Domani ricorreranno i 100 anni dalla morte di Cosimo Profico. Il 15 giugno del 1922,
all’età di 32 anni, il giovane Profico, iscritto alla sezione ugentina del Partito Popolare Italiano
fondato l’anno prima dal prete caltagironese Don Luigi Sturzo, in piazza Colonna venne
barbaramente ucciso con quattro colpi di pistola alla nuca da un esponente della locale sezione del
partito nazionale fascista.
Sul piano storico, la vicenda è inquadrabile nell’ambito dei numerosi conflitti di lavoro registrati
durante il periodo del “biennio rosso”. Periodo che, in un clima politico e sociale particolare,
registrò circa 1871 eventi conflittuali con l’interessamento di circa 600.000 lavoratori. Quegli anni
furono contraddistinti da una forte spinta rivoluzionaria che animò l’ascesa delle Leghe contadine:
quella cattolica e quella o quelle di sinistra (socialista e comunista). I grandi partiti di “massa”
nacquero in quegli anni. Nel 1921 venne costituito il Partito Popolare Italiano con l’appello “ai liberi
e forti” di Don Luigi Sturzo. E sempre nello stesso anno a Livorno, al termine del XVII del Partito
Socialista Italiano vi fu la scissione della frazione comunista e la nascita del Partito Comunista
Italiano. Ritenuto ormai «indispensabile per la rivoluzione proletaria», capitanato da esponenti
quali Amedeo Bordiga, principale ispiratore ed organizzatore della frazione, il gruppo torinese
sviluppatosi attorno ad Antonio Gramsci, nei cui confronti Mussolini, una volta salito al potere,
dettò specifici ordini per “impedire a quell’uomo di pensare”; e all’Ordine Nuovo, esponenti del
massimalismo di sinistra e gran parte della Federazione giovanile.
Contrariamente a quanto accaduto in altri Comuni limitrofi, i contadini di Ugento e Taurisano non
optarono per la costituzione di una Lega contadina, anche perché (e qui, se vogliamo “osservare” il
fenomeno, si paleserebbe un certo parallelismo storico con i nostri tempi), le loro prestazioni
professionali si caratterizzarono per il basso costo con cui venivano fornite. Ciò avveniva anche in
quei territori ove le Leghe contadine ottennero una sorta di stabilizzazione dei salari. Il 1919, con le
nuove elezioni politiche, vide il successo dei nuovi partiti di massa, che quindi avevano quel
riconoscimento politico necessario per avvalorare le proprie battaglie politiche, economiche e
sociali. Presumibilmente per l’iniziativa del sig. Francesco d’Amore ad Ugento nacque la Società
dei lavoratori della terra, costituita da agricoltori sui quali incombeva l’obbligo della domiciliazione
nella terra dei Messapi. Lo Statuto dell’ente prevedeva una durata di 50 anni ed il perseguimento
di scopi sociali quali: difesa degli interessi morali e materiali della classe dei conduttori della terra
nel territorio di Ugento; la previdenza e la muta assistenza morale e materiale dei soci. Sulla scia
delle battaglie sociali mosse dal biennio rosso e dalla politica di sinistra che aveva favorito una
sorta di mini rivoluzione tra i contadini, ispirati peraltro dalla Rivoluzione bolscevica, i soci ugentini
della Società dei lavoratori della terra elessero come presidente il sig. Vincenzo Raheli il cui nuovo
indirizzo economico, (supportato dalle indicazioni dei locali Organi ecclesiastici: Mons. De Razza e
don Vito Marinuzzi!), ripulito da storture politiche, favorì un periodo di eccezionale attività tale da
destare la preoccupazione dei latifondisti. Se da un lato lo squadrismo fascista si rese protagonista
di episodi di violenza e di spedizioni punitive contro le Autorità cattoliche, dall’altro i “padroni delle
terre” iniziarono ad appoggiare il nascente Partito Nazionale fascista. Anche in Ugento vi furono
quindi dei moti popolari organizzati dalla Società della terra. L’annoso problema delle terre
demaniali del litorale portò ad un’occupazione delle terre stesse da parte di coloro che erano ormai
stanchi di attendere quella soluzione che si protraeva ormai da oltre un secolo. I contadini
occupanti e lo stesso Raheli finirono in carcere per alcuni mesi. La scarcerazione avvenne nel
febbraio del 1922. Si registrarono poco dopo altri incidenti tra proprietari e contadini, senza mai
tuttavia che vi fosse un’azione politica tale da garantire una pacificazione degli animi. È in questo
clima che Cosimo Profico, impegnato nella lotta per la distribuzione della terra del demanio ai
contadini, venne barbaramente ucciso in piazza Colonna con i quattro colpi di pistola alla nuca.
