L’Associazione Sportiva Dilettantistica Falchi Ugento presenta il romanzo “Ho imparato a sognare” di Michele Orione presso la Biblioteca di Comunità presso Palazzo Rovito ad Ugento
Ugento – L’Associazione Sportiva Dilettantistica Falchi Ugento, con il patrocinio del Comune di Ugento, è entusiasta di annunciare l’evento di presentazione del romanzo “Ho imparato a sognare”, opera prima dello scrittore Michele Orione e premiato al Salone del Libro di Torino, libro più venduto da Kimerik nel 2023. L’evento si terrà presso la Biblioteca di Comunità presso Palazzo Rovito in corso Umberto I ad Ugento, sabato 1 giugno 2024, alle ore 17:00.
Questo emozionante romanzo ha catturato l’attenzione della ASD Falchi Ugento per la sua capacità di narrare una storia leggera e significativa che si legge in una giornata e lascia un sorriso sul volto. È una storia che tutti gli sportivi dovrebbero leggere dopo una giornata difficile, per capire che niente è impossibile e che sognare fa parte integrante del gioco.
La presenza dell’autore, Michele Orione, rende ancora più speciale questo evento. Orione sarà lieto di autografare le copie del romanzo per tutti coloro che parteciperanno. Inoltre, l’Associazione ha generosamente donato 50 copie del romanzo ai ragazzi iscritti ai corsi di pallavolo, con l’intento di sensibilizzare sul connubio tra sport e cultura, un pilastro fondamentale per le associazioni che interagiscono con famiglie nell’intero territorio.
L’evento ha la preziosa collaborazione della Libreria Antica Roma di Taviano, che ha contribuito a rendere questa occasione ancora più memorabile.
Unisciti a noi per una serata dedicata alla cultura, allo sport e al potere dei sogni!
Da oltre 25 anni, la band salentina I Calanti mantiene viva la tradizione musicale del Salento, portando avanti un’eredità famigliare che ha radici profonde nella cultura della pizzica. Oggi, con il lancio del loro nuovo album “Varcu”, il gruppo non solo celebra questo ricco passato, ma si apre anche a nuove sperimentazioni sonore, dimostrando una sorprendente capacità di innovazione senza perdere il legame con le proprie origini.
Nel loro recente comunicato stampa, I Calanti esprimono con passione il significato di “Varcu”, descrivendolo come il frutto di un lungo e appassionato processo creativo. Ogni brano dell’album è un tassello che riflette l’identità del gruppo e il loro costante impegno nel promuovere la tradizione musicale salentina. “Varcu” rappresenta una finestra aperta su un viaggio musicale che attraversa il tempo, mescolando passato e presente per coinvolgere ascoltatori di tutte le generazioni.
L’album promette di offrire un’esperienza emozionale unica, trasmettendo un messaggio universale di gioia e ispirazione. I Calanti si augurano che ogni ascoltatore possa sentirsi parte di questa avventura, ritrovando nelle melodie e nei ritmi la propria storia e le proprie emozioni.
Il lancio ufficiale di “Varcu” avverrà con un concerto dal vivo il 24 maggio 2024 alle ore 21:00 presso il Teatro dell’Oratorio Parrocchiale San Giovanni Bosco a Ugento (LE). Questo evento rappresenta un momento significativo non solo per la band, ma per tutti gli amanti della musica tradizionale salentina. Sarà un’occasione per celebrare insieme la continuità e l’innovazione della pizzica, in un’atmosfera di festa e condivisione.
Con “Varcu”, I Calanti dimostrano che la tradizione può essere una base solida su cui costruire nuove esperienze artistiche. La loro capacità di rinnovarsi pur rimanendo fedeli alle proprie radici culturali li rende un punto di riferimento nel panorama musicale salentino e un esempio di come la musica possa unire passato e presente, tradizione e innovazione.
Ci fa poi particolarmente piacere, perchè in passato abbiamo avuto la possibilità di collaborare con questo gruppo, con Riccardo Primiceri che ha firmato il loro video di maggior successo, con attualmente un milione e mezzo di visualizzazioni su You Tube.
