Home Blog Pagina 153

Ugento all’esordio in Serie D

Il campionato di Serie D è ormai alle porte e l’attesa cresce in entrambe le tifoserie per l’incontro che aprirà la stagione. Da un lato, l’Ugento, squadra neo-promossa, si appresta a vivere per la prima volta nella sua storia l’emozione del calcio di Serie D, dall’altro la Nocerina, una delle nobili decadute del calcio italiano, pronta a riaccendere i riflettori sul proprio glorioso passato.

Mister Mimmo Oliva dell’Ugento ha parlato alla vigilia della partita, lasciando trasparire tutto l’orgoglio e le emozioni che questa sfida storica rappresenta per il club giallorosso: “Esordire in Serie D contro una piazza storica come Nocera è un motivo di grande orgoglio per noi. Sappiamo che, nel nostro piccolo, andremo ad affrontare una squadra di enorme tradizione, che ha militato in ben altre categorie e che sicuramente sarà protagonista anche quest’anno. Certo, partire subito contro una delle favorite non è il massimo, ma al tempo stesso rende tutto più affascinante. Vogliamo goderci ogni istante di questa partita, perché per noi sarà un’emozione speciale giocare in uno stadio così importante.”

L’Ugento arriva all’incontro sapendo di dover affrontare una delle squadre più quotate del campionato. “Per noi sarà una partita molto difficile”, ha continuato Oliva, “perché penso che Nocerina, Andria, Casarano e Francavilla si contenderanno la vittoria del campionato. Noi, però, andremo lì con la consapevolezza di non avere nulla da perdere. Scenderemo in campo giocando a viso aperto, come facciamo sempre.”

Dal punto di vista delle formazioni, l’Ugento dovrà fare a meno di Viedma, infortunato, ma potrà contare su tutto il resto del gruppo. La sfida, dunque, vedrà in campo una squadra giallorossa determinata e pronta a dare battaglia.

Sul fronte opposto, questo atteso incontro segnerà l’inizio della stagione calcistica, con la squadra di casa pronta a offrire uno spettacolo di alto livello ai propri tifosi, che non sono pochi.

L’attesa per vedere la Nocerina in campo si è fatta sentire per mesi. Ora, tutta l’energia accumulata esploderà in una lotta senza esclusione di colpi, con l’intento di iniziare il campionato con una vittoria. La Nocerina, imbottita di talenti e forgiata da allenamenti intensivi, punta a far esplodere il proprio potenziale sotto gli occhi attenti della propria tifoseria.

L’intera comunità di Nocera si riunirà per sostenere la propria squadra, con l’aspettativa di vedere in campo confermate le aspettative del calcio d’agosto. La partita, infatti, rappresenta un’opportunità per i giocatori locali di dimostrare il loro valore e iniziare con il piede giusto una stagione che vede la Nocerina come una delle squadre da battere.

L’Ugento, nonostante l’assenza di esperienza a certi livelli, non sarà un avversario semplice da superare. La squadra salentina è nota per la sua resilienza e grinta, qualità che metterà al servizio di una partita che per molti di loro sarà un evento da ricordare.

Tutto è pronto, quindi, per l’esordio della Nocerina in campionato contro l’Ugento. Un match che promette emozioni, spettacolo e grande intensità, in quello che sarà solo il primo capitolo di una lunga e affascinante stagione di Serie D.

Iniziative per la parità di genere e l’empowerment femminile a Ugento

Lux Services e Lux Group sono pronte a fare la differenza con due nuovi progetti che promuovono la parità di genere e l’empowerment femminile. Entrambi i progetti sono finanziati dal Consiglio Regionale della Puglia nell’ambito dell’Avviso “Futura. La Puglia per la parità 2° ed.”

Il primo progetto, intitolato “FEMALE TRAVELING: LA LIBERTÀ DI VIAGGIARE (DA SOLE)”, lanciato da Lux Services, è un’iniziativa ambiziosa che mira a sensibilizzare il pubblico sulla libertà delle donne di viaggiare da sole, sfidando gli stereotipi e promuovendo la parità di genere. Il progetto include un convegno, una campagna social con l’hashtag #viaggioconmeperme e laboratori educativi per bambini, adolescenti e donne, volti a combattere gli stereotipi di genere legati ai viaggi in solitaria. Gli eventi saranno presentati il 9 settembre presso il Refettorio del Nuovo Museo Archeologico di Ugento, con dettagli disponibili sui canali social e sul sito di Lux Services. (female traveling)

