annoioso parla. Decidi oggi o domani decideranno per te.

♏ Scorpione

Magnetico e misterioso come le acque cristalline dello Ionio al tramonto, oggi sei irresistibile. In amore sei passionale, ma anche un po’ possessivo: il partner potrebbe sentirsi affogato dal tuo ardore. Al lavoro, il tuo sguardo penetrante scova verità scomode, ma attenzione a non trasformarti in investigatore privato. La pazienza non è il tuo forte, lo sappiamo tutti. Il vino Negroamaro invecchia bene solo se sai aspettare.

♐ Sagittario

Avventuriero per eccellenza, oggi le stelle ti urlano di esplorare nuove strade, magari fino a Santa Maria di Leuca e oltre. In amore sei sincero fino al punto di far male: il partner apprezza l’onestà ma non sempre la brutalità. Professionalmente, è il momento di osare: una proposta coraggiosa, un progetto nuovo, una partita dell’Ugento Calcio da tifare con energia. Il rischio è il pepe della vita, se non brucia non vale la pena.

♑ Capricorno

Serio, responsabile, affidabile come il mercato del venerdì dove ogni venditore sa chi sei e cosa compri sempre. In amore, però, oggi serve un po’ di leggerezza: non tutto deve essere un piano strategico a dieci anni. Il partner vorrebbe spontaneità, romanticismo, un aperitivo improvvisato sulla spiaggia senza agenda. Lavoro: stai costruendo qualcosa di solido, mattone su mattone, come i muretti a secco. Non dimenticare di vivere mentre costruisci il futuro.

♒ Acquario

Ribelle e anticonvenzionale come il vento di tramontana che non chiede il permesso, oggi sei carico di idee strane e affascinanti. In amore vuoi libertà, spazio, aria: il partner sentimentale potrebbe non capire questa necessità. Sul lavoro sei geniale, ma anche impprevedibile: le tue soluzioni funzionano, però lasciano tutti a bocca aperta e confusi. L’eccentricità è un dono, usalo bene o diventa solo rumore.

♓ Pesci

Sognatore e sensibile come l’alba che sorge su Torre Mozza, oggi nuoti nelle acque del sentimento puro. In amore sei romantico e disponibile, forse troppo: rischi di perdere te stesso nell’altro. Attenzione a non diventare uno zerbino per i sentimenti altrui. Lavorativamente, la creatività è alta, ma manca la concretezza: un’idea bellissima resta solo un’idea se non la realizzi. Anche i pesci devono uscire dall’acqua ogni tanto per respirare aria vera.

Buona giornata dal cuore del Salento, tanto peggio di così non può andare! E se va male, c’è sempre una puccia con la zampina che ti aspetta al bar dietro l’angolo.

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“Punti Cardinali For Work”: finanziati 124 progetti in Puglia. Ugento c’è, ma ancora nessun annuncio

L’assessorato al lavoro della Regione Puglia, insieme al Dipartimento all’istruzione Formazione e lavoro, ha comunicato l’esito positivo dei primi risultati di valutazione delle domande per l’Avviso “Punti Cardinali For Work. Punti di orientamento per la formazione e il lavoro”, approvato con Determinazione n. 118 del 14 maggio 2025.

Il Nucleo di Valutazione, nominato con Determinazione Dirigenziale 162 del 14 luglio 2025, ha esaminato oltre 200 istanze pervenute da parte di Comuni, Città Metropolitana, Province e associazioni degli enti territoriali. Di queste, sono stati valutati positivamente 124 progetti per un totale di 11.665.100 euro, su una dotazione complessiva di 15 milioni stanziati nell’ambito del Programma Regionale Puglia FESR-FSE+ 2021-2027, Azione 5.1 “Interventi per l’occupazione”.

Lecce domina con 59 progetti

Le proposte progettuali finora ammesse a finanziamento testimoniano un forte coinvolgimento degli enti locali, con una distribuzione territoriale che vede la provincia di Lecce nettamente in testa. Sono infatti 59 i progetti approvati nel Leccese, per un importo complessivo superiore a 5,6 milioni di euro, più di un terzo dell’intera dotazione finora assegnata.

Seguono le province di Foggia e Taranto, entrambe con 21 enti beneficiari e finanziamenti per quasi 2 milioni di euro ciascuna. Nella Città Metropolitana di Bari sono stati ammessi a finanziamento 12 progetti per un totale di oltre un milione di euro, mentre la provincia di Brindisi ha ottenuto il sostegno per 8 enti con risorse pari a quasi 723mila euro. Chiude la provincia BAT con 3 progetti finanziati per circa 270mila euro.

