A Casarano, i Carabinieri hanno arrestato un 49enne del luogo, ritenuto responsabile di una serie di dodici episodi intimidatori, tra cui spari, esplosioni e incendi, avvenuti nell’arco di quasi tre anni contro una famiglia locale. Il provvedimento cautelare è stato emesso dal Tribunale di Lecce – Sezione G.I.P.
L’arresto è avvenuto nel pomeriggio di ieri, a seguito di una complessa attività investigativa condotta dai Carabinieri della Sezione Operativa, congiuntamente alle Stazioni di Casarano e Ugento. Le indagini hanno permesso di ricostruire una lunga escalation di paura ai danni di un 42enne, della sua convivente e di due fratelli.
Secondo l’ipotesi investigativa, il 49enne avrebbe agito per un risentimento di natura sentimentale e personale nei confronti della vittima, causando un perdurante stato d’ansia e timore per l’incolumità dei familiari. In alcuni casi, l’uomo si sarebbe avvalso di terzi per compiere le azioni.
La sequenza degli atti persecutori sarebbe iniziata nella notte del 28 agosto 2023 con un colpo di fucile contro il cancello dell’abitazione del 42enne. Nel febbraio 2024, sono stati registrati il posizionamento di un ordigno artigianale e l’esplosione di un dispositivo ad alto potenziale che ha danneggiato l’auto della vittima. Successivamente, si sono verificati incendi di veicoli, tra cui l’auto della compagna e quella dello stesso 42enne.
Nel novembre 2024, le intimidazioni si sono estese al fratello della vittima, con un colpo d’arma da fuoco esploso contro una pizzeria in allestimento. Il 2025 ha visto il lancio di una bottiglia contenente liquido infiammabile contro l’abitazione del 42enne, l’uso di sostanze incendiarie su strutture esterne della casa e l’incendio dell’autovettura della madre.
L’escalation ha raggiunto un picco nell’ottobre 2025, quando almeno sette colpi di pistola sono stati sparati contro l’abitazione del 42enne e della compagna, seguiti tre giorni dopo da altri quattro colpi contro la casa del fratello. L’ultimo episodio contestato risale all’alba del 28 marzo 2026, con l’esplosione di un ulteriore ordigno artigianale nei pressi dell’abitazione della vittima.
I Carabinieri hanno analizzato questi dodici episodi non come eventi isolati, ma come parte di un unico disegno persecutorio, fornendo alla Procura della Repubblica di Lecce un quadro indiziario ritenuto idoneo per l’emissione della misura cautelare.
Dopo le formalità di rito, il 49enne è stato condotto presso la Casa Circondariale di Lecce, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria. L’operazione sottolinea l’impegno dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto ai fenomeni persecutori e alle gravi forme di intimidazione, restituendo una risposta istituzionale a una situazione che aveva generato paura e preoccupazione nella famiglia colpita. Si precisa che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità dell’indagato sarà accertata solo con sentenza definitiva, nel rispetto della presunzione di innocenza.
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