Il secondo progetto, promosso da Lux Group, si intitola “IL GIARDINO DEI DIALOGHI: DONNE CHE IMPRESA!”. Questo progetto affronta il tema della maternità attraverso una lente innovativa, cercando di smantellare i pregiudizi e promuovere la parità di opportunità. Il progetto si apre con la performance teatrale “MaMa Non MaMa”, seguita da un contest fotografico sui social media e una campagna di storytelling, culminando in una tavola rotonda dove si discuteranno le sfide delle donne nel bilanciare maternità e carriera. Anche in questo caso, gli eventi saranno presentati il 9 settembre presso il Nuovo Museo Archeologico di Ugento, con maggiori informazioni sul sito di Lux Group. (donne che impresa)

Incidente: a Lido Marini l’Autospurgo sprofonda nel terreno

È successo l’inaspettato durante un ordinario intervento di un autospurgo, quando il veicolo specializzato è improvvisamente sprofondato nel terreno. Questo insolito incidente ha agitato la quiete di lido marini, ponendo una serie di interrogativi sulla sicurezza del terreno.

La giornata sembrava scorrere nella normalità quando l’autospurgo, giunto per un intervento, ha ceduto al peso e sprofondato improvvisamente. Work in progress è diventato work in problem, infatti, quello che avrebbe dovuto essere un normale eseguito di spurgo, si è trasformato in un avvenimento che ha scioccato la comunità.

Il team dell’autospurgo, esperto e formato, ha risposto prontamente alla situazione, limitando i potenziali rischi. Attualmente, le operazioni per il recupero del pesante veicolo sono finite, mentre le indagini sulla sicurezza del suolo sono state prontamente avviate.

Questo incidente mette in luce l’importanza di eseguire regolari valutazioni della sicurezza del terreno, soprattutto in prossimità di aree in cui sono previste manovre di veicoli pesanti come gli autospurghi.

Ancora una volta, la resilienza e l’abilità della nostra comunità sono messe alla prova. Ozanews.it rimarrà aggiornata su qualsiasi sviluppo inerente a questa situazione, assicurando che le voci locali vengano ascoltate e le opportune misure di sicurezza vengano implementate per prevenire altri episodi simili.

Propaganda o informazione? Il caso Ugento e l’inganno mediatico

Ugento è diventata il centro di un acceso dibattito sociologico, innescato dall’ultimo video pubblicato dal sindaco del comune. Il video, che mostra il primo cittadino mentre utilizza un’isola ecologica “intelligente”, è stato criticato da molti abitanti e attivisti locali, che accusano l’amministrazione di impegnarsi più nella propaganda che nella reale risoluzione dei problemi del territorio.

L’accusa, infatti, è che il video rappresenti un esempio lampante di propaganda: mentre il sindaco dimostra l’efficienza del nuovo sistema di raccolta differenziata, le strade del paese rimangono invase dai rifiuti. Questo contrasto tra l’immagine pubblica creata dal video e la realtà vissuta dai cittadini solleva una questione fondamentale: qual è la linea di demarcazione tra propaganda e informazione?

Per comprendere appieno la differenza tra propaganda e informazione, è utile rivolgersi al pensiero di alcuni dei più influenti filosofi e sociologi del XX secolo. Walter Lippmann, uno dei pionieri della teoria della comunicazione di massa, definì la propaganda come “lo sforzo sistematico di influenzare le opinioni di un pubblico al fine di ottenere una risposta predeterminata”. In altre parole, la propaganda non mira alla trasparenza o alla verità, ma piuttosto alla manipolazione delle percezioni, utilizzando mezzi che possono includere l’omissione di informazioni rilevanti o la presentazione selettiva dei fatti.

In contrapposizione, l’informazione è definita da Lippmann come il processo attraverso il quale i cittadini vengono messi a conoscenza della realtà dei fatti, in modo da poter prendere decisioni consapevoli e informate. Quindi, mentre l’informazione si basa sull’accuratezza e sulla completezza dei dati, la propaganda tende a distorcere questi elementi per servire un fine specifico.

Il video del sindaco: propaganda o informazione?

Il video del sindaco di Ugento si colloca in questa zona grigia tra propaganda e informazione. Da un lato, si tratta di una comunicazione istituzionale volta a informare i cittadini delle nuove tecnologie messe a disposizione per migliorare il servizio di gestione dei rifiuti. Tuttavia, quando il messaggio veicolato contrasta visibilmente con la realtà percepita, come nel caso delle strade sporche e trascurate, il rischio è che si trasformi in uno strumento di propaganda.