Il lavoro del Nucleo prosegue con la valutazione delle restanti istanze sino ad esaurimento della dotazione finanziaria dei 15 milioni di euro stanziati.

Cosa sono i “Punti Cardinali For Work”

L’iniziativa conferma l’impegno della Regione Puglia a promuovere politiche integrate di formazione e lavoro, favorendo lo sviluppo sociale, culturale ed economico grazie alla collaborazione tra istituzioni, comunità locali e mondo produttivo. I punti di orientamento hanno l’obiettivo di creare servizi territoriali dedicati all’accompagnamento verso la formazione e l’inserimento lavorativo, intercettando bisogni e offrendo supporto concreto a chi cerca opportunità professionali.

Tra i comuni salentini finanziati figurano realtà di diverse dimensioni: da Lecce capoluogo a piccoli centri come Miggiano, Ortelle o Giuggianello, quest’ultimo capofila in convenzione con Sanarica. Ci sono anche Ugento, Taurisano, Casarano, Galatina, Nardò, Maglie, Copertino e molti altri, a dimostrazione di una risposta diffusa da parte delle amministrazioni locali.

Molti comuni iniziano ad annunciare i progetti

In questi giorni diversi comuni stanno iniziando ad annunciare l’ottenimento del finanziamento attraverso le loro pagine istituzionali sui social network. Amministrazioni che comunicano ai cittadini di aver ottenuto le risorse, che spiegano cosa faranno con quei fondi, che illustrano come funzionerà il punto di orientamento sul loro territorio.

È un modo per rendere visibile un risultato amministrativo, per far sapere alla comunità che esistono servizi a disposizione, per dare trasparenza all’uso delle risorse pubbliche. Una pratica ormai consolidata, che permette di raggiungere velocemente i cittadini, soprattutto i giovani che sono i principali destinatari di questi servizi.

Ugento c’è nella lista, ma non negli annunci

Il Comune di Ugento figura nella lista degli enti beneficiari. Il finanziamento c’è, il progetto è stato approvato. Ma al momento, a differenza di molti altri comuni della provincia, non è stato fatto alcun annuncio ufficiale.

Aspettiamo di vedere cosa farà l’amministrazione ugentina, come comunicherà questo risultato, come illustrerà ai cittadini le modalità di accesso al servizio. Anche se, va detto, Ugento parte con un handicap non da poco: è l’unico comune del territorio a non avere una pagina social ufficiale.

Una scelta anacronistica in un’epoca in cui la comunicazione istituzionale passa sempre più attraverso i social network. Una scelta che rende più difficile raggiungere i cittadini, informarli tempestivamente, creare un dialogo diretto con la comunità.

Il paradosso della comunicazione

Ed è un paradosso non da poco: la Regione finanzia punti di orientamento per la formazione e il lavoro rivolti soprattutto ai giovani, e il Comune non ha gli strumenti digitali per comunicare con quella stessa fascia di popolazione che vive sui social, che cerca informazioni online, che si aspetta risposte immediate attraverso i canali digitali.

Come faranno i giovani ugentini a sapere che esiste questo servizio? Come faranno a scoprire che possono rivolgersi a un punto di orientamento comunale per ricevere supporto nella ricerca di formazione e lavoro? Attraverso manifesti? Comunicati stampa su siti web istituzionali che nessun under 30 consulta?

La mancanza di una pagina social istituzionale non è solo una questione di modernità o di immagine. È una questione di efficacia della comunicazione pubblica, di accessibilità dei servizi, di capacità di raggiungere i destinatari delle politiche che si mettono in campo.

Serve comunicazione, non solo progetti

Avere ottenuto il finanziamento è importante. Significa che il comune ha presentato un progetto valutato positivamente, che avrà risorse per attivare un servizio utile alla comunità. Ma se poi quel servizio non viene comunicato, se i potenziali beneficiari non sanno che esiste, se l’amministrazione non è in grado di informare i cittadini attraverso i canali che loro utilizzano quotidianamente, allora il rischio è che quel progetto resti una voce di bilancio senza impatto reale.

