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Il cimitero di Ugento trasformato in set fotografico

Per oltre due anni la vicenda è rimasta sotto traccia, lontana dall’attenzione pubblica e senza risposte ufficiali. Poi è arrivato il nostro articolo, che ha denunciato quanto accaduto, e la notizia è rimbalzata sulle cronache locali ed è stata poi ripresa dalle principali testate del territorio, riportando alla ribalta un episodio che ha profondamente ferito la comunità di Ugento.

La questione riguarda l’utilizzo del cimitero comunale come set di un fotoromanzo pubblicato su una rivista nazionale. Nelle immagini comparse, senza alcuna autorizzazione preventiva, figurava anche la tomba di una giovane concittadina scomparsa tragicamente: un fatto che ha suscitato indignazione e dolore nella cittadinanza.

Secondo la minoranza consiliare, per oltre due anni l’amministrazione non ha fornito spiegazioni chiare né aggiornamenti alla popolazione, limitandosi a dichiararsi “inconsapevole” e rinviando ogni azione concreta fino al conferimento di un incarico legale arrivato solo nel 2025.

“Compito primario di un’amministrazione – scrivono i rappresentanti dell’opposizione – è quello di tutelare i suoi cittadini anche e soprattutto nei loro ricordi e nei loro affetti, proteggendo i luoghi sacri della memoria dei nostri cari estinti”.

Per questo i consiglieri di minoranza annunciano la richiesta di convocazione urgente di un Consiglio comunale monotematico, aperto e trasparente, affinché la comunità possa conoscere la verità e siano individuati i responsabili dell’accaduto.

La vicenda, rimasta silente per troppo tempo, ora approda finalmente nell’arena politica e istituzionale. Ugento attende risposte.

I Cleanuppers sospendono le proprie attività

Cinque anni di impegno, sacrifici e risultati concreti per restituire dignità al territorio. Cinque anni in cui i Cleanuppers Presicce-Acquarica hanno ripulito campagne e strade da tonnellate di rifiuti, agendo sempre in maniera volontaria, senza ricevere un euro e senza mai pesare sulle casse comunali. Ora però, con un post amaro e accorato, annunciano una pausa: “Incrociamo le braccia finché non avremo risposte chiare sulle fototrappole”.

Un segnale forte, che la nostra testata aveva da tempo previsto. Da mesi, infatti, sottolineiamo come i volontari si trovino di fatto a supplire gratuitamente a un servizio pubblico che dovrebbe essere garantito e pagato con le tasse di tutti i cittadini, loro compresi.

Il gruppo, che non è un’associazione formalmente costituita, ha sempre agito con spirito civico. Ma oggi la consapevolezza è chiara: senza strumenti di controllo e senza un vero cambio culturale, la fatica dei pochi rischia di trasformarsi in un lavoro infinito e frustrante.

La questione fototrappole: tra costi e zero risultati

Il nodo principale resta quello delle fototrappole, considerate dai Cleanuppers uno strumento imprescindibile per contrastare l’abbandono dei rifiuti. Eppure, nonostante le promesse, il loro utilizzo resta un miraggio per tanti comuni.

Il caso di Ugento, ad esempio, è emblematico. Il Comune ha speso oltre 30 mila euro in affidamento diretto a una ditta di Racale per il mantenimento e l’uso di queste apparecchiature. Secondo quanto dichiarato in consiglio comunale dal vicesindaco Massimo Lecci, le fototrappole sarebbero addirittura finite rubate. Un paradosso, se si pensa che in cinque anni di gestione i risultati sono definibili solo come “miserrimi”: zero multe elevate e nessuna notizia sulle relazioni semestrali che la ditta si era impegnata a produrre.

Non meno discutibili le parole dello stesso Lecci, che in aula ha giustificato il mancato impiego delle fototrappole ricordando che le eventuali sanzioni vengono riscosse dalla Provincia, mentre il costo del mantenimento resta in capo al Comune. Una spiegazione che lascia intendere come, in questa vicenda, la questione economica sia stata anteposta a quella ambientale, con buona pace di chi si batte ogni giorno per il decoro e la tutela del territorio.

Un arrivederci, non un addio

Il messaggio dei Cleanuppers, comunque, non è di resa definitiva. “Non è un addio. È un arrivederci”, scrivono i referenti, convinti che i semi piantati in questi anni possano germogliare in futuro grazie a nuove generazioni e nuove energie.

Il loro testimone resta prezioso: l’amore per il territorio e la volontà di custodirlo. Ma resta anche un monito per la politica: senza strumenti adeguati e senza un reale cambio di passo, la battaglia contro l’inciviltà rischia di fermarsi insieme ai volontari.

