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Forte mobilitazione dei cittadini contro il Piano Urbanistico Generale

Grande partecipazione all’incontro pubblico tenutosi ieri sera presso l’Hotel Porta San Nicola di Ugento, dove i gruppi di opposizione consiliare hanno promosso un dibattito sul nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG). L’assemblea ha visto una notevole affluenza di cittadini e professionisti del settore, evidenziando una crescente preoccupazione della comunità per il futuro urbanistico della città.

Durante l’incontro è emersa una forte critica al processo di elaborazione del PUG, con particolare riferimento alla mancata inclusione delle parti sociali nella fase di programmazione. Il consigliere Giulio Lisi ha sottolineato come il piano sia stato sviluppato “senza alcun coinvolgimento delle diverse parti sociali portatrici di interessi, come invece previsto dalla legge e dalle più elementari regole democratiche.”

Di particolare rilievo l’intervento dei tecnici locali, che hanno evidenziato la loro esclusione dalla fase programmatoria e hanno condiviso le preoccupazioni relative agli impatti negativi del piano sullo sviluppo economico del territorio. Secondo quanto emerso dal dibattito, il PUG nella sua forma attuale rischierebbe di “mortificare i diritti acquisiti” e di ostacolare le prospettive di crescita della comunità.

L’opposizione consiliare ha annunciato l’intenzione di strutturare azioni concrete orientate verso l’azzeramento dell’attuale programmazione territoriale, enfatizzando come questa iniziativa non nasca da “una sterile contrapposizione politica” ma da un “preciso dovere morale e sociale” di garantire i diritti democratici di partecipazione dei cittadini.

La serata si è conclusa con un chiaro appello all’unità e alla mobilitazione della cittadinanza, sintetizzato nello slogan “Forza Ugento, riprendiamoci il nostro futuro”, accompagnato dall’impegno a perseguire tutte le azioni possibili nell’ambito delle libertà democratiche per una revisione sostanziale del piano urbanistico.

L’amministrazione comunale, al momento, non ha ancora rilasciato dichiarazioni in merito alle critiche emerse durante l’assemblea pubblica.

Il calcio a Ugento suona la carica

Nel tormentato campionato di Serie D, l’Ugento Calcio scorge finalmente un raggio di sole tra le nuvole. I giallorossi, dopo aver espugnato le mura dell’Angri – prima perla esterna della stagione – si apprestano a rimanere nella terra dei Messapi, dove il blasonato Nardò attende al varco. La classifica, ancora matrigna, vede i giallorossi dibattersi nelle acque agitate dei playout, ma il vento pare aver mutato direzione.

Il campo, giudice supremo, chiede ancora conferme, ma intanto la società raccoglie frutti inattesi dal giardino delle soddisfazioni personali. Ecco dunque Grysley, guerriero dalla garra sudamericana, aggiudicarsi la corona di MVP del girone, mentre il colpo di Fabio Rossi viene celebrato per le sue prodezze balistiche in due diverse contese social. Persino il vessillo sociale riceve gli onori della categoria, testimone silenzioso di una crescita che va oltre le domeniche di battaglia.

In questo scenario di crescita si inserisce la parabola di Ganfornina. L’iberico, cresciuto nel vivaio del Real Madrid, ha trovato nell’Ugento la prima porta italiana disposta a spalancarsi al suo talento. Ora il suo approdo alla Team Altamura in Serie C certifica la sapienza degli osservatori giallorossi nel scorgere gemme ancora da sgrezzare.

La truppa di Mimmo Oliva – condottiero che sta forgiando un gruppo sempre più coeso – si appresta ora alla battaglia del Giovanni Paolo II. Il derby nella terra messapica si preannuncia aspro, ma questa squadra ha dimostrato di saper combattere anche nelle arene più ostili.

I tifosi giallorossi, consapevoli che la strada verso la salvezza è ancora lunga e tortuosa, possono tuttavia scorgere i primi germogli di una primavera tanto attesa. Ma sarà solo la continuità di risultati a poter trasformare questi sprazzi di sole in un cielo finalmente sereno.

Il logo dell’Ugento nominato il più bello della serie D italiana

Il logo dell’Ugento Calcio si è aggiudicato il prestigioso riconoscimento di miglior logo della Serie D italiana, trionfando nella finale del contest organizzato dalla rinomata pagina Cross.FootballMarketing con un convincente 40% delle preferenze. Un risultato straordinario che ha visto i giallorossi prevalere su blasonate realtà calcistiche, superando nella fase finale il Siena e una formazione sarda che hanno conteso fino all’ultimo il titolo al club salentino.

