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Giro dei venti e i sudditi di Ugento, un disastro denunciato anche dalla minoranza

i sudditi di ugento

Ci sono le manifestazioni organizzate bene e poi c’è il Comune di Ugento, dove sembra impossibile poter organizzare qualcosa senza provocare disagi e malcontenti.

Il problema maggiore sembra essere il rapporto che l’amministrazione di Ugento ha instaurato con i cittadini fin dal primo atto. Sembra chiaro che a Ugento non esistano cittadini, quanto più sudditi.

Citando Scuola.net, uno dei portali maggiormente usati dai ragazzi delle superiori italiani (sottolineando ragazzi delle superiori):

Cittadino e suddito

Cittadino è il civis, colui che partecipa della vita pubblica della comunità. Come tale il cittadino è titolare di diritti e soggetto delle decisioni; il suo contrario è il suddito, colui che delle decisioni è solo oggetto.
Cittadinanza è la condizione giuridica di chi (il cittadino) appartiene ad un determinato Stato; più propriamente è l’insieme dei diritti (e relativi obblighi) che l’ordinamento giuridico riconosce al cittadino.

Esistono fondamentalmente due criteri diversi per attribuire la cittadinanza:
1) diventa cittadino chi è figlio di cittadini (ius sanguinis, diritto di sangue);
2) diventa cittadino chi nasce nel territorio dello Stato (ius soli, diritto del luogo). La maggior parte degli stati europei, fra cui l’Italia, adotta lo ius sanguinis; la Francia adotta lo ius soli.
Le persone che non hanno la cittadinanza di uno stato sono stranieri se hanno quella di un altro stato, apolidi se, invece, non hanno alcuna cittadinanza.
L’insieme dei cittadini di uno stato costituisce il suo popolo.
È detto invece popolazione l’insieme delle persone che risiedono sul territorio di uno stato (i suoi abitanti), a prescindere dal fatto che siano suoi cittadini. La popolazione, dunque, differisce dal popolo in quanto, da un lato, comprende anche gli stranieri e gli apolidi che risiedono sul territorio dello stato mentre, dall’altro, non comprende i cittadini residenti all’estero. La divergenza tra popolo e popolazione è accentuata negli stati interessati da un forte flusso migratorio, in entrata o in uscita.
Nel momento in cui lo stato riconosce al suddito diritti civili e politici, questo diventa un cittadino. Anche in uno stato che riconosce tali diritti possono tuttavia esserci semplici sudditi, soggetti alla sovranità dello stato ma privi dei diritti di cittadinanza: questo avveniva, ad esempio, per le popolazione indigene dei possedimenti di tipo coloniale, anche se, in qualche caso, venivano loro attribuiti alcuni diritti seppur limitati rispetto a quelli riconosciuti ai cittadini veri e propri (la cosiddetta piccola cittadinanza).
Attualmente il termine suddito è ancora largamente utilizzato nel diritto internazionale dove la cittadinanza non ha lo stesso rilievo dei diritti interni. Viene inoltre usato polemicamente per sottolineare situazioni, per lo più di fatto, nelle quali il cittadino non dispone di adeguati diritti nei confronti dello stato. Infine va osservato che nelle monarchie, anche costituzionali e parlamentari, è tradizione riferirsi ai cittadini come sudditi senza per questo implicare l’assenza di diritti civili e politici.

Non è allora una mera provocazione constatare come gli ugentini godano dei medesimi diritti delle popolazioni indigene deportate dalle navi negriere nelle coltivazioni di zucchero dell’appena scoperto Sud America. Una lezione di storia che sembra quanto mai attuale, in un paese che continua a subire un deficit democratico incarnato da un amministrazione arroccata sulle proprie posizioni e che sembra non aver intenzione di rispondere alle istanze che provengono dalla società civile.

