La Chiesa di Lecce si appresta a ricordare il settantesimo anniversario del Congresso eucaristico nazionale dal tema “L’Eucaristia, sacramento di unità e vincolo di carità”, celebratosi a Lecce dal 29 aprile al 6 maggio 1956. Qualche settimana fa, in una lettera alla comunità diocesana, l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta aveva annunciato che “per ravvivare la memoria di questo evento e accrescere la consapevolezza della nostra identità di popolo di Dio, la celebrazione cittadina del Corpus Domini, in questo lieto anniversario, avrà un respiro diocesano”.
Tutta la Chiesa particolare di Lecce, dunque, è convocata in ogni sua espressione giovedì 4 giugno alle 19 presso la chiesa cattedrale – anticipando di fatto al giovedì la solennità che si celebra domenica prossima nella Chiesa universale – per la concelebrazione presieduta dallo stesso presule. Al termine della celebrazione si snoderà la processione con il Santissimo Sacramento che attraverserà Corso V. Emanuele, Via Petronelli, Via Degli Ammirati, Piazza Vittorio Emanuele, Via Augusto Imperatore, Via F. Rubichi, Via L. Prato e Via G. Palmieri, per fare rientro in Piazza Duomo e concludere con la preghiera e la benedizione eucaristica. La solenne concelebrazione eucaristica verrà trasmessa in diretta da Portalecce Tv e da Tele Dehon.
Ma al di là del provvidenziale anniversario tutto leccese, liturgicamente si può anticipare la celebrazione della solennità del Corpo e del Sangue del Signore al giovedì, considerato che il calendario liturgico la indica nella domenica successiva? Fino al 1977, in Italia, questa importante celebrazione nel calendario liturgico della Chiesa non si festeggiava nella seconda domenica dopo la Pentecoste, ma avveniva il giovedì, quindi tre giorni prima.
Quando e perché è avvenuto questo cambiamento? Nel 1977, infatti, sono state riviste le date di diverse festività segnate nei Patti Lateranensi. Lo spostamento dal giovedì alla domenica successiva avvenne con la legge n. 54 del 5 marzo 1977, che tolse valore civile alla festa del Corpus Domini e ad altre feste. Con quella stessa legge, furono abolite dal calendario civile la solennità di San Giuseppe (19 marzo), la solennità dell’Ascensione (quaranta giorni dopo la Pasqua) e la solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo (29 giugno).
La Santa Sede, avendo accettato la revisione dei Patti Lateranensi, diede indicazione alla Conferenza episcopale italiana di traslare le date delle celebrazioni, che in maggior parte erano “feste di precetto”, obbligando i fedeli alla partecipazione all’Eucarestia. Da qui il cambiamento della data del Corpus Domini dal giovedì alla domenica. Conclude, a questo proposito, l’arcivescovo di Lecce: “Per l’occasione e per favorire la più larga partecipazione di fedeli, dispongo in tutto il territorio diocesano la sospensione della celebrazione vespertina dell’Eucaristia”.
