I soldi pubblici vanno spesi bene, certo. Ma vanno anche comunicati bene. Perché un servizio che non viene comunicato è un servizio che non viene utilizzato. E risorse che non vengono utilizzate sono risorse sprecate.

Ugento ha ottenuto il finanziamento per “Punti Cardinali For Work”. Bene. Ora serve che i cittadini lo sappiano. Che i giovani vengano informati. Che il servizio sia visibile, accessibile, conosciuto.

E magari, è il momento di chiedersi se non sia arrivato il tempo di dotarsi di una pagina social istituzionale. Come fanno tutti gli altri comuni. Come impone, semplicemente, il buon senso nell’era digitale.

Nucleo di Vigilanza Ambientale, la Regione approva il nuovo regolamento. Ma a Ugento nessuno si è visto

La Regione Puglia ha approvato il nuovo Regolamento del Nucleo di Vigilanza Ambientale. Via libera dalla Giunta allo schema che stabilisce nuove disposizioni per il funzionamento della struttura organizzativa preposta al controllo e alla prevenzione di illeciti in materia ambientale, mineraria, di tutela dei corpi idrici e degli scarichi, di valutazioni ambientali e in ambito ittico-venatorio.

Secondo quanto evidenziato dall’assessora regionale all’Ambiente, il nuovo Regolamento è il risultato di un lavoro congiunto svolto dal Dipartimento Ambiente, dalla Sezione Vigilanza Ambientale, dall’Avvocatura e dalla Segreteria Generale della Presidenza della Regione Puglia. L’obiettivo dichiarato è assicurare certezza normativa e piena operatività a un presidio fondamentale per la tutela del territorio, viste le importanti funzioni di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza svolte dai componenti del nucleo provenienti dalle strutture provinciali.

Il nuovo regolamento ha risposto all’esigenza di uniformare le disposizioni agli indirizzi del Ministero e della Prefettura, superando definitivamente le criticità evidenziate e chiarendo funzioni, competenze e ambiti operativi del Nucleo, in coerenza con le normative regionali e nazionali. Si definisce così un’organizzazione più chiara, ruoli meglio strutturati e un coordinamento territoriale in grado di garantire un’azione più efficace e capillare in tutta la Puglia.

L’assessora ha inoltre sottolineato che il Nucleo di Vigilanza Ambientale continuerà a svolgere il suo importante ruolo, rappresentando da anni un presidio stabile e riconosciuto sui territori, nelle more di una rivisitazione generale della disciplina riguardante entrambi i nuclei afferenti alla Sezione regionale di Vigilanza.

Bene. Ma a Ugento?

Leggere che la Regione rafforza il Nucleo di Vigilanza Ambientale, definendolo “punto di riferimento nella prevenzione e repressione degli illeciti ambientali”, fa un certo effetto quando si vive in un territorio come il nostro. Perché a Ugento, di questo presidio stabile e riconosciuto, non si è vista traccia. Nonostante da mesi il nostro comune viva un’emergenza ambientale conclamata.

Parliamoci chiaro: non stiamo parlando di piccole criticità o di episodi isolati. Parliamo di un’emergenza strutturale, visibile, documentata. L’abbandono di rifiuti è diventato pratica quotidiana in diverse zone del territorio. Discariche abusive che crescono indisturbate, sacchetti lasciati ai bordi delle strade, scarti di ogni tipo che deturpano campagne e periferie.

E poi c’è il parco. Il Parco Naturale Regionale Litorale di Ugento, per essere precisi. Intasato dalla moria di pesci, trasformato in uno scenario che oscilla tra il disastro ambientale e l’abbandono istituzionale. Carcasse che galleggiano, acqua stagnante, odore insopportabile. Un’immagine che grida vendetta per un’area che dovrebbe essere protetta, tutelata, presidiata proprio da quel Nucleo di Vigilanza Ambientale che oggi la Regione dice di aver rafforzato.

Dove sono le guardie ambientali?

La domanda sorge spontanea: dove sono queste guardie ambientali? Dove sono questi componenti del nucleo con funzioni di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza? Perché di fronte a situazioni palesi, evidenti, documentate anche dalla stampa locale, non si è visto alcun intervento, alcun sopralluogo, alcuna verbalizzazione?

Il nuovo regolamento parla di “coordinamento territoriale in grado di garantire un’azione più efficace e capillare in tutta la Puglia”. Capillare dove? Efficace come? Perché l’impressione è che il territorio di Ugento sia stato lasciato a sé stesso, senza presidio, senza controllo, senza quella vigilanza che pure dovrebbe essere garantita da una struttura regionale dedicata.