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Lampante esempio di quanto detto è stata la manifestazione “Il Giro dei Venti”, costata ai sudditi ugentini ben 10 mila euro, devoluti alla società S.I.S.MI srl con sede legale in Milano e rappresentata dal Cav. Sergio Filograna. Un disastro organizzativo denunciato anche dalla minoranza di Ugento, che con un post su Facebook ha voluto rappresentare le tantissime lamentele giunte anche a questa redazione nelle ore scorse.

IL GIRO DEI VENTI…. O IL GIRO DI….

IN MOLTI SI SONO CHIESTI PERCHE’ IERI, 01/07/2022, IL PAESE IMPROVVISAMENTE SI E’ PARALIZZATO.

Si chiama “il giro dei venti” ed è una gara ciclistica e velistica che ha transitato ieri in parte del nostro territorio!

Non sarebbe stato un problema se non fosse che l’ente comunale non si è preoccupato minimamente di avvisare la popolazione dell’interruzione traffico prevista per quelle ore sulla tratta interessata, il risultato è stato quello di avere per varie ore parte del paese paralizzato, la circolazione congestionata, auto, mezzi da lavoro, mezzi di soccorso si sono ritrovati imbottigliati in un traffico assurdo e per di più senza alcuna viabilità alternativa, congestione che ha interessato gli stesi dipendenti comunali.

Non sono mancati momenti di tensione tra gli automobilisti e gli operatori di polizia locale.

Numerosi i disappunti delle aziende, costrette a dover rimandare le commesse, completamente ignare della competizione.

Per avere parte del paese paralizzato cari concittadini ABBIAMO PAGATO!

EBBENE SI’, TUTTO CIO’ CI È COSTATO BEN 10.000 EURO.

E questi 10.000 euro provengono dai soldi della TASSA DI SOGGIORNO!

Secondo la giunta l’evento era finalizzato ad incentivare qualunque intervento teso a rendere più vivibile, accogliente ed ospitale il territorio comunale fruibile dal turista.

VIVIBILE, ACCOGLIENTE ED OSPITALE. Qualcuno dovrebbe spiegare ai nostri amministratori il significato di queste parole. L’opposto di quello che ieri hanno vissuto ieri ugentini e turisti.

Ci si chiede questi 10.000 euro potevano essere investiti meglio?

È l’ennesimo esempio di SPERPERO DI DENARO PUBBLICO, e noi cittadini ringraziamo il Sindaco Chiga per questo costoso regalo estivo! Tanti soldi per poco più di un’ora di gara, di passaggio.

E noi aggiungiamo un’altra domanda, non si potevano investire questi 10.000, (visto che di sport si tratta) per finanziare manifestazioni sportive che da anni portano avanti il nome di Ugento e hanno una risonanza turistica ben maggiore nel nostro territorio o investirli in strutture sportive nelle marine?

Ma oltre il danno, naturalmente, non può che presentarsi anche la beffa. I sudditi di Ugento hanno infatti pagato anche per poter pubblicizzare le proprie eccellenze nello stand affittato a Leuca nell’ambito della medesima manifestazione e presidiato dai responsabili della Pro Loco Beach di Gemini. Peccato che nessun imprenditore di Ugento abbia saputo per tempo di questa possibilità, con lo stand di Ugento che è risultato essere l’unico a non essere sponsorizzato, così come dimostrato dal video.

Parte dell’opposizione all’attacco: che fine hanno fatto le piste ciclabili?

Appena apparso sulla pagina Facebook Uniti Verso il Futuro – con Giulio Lisi Sindaco un video che intende ancora una volt denunciare lo stato di abbandono in cui versano le tanto vituperate piste ciclabili di Ugento.

il video apparso sulla pagina di Uniti verso il futuro

Una questione che sta cominciando ad assumere i caratteri della pantomima. In questo momento infatti, come denunciato anche dal post del gruppo consigliare guidato da Giulio Lisi, il Comune di Ugento sta iniziando a liquidare gli importi a titoli di risarcimento di tutti coloro che lo hanno citato per i danno subiti a causa delle piste.

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Calendario Bandiera Blu di Ugento: gli eventi

Il Calendario Eventi Bandiera Blu di Ugento.