Il video “vogliamo le bambole” girato ormai 8 anni fa nel centro storico di ugento con la regia di riccardo primiceri
In un mondo sempre più frenetico e caotico, dove gli eroi si moltiplicano a vista d’occhio, emerge un nuovo paladino della libertà (di parcheggio): carrabilman ! Ma chi è carrabilman ? Da dove viene? E soprattutto, perché ha deciso di colpire proprio a Torre San Giovanni, pacifico borgo costiero noto più per le sue pizzerie che per i suoi supercriminali?
La vicenda inizia due anni fa, quando un intrepido cittadino decide di acquistare casa su via Corso Uxentum. Sfortunatamente, questa strada, cuore pulsante del paese, è un vero crocevia di auto, moto e pedoni, attratti dalle innumerevoli attrazioni locali: negozi, farmacia, bar e, ovviamente,il posto auto del nostro malcapitato lettore. Il nostro protagonista, infatti, con il legittimo desiderio di godere del proprio posto auto, si trova spesso a fare i conti con parcheggiatori selvaggi che ostruiscono il suo accesso.
Il Cartello della Discordia
Dopo aver subito numerose vessazioni automobilistiche, il nostro eroe decide di appellarsi all’unica forza in grado di ristabilire l’ordine: il Passo Carrabile del Comune. Dopo aver pagato regolarmente cartello e canone annuale, finalmente l’ordine sembra tornato in via Corso Uxentum. Tuttavia, nonostante l’installazione del sacro cartello, gli automobilisti più indisciplinati continuano a sfidare le regole, costringendo il nostro a ripetuti concerti di clacson per liberare il proprio posto.
L’Incredibile Scomparsa
Ma è qui che la storia prende una piega degna di un romanzo di Agatha Christie. Domenica il cartello era lì, fiero e risplendente, a segnare il confine tra ordine e caos. Mercoledì, puff, sparito! Come un mago di periferia, qualcuno ha fatto scomparire il simbolo della legalità. Il nostro sfortunato proprietario, tra il divertito e l’indignato, denuncia il furto ai carabinieri e ai vigili urbani, sperando in un pronto ripristino del cartello.
Carrabilman: L’Eroe che Torre San Giovanni non Merita ma di Cui ha Bisogno
Ed è qui che entra in scena Carrabilman, il nuovo eroe della strada. Un supereroe nato dall’esasperazione collettiva, un vendicatore mascherato deciso a far parcheggiare chiunque, ovunque. Con la sua maschera (che immaginiamo a forma di cartello), Carrabilman si aggira per le vie del paese, liberando i cittadini dall’oppressione dei divieti di sosta. La sua missione? Fare in modo che nessun automobilista debba mai più sentirsi dire: “Scusi, questo è un passo carrabile”.
Il nostro povero cittadino, in attesa della copia del cartello, può solo sperare che la giustizia prevalga e che il suo diritto a un passo carrabile venga finalmente rispettato. Ma fino a quel momento, Torre San Giovanni continuerà a vivere nell’ombra di Carrabilman, l’eroe che promette di far parcheggiare tutti, ovunque.
In attesa del prossimo episodio di questa avvincente saga, non ci resta che rimanere con il fiato sospeso e il clacson pronto. Chissà, forse il vero eroe di cui abbiamo bisogno non è Carrabilman, ma un buon senso civico che, ahimè, sembra essere sparito insieme al cartello.
Oggi vi portiamo a Torre San Giovanni, una perla del turismo salentino che, grazie all’efficienza delle opere pubbliche, sembra più un cantiere a cielo aperto che una località balneare. Gli abitanti e i proprietari di strutture ricettive sono al limite della sopportazione. A lamentarsi maggiormente sono proprio gli operatori turistici, che stanno subendo gravi danni non solo economici, ma anche d’immagine.
“Viviamo ormai da mesi nella polvere”, ci scrive un lettore, “e pur comprendendo che i lavori della fognatura richiedano tempo, non capisco perché una volta terminati non venga immediatamente asfaltata almeno la zona dello scavo. A via Scipione l’Africano lo scavo è stato chiuso più di un mese fa senza completare i lavori con il rattoppo dell’asfalto. Lo stesso vale per via Morosini e altre numerose strade”.
Ecco, immaginate la sorpresa dei turisti che, attirati da splendide foto su Instagram, arrivano a Torre San Giovanni solo per essere svegliati all’alba dal melodioso suono del martello pneumatico. Un ospite austriaco ha addirittura restituito le chiavi per cercare rifugio a Mancaversa.