L’ascesa al potere di Mussolini non fece altro che decretare per motivi di pubblica sicurezza la
chiusura ed il fallimento della Società dei lavoratori della terra di Ugento.
La storia serve non a dividere ma a cercare ciò che unisce. Ugento merita di essere unita. Ugento
merita di crescere. Ugento ha bisogno di unità per affrontare il futuro e le sfide che ci attendono.
Dobbiamo solo convincercene. Ma non è facile.
100 anni fa moriva Cosimo Profico
Conoscere per custodire: la caretta caretta
Tra gli eventi naturali nei quali ci si può imbattere in questo periodo dell’anno passeggiando lungo le spiagge a ridosso del Parco naturale litorale di Ugento sicuramente il più insolito e spettacolare è l’incontro con una femmina di tartaruga Caretta Caretta intenta a nidificare.
La tartaruga Caretta Caretta delle specie che vivono nel mediterraneo è l’unica a nidifica lungo le coste italiane.
Nel 2019 lungo il litorale sabbioso di Torre San Giovanni è stato censito il primo nido Ugentino, grazie alla segnalazione di alcuni lavoratori di una struttura balneare che hanno allertato il centro recupero tartarughe marine di Calimera (CRTM).
Da allora grazie alla collaborazione di alcuni giovani volontari del posto e gli operatori del CRTM è nato il gruppo dei seaturtlewatcher grazie ai quali nel biennio 2020/2021, sono stati individuati e messi in sicurezza oltre 10 nidi di Caretta Caretta che hanno dato alla luce quasi 600 piccole tartarughine.
Le tartaruga marina Caretta Caretta detta anche Tartaruga Comune è la specie più diffusa nel Mediterraneo, anche se fortemente minacciata da problemi di tipo antropico.
Le tartarughe adulte, trascorrono la maggior parte della loro vita nelle profondità del mare, tornando in superficie di tanto in tanto per respirare. Nonostante possa sembrare apparentemente un animale goffo, in acqua si muove agevolmente raggiungendo velocità anche superiori ai 35km orari.
Le tartarughe adulte sono animali solitari, le femmine e i maschi si danno appuntamento durante la stagione dell’accoppiamento al largo delle spiagge nelle quali sono nate e sulle quali le femmine nidificheranno durante la stagione estiva, indicativamente da metà giugno a metà agosto, anche se in questi anni si è assistito a deposizioni tardive, che però a causa del calo delle temperature non sempre garantiscono la schiusa delle uova.
Gli esemplari adulti possono raggiungere dimensioni che vanno dagli 80 ai 140 cm ed un peso che può raggiungere i 160kg, i caratteri distintivi del sesso si sviluppano negli esemplari una volta raggiunta la maturità sessuale che avviene a circa 13 anni di età, questi tratti sono la coda molto più sviluppata nei maschi, così come più sviluppati risultano anche gli artigli presenti sulle pinne anteriori che il maschio utilizza per restare aggrappato al carapace della femmina durante l’accoppiamento. Le tartarughe adulte presentano un carapace di colori che vanno dal verde scuro al marrone e un piastrone a forma di cuore di colore giallo.
La femmina dopo la stagione dell’accoppiamento raggiungerà la spiaggia e dopo aver percorso faticosamente diverse decine di metri per raggiungere una zona idonea lontana dall’acqua, deporrà il nido scavando con le zampe posteriori una profonda buca all’interno della quale deporrà anche fino a 200 uova simili a palline da ping pong.
Il sesso delle nasciture sarà determinato dalla temperatura di incubazione, maschi con temperature inferiori ai 29° femmine al di sopra.
Finito il periodo di incubazione che varia da 45 a 60 giorni, le piccole dopo aver rotto l’uovo emergeranno dalla sabbia in gruppi e raggiungeranno autonomamente (in assenza di inquinamento luminoso o altri fattori di disturbo) il mare guidate dalla luce della luna e delle stelle riflesse nel mare e grazie alla pendenza della spiaggia verso il bagnasciuga.
Una volta raggiunto il mare utilizzeranno tutte le loro energie per prendere il largo, dopodiché si sposteranno in gruppo trascinate dalla corrente.