Il filosofo tedesco Theodor Adorno, membro della Scuola di Francoforte, ha affrontato la questione della manipolazione dei media, sottolineando come i mezzi di comunicazione di massa possano diventare veicoli di propaganda nelle mani di chi detiene il potere. Adorno affermava che la propaganda si basa su una sorta di “violenza simbolica” che non impone direttamente la propria volontà, ma manipola la percezione della realtà. Il video del sindaco potrebbe essere interpretato proprio come un esempio di tale violenza simbolica, dove l’immagine di un’isola ecologica efficiente viene sovrapposta alla realtà più complessa e problematica della gestione dei rifiuti nella città.

La propaganda, quando utilizzata a livello istituzionale, non è un fenomeno senza conseguenze. Come osservato da Noam Chomsky, la propaganda rappresenta uno strumento fondamentale per la manipolazione dell’opinione pubblica, spesso utilizzata per deviare l’attenzione dai problemi reali verso soluzioni apparenti. In questo senso, il video del sindaco non solo potrebbe distorcere la percezione dei cittadini riguardo alla situazione ambientale di Ugento, ma potrebbe anche minare la fiducia nel governo locale, creando un divario tra i cittadini e le istituzioni.

Erich Fromm, un altro esponente della Scuola di Francoforte, sosteneva che la propaganda può portare a una forma di alienazione, dove gli individui sentono che la realtà presentata dai media non corrisponde alla loro esperienza quotidiana. Questa alienazione può portare a una crescente disillusione e apatia politica, rendendo difficile per i cittadini impegnarsi attivamente nella vita democratica.

La necessità di una comunicazione trasparente

L’episodio di Ugento evidenzia l’importanza di una comunicazione trasparente e veritiera da parte delle istituzioni. Mentre la propaganda può offrire un sollievo temporaneo dall’insoddisfazione pubblica, alla lunga mina la credibilità delle istituzioni e danneggia la coesione sociale. Come sottolineava Hannah Arendt, la verità è un elemento fondamentale per la democrazia: senza di essa, il discorso pubblico diventa sterile e manipolabile, perdendo la sua capacità di guidare le azioni collettive verso il bene comune.

La differenza tra propaganda e informazione, quindi, non è solo una questione teorica, ma ha profonde implicazioni per il funzionamento della società democratica. In un mondo dove le immagini e i messaggi si diffondono rapidamente, è fondamentale che i cittadini siano in grado di distinguere tra ciò che è informazione autentica e ciò che è propaganda, affinché possano partecipare in modo critico e consapevole alla vita pubblica.

Ugento: proposta per intitolare lo Stadio Comunale a Giovambattista Viva

L’Associazione Officine Multimediali ha presentato al sindaco e all’assessore ai lavori pubblici del Comune di Ugento una proposta di grande rilevanza emotiva e culturale: intitolare lo Stadio Comunale a Giovambattista Viva, conosciuto da tutti come “Titta,” in onore della sua memoria e del suo profondo legame con la comunità.

Giovambattista Viva, scomparso di recente, è stato un pilastro del calcio locale e una figura di riferimento per molti cittadini. Nato e cresciuto a Ugento, Viva ha dedicato la sua vita non solo al calcio, ma anche alla crescita e allo sviluppo della sua città natale. La sua carriera sportiva è costellata di successi, ma uno degli episodi più memorabili che lo hanno visto protagonista è stata la storica partita del Lecce contro il Santos di Pelé, un evento che rimane indelebile nella storia sportiva del Salento.

L’iniziativa di intitolare lo stadio a Giovambattista Viva è nata spontaneamente tra la popolazione, subito dopo la sua scomparsa. Numerosi cittadini, attraverso i social media e altre piattaforme, hanno espresso il desiderio di rendere omaggio a un uomo che ha dato tanto al calcio e alla comunità ugentina. L’idea ha rapidamente guadagnato consenso, coinvolgendo non solo tifosi e sportivi, ma anche associazioni locali e figure istituzionali.

L’Associazione Officine Multimediali, che ha fatto propria questa volontà popolare, ha sottolineato l’importanza di riconoscere ufficialmente l’eredità lasciata da Viva. “Titta” non è stato solo un calciatore, ma un vero e proprio simbolo di passione e dedizione. Intitolare lo Stadio Comunale a suo nome rappresenterebbe non solo un tributo alla sua figura, ma anche un modo per ispirare le future generazioni di giovani sportivi e cittadini.

