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Cronaca

Ugento, controlli in spiaggia: turista multato per alano senza guinzaglio

Spiagge di Ugento più sicure: Polizia Locale e Guardia Costiera multano un turista con un alano senza guinzaglio. Scopri le regole per i cani e le aree dedicate per un turismo di qualità e rispetto.

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Polizia Locale e Guardia Costiera intervengono sul litorale. Il cane era senza guinzaglio e senza museruola. E il problema, ancora una volta, non sono gli animali: sono i padroni che ignorano le regole

UGENTO – Finalmente qualcuno interviene.

Quello della maleducazione sulle spiagge di Ugento non è più un fenomeno occasionale. È diventato un problema che, con il pienone estivo, rischia di assumere dimensioni sempre più difficili da gestire.

Questa mattina è stato necessario l’intervento della Polizia Locale per riportare la situazione alla normalità in un tratto di arenile nei pressi del porto di Ugento.

Il motivo? Un turista aveva portato in spiaggia e addirittura in mare un enorme alano, lasciandolo senza guinzaglio e senza rispettare le prescrizioni previste per la conduzione degli animali.

Una scena che, in una zona frequentata da centinaia di bagnanti e soprattutto da moltissimi bambini, ha inevitabilmente provocato preoccupazione.

Secondo quanto riferito, il proprietario, nonostante i richiami, avrebbe continuato a comportarsi come se le regole non lo riguardassero, proseguendo nelle proprie intenzioni con un atteggiamento tutt’altro che collaborativo.

Fino all’arrivo degli agenti.

La Polizia Locale è intervenuta e ha provveduto a ripristinare le condizioni di legalità, elevando un verbale nei confronti del turista.

A Ugento i cani non possono stare ovunque

Ed è proprio qui che vale la pena fare chiarezza.

Non è corretto dire semplicemente che “i cani non possono fare il bagno in mare”. La normativa pugliese disciplina l’accesso degli animali alle spiagge e lascia ai Comuni l’individuazione dei tratti nei quali ne è consentito l’accesso e la permanenza.

La norma di riferimento è la Legge Regionale Puglia 20 dicembre 2018, n. 56, “Norme per l’accesso alle spiagge degli animali da affezione”.

In particolare, l’articolo 1, comma 2, prevede l’individuazione dei tratti di spiaggia libera destinati all’accesso degli animali d’affezione.

E Ugento, per il 2026, ha indicato chiaramente i propri tratti.

Sono soltanto due:

  • Torre San Giovanni, località Mare Verde, nel tratto di spiaggia libera roccioso compreso tra il confine con Alliste e via Pinedo, per circa 150 metri;
  • Torre Mozza, contrada Macolone, nella prima insenatura dopo il ponte sul canale a sud della torre, per circa 150 metri.

È quanto stabilito e pubblicato dallo stesso Comune di Ugento il 22 giugno 2026.

Il concetto, quindi, è molto semplice: non si può prendere il proprio cane e portarlo liberamente su qualsiasi tratto del litorale ugentino.

E questo vale anche quando il cane è docilissimo, educato e abituato a stare con le persone.

Le regole esistono proprio perché le spiagge, soprattutto in agosto, sono luoghi estremamente affollati.

Il problema non sono i cani

Sia chiaro: non è una guerra ai cani.

Un cane non decide di entrare in spiaggia. Non decide di entrare in acqua. Non decide di correre tra gli ombrelloni.

A decidere è il suo proprietario.

E il proprietario ha il dovere di conoscere le regole, rispettarle e garantire che il proprio animale non rappresenti un rischio o un disturbo per gli altri.

La stessa disciplina regionale prevede specifiche condizioni per l’accesso degli animali alle spiagge e l’ordinanza balneare regionale 2026 contempla espressamente la possibilità di aree “animal friendly” secondo le previsioni della legge regionale.

Quindi nessuno impedisce di amare gli animali.

Ma amare il proprio cane non significa avere il diritto di imporlo agli altri.

E con un alano in mezzo ai bambini il problema diventa ancora più evidente

Un alano è un animale di grandi dimensioni.

Non significa che sia aggressivo. Sarebbe assurdo sostenere una cosa del genere soltanto sulla base della razza.

Ma significa che il proprietario deve essere ancora più attento al controllo dell’animale, soprattutto quando si trova in mezzo a una folla di persone, bambini, anziani e altri animali.

Perché anche il cane più buono del mondo può avere una reazione imprevedibile davanti a una situazione particolare.

E quando si è in una spiaggia affollata, la responsabilità non può essere scaricata sugli altri.

Il vero problema è l’arroganza

Quello che preoccupa, però, è soprattutto un altro aspetto.

È l’idea che le regole valgano sempre per gli altri.

È il turista che arriva in un luogo e pensa che, pagando una vacanza, possa comportarsi come vuole.

È chi viene richiamato e invece di chiedere scusa risponde con arroganza.

È chi confonde la libertà con il diritto di fare qualunque cosa.

E questo non riguarda soltanto i cani.

Riguarda i rifiuti lasciati sulla sabbia, gli ombrelloni piazzati dove non dovrebbero stare, le auto parcheggiate ovunque, la musica a tutto volume, le deiezioni non raccolte e una lunga serie di comportamenti che trasformano la spiaggia da bene comune in proprietà privata di chi decide di occuparla.

Finalmente controlli

Per questo l’intervento di oggi va nella direzione giusta.

Polizia Locale ha fatto semplicemente ciò che deve fare: far rispettare le regole.

E in una località turistica come Ugento, dove nei mesi estivi il litorale raggiunge livelli di affollamento enormi, i controlli non possono essere considerati un fastidio.

Sono una necessità.

Perché la libertà di una persona non può trasformarsi nel disagio o nella paura di cento altre.

E soprattutto perché il cane non ha colpa dell’inciviltà del padrone.

Il cane non conosce le ordinanze.

Il cane non conosce i divieti.

Il cane non sa che esistono due soli tratti di spiaggia libera individuati dal Comune per la sua presenza.

Lo deve sapere chi lo porta.

E forse è arrivato il momento di ricordarlo con maggiore decisione.

A Ugento le spiagge sono di tutti. E le regole valgono per tutti. Anche in vacanza.

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