Non si hanno molte notizie sui primi anni di vita, certo è che in questo periodo il tasso di mortalità è molto elevato, si stima infatti che una tartaruga su mille arrivi a età riproduttiva.
Tra le principali cause di mortalità della specie le più ricorrenti sono collegate a fattori antropici, tra i più incisivi ci sono la sempre crescente presenza di plastica che gli animali ingeriscono scambiandola per cibo, impatti con natanti e problemi legati a errate manovre di recupero nei casi di pesca involontaria degli esemplari.
La stagione di nidificazione delle Tartarughe caretta caretta nel mediterraneo è iniziata con i primi rinvenimenti lungo le coste Siciliane
Un’altra stagione che vedrà i volontari del gruppo dei seaturtlewatcher, coordinati dagli esperti del Centro recupero tartarughe marine di Calimerara (CRTM) intenti a pattugliare le spiagge salentine alla ricerca dei nidi di tartaruga.
Il lavoro dei volontari consiste nel monitoraggio puntuale delle spiagge alle prime ore dell’alba, prima dell’avvento di bagnanti e d’operatori turistici. Chiunque fosse interessato ad unirsi all’attività dei volontari può mettersi in contatto con il CRTM anche attraverso i canali social.
https://www.facebook.com/centrorecuperotartarughemarine/
Vittoria per l’opposizione di Ugento: riviste le tariffe TARI
Arriva dalla pagina Facebook dell’opposizione cittadina guidata da Giulio Lisi il comunicato riguardante le nuove tariffe TARI del Comune di Ugento. Una questione letta come una vittoria dall’analisi fornita dal gruppo Uniti Verso Il Futuro.
TASSA SUI RIFIUTI – IMPORTANTI NOVITA’
PRENDETEVI DUE MINUTI PER LEGGERE
Cari concittadini,
da sempre siamo abituati ad avere la pressione tributaria locale al #MASSIMO possibile ma, nonostante la nostra totale predisposizione ad accettare tutto, non è tollerabile che in un’imposta locale importante come la #TARI, sia per gettito (circa 4 milioni di euro) sia per soggetti passivi (tutti i cittadini), ci siano delle insostenibili iniquità impositive dovute a favoritismi e/o compromessi che agevolano alcuni a danno di altri come è stato fino ad oggi.
Il difetto di fondo che abbiamo fatto #emergere in #Consiglio#Comunale è che a distanza di oltre 10 anni dall’insediamento di questa amministrazione (pur con qualche cambio di poltrone) #non si è ancora giunti ad una misurazione e, conseguentemente, ad una tariffazione puntuale che determinerebbe l’obbligo di maggiori pagamenti a carico di coloro che producono la maggiore quantità di rifiuti.
Fino a quel momento è necessario basarsi su coefficienti previsti dalla legge che, se non applicati in modo chiaro ed uniforme, determinano profonde #sperequazioni tra i cittadini-contribuenti (FOTO 1 – 2 – 3)
Riusciti a far accettare le #nostre#critiche alla tariffa nella seduta consiliare del 19/5/2022, abbiamo ottenuto la costituzione di un tavolo di lavoro composto anche dai capigruppo di opposizione.
Le #proposte del nostro capogruppo sono state #accolte e condivise da tutti e hanno determinato una #revisione delle tariffe che vede:
1. una #riduzione generalizzata delle tariffe relative alle utenze domestiche (famiglie)
2. una #riduzione delle tariffe per n. 14 categorie di utenze non domestiche su 30;
3. un #aumento, talvolta irrisorio altre volte rilevante, per n. 16 categorie di utenze non domestiche su 30.
FOTO 4 – 5 – 6
I coefficienti utilizzati per tutte le tariffe delle utenze domestiche sono stati calcolati come media tra il minimo ed il massimo previsti dalla legge, quelli utilizzati per tutte le tariffe delle utenze
non domestiche sono stati calcolati considerando un unico coefficiente dato dalla somma tra il coefficiente minimo per 9/12 (nove mesi) e quello massimo per 3/12 (tre mesi).
Il #pregio della nuova tariffa è quello di essere #trasparente, #uniforme e….. speriamo temporanea fino alla misurazione puntuale dei rifiuti prodotti.