Il Comune di Ugento ha deliberato, il 24 giugno, il calendario degli eventi dedicati all’assegnazione della bandiera Blu nel territorio comunale.

Il calendario completo eventi della Bandiera Blu

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Estratto deliberazione.

Di questa sera, 30 giugno, l’evento “Giornata della Bandiera Blu” a Torre San Giovanni.

Spiccano gli eventi di birdwatching, 30 e 31 agosto, la #marepulitochallenge e quelli, infine, dedicati alle carette carette, 9 e 10 luglio, tartarughe di cui abbiamo ampiamente parlato (CLICCA QUI) e che rappresentano la maggior parte di quelle presenti sulle nostre coste.

Guarda anche la videointervista su OZANTALK.

Le risorse impegnate per la realizzazione degli eventi rientranti nel calendario estivo allegato, pari ad €22.000,00 trovano copertura sul bilancio 2022, come di seguito specificato:

  • € 21.283,00; “organizzazione manifestazioni e convegni – imposta soggiorno ”;
  • € 647,00 “Altri beni e materiali di consumo n.a.c.”;
  • € 70,00 “Stampa rilegatura”;

Questi eventi sono una serie di eventi che rappresentano un obbligo per il corretto adempimento ai criteri della suddetta bandiera:

in particolare, tra le prescrizioni indicate, vi è l’obbligo di inviare una programmazione delle iniziative
per la stagione estiva 2022, con lo scopo, altresì, di promuovere il turismo sostenibile mediante la
valorizzazione delle culture e delle tradizioni locali, nel rispetto dell’ambiente, favorendo così la
partecipazione del cittadino alla sostenibilità e all’educazione ambientale

Estratto delibera.

Ricordiamo che la Bandiera Blu è un riconoscimento internazionale che viene assegnato ogni anno in 49 paesi, in tutto il mondo, con il supporto e la partecipazione delle due agenzie dell’ONU:

  • UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente)

Alleghiamo, inoltre, deliberazione completa:

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Un’altra lodevole iniziativa ignorata dal Comune di Ugento

amanti della natura progetto ignorato dal sindaco_

Arriva dalla pagina Facebook dell’associazione Amanti della Natura l’ennesima denuncia nei confronti dell’amministrazione di Ugento e dell’endemica lentezza che ogni cittadino è costretto a subire ogni qualvolta ha bisogno di un atto burocratico.

Un vero peccato vista la bontà del progetto, che prevede l’installazione, a spese dell’associazione, di 3 postazioni per la raccolta dei rifiuti nelle marine di Torre San Giovanni, Torre Mozza e Lido Marini. L’associazione ha avuto anche la premura di organizzare la raccolta e la manutenzione di questi cestini, totalmente a carico di privati cittadini o associazioni. Un progetto a costo 0 per il Comune di Ugento che forse, proprio per questo, ha pensato bene di ignorarlo fino ad oggi.

Pubblichiamo per intero il post dell’associazione:

PROGETTO “DELFINI” IN ATTESA DI AUTORIZZAZIONE DA MARZO 2022.

Abbiamo elaborato un progetto per sensibilizzare alla protezione dell’ambiente, del mare e fauna, chiamato “Proteggi i delfini, usa i cestini!” : 3 postazioni di legno composte da 2 delfini e 2 cestini (1 per il vetro e 1 per la plastica) da piazzare nelle 3 marine di Ugento.

Presentazione e richiesta di autorizzazione fatte A MARZO 2022 al Comune di Ugento . Le postazioni sono pronte da 2 mesi per essere installate ma ad oggi ancora NESSUNA AUTORIZZAZIONE ricevuta malgrado i nostri solleciti. Uno SPRECO INACCETTABILE, il progetto avendo un’utilità pubblica e finanziato dai volontari della nostra associazione.