Il post completo:

INCROCIAMO LE BRACCIA

Senza foto trappole il nostro lavoro è vano.

Cari concittadini, amici e sostenitori,
dopo 5 anni di gloriose azioni, il gruppo dei Cleanuppers Presicce-Acquarica sente la necessità di fermarsi un momento.

Sono stati 5 anni di grandi gioie, amicizie e anche tanta fatica. Abbiamo liberato il territorio da tonnellate di rifiuti abbandonati, ridando dignità e bellezza a campagne e strade del territorio. È stato un lustro luminoso, in cui con orgoglio abbiamo dato “lustro” al nostro Paese.

Oggi però ci prendiamo una pausa di riflessione.
Una pausa per capire perché, nonostante i nostri sforzi, i rifiuti vengano abbandonati sempre negli stessi punti, perché strumenti come le foto-trappole siano stati usati solo per poco tempo, perché le sanzioni abbiano smesso di essere elevate, perché la cultura del permissivismo prevalga, e perché siano sempre i soliti pochi volontari a rimboccarsi le maniche per il bene comune.

Non vogliamo fare polemiche, ma una cosa è giusto sottolinearla: noi non siamo mai stati un costo per la Comunità. I fondi per il recupero dei rifiuti sono già stanziati ogni anno a bilancio comunale. Anzi, grazie al nostro gruppo – che non è un’associazione, non riceve soldi e agisce solo con spirito volontario – quella voce di bilancio è stata messa a frutto in modo concreto, moltiplicando i benefici per tutti.

Non è un addio. È un arrivederci.
Incroceremo le braccia finché non avremo risposte chiare e certe sulle FOTOTRAPPOLE.
E’ un arrivederci perché crediamo che i semi gettati in questi anni possano un giorno germogliare, magari con nuove energie, nuove generazioni e nuove collaborazioni.

Ringraziamo di cuore tutti coloro che hanno camminato al nostro fianco in questa grande avventura. A voi, e a chi verrà dopo di noi, lasciamo un testimone prezioso: l’amore per il territorio e la volontà di custodirlo.
I REFERENTI

Taurisano ospita la prima edizione di forE Festival

Taurisano si prepara ad accogliere la prima edizione di forE Festival, in programma domenica 21 settembre in Piazza Unità d’Italia. L’evento, promosso dalla Città di Taurisano in collaborazione con l’associazione So What APS, nasce con l’obiettivo di unire musica, cultura e partecipazione sociale in una giornata aperta a tutta la comunità.

Ospite d’eccezione sarà Frankie hi-nrg mc, rapper, DJ, autore, regista e scrittore che ha segnato la storia dell’hip hop italiano. L’artista porterà a Taurisano il suo progetto dj set “L’Alto Parlante Gira Dischi”, un viaggio di 90 minuti tra hip hop, elettronica, grandi hit, perle underground e incursioni live nei suoi brani più iconici.

Il programma prenderà il via alle 17.30, con le esibizioni dei Piccoli Indiavolati e delle studentesse e studenti di OdA. Parallelamente, per i più piccoli, l’Associazione Nuvole proporrà attività ludiche e creative con il progetto “Il cielo è di tutti”, tra giochi, laboratori e incontri di pace. L’Associazione Tebe dalle sette porte, invece, presenterà Handala, il fumetto del disegnatore palestinese Naji al-Ali, divenuto simbolo di resistenza e libertà.

A partire dalle 20.00, spazio ai DJ set di Those Funky Guys e Beppe Vivaz, che accenderanno la piazza con musica e divertimento fino a tarda sera. Non mancheranno inoltre l’area street food, birra alla spina e drinks per rendere la festa ancora più coinvolgente.

L’ingresso è gratuito e aperto a tutti: un’occasione per vivere insieme un momento di festa e riflessione, con la musica come filo conduttore.

Quella brutta storia del fotoromanzo nel cimitero di Ugento

Una vicenda che lascia sgomenti e che continua, a distanza di oltre due anni, a non trovare risposte chiare: chi ha autorizzato i fotografi ad entrare nel cimitero comunale di Ugento per realizzare un fotoromanzo poi pubblicato sulla rivista nazionale Grand Hotel?

Il caso risale al maggio 2023, quando sul settimanale comparvero scatti tratti dal fotoromanzo La canzone del sole nascente, con protagonisti volti noti come Antonio Zequila e Matilde Brandi. Le foto, diffuse anche sui social da alcuni professionisti di Ugento, erano state realizzate tra una nota struttura ricettiva di Torre San Giovanni e, soprattutto, all’interno del cimitero comunale, in un giorno di chiusura e senza alcuna autorizzazione.

