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Una poiana salvata nel cimitero di Ugento

Una storia a lieto fine quella avvenuta questo pomeriggio intorno alle 18.00 nel cimitero comunale di Ugento, dove una poiana comune (nome scientifico Buteo buteo) è stata salvata grazie al pronto intervento di alcune figure chiave del territorio.

Ad accorgersi dell’animale in difficoltà è stato Vito Coletta, custode del cimitero, che ha notato il rapace all’interno di una cappella. Appariva debilitato, disidratato e probabilmente con un’ala fratturata. Senza perdere tempo, ha allertato la Protezione Civile, che è intervenuta sul posto insieme alla ditta di manutenzione cimiteriale gestita da Antonio e Graziano Coletta.

Il rapace, appartenente alla famiglia degli Accipitridi, la stessa di aquile e falchi, è stato recuperato con delicatezza. Dopo un primo soccorso e una fase di rifocillamento, è stato affidato alla Polizia Locale, che ha attivato la procedura per il trasferimento dell’animale al CRAS di Calimera, centro specializzato nel recupero della fauna selvatica.

La poiana comune è un rapace diurno molto diffuso nel Salento, dove è considerata specie nidificante. La sua presenza è indice di un ecosistema in equilibrio, e ogni salvataggio rappresenta un contributo prezioso alla tutela della biodiversità.

Un sentito ringraziamento va a tutti coloro che sono intervenuti tempestivamente, dimostrando ancora una volta come la collaborazione tra cittadini, istituzioni e associazioni possa fare la differenza anche per la fauna selvatica.

Un influencer da milioni di follower in vacanza a Ugento

Clio Zammatteo, conosciuta dal grande pubblico come ClioMakeUp, si trova in vacanza a Ugento, nel cuore del Salento, dove sta soggiornando presso un noto ed esclusivo villaggio locale, immerso nella pineta che collega la costa ionica al Parco Litorale di Ugento.

L’influencer, originaria di Belluno, è tra le figure più seguite e riconoscibili del panorama digitale italiano. Dopo aver studiato make-up a New York e lanciato nel 2008 il suo canale YouTube – uno dei primi in Italia dedicati al trucco e alla cura della pelle – Clio è diventata in pochi anni un riferimento assoluto nel mondo della bellezza online. Oggi conta oltre 3,5 milioni di follower su Instagram, più di 1 milione di iscritti su YouTube e una community attiva e fidelizzata che segue quotidianamente i suoi consigli, i tutorial e le rubriche personali.

La sua permanenza a Ugento è stata resa nota da una serie di contenuti pubblicati sui suoi profili social, dove ha mostrato scorci del paesaggio locale, momenti di relax in piscina e brevi riprese del litorale. Una presenza che non è passata inosservata, soprattutto tra i fan pugliesi e i tanti turisti che in questo periodo affollano le marine della costa ugentina.

Ugento, ancora una volta, si conferma una destinazione attrattiva anche per i volti noti del web e dello spettacolo. In particolare, località come Torre San Giovanni, con la sua lunga distesa di sabbia e il mare trasparente, e le altre marine del territorio offrono uno scenario naturale che continua ad affascinare visitatori da tutta Italia e dall’estero.

La vacanza di ClioMakeUp nel Salento è solo l’ultima conferma di un’estate in cui sempre più personalità pubbliche scelgono la costa ionica pugliese per staccare dalla routine e immergersi in una delle aree più autentiche del Mediterraneo.

SPECCHIA: “Le Fil Rouge” torna con la sua nona edizione

Si rinnova anche quest’estate l’appuntamento con Le Fil Rouge, la collettiva d’arte contemporanea che da nove anni porta a Specchia bellezza, riflessione e una ventata di arte nazionale e internazionale. L’edizione 2025, ideata e promossa dall’associazione culturale Nenè e patrocinata da Provincia di Lecce, Regione Puglia, Comune di Specchia e Pro Loco Specchia, sarà inaugurata sabato 26 luglio alle ore 20:30 a Palazzo Risolo e resterà aperta al pubblico ogni sera, fino al 10 agosto, dalle 20:00 alle 24:00.