UN’IMPORTANTE TRAGUARDO SUCCESSO RAGGIUNTO GRAZIE ALL’ASCOLTO DELLE NOSTRE PROPOSTE E AL CONCETTO STESSO DI DEMOCRAZIA PARTECIPATA, dove seppur dai banchi dell’opposizione (una parte) è possibile, come in questo caso, contribuire ad un risultato importantissimo per tutta la collettività.
Un traguardo che si pone, peraltro, in controtendenza rispetto al generalizzato aumento di tasse ed imposte: non per Ugento. Da oggi, la Tari costerà molto meno per tutti i nostri concittadini.
A voi le considerazioni!
Salve: un modello da seguire
Salve: un modello da seguire
I social network sono chimere greche: uno strano animale a due teste che mangia gli uomini.
Ora c’è chi abbraccia i cambiamenti e chi li guarda con sospetto, c’è chi vede problemi e rischi, chi soluzioni e possibilità.
Citiamo, poiché sensibile all’argomento, le preoccupazioni di Pierluigi Lamolea che ci ricordava, con le dovute retoriche, che: “bisogna sapere però che i social non costituiscono un canale istituzionale e non possono sostituire le forme di comunicazione istituzionali.” (CLICCA QUI)
Ugento, di fatto, non possiede nessun canale ufficiale di comunicazione, se non un sito internet davvero difficile da navigare, anche per i più esperti tra noi ed un albo pretorio che recentemente pubblica a singhiozzo e con particolari ritardi.
Noi, in quanto comunicatori, desideriamo porre l’attenzione, al contrario del sign. Pietro, i vantaggio di una gestione pubblica dei social e degli innumerevoli vantaggi che esso può portare.
Come argomentazione proponiamo il Comune di Salve.
Piccolo fiore all’occhiello affacciato sullo Ionio, si distingue per l’attenzione e la cura nell’arte della comunicazione; una strada che sembra essere quella che tutti seguiranno, considerando che recentemente anche il sindaco di Taviano ha comunicato l’impegno di 150mila euro per servizi di digitalizzazione, guarda un po’ dal suo canale Facebook (CLICCA QUI).
Ma passiamo alle argomentazioni, molto amate dal sig. Lamolea.
Salve e le sue marine hanno conseguito, oltre alla bandiera blu che hanno ottenuto per 13 anni consecutivi, anche la bandiera verde che premia le spiagge che hanno attrezzature a 360° gradi per i bambini, lista dalla quale Ugento è fuori.
Di qualche giorno fa anche la notizia di un lido che può permettersi di far pagare il soggiorno giornaliero 1.000 euro circa.
Le leggi del mercato ci insegnano che se la tariffa è così alta significa che il servizio vale la spesa, non c’è da meravigliarsi. Questo riguarda non solo il lido in particolare ma anche, e necessariamente, i servizi che ruotano intorno al comune e, di conseguenza, le marine.
Il comune di Salve possiede “ben 3 profili”, uno Facebook, uno Instagram e uno Youtube.
La pagina Facebook può contare più di 6000 iscritti, quella Instagram poco più di 400 e quella Youtube che trasmette tutti i consigli comunali online.
Il tutto contornato dal fatto, non secondario, che l’azienda incaricata della gestione dei canali social è locale, dando lavoro a giovani del posto. Alla modica cifra di 3.700 euro per il 2020 e 5.250 euro per il 2021.
Alleghiamo deliberazione ufficiale.
1283873_Det_2020_447_v2-contratto-social-salve
Il fatto che la gestione social sia stata affidata ad un’agenzia di comunicazione permette da un lato una gestione condivisa dalle istituzioni, attraverso riunioni ad hoc per i contenuti, e dall’altro una interazione efficiente ed efficace con i fruitori della pagina, per intenderci, i commenti di coloro che scrivono sono letti e ottengono risposte, esemplare un turista che chiedeva di spiagge per il suo amico a quattro zampe che ha avuto indicazioni. Nello specifico i post sulla bandiera verde ottenuta dalla marina di Pescoluse, a differenza nostra.
Questo servizio è il vero segreto del social, ovvero condividere pensieri e ottenere risposte: affidarsi a professionisti garantisce un engagement maggiore che si riflette in una percezione migliore della pagina che produce il contenuto.
La comunicazioni che passano attraverso le pagine sono di vario genere e sono di certo una diminuzione di quella distanza, istituzione-cittadino, decantata dall’art. 150 del 2000, ossia comunicazioni di servizio, eventi, risultati e obiettivi raggiunti e ogni tipo di informazione che possa avvicinare chi governa a chi viene governato.