La vicenda assunse subito contorni drammatici quando si scoprì che tra le immagini pubblicate figurava anche la tomba di una giovane concittadina scomparsa tragicamente. I genitori, attraverso il proprio legale, presentarono formale protesta al Comune, chiedendo spiegazioni e annunciando eventuali azioni legali.

L’amministrazione comunale, chiamata in causa, dichiarò di essere a sua volta vittima inconsapevole di un episodio “triste e disdicevole”, in violazione del regolamento di polizia mortuaria che vieta espressamente fotografie e riprese senza l’autorizzazione dei familiari interessati e del responsabile della custodia.

Da allora si sono susseguiti atti, lettere e diffide: il Comune ha contestato la condotta alla casa editrice milanese Edizioni Del Duca Srl e alle società coinvolte nella produzione (Photostudio Srls e Fileraw Srls), chiedendo chiarimenti e scuse ufficiali. Ma ad oggi – come riportato nella recente determinazione n. 629 del 27 agosto 2025 – nessuna risposta puntuale è mai arrivata.

Per tutelare la propria immagine e i diritti dei cittadini, l’ente ha conferito incarico legale all’avv. Sergio De Giorgi, con mandato a procedere in sede giudiziaria. Una mossa necessaria, ma che non cancella l’amarezza di una comunità che ancora si interroga:

  • Chi ha permesso l’accesso a un luogo sacro come il cimitero?
  • Perché nessuno ha vigilato?
  • C’è forse qualcuno, tra i consiglieri comunali, che conosce più dettagli su questa vicenda ma che, fino ad oggi, non è intervenuto per chiarire?
  • È possibile che su una questione tanto delicata nessuno abbia ritenuto di dover dare spiegazioni alla cittadinanza?

A due anni di distanza, la ferita resta aperta. E la domanda più grande continua a rimbombare: c’è chi ne sa di più su questa storia?

La pagina incriminata

Un salentino sul Quotidiano del Popolo cinese

Un nome salentino risuona sulle pagine del più importante quotidiano cinese. Il People’s Daily Online, portale ufficiale del Quotidiano del Popolo, ha pubblicato nei giorni scorsi un approfondimento sulla robotica applicata all’assistenza agli anziani, settore in forte crescita in Cina e a livello globale. Tra le voci autorevoli citate nell’articolo figura quella del professor Massimiliano Zecca, originario del Salento e docente alla Loughborough University, nel Regno Unito.

Come la nostra testata aveva già riportato in un precedente articolo, il professor Zecca ha preso parte alla 10ª Conferenza Mondiale sulla Robotica, svoltasi a Pechino lo scorso agosto, dove aziende e ricercatori hanno presentato robot in grado di supportare la vita quotidiana degli anziani: dai compagni da tavolo con schermi interattivi e comandi vocali, fino agli assistenti mobili capaci di muoversi in autonomia nelle abitazioni e nelle strutture sanitarie.

Nel pezzo del People’s Daily Online, pubblicato il 4 settembre 2025, Zecca sottolinea come i robot umanoidi destinati all’assistenza agli anziani possano svolgere tre funzioni fondamentali: aide sanitario, assistente personale e compagno di vita. Una visione che, partendo dall’osservazione dei trend demografici mondiali, mette in luce la sfida comune a molte società: affrontare l’invecchiamento della popolazione attraverso soluzioni innovative.

Il contesto non è di poco conto. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, entro il 2050 gli over 60 nel mondo saranno 2,1 miliardi, di cui ben 426 milioni con più di 80 anni. Un dato che spiega l’interesse crescente per la cosiddetta “silver economy”, l’insieme delle attività economiche e tecnologiche rivolte agli anziani.

L’articolo del People’s Daily Online sottolinea inoltre come la Cina stia guidando la definizione di standard internazionali per la robotica applicata all’assistenza, con l’obiettivo di rendere queste tecnologie sempre più affidabili, sicure e vicine ai bisogni reali delle persone.

Un aspetto da rimarcare è che non si ricordano altri salentini che abbiano avuto l’onore di essere citati dallo storico organo d’informazione cinese: un riconoscimento che rende ancora più significativa la presenza del professor Zecca in un contesto così prestigioso.

Il suo intervento mette in risalto un concetto chiave: la robotica non deve sostituire l’uomo, ma affiancarlo con strumenti empatici e centrati sulla persona, capaci di migliorare la qualità della vita degli anziani e alleggerire il peso dell’assistenza sulle famiglie e sui sistemi sanitari.

Un risultato che conferma come il sapere salentino, attraverso figure come il professor Zecca, sappia farsi spazio nei grandi temi globali: innovazione, cura e futuro delle società che invecchiano.