Tutto questo perché, ovviamente, nessuno ha pensato che la stagione turistica qui inizia ben prima del 1° luglio.
lo sfogo del nostro lettore
La causa di tutto questo caos? Fondi che devono essere spesi entro certi termini. Ma l’organizzazione? Un vero mistero. In via Scipione l’Africano i lavori sono stati eseguiti due mesi fa, ma la strada non è ancora rattoppata. Intanto, nuovi scavi sono iniziati nella parallela via Silvio Pellico, creando un concerto di rumori incessanti dalle 7.00 alle 15.00 e una cortina di polvere degna di un set post-apocalittico.
Non dimentichiamo le condizioni del verde pubblico e l’annoso problema della spazzatura, che ormai decora strade secondarie, campagne e dune del nostro fantastico mare. Una situazione degna del miglior film di fantascienza.
Gli operatori turistici sono alla disperazione. Hanno investito decine di migliaia di euro in marketing solo per vedere i loro sforzi vanificati da feedback negativi di clienti costretti a vivere nella polvere e nei disagi di eterni lavori.
Questi lavori, sebbene necessari per far uscire Ugento da una condizione di arretratezza medioevale, stanno creando enormi disagi per via della loro pessima organizzazione. Il comune di Ugento anche in questo caso brilla per la sua mancanza di programmazione e comunicazione istituzionale. Nessun operatore è stato informato su tempi e modalità dei lavori, lasciandoli letteralmente abbandonati a loro stessi. La responsabilità di mantenere i numeri turistici di Torre San Giovanni ricade interamente su di loro, senza alcun supporto istituzionale.
Speriamo che questa segnalazione, possa smuovere le acque e portare a una risoluzione più rapida ed efficiente dei problemi segnalati. Ugento merita di meglio e, con un po’ di buon senso e organizzazione, potrebbe tornare a essere il gioiello turistico che tutti conosciamo.
Nel suggestivo scenario salentino, c’è un piccolo comune che per il terzo anno consecutivo si ritrova al centro di una controversia tanto singolare quanto divertente: Ugento e la sua Bandiera Blu.
Mentre il resto dell’Italia festeggia senza troppe polemiche il prestigioso riconoscimento, Ugento diventa teatro di un’epica saga sociale, con protagonisti arrabbiati cittadini e commentatori taglienti sui social media, che sembrano quasi volersi sfilare dalla stucchevole propaganda di governo, sottolineando il loro dissenso. Ecco, cari lettori, che cosa rende così unica questa situazione, resa comica anche dai goffi tentatiti di qualcuno di malcelarla, cancellando i commenti negativi, come successo sui social del sindaco Chiga, o assoldando una clac composta da una pletora riconducibile a figure che circolano intorno ad un’amministrazione comunale che per loro è sempre disponibile a nuovi progetti e finanziamenti.
Ugento, immersa nelle acque cristalline del Mar Ionio, sembra essere il paradiso dei cartelloni turistici. Ma quando si scava un po’ sotto la superficie, ci si rende conto che dietro ogni cartolina c’è una pagina di disagio e disperazione, la stessa che si poteva leggere nei commenti che oggi non riusciamo più a leggere sulla pagina del primo cittadino di Ugento, ma che si possono ritrovare tali e quali su una delle pagine di propaganda della maggioranza cittadina, che si è affrettata a riportare la notizia della conferma di Ugento come bandiera blu.
Le strade dissestate di Torre San Giovanni diventano il simbolo di una città in declino, dove la bellezza naturale si scontra con un’amministrazione che sembra aver smarrito la mappa della manutenzione urbana, ma anche e soprattutto il contatto con la realtà del nostro paese. E mentre i turisti si avvicinano con la speranza di vivere un’esperienza da rivista di viaggi, si ritrovano ad affrontare un’odissea su strade sterrate e sentieri pericolanti.
Ma la vera ciliegina sulla torta è il porto di Torre San Giovanni, trasformato in una sorta di bomba ecologica pronta ad esplodere. I lavori di dragaggio sprigionano odori così intensi da far desiderare ai residenti di indossare maschere antigas invece dei costumi da bagno, quando mancano pochi giorni all’inizio della stagione estiva.