Altro punto a favore è una gestione snella della lettura dell’albo pretorio che è semplificato attraverso l’apposita pagina web del sito (CLICCA QUI).
Inoltre tutte le informazioni sin qui riportate sono tutte descritte nella pagina COMUNE DI SALVE (LE) – SOCIAL MEDIA POLICY.
I NOSTRI CONTENUTI
I contenuti pubblicati sul sito e sui canali social sono concepiti per informare i cittadini sulle attività, i progetti, le iniziative e gli eventi promossi dall’Amministrazione, e per favorirne la diffusione. I canali social sono usati, inoltre, per la partecipazione attraverso il confronto e il dialogo nell’ottica della trasparenza e della condivisione. Lo staff realizza contenuti originali di carattere testuale, fotografico, infografico, video, etc…
Attraverso i canali del Comune potranno altresì essere condivisi contenuti e messaggi di pubblico interesse e utilità realizzati da soggetti terzi (Istituzioni, associazioni, imprese, media, cittadini) previa verifica dell’attendibilità della fonte.
Il Comune di Salve non promuove e non condivide:
– contenuti su tematiche oggetto di controversie legali o affermazioni che potrebbero essere utilizzate contro il Comune;
– informazioni riservate o protette dal diritto alla privacy, come la corrispondenza interna, informazioni di terze parti su contenuti, documenti, progetti non ancora resi pubblici o relativi a procedimenti in corso;
– informazioni personali o dati sensibili.
citazione della gestione dei dati, informazioni complete al link sopraindicato.
I contenuti e il resto ci è stato gentilmente e celermente dimostrato dall’assessore al turismo Francesco De Giorgi che si è dimostrato una persona squisita e molto trasparente alla nostra richiesta di maggiori informazioni.
Che dire?! Un ottimo esempio di come potremmo essere, ma non siamo e di come non sia impossibile coniugare necessità di tutela di privacy con la trasparenza della cosa pubblica.
Se a Ugento non si fa non è perché non si può ma perché non si vuole!
Arriva la bella stagione e tornano le solite vecchie stagioni
Arriva la bella stagione e tornano le solite vecchie stagioni.
Il settore del turismo è la locomotiva che porta avanti il nostro territorio, da poco anche insignito con la ricercatissima “bandiera blu”, tanto voluta e pagata profumatamente dalla nostra amministrazione.
Un lavoro eccellente che lascia il tempo che trova.
In questo modo, il nostro progetto rischia di diventare un’arma a doppio taglio. Risultato: mettere sotto pressione la nostra marina agli occhi del turista, il quale pretenderà determinati servizi.
Già quarant’anni fa eravamo eccellenza. Ugento, infatti, era capofila per il turismo nel format villaggio turistico.
Basta pensare, per esempio, alla piccola zona fontanelle. Le strutture li presenti, da sole, portano un fatturato, arrotondato per difetto, di almeno 150 mln di euro l’anno. (CLICCA QUI: FONTE DATI)
Soldi che, però, non sembrano portare un benessere sociale omogeneo.
Quali erano le condizioni a valle tra le varie strutture e amministrazione: le multinazionali avrebbero mutilato il territorio e la sua natura a patto che, le stesse, avessero dato lavoro a centinaia di famiglie ugentine, assumendo personale indigeno.
Dopo tutto questo tempo cosa abbiamo ottenuto? Sempre meno personale ugentino nelle strutture, nonostante la scuola di formazione alberghiera presente sul territorio e un grandissimo numero di turisti.
L’evidenza è una, i proventi derivati dall’impoverimento della nostra terra vanno nelle tasche di poche multinazionali. A noi il peso delle strutture a loro la leggerezza della moneta.
L’11 marzo scorso il nostro sindaco, durante la visita dei consiglieri regionali Casili e Barone, evidenziava come le strutture, non solo quelle dei villaggi ma in generale quelle ricettive e ristorative, avessero avuto molta difficoltà a trovare lavoratori stagionali la scorsa estate; incolpando un po’ il reddito di cittadinanza un po’ la difficile situazione globale, ma è davvero questo il focus della questione? Dove sta il problema?
Sembra essere arrivato il tempo di bilanci che non sembrano essere positivi.
- Colpevoli le amministrazioni; che non differenziano e non esigono che il settore trainante porti benessere ai propri cittadini senza che questi siano messi in condizioni lavorative al limite dell’assurdo?