Brutto incidente a Torre Mozza

Paura nel tardo pomeriggio di oggi, intorno alle 18.30, sulla rotatoria che conduce a Torremozza, lungo l’arteria che collega Lido Marini a Torre San Giovanni.

Una Fiat Panda bianca a noleggio, proveniente da Lido Marini, è arrivata a forte velocità e, probabilmente per non aver notato la rotatoria, ha impattato violentemente contro l’alto cordolo del rondò. L’urto ha provocato il ribaltamento della vettura, che dopo un lungo salto è terminata all’interno di un vecchio locale abbandonato ai margini della carreggiata.

A bordo del mezzo si trovavano due turisti svizzeri, che fortunatamente sono riusciti a uscire con le proprie gambe dall’abitacolo, nonostante la dinamica impressionante dell’incidente facesse temere subito il peggio.

Sul posto sono intervenuti i Vigili Urbani di Ugento e gli operatori del 118, che hanno provveduto a prestare i primi soccorsi. I due feriti sono stati trasportati in ambulanza presso l’ospedale di Casarano, accompagnati anche da una pattuglia della Polizia di Taurisano, intervenuta per supportare le operazioni di sicurezza e i rilievi.

Come da prassi, verranno effettuati i controlli di rito, compresi quelli tossicologici e alcolemici, per chiarire le condizioni del conducente al momento dell’impatto.

L’auto, risultata noleggiata da una società di Gallipoli, ha riportato gravi danni. Le operazioni di rimozione e messa in sicurezza della zona hanno richiesto l’intervento di mezzi specializzati.

Un episodio che, per la sua spettacolarità e per la violenza della dinamica, ha attirato l’attenzione di numerosi passanti e automobilisti, ma che si è concluso con il sollievo generale per le condizioni non gravi dei due occupanti.

Continua la lotta di Pagliaro sul tributo 630

La questione del tributo 630 torna prepotentemente al centro del dibattito politico pugliese. Dopo mesi di polemiche e proteste del mondo agricolo, il consigliere regionale Paolo Pagliaro (Forza Italia – gruppo La Puglia Domani) ha annunciato che nel prossimo Consiglio regionale verrà nuovamente presentato il suo emendamento per lo stop al balzello, finora ostacolato in aula dal governatore Emiliano, dall’assessore Pentassuglia e dalla presidente Capone.

Pagliaro punta il dito contro il Partito Democratico, accusato di “testacoda elettorale” dopo aver inserito la sospensione del tributo tra i punti del proprio programma per le regionali di novembre:

“Li inchioderemo a questa promessa elettorale – ha dichiarato –. La sospensione deve avvenire prima e non dopo il voto, altrimenti sarà l’ennesimo tentativo di raccogliere voti del mondo agricolo, finora calpestato e umiliato dal centrosinistra”.

Un tributo contestato da anni

Il tributo 630 è legato al Consorzio di Bonifica Centro Sud Puglia, responsabile della manutenzione idraulica e territoriale. Secondo Pagliaro, però, “quelle cartelle non dovevano essere emesse, perché il Consorzio è inadempiente e non garantisce i servizi dovuti”.
Da qui la linea del consigliere azzurro: “Senza benefici, il tributo non è dovuto. Quindi stop immediato alle cartelle”.

L’ombra della Corte dei Conti

Il tema assume ulteriore rilevanza dopo che la Corte dei Conti ha inviato, l’8 settembre, una richiesta di chiarimenti alla Regione Puglia con scadenza 3 novembre. Otto i punti sotto osservazione: organizzazione del Consorzio, attività istituzionali e negoziali, gestione finanziaria, vigilanza regionale, contributi pubblici, indebitamento e piani di riequilibrio.
“Le carte faranno emergere molti punti oscuri – accusa Pagliaro –: dalle spese legali fuori controllo agli incarichi a legali esterni, come quello da 52mila euro all’avvocata Camerlengo, originaria del Beneventano come il dirigente del Dipartimento Agricoltura della Regione. E ancora: la nomina di un biologo a direttore dell’Area Agraria e il doppio ruolo del commissario del Consorzio, che è anche direttore dell’Arif”.

Una battaglia politica e sociale

La vicenda del tributo 630 non riguarda solo i conti del Consorzio, ma tocca direttamente la vita di migliaia di agricoltori pugliesi, che da anni denunciano di pagare senza ricevere servizi in cambio.
Per Pagliaro, questa è “la prova del fallimento politico e gestionale della Regione Emiliano, incapace di vigilare e contrastare le anomalie del Consorzio”.

Il prossimo Consiglio regionale si preannuncia dunque cruciale: la promessa di sospensione del tributo, rilanciata in campagna elettorale, dovrà essere tradotta in atti concreti.

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