Crisi Carburante Agricolo: Agricoltura Pugliese in Stallo per il Blocco SEIA
L’agricoltura pugliese è in ginocchio a causa di un grave disservizio legato all’erogazione del carburante agricolo. Il nuovo applicativo informatico regionale, denominato SEIA, introdotto dalla Regione Puglia per ottimizzare la gestione delle pratiche UMA, è bloccato, impedendo a migliaia di agricoltori, compresi quelli del Basso Salento, di accedere al servizio essenziale. Una situazione paradossale che sta paralizzando le attività produttive sul territorio.
La problematica, descritta come “gravissima”, si traduce nell’impossibilità concreta per le aziende agricole di proseguire il proprio lavoro. Come spiega Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale e presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani, “In sostanza, alle aziende agricole di fatto viene impedito di lavorare”. Il malfunzionamento del sistema informatico impedisce le operazioni fondamentali di predisposizione, modifica o validazione dei libretti UMA, documenti indispensabili per l’ottenimento del carburante agevolato.
Questo disagio si sta già traducendo in danni economici significativi per il comparto agricolo del Salento e dell’intera regione. Trattori e macchinari restano fermi, inutilizzati nei campi, proprio in un periodo cruciale per molte colture. La filiera produttiva è interrotta, con ripercussioni che potrebbero estendersi dalla produzione alla commercializzazione. La Regione Puglia, già al centro di dibattiti su sfide amministrative e gestione delle risorse come emerso in precedenti occasioni, è ora chiamata a una risposta tempestiva e risolutiva.
Le dichiarazioni di Sicolo sono un chiaro monito: “È un disagio pesantissimo che sta già creando danni economici alle aziende agricole, costrette a tenere inutilizzati macchinari e trattori che restano fermi. Chiediamo che la Regione Puglia intervenga e risolva celermente il problema, sbloccando il sistema SEIA e ripristinando immediatamente il servizio di accesso al carburante agricolo”. La richiesta è di un intervento immediato per scongiurare un’ulteriore crisi in un settore già vulnerabile. Le questioni legate alle inefficienze burocratiche e all’impatto sul tessuto produttivo, come quelle relative ai fondi di coesione o alla gestione territoriale, trovano in questo caso un’ulteriore conferma.

























