Inoltre, l’Associazione ha evidenziato la necessità di interventi di rinnovamento dello Stadio Comunale, un impianto che, a detta di molti, necessita di essere adeguato agli standard moderni. La proposta di intitolazione, quindi, potrebbe essere vista anche come l’inizio di un processo di valorizzazione dell’impianto stesso, rendendolo un luogo di incontro e di celebrazione per tutta la comunità. L’intitolazione sarebbe un atto simbolico, ma carico di significato, capace di unire tutti gli ugentini in un ricordo collettivo e in un progetto comune.

L’Associazione Officine Multimediali ha dichiarato la propria disponibilità a collaborare con il Comune per facilitare la realizzazione di questa iniziativa, offrendo supporto logistico e organizzativo. Confidando nella sensibilità delle autorità locali e nella loro capacità di cogliere l’importanza di questo gesto, l’Associazione attende un riscontro positivo, auspicando che il sogno di molti cittadini possa presto diventare realtà.

Con l’intitolazione dello stadio a Giovambattista Viva, Ugento non solo onorerebbe un grande uomo e sportivo, ma riaffermerebbe i valori di comunità e memoria, fondamentali per mantenere viva l’identità del territorio.

richiesta-intitolaziona-stadio-titta-viva

Roberto Cazzato è il nuovo Direttore Generale

Roberto Cazzato è il nuovo Direttore Generale

Notizia fresca nel calcio pugliese: Roberto Cazzato è stato ufficialmente nominato nuovo Direttore Generale dell’Ugento Calcio.

Una nuova avventura per Roberto Cazzato

La cittadina del Salento, sempre più protagonista nel panorama calcistico regionale, si arricchisce di una nuova figura dirigenziale di eccellenza. Roberto Cazzato, avvocato e dirigente sportivo con un solido percorso alle spalle, arriva all’Ugento Calcio dopo esperienze significative come dirigente del Casarano Calcio e Direttore Operativo al Gallipoli, entrambe squadre militanti in Serie D.

Inoltre, il master in Sport Business Management conseguita da Cazzato, può solo arricchire le competenze già sviluppate tra le fila delle squadre del Salento. Questo sarà un valore aggiunto che porterà benefici sicuramente apprezzabili sia dentro che fuori dal campo, e siamo convinti che il suo ingresso terrà alto il livello dell’Ugento Calcio.

Parlando dell’imminente calendario delle partite dell’Ugento Calcio in Serie D, si preannuncia una stagione di fuoco con molti confronti interessanti e sfide accese. Con l’arrivo di Cazzato, si spera in un’iniezione d’entusiasmo che possa trasmettersi alla squadra e ai tifosi, con esordio fissato l’8 settembre a Nocera Inferiore.

Le aspettative per questa nuova stagione sono alte pur rimanendo con i piedi per terra. Con l’arrivo di Cazzato, l’Ugento Calcio si arricchisce di un professionista che porta con sé competenze ed esperienze preziose per puntellare un progetto sportivo che mira al lungo periodo.

Ti invitiamo a continuare a seguire OZANews.it per rimanere sempre aggiornato sulle ultime novità dell’Ugento Calcio e del calcio pugliese in generale. Condividi questo articolo con i tuoi amici appassionati e discuti insieme a noi del futuro di questa squadra.

Il calcio ugentino in lutto: se ne va Titta Viva

Ugento è in lutto per la scomparsa di Giovambattista “Titta” Viva, una leggenda locale che ebbe l’onore di scendere in campo con il Lecce nella storica partita contro il Santos di Pelé il 24 giugno 1968. Viva, allora giovane promessa, ebbe l’onore di giocare nella partita inaugurale del rinnovato stadio Via del Mare di Lecce. Entrò in campo al 71° minuto, sostituendo Taiano, uno dei giocatori di punta della squadra salentina. Questo momento segnò l’apice della sua carriera calcistica, lasciando un ricordo indelebile in chi ebbe la fortuna di assistervi.

Quella partita, un evento significativo per la regione, vide il Lecce affrontare il rinomato Santos, guidato da Pelé, che segnò tre gol nella vittoria per 5-1. La partecipazione di Viva a quell’incontro rimane un ricordo prezioso per la comunità calcistica di Ugento.