Il successo del restyling, firmato dal talentuoso designer Luciano Basile, rappresenta molto più di una semplice vittoria estetica. È la testimonianza di come l’Ugento Calcio stia investendo con intelligenza e lungimiranza nel proprio reparto marketing, sposando una filosofia moderna che guarda al futuro pur mantenendo salde le proprie radici.

“Sono profondamente orgoglioso del risultato ottenuto dal logo dell’Ugento Calcio,” ha dichiarato Luciano Basile, autore del restyling. “Questo riconoscimento premia un lavoro a cui tengo molto, che ha dato valore all’identità di una società vincente, capace di rappresentare con orgoglio il nome della nostra Città sui campi della quarta serie nazionale. Per una città come Ugento, il cui cuore pulsa di turismo, avere una forte immagine sportiva a livello nazionale è fondamentale, e sono felice che il nostro lavoro stia contribuendo a costruirla.” Il designer ha voluto anche ringraziare il team di comunicazione dell’Ugento Calcio, in particolare Riccardo e Sara, con cui condivide questo traguardo, oltre al Presidente e a tutto lo staff societario per la fiducia accordata, promettendo che “questo è solo l’inizio!”

C’è poi l’opinione degli organizzatori del contest:

“La partecipazione al sondaggio è stata straordinaria, con 1200 voti registrati, di cui Ilvamaddalena 37% e Siena 23%. E’ stato bello mettere in contatto tante squadre e tifosi di tutta Italia. L’Ugento, che sta svolgendo un lavoro esemplare in termini di marketing e comunicazione, ha meritato ai voti la vittoria, ma vorrei anche dedicare un pensiero ai tanti altri bellissimi loghi (come quello della seconda classifica per dirne uno) che abbiamo avuto modo di scoprire in questo lungo percorso”

commentano entusiasti i gestori di Cross.FootballMarketing, sottolineando come questo dato confermi non solo il prestigio del riconoscimento, ma anche il crescente interesse verso l’identità visiva nel calcio dilettantistico italiano.

Il nuovo logo, con le sue linee eleganti che fondono tradizione e contemporaneità, è diventato simbolo di un’eccellenza tutta ugentina, testimonianza di come il territorio sappia esprimere professionalità di alto livello in ogni settore. Un aspetto, quest’ultimo, che merita particolare attenzione: Ugento è infatti terra di talenti e competenze che andrebbero valorizzate e trattenute, anziché spinte all’emigrazione e l’emarginazione.

Questa vittoria non celebra solo un risultato estetico, ma racconta la storia di una società che ha saputo investire sul proprio futuro, affidandosi a professionisti del territorio e credendo nel valore dell’innovazione. Il 40% dei voti ottenuti nella fase finale rappresenta un chiaro messaggio: anche una realtà “piccola” come l’Ugento può competere e primeggiare a livello nazionale quando sceglie di puntare sulla qualità e sulla professionalità.

Anche il presidente Massimo de Nuzzo ha voluto commentare questo premio:

Complimenti allo staff della comunicazione e del marketing in particolare a Riccardo Primiceri e Luciano Basile con la collaborazione della fotografia di Sara Urso per lo splendido risultato ottenuto. Un lavoro di squadra frutto di idee e continuo confronto nella realizzazione del nuovo logo e più in generale nella realizzazione di contenuti sui social media che ha dato i suoi frutti in termini di incremento delle visualizzazioni a beneficio dei nostri sponsor e degli appassionati che seguono le sorti della nostra squadra.
Una vittoria di squadra. Insieme si possono compiere grandi imprese. Avanti Ugento!

Il trionfo nel contest del logo più bello della Serie D è l’ennesima conferma di come l’Ugento Calcio stia tracciando la strada giusta, dimostrando che il calcio dilettantistico può e deve essere un terreno fertile per l’innovazione e la crescita professionale, sempre nel rispetto della propria identità e delle proprie radici.

Dopo i rumor su Mellone ci saranno “nuove destinazioni” anche a Ugento?

Mentre a Nardò si prospetta il “grande salto” di Pippi Mellone verso la Regione Puglia, non possiamo fare a meno di pensare a quanto sarebbe edificante vedere un simile percorso replicato anche nella virtuosa Ugento. Dopotutto, perché limitare a una sola città il privilegio di vedere i propri amministratori puntare a più ambiziosi lidi?

