Il comparto olivicolo-oleario italiano affronta una fase critica, con il Comitato Nazionale Orgoglio Olivicolo che ha formalizzato oggi, martedì 14 luglio 2026, un’azione decisa. Gennaro Sicolo, delegato del Comitato, ha consegnato al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida un esposto-denuncia che segnala presunte frodi ritenute responsabili di destabilizzare il settore. Lo stesso documento sarà depositato presso le principali Procure della Repubblica di Puglia, Sicilia e Calabria, le regioni maggiormente colpite dalle dinamiche distorsive del mercato.
La consegna è avvenuta stamattina a Roma, in occasione del tavolo olivicolo che ha riunito al Ministero dell’Agricoltura la cabina di regia per la repressione frodi, il governo e le maggiori organizzazioni sindacali agricole, tra cui CIA, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri.
Richiesta dello stato di crisi e nuove misure
L’iniziativa odierna segue un confronto sulla crisi del settore tenutosi ieri, lunedì 13 luglio 2026, a Bitonto, presso la sede di Oliveti Terra di Bari. Durante l’incontro, l’assessore regionale all’Agricoltura della Puglia, Francesco Paolicelli, si è impegnato a richiedere al governo la dichiarazione dello stato di crisi per il comparto, in coordinamento con gli assessori omologhi di Sicilia e Calabria. Le organizzazioni di produttori (OP), le aziende olivicole e i frantoiani mantengono lo stato di agitazione e stanno pianificando una nuova manifestazione nazionale a Bari, in concomitanza con la Fiera del Levante, per unire l’intera filiera.
La crisi è attribuita a diversi fattori, tra cui concorrenza sleale, immissione sul mercato di olii con bassi standard qualitativi, strapotere della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) e delle multinazionali, e l’esplosione dei costi di produzione. Senza interventi strutturali, il patrimonio olivicolo-oleario italiano rischia un collasso.
Un piano in sei punti per la ripartenza
Il comitato promotore “Uniti per affrontare la crisi del mercato olivicolo” ha presentato al ministro Lollobrigida un piano articolato in sei punti per contrastare le frodi e sostenere il settore:
- Istituzione della Bolla elettronica per l’olio sfuso (movimentazioni oltre 100 Kg).
- Controlli straordinari sugli operatori con crescite di fatturato anomale.
- Garanzia pubblica per la dilazione delle esposizioni bancarie legate agli anticipi ai produttori e all’acquisto di olio italiano certificato.
- Sostegno temporaneo per i costi di stoccaggio degli olii italiani tracciati.
- Sostegno straordinario ai frantoiani per la logistica.
- Priorità agli olii italiani certificati nelle gare per la ristorazione pubblica e un sistema di stoccaggio doganale dedicato per l’olio d’oliva importato.
Le proposte includono anche una radicale riforma della filiera, a partire dal SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale), con l’introduzione di un indice nazionale di rischio. Si chiede inoltre di riformare la rilevazione dei prezzi, ancorandola ai costi di produzione reali, e di distinguere tra olivicoltura produttiva e di presidio, sostenendo la prima per efficienza e valorizzando la seconda per finalità sociali e ambientali. L’accordo di filiera dovrebbe diventare uno strumento premiante per tutelare produttori e consumatori, garantendo qualità riconoscibile e certificata, standard d’utilizzo anche nella ristorazione pubblica.
Resta sempre aggiornato!
Iscriviti alla nostra newsletter gratuita per ricevere i migliori articoli di OzaNews direttamente nella tua email.
