Non è una questione di polemica fine a sé stessa. È una questione di coerenza tra ciò che si dichiara e ciò che si fa. La Regione approva regolamenti, definisce organizzazioni, struttura competenze. E va bene, è necessario. Ma poi sul territorio cosa succede? Chi controlla? Chi interviene quando le situazioni degenerano?

Il paradosso del presidio assente

Il paradosso è tutto qui: mentre la Regione rafforza sulla carta uno strumento operativo essenziale per la legalità e la protezione dell’ambiente, ci sono comuni dove questo strumento sembra non esistere. O quantomeno non opera. Non si vede. Non interviene.

E non basta dire che il Nucleo rappresenta “da anni un presidio stabile e riconosciuto sui territori”. Perché se è stabile e riconosciuto, allora dovrebbe essere presente anche a Ugento. Dovrebbe controllare. Dovrebbe prevenire. Dovrebbe reprimere gli illeciti. E invece l’emergenza ambientale continua, i rifiuti si accumulano, il parco resta in quelle condizioni.

Forse il problema non è solo il regolamento. Forse il problema è che mancano le risorse, il personale, i mezzi. O forse mancano le priorità. Forse qualcuno ha deciso che ci sono territori più importanti di altri, zone da presidiare e zone da lasciare al loro destino.

Servono i fatti, non i regolamenti

Il nuovo Regolamento del Nucleo di Vigilanza Ambientale può essere perfetto sulla carta. Può chiarire tutte le competenze, definire tutti i ruoli, strutturare tutti i coordinamenti. Ma se poi sul territorio non si vede nessuno, se le emergenze restano senza risposta, se gli illeciti continuano indisturbati, allora quel regolamento vale poco.

Serve presenza fisica. Servono controlli reali. Servono interventi concreti. Non comunicati stampa che celebrano rafforzamenti e riorganizzazioni mentre il territorio continua a degradarsi.

Ugento merita la stessa attenzione degli altri comuni pugliesi. Il nostro parco merita di essere tutelato. I nostri cittadini meritano di vivere in un ambiente salubre, controllato, presidiato. E se esiste un Nucleo di Vigilanza Ambientale regionale con funzioni di polizia giudiziaria, allora quel nucleo deve operare anche qui. Deve essere visibile. Deve fare quello per cui è stato istituito.

Altrimenti, francamente, a cosa serve approvare nuovi regolamenti?

Regionali, Lobuono incontra gli agricoltori a Lecce. Pagliaro: “Settore dimenticato dalla Regione”

Regionali, Lobuono incontra gli agricoltori a Lecce. Pagliaro: "Settore dimenticato dalla Regione"

LECCE – Luigi Lobuono, candidato presidente del centrodestra alle elezioni regionali pugliesi, ha incontrato oggi a Lecce un gruppo di agricoltori. L’iniziativa è stata organizzata dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Paolo Pagliaro, che ha voluto creare un momento di confronto diretto tra il mondo agricolo salentino e chi aspira a guidare la Regione.

“È un segnale di attenzione concreto e importante verso il Salento e i suoi agricoltori”, ha dichiarato Pagliaro in una nota diffusa dopo l’incontro. Il consigliere regionale ha definito l’agricoltura del territorio “un comparto dimenticato e calpestato dal governo regionale uscente di centrosinistra”.

I cinque anni di battaglie di Pagliaro

Pagliaro ha rivendicato il suo impegno degli ultimi cinque anni al fianco del settore primario. “La battaglia per la sospensione del tributo di bonifica 630 e le quattro mozioni a sostegno degli olivicoltori messi in ginocchio dalla Xylella” sono i risultati che il consigliere regionale elenca come prova del suo operato.

L’attacco alla gestione regionale uscente è diretto: secondo Pagliaro, serve “una nuova guida della Regione, attenta ai bisogni del comparto primario con i fatti e non solo a parole”. Una stoccata netta a chi ha amministrato in questi anni, accusato di una “gestione dell’agricoltura incapace di rigenerare l’olivicoltura e il paesaggio del Salento, straziati dal flagello Xylella”.

Le priorità secondo il centrodestra

Le richieste emerse dall’incontro toccano i nodi critici del settore. Pagliaro parla della necessità di “tagliare le lungaggini burocratiche e accelerare sui reimpianti”, di “dare priorità all’emergenza idrica” e di “far ripartire le opere di manutenzione di canali e bacini in abbandono da troppo tempo”.