L’esempio di Mellone, che con sapiente tempismo si prepara a lasciare il Comune proprio quando si iniziano a intravedere le “condizioni del bilancio comunale”, potrebbe essere di ispirazione. Gli amministratori ugentini potrebbero cogliere questa preziosa opportunità per dimostrare come la loro gestione sia stata così brillante da meritare una promozione regionale, sull’onda del successo natalizio che ha visto la stretta collaborazione dei due enti, con la Regione che ha finanziato tutti gli sfizi dell’amministrazione di Ugento.

I cittadini di Ugento sarebbero certamente entusiasti di poter esprimere il loro “apprezzamento” nelle urne regionali, magari proprio dopo aver ammirato l’ultimo bilancio comunale. Quale modo migliore per premiare anni di amministrazione illuminata se non con un seggio in Consiglio regionale?

Naturalmente, seguendo il modello neretino, sarebbe opportuno annunciare le dimissioni in concomitanza con qualche festa patronale, per aggiungere quel tocco di solennità che solo le manifestazioni religiose sanno dare alle manovre politiche; e allora quale migliore occasione per i festeggiamenti del patrono S. Vincenzo il prossimo 22 gennaio, una data perfetta per portare Ugento alla doppia votazione nel prossimo turno elettorale regionale.

E pensare che alcuni maligni sostengono che la politica locale sia distante dai cittadini! Cosa c’è di più vicino ai cittadini del vedere i propri amministratori cercare nuove sfide proprio quando i nodi vengono al pettine?

La tempistica, poi, sarebbe perfetta: proprio mentre Mellone si prepara al suo “grande salto” con il 75% dei consensi del 2021, gli amministratori ugentini, dall’alto dei loro 30 voti di scarto nelle ultime elezioni, potrebbero dimostrare come la loro gestione abbia saputo raccogliere un consenso altrettanto memorabile.

Ma le similitudini con Mellone non si fermano qua, se si considera che il sindaco di Nardò sta pensando ad un cambio di partito che possa permettergli di approdare in consiglio regionale, un po’ come fatto già più volte da alcuni esponenti politici di Ugento, partiti da destra e poi finiti per interessi nella galassia della nuova “sinistra” arancione, con lo stipendio del comune di Ugento che non è mai mancato di arrivare puntuale ogni mese da ormai 23 anni.

D’altronde, se a Nardò si parla di “successione segnata”, perché non replicare questo edificante esempio di democrazia anche a Ugento? I cittadini non aspettano altro che poter esprimere la loro gratitudine nelle urne regionali.

Siamo certi che gli ugentini saprebbero ricompensare adeguatamente tanto zelo amministrativo. E quale premio migliore se non un seggio in Consiglio regionale? Dopotutto, se il bilancio comunale è in condizioni così floride, perché non portare questa competenza a livello regionale?

La palla passa ora agli amministratori ugentini: sapranno cogliere questa preziosa opportunità di “promozione”? I cittadini attendono trepidanti, pronti a esprimere tutto il loro “entusiasmo” nell’urna elettorale.

Quello che a Ugento non si ha il coraggio di fare

In un’inaspettata svolta politica nel basso Salento, mentre Ugento rimane impantanata nella sua palude amministrativa, la vicina Taviano ha dato una lezione di coraggio politico che riporta alla mente un precedente storico della nostra città, troppo spesso dimenticato.

A Taviano, nove consiglieri – sei di maggioranza e tre di opposizione – hanno firmato davanti a un notaio le loro dimissioni, decretando la fine anticipata dell’amministrazione Tanisi.

Un gesto che ha il sapore della responsabilità politica, arrivato dopo mesi di tensioni culminate con la nascita del gruppo “Per la Città” e un tentativo in extremis del sindaco di salvare la situazione con la nomina di una nuova giunta.

Ma la storia, si sa, ha il vizio di ripetersi, o meglio, di mostrarci che ciò che oggi sembra impossibile, in passato è già stato fatto. Era il 31 maggio 2000, esattamente 25 anni fa, quando Ugento visse una situazione sorprendentemente simile. In quella data, 11 consiglieri comunali, tra cui l’attuale vice sindaco Massimo Lecci, firmarono un documento – che OzaNews può mostrarvi in esclusiva – che decretò la fine dell’amministrazione guidata da Gabriele Congedi.

Questo precedente storico rende ancora più stridente il contrasto con l’attuale situazione ugentina. Se 25 anni fa ci fu il coraggio di prendere una decisione drastica per il bene di qualcuno più che della città, oggi quel coraggio sembra essersi dissolto nel tempo, sostituito da una politica del “tirare a campare” che sta lentamente soffocando le potenzialità del nostro territorio.