Dopo la carriera calcistica, Viva dedicò la sua vita alla sua città natale, dove era conosciuto non solo per il suo passato sportivo, ma anche per il suo impegno nella politica locale e nelle cause sociali. Gestiva un piccolo negozio di riparazione di elettrodomestici, diventando una figura conosciuta e amata dalla comunità.

Il mio personale ricordo di Titta risale ormai ad oltre trent’anni fa, quando da bambino mio padre mi portò per la prima volta nel negozio di Titta per aggiustare il telecomando della televisione. Fu allora che mi raccontò parte di questa splendida storia: “Questo signore ha giocato con Pelè”. Ed io da ragazzino che iniziava a dare i primi calci ad un pallone neanche riuscivo a crederci.

La storia di Giovambattista Viva va oltre il campo da calcio; è il racconto di un uomo profondamente legato alle sue radici, alla sua famiglia e al suo paese. Mentre Ugento piange la sua scomparsa, ricorda non solo il calciatore che affrontò Pelé, ma l’uomo che dedicò la sua vita a fare la differenza nella vita degli altri.

Tutta la comunità di Ugento è affranta per questa perdita e porterà avanti il ricordo e l’eredità di Giovambattista Viva, un uomo che ha toccato la vita di molti, sia dentro che fuori dal campo.

In suo onore riproponiamo il tabellino originale di quella gara:

Presenti 20.000 spettatori. Il Lecce è così schierato dal nuovo allenatore Seghedoni: Bottoni (dal 81′ Candido), Vezzani (dall’84’ Cartisano), Pavoni (dall’80’ Carrozzo); Melideo, Lucci (dall’84’ De Carlo), Comola (poi Trevisan); Taiano (dal 71′ Viva), Sacchella (dal 66′ Donadei), Mammì (dal 55′ Busilacchi), Bersellini (dall’84’ Lentini), Mellina. “[…] alle sei di sera del 24 giugno 1967. La mitica squadra del Santos di Pelé sta svolgendo un tour in Italia, e il gagliardissimo presidente del Lecce, Marcello Indraccolo, fa due telefonate agli amici che contano per far scendere nel Salento il già due volte campione del mondo di calcio. Ottima idea per reinaugurare il nuovo stadio del Lecce, dopo la partita, un anno prima ma passata un po’ in sordina, contro lo Spartak Mosca […]
Il Santos andò in vantaggio al 24esimo del primo tempo, con Pelé, naturalmente, pronto a “schiacciare la palla di testa nell’angolo basso di Bottoni”, scrive Elio Donno, figura mitica del giornalismo leccese, sul Corriere dello Sport dell’epoca. Quel gol è l’essenza stessa di Pelé, il quale si solleva un metro e mezzo da terra e, in posa plastica, quasi restando immobile nell’aria, colpisce di testa. “Si era sull’1 a 1, dopo un gol di Mammì che aveva sfruttato un perfetto traversone di Mellina”, e la cronaca di Donno lascia spazio solo al Santos, alla tripletta di Pelé, e alla formazione brasiliana che si impone per 5 a 1.
[…] Ezio Candido, il portiere di riserva del Lecce, entrato, a soli diciott’anni, nell’ultima mezz’ora della ripresa. “Giusto il tempo di parare una punizione velenosissima di Pepe, l’ala sinistra del Santos e della nazionale brasiliana, con il pallone che mi rimase appiccicato sulla maglia di lana, lasciandomi l’impronta”, ricorda Candido, per anni team manager del Lecce, rievocando un calcio che non esiste più. “La preparazione all’incontro col Santos? Loro fecero una sgambata nel campetto del presidente, mentre noi andammo a piedi dallo stadio alla spiaggia, alla pineta di san Cataldo, praticamente una corsetta a passo lento di sette chilometri […] No, non credo che qualcuno conservi la maglia di Pelé: mezzo secolo fa non c’era neppure il nome dietro la maglia, e non bisognava sprecare neppure una divisa”, conclude l’ex portiere, presente con il suo Lecce e il Santos al completo alla cena post partita a base di fave e cicoria, e ciceri e tria. Mentre Pelé, sorridendo a tutti per le foto di rito, si sentiva finalmente libero dalla marcatura a uomo di Salvatore Donadeo.” (Peppe Aquaro – http://www.corriere.it)

Ricevi i nuovi articoli via mail, ogni lunedì.

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.