Home Ambiente e Territorio Erosione costiera: niente soldi per Ugento

Erosione costiera: niente soldi per Ugento

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C’è una costa che arretra ogni anno, divorata dal mare e dall’inerzia. E c’è un Comune che, ancora una volta, resta fuori dai grandi giochi regionali. Ugento osserva da lontano mentre la Regione Puglia mette sul piatto quasi 16 milioni di euro per contrastare l’erosione costiera, finanziando interventi strutturali a Rodi Garganico, Zapponeta, Massafra e Ostuni. Per Ugento, invece, solo una magra consolazione: progetto ritenuto ammissibile, ma escluso per esaurimento delle risorse. Quinto in graduatoria. Primo tra gli esclusi.

Una beffa che pesa come un macigno, soprattutto se letta alla luce delle condizioni drammatiche in cui versa la costa ugentina, da Torre San Giovanni a Lido Marini, passando per le dune storiche ormai compromesse, gli arretramenti dell’arenile, le infrastrutture a rischio e un equilibrio ambientale sempre più fragile. Qui l’erosione non è una previsione, è una realtà quotidiana. Eppure, qui, non si muove nulla.

Mentre la Regione rivendica – legittimamente – una programmazione lungimirante contro il cambiamento climatico, Ugento resta al palo. E resta sola. Politicamente sola. I fondi arrivano altrove, le interlocuzioni si rafforzano con altri territori, i canali istituzionali sembrano funzionare per altri sindaci. Il presidente Antonio Decaro (e prima ancora Michele Emiliano nel ruolo di riferimento politico regionale) ha già avviato interlocuzioni con amministratori di altri Comuni costieri, come Salve, promettendo ulteriori risorse e attenzione. Ugento, invece, non riceve telefonate, né rassicurazioni, né segnali concreti.

Il messaggio che arriva da Bari è brutale nella sua semplicità: Ugento non conta un ca..o.

E qui il problema non è solo tecnico o finanziario. Il progetto del Comune – da oltre 4 milioni di euro – è stato giudicato valido. Il nodo è politico. Ugento paga un isolamento che appare sempre più evidente e sempre meno reversibile. Un isolamento che nasce da lontano e che oggi presenta il conto: aver puntato sui cavalli sbagliati in Regione, aver costruito alleanze fragili, aver rinunciato a un peso politico reale nei luoghi dove le decisioni si prendono.

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Il risultato è un’amministrazione comunale che appare asfittica, senza risorse, senza sponde, senza capacità di incidere. Una macchina che arranca mentre il mare avanza, le dune crollano e il turismo – vera linfa economica del territorio – rischia di pagare un prezzo altissimo nei prossimi anni.

La Regione, nero su bianco, offre due strade: cofinanziamento comunale o attesa di un eventuale incremento delle risorse. Tradotto: arrangiatevi. Ma Ugento, oggi, non ha né la forza economica né quella politica per percorrere davvero una di queste opzioni. E il sindaco appare sempre più isolato, senza una rete istituzionale capace di sostenere battaglie che non sono di parte, ma di territorio.

Questa non è solo l’ennesima occasione persa. È un campanello d’allarme fortissimo. Perché mentre altrove si “rallenta il mare”, si proteggono le spiagge e si mettono in sicurezza le comunità costiere, Ugento continua a subire, senza strumenti e senza voce.

L’erosione costiera è un’emergenza ambientale.
L’isolamento politico, però, è una scelta.
E oggi Ugento ne sta pagando tutto il prezzo.

Mentre sempre più forti si fanno le sirene che riportano le parole di molti all’indomani dell’elezione di questa giunta comunale, che sta confermando le più nefaste delle previsioni.

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