E cosa dire dei commenti dei cittadini, veri e propri gioielli di satira? Dal sarcastico “prestigioso riconoscimento” che sembra esistere solo nelle brochure turistiche, all’ironico “bandiera blu? Mettetela sul barcone abbandonato!“, ogni commento è un pungente schiaffo alla realtà distorta di Ugento ma ancor di più a tutti i cantori di una propaganda foraggiata da bandi regionali e incarichi diretti.
E se la situazione non fosse già abbastanza surreale, c’è anche il confronto impietoso con la vicina Nardò, descritta come una sorta di utopia terrestre con strade asfaltate, piste ciclabili e giardini curati.
Ma forse il commento più toccante è quello di chi chiede “una passerella di legno per raggiungere la spiaggia senza mettere i piedi nella melma dello stagnetto antistante l’area portuale”. Una richiesta tanto semplice quanto simbolica, che rappresenta la speranza di poter accedere al mare senza dover affrontare un campo minato di fango e detriti.
Eppure se Ugento risulta essere l’unico comune italiano in cui la conquista della bandiera blu porta con se questo tipo di conseguenze, ed un motivo ci dovrà pur essere, aldilà delle legittime vedute contrastanti delle parti politiche in campo.
Sembra infatti sfociare nel ridicolo il tentativo di piegare una realtà sotto gli occhi di tutti i cittadini, rimasti attoniti nel vedere il riconoscimento di un titolo del genere nonostante lo stato di totale abbandono in cui versano le marine di Ugento, con particolare attenzione a Lido Marini, vera e propria vittima sacrificale del sistema Ugento.
E così, mentre il mondo celebra la bellezza di Ugento attraverso la sua Bandiera Blu, gli abitanti ridono di gusto dietro le quinte, consapevoli che la realtà è molto più strana e divertente di ogni cartolina turistica.
Ogni tanto, tra le righe della nostra posta in arrivo, troviamo vere e proprie gemme di testimonianze, segnalazioni che ci arrivano direttamente da voi, che vivete e respirate la vita quotidiana dei luoghi che amiamo tanto. Questa volta, il nostro occhio attento è stato catturato dalle parole del signor Gaetano, un affezionato lettore di Ozanews e frequentatore di Torre Mozza da diversi anni, il quale ci ha riportato le sue riflessioni dopo il suo arrivo nella marina o a fine aprile.
In una lettera che trasuda amore e preoccupazione, Gaetano ci ha fatto notare come, a distanza di un anno esatto, le stesse problematiche che aveva segnalato nel 2023 persistano immutate. E non possiamo ignorare il suo appello, carico di speranza e frustrazione, sullo stato dell’ambiente, dell’infrastruttura e dei servizi nel suo amato angolo di Salento.
Con un mix di malinconia e determinazione, Gaetano ci ha condotto in un viaggio attraverso le vie del suo paese, mettendo in luce questioni cruciali come lo smaltimento dei rifiuti, l’asfalto dissestato, la carenza di servizi igienici adeguati e le tariffe esorbitanti dei parcheggi. Ma dietro ogni critica, risuona un profondo attaccamento a Torre Mozza, un desiderio di vedere il suo splendore mantenuto e migliorato per le generazioni future.
Le sue parole sono un richiamo alla responsabilità collettiva, un invito a riflettere su come possiamo contribuire, ciascuno nel proprio piccolo, a preservare e migliorare il luogo che chiamiamo casa o che amiamo visitare.
