Il Salento svela i segreti dei suoi lupi: nove branchi riproduttivi popolano il territorio provinciale e la loro dieta è un mix sorprendente di fauna selvatica e specie rinselvatichite. Questi i risultati chiave emersi ieri, 11 giugno 2026, a Lecce, durante la presentazione del progetto Hic Sunt Lupi all’Open Space di Palazzo Carafa. Uno studio fondamentale per capire e gestire il ritorno di una specie protetta nel cuore della nostra terra.
L’analisi, frutto di una collaborazione tra Regione Puglia, CNR – IRET e Sapienza Università di Roma, ha rivelato una dieta opportunistica e variegata, con ben 21 componenti alimentari identificate. Tra le prede più comuni spiccano volpi, capre, cinghiali o maiali inselvatichiti, pecore, piccoli lagomorfi e roditori. È importante sottolineare che la presenza di specie domestiche non implica sempre predazione diretta: i lupi spesso si nutrono anche di carcasse o resti non smaltiti correttamente.
La stima di nove branchi sul territorio provinciale è un dato significativo, seppur con un margine di fluttuazione. L’alta mortalità della specie, con ben 10 lupi morti tra il 2024 e il 2025 a causa di investimenti stradali, rende il monitoraggio complesso. Saranno necessarie ulteriori analisi genetiche per confermare la consistenza esatta dei branchi ed escludere la presenza di ibridi.
Le aree con maggiore attività e presenza rilevata includono l’areale di Otranto, Porto Selvaggio e Gallipoli, ma anche Le Cesine, Torre Veneri, Arneo e Capo di Leuca.
Un modello di gestione integrata per il Salento
Come ha sottolineato l’assessore regionale all’Ambiente e al Clima, Debora Ciliento, il progetto Hic Sunt Lupi ha rappresentato un “primo modello di gestione integrata del ritorno del lupo sul territorio salentino”. Oltre alla raccolta scientifica di dati, fondamentale è stata la campagna di comunicazione: 39 incontri pubblici, 4 workshop tecnici e il coinvolgimento di 6 plessi scolastici con 264 bambini hanno contribuito a contrastare la disinformazione e a promuovere una convivenza sostenibile tra il lupo, il territorio e le comunità locali.
Questi risultati non sono solo numeri, ma la fotografia di un Salento che impara a convivere con la sua fauna selvatica, riscoprendo equilibri antichi e valorizzando la biodiversità. Il progetto, che da provinciale diventerà Wolf Puglia estendendosi a livello regionale, segna un passo cruciale per la tutela di questa specie affascinante e per un futuro in cui uomo e natura possano coesistere in armonia, nel cuore della nostra amata terra salentina.

