Mentre a Taviano i consiglieri hanno avuto il coraggio di ammettere che “quando un sindaco non rispetta e non sa tenere la maggioranza che lo ha fatto eleggere e non rappresenta la città, non resta che prenderne atto e ridare la parola agli elettori”, a Ugento si continua a vivacchiare in una situazione paradossalmente più grave. È ironico pensare che proprio chi oggi siede sulla poltrona più alta del comune fu tra i protagonisti di quella controversa decisione del 2000.

Il caso Taviano, unito al precedente storico ugentino del 2000, ci insegna che quando la politica non si traduce nella sua essenza più vera, quella di servizio alla comunità, anche le decisioni più difficili diventano inevitabili. Una lezione che l’Ugento di oggi sembra aver dimenticato, nonostante abbia nel suo DNA politico esempi di come si possa e si debba agire.

E allora, mentre guardiamo quel documento di 25 anni fa, testimonianza di un tempo in cui il coraggio politico non mancava nella nostra città, viene spontaneo chiedersi: cosa è cambiato? Perché quello che fu possibile nel 2000, e che oggi è possibile a Taviano, sembra diventato un’utopia nell’Ugento del 2024?

La risposta, forse, sta proprio in quel documento ingiallito dal tempo che vi mostriamo, un memento di come la politica possa e debba essere strumento di cambiamento quando necessario, non di conservazione dello status quo a tutti i costi. Un insegnamento che, a quanto pare, abbiamo dimenticato troppo in fretta.

Ugento Calcio: vittoria cruciale in trasferta 2-1

Ugento Calcio trionfa in trasferta: nasce una vittoria decisiva nel campionato Serie D Girone H.

In una memorabile 19^ giornata del Campionato di Serie D Girone H, l’Ugento Calcio ha dato prova di tenacia e tattica  trionfando sull’Angri al Pasquale Novi Stadio, al termine di una partita che ha messo a dura prova le coronari dei tifosi giallorossi. Un atteso match che ha visto l’Ugento Calcio imporsi con un risultato finale di 2-1.

L’incontro ha preso il via con una lieve predominanza della squadra di casa, ma è l’Ugento Calcio a sbloccare la situazione al 37′ con Fabio Rossi. Nonostante il pareggio dell’Angri al 23′ ST, firmato da Giannini, è stato ancora l’Ugento Calcio a riportarsi avanti al 27′ con Samuele Grisley, garantendosi così la conquista dei tre punti.

L’intera squadra dell’Ugento Calcio si è distinta per il proprio gioco corale e dinamico, che ha mostrato una grande intesa, con Rossi, Grisley, Navarro e l’immortale Martinez tra i migliori in campo, mantenendo così l’Ugento Calcio a ridosso delle zone tranquille nel Campionato Serie D Girone H.

La vittoria dell’Ugento Calcio segna un momento importante per l’equilibrio del Girone H, confermando che l’Ugento c’è, provando a scrivere un girone di ritorno diverso da quello di andata, provando ad essere tra le protagoniste del torneo e dando un importante contributo verso la scalata della classifica.

Il Campionato riserva ancora molte sorprese, a iniziare dalla prossima partita con gli uomini di Oliva attesi dal Nardò, in una sfida che si preannuncia accesissima.

 

Photo credit: Ufficio Stampa Angri @luigidelucia_

Gallipoli: arrestato 46enne per maltrattamenti alla madre

La Polizia di Stato di Gallipoli ha eseguito un ordine di carcerazione nei confronti di un uomo di 46 anni, già noto alle forze dell’ordine per diversi reati contro il patrimonio e la persona. L’arresto è avvenuto nella mattinata del 9 gennaio, in seguito a una sentenza di condanna a un anno di reclusione per maltrattamenti familiari commessi tra il 2016 e il 2017.

Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dagli agenti del Commissariato di Gallipoli, l’uomo, disoccupato, aveva creato un clima di terrore domestico caratterizzato da continue violenze nei confronti dell’anziana madre, con la quale conviveva. Le violenze si manifestavano attraverso ripetuti atti di prevaricazione e aggressioni fisiche, spesso accompagnate da insistenti richieste di denaro che l’uomo utilizzava per acquistare bevande alcoliche.

La gravità della situazione aveva già portato a un primo arresto in flagranza di reato del 46enne, che era stato inizialmente sottoposto a custodia cautelare in carcere. Ora, in esecuzione del nuovo provvedimento restrittivo emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica di Lecce, l’uomo è stato tradotto presso la casa circondariale “Borgo San Nicola” di Lecce, dove sconterà la pena residua stabilita dal Tribunale.

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