sono un frequentatore di Torre Mozza da diversi anni, e sono giunto nel borgo a fine aprile. Iniziando a scrivervi mi sono accorto che proprio un anno fa (3 maggio 2023) vi segnalavo alcune cose…..che sono le stesse di oggi😭 È vero che siamo in pochi, anzi pochissimi, in questo periodo, ma la spazzatura dove dobbiamo metterla visto che in una settimana si è visto solo una volta il camion, che non ha peraltro raccolto nulla…😩? Lo smaltimento della immondizia è a mio avviso uno dei problemi di Torre Mozza, e basta vedere nei soli giorni di fine aprile/inizio maggio, come i pochi cestini sono stati riempiti da turisti incivili, ma anche da gente locale, per avere una idea di cosa attende il periodo estivo. Bella la pubblicità sui cestini che invita a non mettere “spazzatura” di casa in essi, ma poco efficiente in quanto, a mio avviso, non rende l’idea che si vorrebbe far passare. Mi permetto accludervi una foto dello stesso “avviso” fatto in altro Comune, forse più efficace. Ma fino a QUANDO NON VERRANNO MESSI GRANDI CONTENITORI SULLE STRADE atti a raccogliere la immondizia proveniente dai fruitori della spiaggia…e non solo…NON SI RISOLVERA il problema. Mettere cestini piccoli, cestini per pile scariche e cestini per deiezioni dei cani…avremo sempre spazzatura per il centro abitato. L’asfalto dissestato sulla via Tiepolo – lungomare- dello scorso anno è rimasto tale ai giorni nostri. Che aspetta il Comune? Vogliamo parlare delle toilette? È possibile che non si possa provvedere a toilette chimiche (magari divisi x sesso, handicap e minori) in diversi punti del paese? o almeno sul lungomare, visto le centinaia/ migliaia di persone presenti nelle festività e nel periodo estivo, compresi i venditori ambulanti che mangiano, fanno il pisolino…e i loro bisogni corporali…sotto le piante del predetto lungomare?😩😩 Chiudiamo con la dolente nota del parcheggio!! Non si può prendere in considerazione di avere una area disponibile all’ingresso del paese? il parcheggio a pagamento di 1 euro ora dal 15 giu al 30 sett. dalle 8 alle 24 è …una rapina🤑. si potrebbe pensare ad una tariffa “balneare” per non gravare sui costi già eccessivi che occorre sostenere già sul posto: (affitti, bar, ombrelloni, supermercato….)…. come fanno già alcuni comuni limitrofi (allego foto) con una tariffa di 4 euro Giornaliera? i villeggianti che soggiornano in case private sono costretti a lasciare l’auto in strade adiacenti al lungomare E NON SPOSTARLA per tutto il periodo….utilizzando la fitta rete di mezzi pubblici per raggiungere località vicine per approvvigionamenti…o altro😩😩😄😄😄 Se il Salento rimarrà fermo penso, purtroppo, che la classe media che oggi frequenta Torre Mozza, lentamente si sposterà altrove. Avere l’opportunità del G7 a giugno nel Salento è senz’altro un fiore all’occhiello, ma non si pensi solo….ad aumentare ancora di più i prezzi. Vi ringrazio per l’attenzione, ma voglio veramente bene a questo luogo.
Marco De Gaetani ha fatto parlare di sé nel mondo del fighting italiano con una performance straordinaria ai Campionati Italiani, aggiudicandosi non uno, ma ben due titoli nazionali dopo un anno di assenza dalle competizioni.
Dopo un periodo di fermo, De Gaetani ha deciso di tornare in pista con determinazione e dedizione, e i risultati non si sono fatti attendere. Il suo trionfo è ancora più significativo considerando le sfide che ha dovuto affrontare lungo il cammino verso la vittoria.
L’atleta pugliese ha raccontato la sua straordinaria storia di successo, sottolineando i suoi sforzi e la sua resilienza. “Ho faticato per scendere di peso e mi sono iscritto alla categoria dei 61 chili”, ha spiegato De Gaetani.
Ma il percorso verso il successo non si è fermato qui. De Gaetani ha dimostrato la sua determinazione e la sua volontà di combattere sfide sempre più impegnative. “Da lì abbiamo deciso di iscriverci alla categoria dei 70 chili di Grappling”, ha continuato. “Dopo una lotta intensa e completamente dominata, mi sono aggiudicato l’oro contro un avversario tosto e più pesante.”
Il risultato? De Gaetani torna a casa con due ori nazionali e quasi certamente con la prospettiva di una seconda convocazione nella nazionale italiana. Tuttavia, preferisce rimanere cauto fino all’ufficialità della federazione. “Tutto grazie al mio Maestro Giulio Morgante e al mio Team, la CENTURION CLUB DI MANDURIA”, ha sottolineato De Gaetani.
Il suo ritorno dopo più di un anno di stop dalle competizioni è stato trionfale, dimostrando il suo impegno e la sua dedizione verso questo mondo. “Mi sta bene”, ha concluso. “Mi preparo subito alla prossima sfida!”
Marco De Gaetani è senza dubbio un nome destinato a brillare ancora nel panorama del fighting italiano e internazionale, un esempio di determinazione e perseveranza per tutti gli aspiranti atleti.