Curata dall’artista salentina Viviana Cazzato, quest’anno la mostra collettiva si intitola Pigmenti d’anima: un invito a riflettere sul legame intimo e universale tra colori ed emozioni. Un titolo evocativo, che richiama proprio la forza sensibile e visiva che caratterizza le opere selezionate per questa edizione.

Ben 28 gli artisti coinvolti, provenienti da tutta Italia, ciascuno con il proprio linguaggio e la propria cifra stilistica, chiamati a sviluppare un tema comune attraverso diverse tecniche: pittura, fotografia, scultura, installazioni. Il risultato è un percorso ricco di suggestioni e contrasti, in cui il visitatore potrà immergersi in una vera e propria esperienza sensoriale e culturale.

La rassegna Le Fil Rouge, nata nel 2015 da un’idea della stessa Viviana Cazzato, si è distinta in questi anni per la sua capacità di far dialogare artisti emergenti e affermati in un contesto libero e partecipativo, ponendo sempre l’arte al centro come mezzo di espressione profonda e universale.

La scelta di Specchia come sede dell’iniziativa non è casuale: borgo tra i più belli d’Italia, accoglie l’arte contemporanea come estensione della propria identità culturale. Palazzo Risolo, con la sua eleganza storica, diventa così ancora una volta palcoscenico ideale per una mostra che intende lasciare il segno.

ECOREATI: la Puglia conquista il secondo posto!

Potrebbe essere una grande soddisfazione, ma non lo è! Si tratta di un traguardo che per numero di reati ambientali ci vede seguire la Campania. I dati di Legambiente ci dicono che in Italia il 42,6% dei reati ambientali si concentra nelle 4 regioni a tradizionale presenza mafiosa: Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Il maggior numero di reati si riscontra, a livello nazionale, nella filiera del cemento con 13.621 illeciti accertati nel 2024, +4,7% rispetto al 2023. Seguiti dai reati nel ciclo dei rifiuti ben 11.166, +19,9%, e quelli contro gli animali con 7.222 illeciti penali (+9,7%). Da segnalare l’impennata dei reati contro il patrimonio culturale (ricettazione, reati paesaggistici, scavi clandestini, contraffazioni di opere): sono 2.956, + 23,4% rispetto al 2023. A completare il quadro dell’illegalità ambientale del 2024 è la crescita degli illeciti amministrativi, 69.949 (+9,4%), circa 191,6 illeciti al giorno, 7,9 ogni ora. I clan censiti da Legambiente salgono a 389.

Il 10 luglio scorso presso la Sala Refettorio di Palazzo San Macuto è stato presentato il Rapporto Ecomafia 2025. Se evidenzia il fallimento delle politiche ambientali, conferma del pari l’esistenza di un’illegalità ambientale, motivo di riflessione per tutti i cittadini pugliesi. 

In un recente convegno sugli effetti della criminalità sull’economia salentina, l’appello del dott. Giuseppe Capoccia – Procuratore Capo di Lecce – è apparso alquanto significativo perché ha evidenziato quanto sia fondamentale, prim’ancora delle leggi, che pure non mancano, la costruzione di una vera cultura della legalità che passa dal non abbandonare per strada il sacchetto dell’immondizia ad un adeguato e trasparente sistema di igiene ambientale, fino ad un corretto trattamento dei rifiuti prodotti dalle aziende e dalle industrie. Un appello che lo stesso magistrato fortificato allorquando rivolge l’invito ad avere “una sana gelosia del nostro essere salentini”. Strumento di difesa dagli attacchi della criminalità ambientale e agroalimentare. Una sorta di chiamata alle armi la sua, che è assolutamente condivisibile. Da sostenere con etica e responsabilità del lavoro. Da tradurre in azioni concrete che possano coinvolgere il semplice cittadino, l’amministratore e l’imprenditore, giammai accondiscendenti alla cedevolezza del compromesso, al guadagno facile, verso la slealtà nei confronti dell’ambiente, del mercato e della comunità. 

I cittadini devono ribellarsi alle devastazioni ambientali. L’attuale situazione che tutti conoscono, ma che pochi fanno emergere dal buio delle stanze della politica che non dà conto a chi conta, mortifica il popolo sovrano! Con trepidazione e scoramento assiste alle conseguenze della scelta della Regione Puglia di sopraelevare la discarica di servizio e soccorso asservita all’impianto di biostabilizzazione in località Burgesi, tornato a funzionare per il solo trattamento del rifiuto indifferenziato e proveniente dallo spazzamento stradale. 