Un tema particolarmente sentito è quello del consorzio di bonifica: “Nonostante il consorzio di bonifica pretenda il pagamento di manutenzioni ferme da anni”, ha sottolineato il consigliere regionale, evidenziando una contraddizione che pesa sugli agricoltori.

Le promesse di Lobuono

Il candidato presidente del centrodestra avrebbe accolto le istanze degli agricoltori “con un ascolto attento e con la concretezza della sua esperienza quotidiana di imprenditore”. Pagliaro lo definisce “uomo del fare” e riferisce che Lobuono “ha promesso che torneranno a fiorire gli ulivi nei campi resi spettrali dal batterio killer”.

“Sono certo che l’agricoltura sarà fra le priorità della sua azione di governo”, ha aggiunto Pagliaro, invitando gli elettori a dare fiducia al candidato “come alfiere del centrodestra”.

Il ruolo di tramite

Pagliaro si è presentato come punto di riferimento degli agricoltori nell’interlocuzione con il candidato presidente. “Sono fiero che gli agricoltori mi considerino il loro punto di riferimento”, ha dichiarato, impegnandosi a continuare “a farmi tramite dei bisogni di chi ogni giorno si sporca le mani pur fra mille difficoltà, per il futuro della nostra terra”.

L’appello finale è stato per la partecipazione al voto: “Il voto è l’arma più potente del cambiamento, ed è in mano a ciascuno di noi”.

Un incontro che si inserisce nella campagna elettorale per le regionali, con il centrodestra che prova a fare breccia in un territorio storicamente complicato, puntando proprio sulle criticità irrisolte del settore agricolo e sulla gestione dell’emergenza Xylella, tema che continua a dividere e ad alimentare polemiche a distanza di anni dall’inizio della crisi.

“Basta nastri in plastica per le gare”: l’appello della guida ambientale Francesco Chetta

SALENTO – Decine di metri di nastro bianco e rosso abbandonati nel verde. È quello che Francesco Chetta, guida ambientale escursionistica, continua a trovare lungo i sentieri e nei parchi del Salento. Un problema che ha spinto il professionista a lanciare un appello pubblico attraverso un video: basta con i nastri in plastica per segnalare percorsi di gare e manifestazioni sportive.

Le immagini mostrano chiaramente il risultato: metri e metri di segnaletica rimasta sul territorio dopo maratone, gare ciclistiche o eventi che richiedono transenne temporanee. Materiale che non viene rimosso e che resta a deteriorarsi nell’ambiente.

Dal parco di Gallipoli ai sentieri

Chetta racconta la sua esperienza diretta. “A Gallipoli, nel parco di Gallipoli, io trovai non decine, ma centinaia, se non migliaia di metri di nastro biancorosso con su scritto ‘Polizia Locale Gallipoli'”, spiega nel video. Un esempio che, secondo la guida ambientale, dimostra come il problema riguardi anche le istituzioni: “Se anche le istituzioni sporcano il nostro territorio, figuriamoci i cittadini”.

Il nastro in plastica utilizzato per la segnaletica è lo stesso che si trova comunemente nelle manifestazioni sportive e negli eventi pubblici. Economico, pratico da usare, ma con un costo ambientale che Chetta denuncia apertamente.

Il percorso della microplastica

Il meccanismo è chiaro.

“Questo si ossida dopo poche settimane e si trasforma in microplastica che viene sparso un po’ ovunque per il parco”, spiega la guida ambientale.

La plastica degradata non scompare, si frammenta in particelle sempre più piccole che vengono disperse nell’ambiente.

“Quindi va a finire anche nel mare, perché i canali sono collegati col mare”,

continua Chetta. E dal mare il percorso è diretto: “Va a finire dove? All’interno dei pesci. Noi mangiamo i pesci, quindi va a finire anche all’interno del nostro organismo, delle nostre cellule”.

I dati scientifici confermano la portata del fenomeno. “Studi recenti hanno confermato la presenza di non poche, ragazzi, di milioni di microplastiche all’interno di ognuno di noi. Milioni di parti, milioni”, sottolinea Chetta nel video.

“Non ne posso più di rimuovere questa robaccia”

Il tono della guida ambientale è esplicito:

“Io non ne posso più, ve lo assicuro, non ne posso più di rimuovere sta robaccia per i sentieri”.