Ugento e i rifiuti: siamo a 35 discariche abusive segnalate

35 discariche abusive segnalate a ugento

Non si interrompono le segnalazioni da parte dei nostri lettori di nuove discariche abusive su tutto il territorio di Ugento. Le ultime due hanno portato il conteggio sulla nostra mappa interattiva a 35 punti già censiti.

Le ultime due segnalazioni pervenute sono particolarmente odiose: la prima si riferisce allo scarico incontrollato di rifiuti domestici nei pressi della strada che porta alla stazione ferroviaria. Un punto che dovrebbe fare da biglietto da visita del nostro paese e che invece è stato trasformato in una discarica a cielo aperto

La seconda è una segnalazione pervenuta ieri. Si tratta di rifiuti già differenziati abbandonati nelle campagne appena fuori l’abitato di Ugento. Ma che senso ha differenziare per poi abbandonare? Una domanda che fa sorgere dubbi anche sull’effettiva paternità di questo gesto. La domanda che sorge subito spontanea è: ma questi rifiuti sono stati abbandonati prima o dopo il loro ritiro porta a porta?

I sindaci di Presicce-Acquarica e Ugento si svegliano dal torpore e scrivono a Emiliano

burgesi qualcuno finalmente si muove

Dopo mesi di incomprensibili silenzi i sindaci di Presicce-Acquarica e Ugento scrivono al presidente della regione Puglia Michele Emiliano per chiedere che sia finalmente risolto l’annoso problema di Burgesi, una discarica ormai piena e che continua a ricevere centinaia di tonnellate di rifiuti al giorno. Una situazione innescata dal blocco della discarica di Corigliano, già completata e operativa, ma bloccata da situazioni che nessuno è ancora riuscito a ben capire.

Quello che è certo che il territorio di Ugento sta subendo una pressione senza pari, con file composte da decine e decine di autocompattatori, che con il caldo emanano odori nauseabondi, oltre a perdere, molte volte, parte del loro carico liquido per strada.

Una situazione ben nota ormai da anni lasciata incancrenire fine a questo punto, con responsabilità da attribuire a più livelli istituzionali, in un rimpallo di colpe che hanno visto protagonisti consiglieri regionali, sindaci, ARPA e rappresentanti delle ditte private che cercano di tutelare i loro interessi.

Pubblichiamo per esteso il comunicato apparso sulla pagina Facebook del comune di Presicce-Acquarica:

Insieme al Comune di Ugento, abbiamo inviato una nota congiunta al Presidente della Giunta Regionale della Puglia, Michele Emiliano, all’Assessore all’Ambiente, Anna Grazia Maraschio e all’A.G.E.R., l’Agenzia regionale per la gestione dei rifiuti.

Abbiamo ribadito che le lunghe file di camion compattatori, provenienti da quasi tutti i comuni non facenti parte del bacino Lecce Tre, hanno prodotto una serie di implicazioni e disagi.

Una decisione che sarebbe stato opportuno comunicare, per competenza territoriale, ai due nostri enti. Non fosse altro che per programmare adeguati servizi stradali a tutela della pubblica e privata incolumità.

Questa situazione sta nuovamente alimentando potenziali illazioni e speculazioni afferenti le reali capacità dell’impianto di Ugento di sopportare un quantitativo così ingente di conferimenti con tutte le correlate conseguenze ambientali.

Ancora una volta la gravissima carenza di impianti nella nostra provincia si sta scaricando unicamente sulle comunità di Ugento e Presicce – Acquarica che stanno subendo gli effetti negativi di un surplus dei conferimenti dovuti, in particolar modo, alla mancata attivazione dell’impianto di Corigliano d’Otranto.

Nemmeno la chiusura anticipata di ben 3 anni rispetto ai termini contrattualmente previsti (2025) della discarica di servizio soccorso connessa all’impianto di biostabilizzazione di Ugento sta convincendo i decisori regionali a far entrare in esercizio l’impianto di Corigliano, con un ulteriore aggravio di costi a carico di tutti i comuni coinvolti ascrivibili alle ingenti spese di trasporto e smaltimento della frazione non trattabile che, attualmente, viene conferita in un impianto privato sito fuori provincia (Taranto).