- Colpevoli i genitori; che, nell’era del tecnicismo, non si sono accorti che quelli come me, che hanno studiato materie umanistiche, non hanno una “spendibilità” della propria preparazione a livello economico territoriale e avrebbero invece dovuto mandarci all’alberghiero, come, infatti, suggerisce la sociologia dello spazio ugentino?
- Colpevoli i giovani; fannulloni, cattivi e viziati, sempre di fronte agli schermi, nichilisti ed estranei al mondo reale che non vogliono abbassarsi a fare gavette non pagate o stage non retribuiti?
Non sarei capace di definire chi sia il cattivo e lascio a voi lettori solo le mie perplessità. Uno spunto per riflettere e interpretare il nostro presente.
Si dice che quando tutti sono colpevoli non lo è nessuno, ed è proprio questo il punto.
Abbiamo, tutti, lasciato che il tempo impolveri le nostre realtà senza mai fare della sana autocritica, senza perbenismi o argomentazioni di facciata. La realtà è che siamo tutti colpevoli.
Le cose possono cambiare sempre, l’importante è prenderne atto e ammettere le proprie colpe, prima di scagliare la prima pietra.
Se questo è il nostro modo di affrontare la questione però non meravigliamoci del fatto che: siamo un paese che è in costante discesa demografica; i nostri giovani brillanti vanno via e a malincuore lasciano la nostra terra; siamo terzi nella provincia per tasse pagate pro capite (810 euro, fonte quotidiano) ma non siamo nemmeno in grado di far vedere le nostre ricchezze ai turisti. Però abbiamo ottenuto la bandiera blu!
Siamo davvero sicuri di volere un futuro così?
Non posseggo risposte, vorrei capire perché prostituirci, noi e il nostro territorio, quando la ruota dovrebbe girare al contrario.
Vi lascio con le parole dello storico Alessandro Barbero; il quale ci racconta di come l’idea di istruzione si sia capovolta nel tempo. una riflessione storica riguardo le opinioni. Di come, a volte, le società si perdano tra i meandri del tempo.
«Ovviamente, il problema era: chi andava a scuola? Per molto tempo a scuola ci andavano in pochi […] si dava però per scontato che andare a scuola, andare al liceo, intendo dire, fare le superiori, era però INDISPENSABILE per avere un ruolo poi dirigenziale nella vita. […] Poi, lo sappiamo tutti cosa è successo. È successo che si è detto: in un grande movimento democratico […] Non si deve più avere un mondo in cui solo l’elite, quelli che comandano, possiedono la cultura. Tutti devono averla. Tutti i ragazzi devono avere anni e anni, durante i quali studiano e imparano, anziché dover lavorare come è sempre successo ai loro padri e ai loro nonni. […] E poi si è cominciato a dire – e lì è il ritorno indietro – mentre prima quando a scuola ci andavano i figli dei padroni, tutti sapevano che andare a scuola era importantissimo per fare di te una persona più forte, con più possibilità, quando han cominciato ad andarci anche i figli degli operai si è cominciato a dire “ma appunto, in fondo in fondo siamo sicuri che tutto questo serve?”. E adesso siamo arrivati al punto che questa grande conquista per cui si era detto: “tutti devono avere davanti tanti anni durante i quali studiano senza chiedersi a cosa mi servirà questo specificamente” non va più bene. Si è cominciato a pensare che per mandare la gente a scuola, però, la cosa poi deve essere spendibile sul mercato del lavoro. E si è arrivati adesso all’assurdità che si è tornati a dire ai ragazzi, come ai loro nonni analfabeti: “anche se avete soltanto sedici o diciassette anni o diciott’anni, però, un po’ di lavoro lo dovete fare. Che è questo lusso di passare quegli anni solo a studiare a scuola? No, no: alternanza scuola lavoro!”»
Alessandro Barbieri, storico.
Flavio Cairo: medaglia di bronzo al merito di marina
Medaglia di bronzo al merito di marina per l’ugentino Flavio Cairo. Distintosi nelle operazioni di soccorso e salvataggio dell’operazione Mar Mediterraneo, 5 settembre 2016.
120 migranti nello stretto di Sicilia a bordo di un gommone erano alla deriva e, perciò, in pericolo di vita. Solo le tempestive e professionali azioni della nostra marina militare hanno permesso il recupero dei malcapitati.