Una frustrazione che nasce dalla ripetitività del problema e dalla consapevolezza che si tratta di una pratica evitabile.

L’appello è rivolto direttamente a chi organizza eventi:

“Un appello a tutte le istituzioni che organizzano maratone, gare di bicicletta, biciclettate, eccetera: non utilizzate la roba! Usate la stoffa, il cotone, non questa robaccia”.

Le alternative esistono

La soluzione proposta da Chetta è semplice: sostituire i nastri in plastica con materiali naturali come stoffa o cotone. Alternative che garantirebbero la stessa funzionalità senza l’impatto ambientale della plastica.

Una pratica che, secondo la guida ambientale, è “ormai da superare”. Il video si conclude con un invito chiaro agli organizzatori di eventi sportivi e alle amministrazioni locali a cambiare approccio, scegliendo materiali compatibili con l’ambiente per la segnaletica temporanea.

Il messaggio di Chetta è netto: la comodità di utilizzo dei nastri in plastica non può più giustificare il danno ambientale che provocano. E il fatto che anche le istituzioni pubbliche utilizzino questi materiali non può essere una scusa per continuare su questa strada.

Il Taurisano gioca a Ugento: campo concesso per novembre e dicembre

Il Taurisano 1939 disputerà le partite casalinghe sul campo comunale di Ugento. La determinazione n. 870 del 29 ottobre, firmata dall’avvocato Eva Lionetto, responsabile del Settore Affari Generali, concede alla società granata l’uso temporaneo dell’impianto sulla SP66 per i mesi di novembre e dicembre 2025.

La concessione è gratuita e limitata alle giornate in cui il campo non serve alle squadre locali. Una soluzione d’emergenza resa necessaria dai lavori di adeguamento strutturale in corso allo stadio comunale “L. Perrotta” di Taurisano, che hanno reso indisponibile l’impianto di casa. In realtà, la squadra granata gioca già a Ugento dall’inizio di questo campionato: il provvedimento formalizza e rinnova un’ospitalità già in corso.

La richiesta e i vincoli

La richiesta è arrivata il 28 ottobre con protocollo n. 30614, specificando che l’utilizzo sarebbe stato limitato alle occasioni in cui l’impianto risulta libero.

La concessione prevede una serie di obblighi precisi. La società taurisanese dovrà garantire il servizio di vigilanza durante le partite, sollevando l’amministrazione comunale da ogni responsabilità per danni a persone o cose. Eventuali danni causati dal pubblico, se non individuati i responsabili diretti, saranno a carico della società richiedente.

L’ASD Taurisano 1939 dovrà inoltre dotarsi di un piano di gestione delle emergenze e garantire personale abilitato all’utilizzo del defibrillatore durante tutte le gare. L’impianto dovrà essere mantenuto nello stato di efficienza in cui viene consegnato, compresi gli spazi di pertinenza.

Il regolamento comunale

La concessione rientra nelle previsioni del regolamento per l’uso degli impianti sportivi comunali, approvato con delibera di Consiglio n. 60 del 9 novembre 2011. Il regolamento dà priorità alle società con sede nel territorio di Ugento, ma prevede anche la possibilità di concessioni a soggetti esterni in casi particolari.

Due mesi di ospitalità

La concessione copre i mesi di novembre e dicembre 2025, un periodo che dovrebbe permettere alla società taurisanese di disputare diverse partite casalinghe mentre proseguono i lavori al “L. Perrotta”. Non è specificato nel provvedimento se la concessione potrà essere eventualmente prorogata qualora i lavori nello stadio di Taurisano dovessero protrarsi oltre i tempi previsti.

Una collaborazione tra comuni vicini che risolve, almeno temporaneamente, il problema della squadra taurisanese rimasta senza campo. Un vero peccato che l’Ugento Calcio non abbia potuto giovare dello stesso trattamento nella passata stagione.

Novantadue posti auto a Torre San Giovanni: via libera al parcheggio di Via Monte Sinai

UGENTO – Il 30 ottobre scorso è arrivata l’approvazione definitiva. Il parcheggio tra Via Monte Sinai e Via Giovanni delle Bande Nere, a Torre San Giovanni, si farà. La determinazione n. 878, firmata dall’ingegnere Massimo Luciano Toma, responsabile del Settore Lavori Pubblici, dà il via libera al progetto esecutivo dell’intervento che porterà 92 nuovi posti auto nella marina ugentina.

