Da tempo la nostra redazione riceve segnalazioni sempre più frequenti su episodi di degrado e vandalismo che si verificano soprattutto nelle ore notturne nel centro di Ugento e in altre zone del paese.
Dalle bottiglie di vetro lanciate dalle scale del borgo, agli specchietti delle auto divelti, passando per schiamazzi, bivacchi e danneggiamenti ripetuti nei pressi del Corso e dell’area del cosiddetto “fungo”, la situazione appare ormai fuori controllo.
L’ultimo episodio, però, segna un punto di non ritorno.
Nei giorni scorsi è stata danneggiata la giostra destinata ai bambini con disabilità, una struttura pensata per i più fragili, simbolo di inclusione e attenzione sociale. Non si tratta di un arredo urbano qualunque: colpire uno spazio dedicato ai bambini disabili significa toccare il fondo, non solo sul piano materiale ma soprattutto su quello morale.
Secondo quanto segnalato dai lettori, a rendersi protagonisti di questi atti sarebbe un gruppo di ragazzi che, soprattutto la sera, si muove senza alcun controllo tra vandalismi, rumori molesti e comportamenti pericolosi. Un’escalation che pone interrogativi seri: questi ragazzi non hanno percezione del danno che provocano oppure, al contrario, ne sono consapevoli e agiscono così in un maldestro e disperato tentativo di attirare attenzione?
In entrambi i casi, si tratta di dinamiche tipiche di un’età fragile, che però non possono essere ignorate né, tantomeno, tollerate.
A questo quadro si aggiunge lo stato di abbandono dell’area del “fungo”, oggetto di passaggi di gestione mai realmente completati, che ha finito per trasformare la piazzetta in un luogo di degrado quotidiano: bottiglie rotte, sporcizia, urla notturne, scooter che sfrecciano e salgono sulle strutture. Un vuoto che diventa terreno fertile per comportamenti devianti.
La questione chiama in causa tutti.
Le istituzioni, chiamate a garantire la tutela degli spazi pubblici e della collettività, ma anche a offrire alternative concrete a questi ragazzi, sottraendoli a una quotidianità fatta di scorribande, scooter truccati e vandalismi.
Le forze dell’ordine, attraverso controlli e strumenti di prevenzione.
E non da ultimi, gli adulti e la comunità tutta, in un paese dove la sorveglianza civile, quella fatta di presenza, relazioni e vita quotidiana condivisa, dovrebbe essere la prima forma di sicurezza.
Basta fare un giro per Ugento intorno alle 21 per rendersi conto di una desolazione sempre più evidente: strade vuote, serrande abbassate, spazi non vissuti. Un vuoto che, per una serie di fattori, finisce per alimentare anche queste derive.
Nulla di tutto questo può essere giustificato o minimizzato.
Episodi come il danneggiamento della giostra per bambini disabili non sono semplici bravate: sono segnali d’allarme che interrogano tutti sulle responsabilità individuali e collettive, e sulla necessità urgente di un intervento serio, coordinato e duraturo.
La speranza è che questa segnalazione non resti lettera morta, ma diventi occasione di presa di coscienza e di azione concreta, prima che il senso di comunità si perda definitivamente.