Occorre approfondire, confrontarsi, chiedere il rispetto dei propri diritti, partecipare per capire e soprattutto pensare. Come diceva Carl Gustav Jung – “Pensare è difficile. La riflessione richiede tempo. Ecco perché la maggior parte della gente giudica”. Serve il tempo necessario per riflettere perché il futuro richiede sforzi di altro tenore per quanto abbiamo ereditato, ora cronicamente irrecuperabile, sia sul piano materiale, sia sul piano culturale e del senso civico. 

Anche il Rapporto Mare Monstrum 2025 ci premia con il secondo posto per le occupazioni illecite del demanio marittimo, che è e rimane un bene di tutti, con 1219 reati contro i 1840 della Campania. Sebbene con diminuzioni rispetto al 2023, Lecce, Bari e Foggia occupano rispettivamente il 4°, 5° e 6° posto con un totale di 505 reati.

Si tratta di dati che certamente vanno letti e studiati, su cui bisogna compiere un’azione difficile, cioè riflettere. Solo riflettendo sarà possibile individuare le migliori soluzioni che passino dal conoscere lo stato delle cose per impiantare, attraverso la riscoperta della partecipazione civica, i nuovi semi della speranza per un risanamento comunitario, culturale e morale, prim’ancora che ambientale.   

Da Ugento a Frascati: grande salto per Fabiana Russo

Ugento può essere orgogliosa della sua giovane stella del basket: Fabiana Russo, classe 2011, è ufficialmente una nuova giocatrice della CBF, società di alto livello nel panorama cestistico nazionale.

Cresciuta nella Pallacanestro Ugento, Fabiana si è distinta fin da subito per talento, determinazione e passione. Top scorer della formazione Under 14, ha attirato l’attenzione di tecnici regionali e nazionali, prendendo parte a numerosi appuntamenti prestigiosi come il One Day Camp FIP Puglia, la Caroli Hotels Basketball Cup, l’Umbria Academy Cup e il Memorial Fabbri, dove è stata l’unica atleta convocata dalla provincia di Lecce.

A marzo 2025 ha partecipato all’Academy Camp Nazionale guidato da Giovanni Lucchesi, riferimento assoluto del basket giovanile femminile italiano, e ha vissuto un’intensa esperienza tecnica con le Panthers Roseto, consolidando la sua reputazione come uno dei prospetti più promettenti d’Italia.

“Sono felice di intraprendere questa nuova esperienza in una società importante e vincente come la CBF. I miei obiettivi per le prossime stagioni sono portare in alto la squadra insieme alle altre mie nuove compagne e migliorarmi sia come persona che come giocatrice”, ha dichiarato Fabiana con entusiasmo.

Scenderà in campo con la maglia numero 32, pronta a scrivere nuove pagine della sua giovane ma già intensa carriera.

Fabiana è l’esempio concreto di come anche in piccoli centri come Ugento possa nascere e crescere il talento. Il suo percorso è motivo d’orgoglio per tutta la comunità, per la Pallacanestro Ugento che ha creduto in lei e per le tante bambine che sognano di seguire le sue orme.

Il talento ti fa iniziare, la passione ti fa andare avanti, ma è la determinazione che ti porta lontano. E Fabiana ne ha da vendere.

Associazioni di Ugento scrivono al Prefetto di Lecce. La situazione è esplosiva

È una situazione al limite del collasso quella che si registra in questi giorni nelle marine di Ugento. Cumuli di spazzatura non raccolta, contenitori stracolmi e un degrado urbano visibile e crescente stanno esasperando cittadini, turisti e operatori economici. Una situazione ormai fuori controllo, tanto da spingere alcune delle principali realtà associative del territorio a fare un passo ufficiale: una PEC indirizzata al Prefetto di Lecce per segnalare il grave stato del servizio di raccolta e conferimento dei rifiuti urbani.

A firmare il documento è l’associazione “Amanti della Natura APS”, affiancata da tre importanti presìdi civici: Pro Loco Lido Marini, Pro Loco Ugento e Pro Loco Gemini-Torre San Giovanni-Torre Mozza Beach APS. Una scelta che segna un momento importante nella battaglia per la tutela ambientale e il decoro delle località costiere ugentine, e che fotografa con chiarezza la gravità del contesto: una stagione turistica in pieno corso, ma con servizi essenziali che arrancano e lasciano dietro sé sporcizia, indignazione e preoccupazione per la salute pubblica.