Ai destinatari della nota abbiamo inoltre chiesto:

1. informazioni utili sulla chiusura della discarica di servizio soccorso dell’impianto di Ugento che, da quanto appreso solo informalmente da un comunicato dell’assessore regionale Rocco Palese, sembrerebbe essere definitivamente chiusa dal 5 gennaio scorso.

2. le motivazioni sottese alla mancata entrata in esercizio dell’impianto di Corigliano d’Otranto, nonostante l’espressa previsione del vigente piano regionale dei rifiuti.

3. Una pianificazione dei conferimenti che eviti lo spettacolo indecoroso ed assai costoso della lunga attesa dei camion compattatori nei pressi dell’impianto di Ugento.

Nessuna comunicazione in merito è invece arrivata dai rappresentanti istituzionali del comune di Ugento.

“Curnutu e mazziatu”. Lo sfogo di un cittadino da ammirare

sandro d'amato curnutu e mazziatu

Vorrei iniziare l’articolo dall’aspetto più importante che esula dagli obblighi deontologici di chi scrive: esprimo a titolo personale e dell’associazione che rappresento la massima solidarietà nei confronti di Sandro D’Amato, una persona che ho visto personalmente gettarsi tra le fiamme per cercare di salvare la casa di un conoscente.

Solidarietà che dovrebbe arrivare incondizionatamente da ogni cittadino del nostro paese, ma che invece, al contrario, si trasforma in zizzania, in maldicenza, con le solite voci provenienti, e aimè dobbiamo dirlo, sempre dai medesimi ambienti, che sembrano subire l’attivismo altrui come lo sminuire del proprio operato, ammesso che di operato si possa parlare.

Succede allora che in un piccolo paese come il nostro, un cittadino onesto e volenteroso che si autotassa per il bene del proprio territorio, sia addirittura additato come il “furbo” della situazione, ed ecco allora arrivare le prime insinuazioni: “ci sape ci ne paca a nafta…”, “ci sape te du vaie carica l’acqua”, “pocca ca pare ca nu busca nenzi cu la face”….

Queste sono tutte voci che, oltre a rappresentare pragmaticamente lo schifo umano di chi le pensa e chi le mette in giro, offendono gravemente la dignità di persone come Sandro che ha la sola colpa di non chiudere gli occhi di fronte alla gravissima emergenza che sta vivendo il nostro territorio, nella totale assenza delle istituzioni e delle associazioni che dovrebbero rappresentare i diritti dei cittadini e del nostro territorio.

La totale assenza delle istituzioni che dovrebbero stare vicino e tutelare le persone come Sandro, dimostrano nei fatti l’enorme distacco che oggi esiste tra il cittadino e chi sarebbe pagato per rappresentarlo. Nessun rappresentante dello stato si è mai presentato alla porta di Sandro ad offrire un aiuto di qualsiasi tipo e penso che questo fatto sia davvero di una gravità inaudita, ed il vero nocciolo di tutta questa questione.

Le nostre istituzioni stanno lasciando sole e abbandonate intere fasce della popolazione, sfinite ed esasperate da un’emergenza che non accenna a finire e che di fronte alla quale li costringe ad una dura scelta: pensare a guadagnare la mia onesta giornata lavorativa o perdere anche quella per cercare di salvare il salvabile? Sono sicuro che anche Sandro si è posta questa domanda, a cui però non ha bisogno di dare una risposta, perché per lui parlano le sue azioni.

Allora fatti forza caro Sandro e non mollare. Chi meglio di me può capire cosa significa subire la maldicenza interessata, la zizzania eterodiretta, la bugia al solo scopo di far male. Ma poi arrivano i messaggi privati della gente comune, lo sguardo pieno di speranza di chi ti ferma per strada a ringraziarti, i gesti dei ragazzi che nel nostro giornale iniziano a vedere un’occasione di riscatto. Facciamolo anche per loro, caro Sandro.

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