L’investimento è di 210mila euro, interamente finanziato con fondi comunali. Un intervento che si inserisce nel più ampio disegno di riqualificazione della zona turistica, avviato anni fa e ora giunto a una fase cruciale.

Un’area da riqualificare dopo vent’anni di attesa

L’intervento riguarda un’area comunale di circa 2mila metri quadrati, censita al Catasto Terreni al Foglio 72, particelle 1068, 1069 e 279. Una zona centrale, strategica per la viabilità e la fruizione della località balneare, che verrà trasformata in un parcheggio moderno e funzionale.

Ma questa approvazione arriva dopo oltre vent’anni di attesa e progetti mai realizzati. Nel tempo, quest’area ha visto susseguirsi diverse ipotesi di riqualificazione. Inizialmente era prevista la realizzazione di una piazza, poi i piani cambiarono: si parlò di costruire un impianto sportivo, che però venne dirottato a Fontanelle, dove oggi risulta già abbandonato. Ora, finalmente, si approva il progetto per un parcheggio.

Il progetto porta la firma dell’ingegnere Fernando Ozza, professionista con studio a Casarano, che ha ricevuto l’incarico lo scorso 7 ottobre per l’intera fase tecnica: dalla progettazione esecutiva alla direzione lavori, passando per il coordinamento della sicurezza e la contabilità finale.

Come sarà il nuovo parcheggio

La pavimentazione seguirà una doppia logica. Nelle zone destinate agli stalli dei veicoli saranno posati masselli in cemento autobloccanti, soluzione che garantisce permeabilità e resistenza. La parte restante, dedicata alla circolazione, sarà invece asfaltata.

Ma il progetto non si limita alla sosta delle auto. Sono previsti marciapiedi lungo tutto il perimetro e al centro dell’area, per creare percorsi pedonali protetti. Sei pali di illuminazione pubblica, alti otto metri e dotati di corpi illuminanti a LED, garantiranno visibilità e sicurezza nelle ore serali.

Il verde non è stato dimenticato. Nelle aiuole ricavate lungo i marciapiedi perimetrali e in quello centrale verranno piantate essenze arboree, mentre panchine in cemento bianco offriranno punti di sosta.

I numeri dell’investimento

Dei 210mila euro complessivi, la parte principale è destinata ai lavori veri e propri: 159.996,06 euro, di cui 156.467,22 euro per le opere e 3.528,84 euro per gli oneri di sicurezza.

L’ingegnere Ozza ha ricevuto per i suoi servizi professionali un compenso di 22mila euro.

Il finanziamento arriva dall’avanzo di amministrazione libero del Rendiconto 2024: 50mila euro quest’anno, 160mila nel 2026.

Una storia lunga sei anni

Per capire questo intervento bisogna fare un passo indietro. Era il gennaio 2019 quando la Giunta comunale approvò un progetto ambizioso: 1,5 milioni di euro per riqualificare le infrastrutture turistiche di Torre San Giovanni. Un intervento strategico, finanziato in gran parte dalla Regione Puglia (1,4 milioni) e in parte dal Comune (100mila euro).

Il parcheggio “Pe” – questa la sigla tecnica dell’area tra Via Monte Sinai e Via delle Bande Nere – era incluso in quel progetto originario, insieme al parcheggio “Pf” tra Via Monte Pollino e Via Monte Everest, più piccolo con i suoi 26 posti auto.

Nel settembre 2024, però, è arrivata la perizia di assestamento. I due parcheggi sono stati stralciati dal progetto principale, che manteneva comunque l’importo complessivo di 1,5 milioni. La decisione è stata presa d’intesa con il Dipartimento Turismo della Regione Puglia: le due aree sarebbero state realizzate con fondi comunali.

Oggi il primo dei due parcheggi ha il suo progetto esecutivo approvato. Il “Pf” seguirà con un iter parallelo.

Ora la palla passa alle procedure di gara. Il progetto è pronto, i fondi ci sono, le verifiche sono state superate. Resta da individuare l’impresa che realizzerà l’opera. I tempi dipenderanno dall’espletamento della procedura di affidamento, ma il cronoprogramma allegato al progetto fornirà le indicazioni precise sulla durata dei lavori.

Torre San Giovanni attende i suoi nuovi posti auto.

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