La richiesta: più controlli e interventi immediati

Nel comunicato diffuso dalle associazioni, si legge l’auspicio che “il servizio previsto dal contratto di appalto sia onorato in quantità e qualità dalle imprese Sangalli Giancarlo & C. S.r.l. e AVR per l’Ambiente S.p.A.”, vincitrici dell’appalto per la gestione del ciclo dei rifiuti. Si invoca inoltre un monitoraggio serrato da parte dell’amministrazione comunale (totalmente in silenzio fino ad ora), con eventuale ricorso a misure sanzionatorie nei confronti delle aziende che non rispettano gli obblighi contrattuali.

Non si tratta solo di decoro urbano – pure fondamentale in una località a vocazione turistica – ma anche di salute pubblica e inquinamento ambientale: condizioni igieniche precarie, presenza di rifiuti abbandonati e mancata igienizzazione dei punti di raccolta possono costituire un serio pericolo, specie nei mesi estivi.

Una mobilitazione da allargare

Il ricorso alla Prefettura rappresenta un passo importante ma non sufficiente. Servono interventi urgenti e concreti, ma anche una presa di coscienza collettiva: non è possibile rimanere inerti davanti a un degrado che offende la bellezza del nostro territorio e mina la sua capacità attrattiva. Serve una sollevazione popolare per costringere l’assessore all’ambiente del comune di Ugento a dare risposte concrete alla cittadinanza.

Il tempo delle denunce isolate è finito. Serve un fronte ampio, trasversale e determinato, che coinvolga cittadini, associazioni, operatori turistici e amministratori. Perché la pulizia di una città è la sua prima forma di accoglienza, e se a essere sporca è una località turistica in piena stagione estiva, allora il problema è strutturale, e non più episodico.

La voce del territorio contro la riapertura della discarica di Burgesi

“C’è una strategia ai danni del Basso Salento”. Con queste parole il movimento Salento Libero ha convocato ieri sera, giovedì 17 luglio 2025, nella sala convegni di Piazza del Popolo a Presicce, una pubblica manifestazione per ribadire la totale contrarietà del territorio alla riapertura della discarica di Burgesi. Un evento molto partecipato, con cittadini, associazioni, attivisti e rappresentanti politici riuniti per fare il punto su una vicenda che, ancora una volta, rischia di compromettere ambiente, economia e salute pubblica.

Ad aprire l’incontro è stato Antonio Nuzzo, coordinatore del comitato “No Burgesi”, che ha illustrato le tappe fin qui percorse dal movimento civico per tentare di fermare la ripartenza dell’impianto. Ricorsi, diffide, azioni legali e comunicati pubblici: tante iniziative, purtroppo, che finora non hanno portato ad alcun risultato concreto, anche se Nuzzo ha parlato di una “mobilitazione da rilanciare con maggiore consapevolezza e coinvolgimento”.

A dare peso istituzionale alla serata è stata la presenza del consigliere regionale Sergio Blasi, che ha risposto alle domande della nostra redazione, sottolineando la necessità di un cambio di passo nella gestione dei rifiuti: «Non possiamo pensare che la discarica sia ancora oggi una soluzione accettabile. Serve una programmazione diversa, che metta al centro il riciclo, il riuso e la riduzione a monte. Il Salento è già stato troppo penalizzato». Blasi ha criticato duramente la delibera regionale e ha promesso un’azione di pressione in Consiglio per chiedere alla Giunta di fare marcia indietro.

Il dibattito ha anche toccato il tema della mancanza di trasparenza da parte delle istituzioni e delle contraddizioni della politica regionale, incapace – secondo molti – di assumersi fino in fondo la responsabilità di un piano serio e condiviso sulla gestione dei rifiuti.

La serata si è chiusa con un invito alla mobilitazione civile e alla partecipazione attiva, per far sentire la voce dei cittadini. «Non possiamo più delegare. La battaglia contro Burgesi deve essere una battaglia per il nostro futuro e per la dignità del nostro territorio», è stato il messaggio finale.

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