Patù (Lecce) si prepara a vivere un momento storico: da lunedì 18 maggio parte DiscoVereto, la prima campagna sistematica di scavi archeologici nell’antica città messapica di Vereto, situata nel cuore del Capo di Leuca. Un progetto che non è solo ricerca, ma un vero viaggio nella memoria collettiva, con l’obiettivo di ricostruire identità, reti di scambio e interazioni culturali dalla fine dell’età del Bronzo alla prima Romanizzazione. Un sogno che diventa realtà per la comunità locale.
Sotto la guida scientifica del professor Valentino Nizzo dell’Università degli studi di Napoli “L’Orientale”, gli scavi dureranno cinque settimane, fino al 19 giugno. L’iniziativa, realizzata su concessione del Ministero della Cultura, vede la collaborazione di enti come la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, la Regione Puglia e i comuni di Patù, Morciano di Leuca, Castrignano del Capo e Gagliano del Capo. Un lavoro corale per riportare alla luce un sito che, con i suoi 40 ettari e una poderosa cinta muraria, controllava gli approdi di Leuca e San Gregorio, porte naturali verso il Mediterraneo.
Ma DiscoVereto non è solo uno scavo. È un’esperienza di archeologia partecipata, pensata per coinvolgere la cittadinanza. Laboratori didattici, seminari, conferenze pubbliche e narrazioni condivise trasformeranno la storia in una risorsa viva. Come spiega il sindaco di Patù, Gabriele Abaterusso: “Questo è un appuntamento con la Storia, un avvenimento sensazionale che tutti abbiamo sognato sin da bambini. Vereto è un luogo magico, dove sentiamo la nostra identità sotto terra. Vogliamo che questa esperienza duri il più a lungo possibile”.
Anche il soprintendente Antonio Zunno sottolinea l’importanza del progetto: “La ricerca che coinvolge la comunità è la tutela più efficace. È il più potente presidio del territorio”. Parole che riflettono lo spirito di un’iniziativa inserita nel più ampio progetto Storie Meridiane, finanziato dall’UE – NextGenerationEU e dal Ministero della Cultura tramite il PNRR, per rigenerare culturalmente e socialmente i borghi del Salento.
La ricerca unisce metodologie all’avanguardia, come mappature 3D e telerilevamento LIDAR, a un approccio umano che mette al centro la collettività. E mentre gli archeologi scavano, un documentario catturerà ogni momento, per far rivivere questa avventura anche a chi verrà dopo.
Patù e il Capo di Leuca si confermano così crocevia di culture e storie, un luogo dove il passato non è solo memoria, ma motore di futuro. Seguiremo da vicino i progressi di DiscoVereto, pronti a raccontarvi ogni scoperta che emergerà da questa terra ricca di mistero e bellezza.