Viene sottolineato che il nostro conterraneo Flavio prontamente assistito una povera migrante incinta colpita da arresto cardiorespiratorio. L’intervento del sottoufficiale ha scongiurato la perdita di due vite umane: la madre e il piccolo che portava in grembo.
Un esempio sia per i suoi commilitoni sia per tutti noi “terrestri” di coraggio e professionalità, altruismo e generosità.
Le celebrazioni per la Giornata Nazionale della Marina Militare si sono svolte oggi, 10 giugno, a Gaeta. Commemorazione della storica impresa compiuta dal Comandante Luigi Rizzo il 10 giugno del 1918.
Alla cerimonia erano presenti: il ministro della Difesa Lorenzo Guerini; il capo di Stato Maggiore della Marina; Ammiraglio di squadra Enrico Credendino e i vertici delle Forze Armate; insieme ad altre figure istituzionali.
“La Marina Militare, grazie alle sue spiccate capacità di proiezione, è una delle colonne portanti dell’apparato difensivo nazionale e, più ampiamente, lo è di un Paese, l’Italia, che si protende verso il mare e che nel mare ha spesso trovato la rotta dei propri maggiori successi, dall’antichità classica alle Repubbliche Marinare, i cui emblemi, non a caso, sopravvivono nello stemma al centro della Bandiera della Marina Militare e nel jack che sventola sulle prore”
le parole dell’intervento del ministro Guerini
Nel corso della cerimonia c’è stata anche la consegna della Medaglia d’Argento al Merito di Marina alla Bandiera del 1° Reggimento S. Marco per il suo contributo nell’azione di contrasto a Covid-19. Momento solenne delle celebrazioni, poi, la consegna della Bandiera di combattimento a Nave Antonio Marceglia, che nella secolare tradizione marinara consacra la Nave come: “presidio di pace e sicurezza, al servizio della Repubblica Italiana per la difesa della Patria, la salvaguardia delle libere istituzioni e la protezione degli interessi nazionali nel mondo”.

Sono state, quindi, consegnate le onorificenze al personale: Medaglia di Bronzo al Valor di Marina al Sgt Francesco Raguso e la Medaglia di Bronzo al Merito di Marina al 2^ C° Flavio Cairo.

La medaglia di bronzo viene conferita in base a:
“Premiare atti di coraggio volti a salvare vite umane in mare, a impedire sinistri marittimi o ad attenuarne le conseguenze; attività e gli studi volti allo sviluppo e al progresso della Marina Militare italiana; singole azioni di merito caratterizzate da spiccata perizia da cui siano derivati lustro e decoro alla marineria italiana.”
Di seguito la motivazione ufficiale presente sulla gazzetta ufficiale della Repubblica italiana:
Con decreto ministeriale n. 283 del 27 maggio 2019, è stata concessa la medaglia di bronzo al merito di Marina al sergente Cairo Flavio, nato il 7 agosto 1981 a Maglie (LE), con la seguente motivazione: «”Sottufficiale della Brigata Marina San Marco, in temporaneo imbarco su nave ‘Comandante Borsini’ nell’ambito del dispositivo navale ‘Mare Sicuro’, durante una complessa operazione di soccorso e salvataggio nelle acque dello Stretto di Sicilia a favore di circa 120 migranti a bordo di un gommone, molti dei quali erano caduti in mare, si adoperava da uno dei mezzi minori dell’unità nel recupero dei malcapitati, mettendo altresì in atto, con prontezza ed elevatissima professionalità, tecniche salvavita a favore di una donna incinta in arresto cardiorespiratorio. Splendida figura di sottufficiale, di fulgido esempio per i commilitoni che, per altruismo e virtu’ umane, ha contribuito a dare lustro e decoro alla Marina militare e alla Nazione”».
Decreto ufficiale completo (CLICCA QUI)
The Massive: powerlifting a Ugento
Parliamo di Powerlifting ed eccellenze nostrane! Atleti sconosciuti, o quasi, che portano avanti il nome di Ugento e rendono orgogliosa la propria terra.
Parliamo di Powerlifting: potenza, sudore e costanza.
La A.S.D The Massive, con sede in Via Amalfi 12 a Ugento, è stata fondata nel 2014 da Davide Caputo con l’obbiettivo di promuovere il Fitness, la Cultura fisica e l’agonismo.
Davide inizia il suo percorso da atleta agonista negli sport di forza nel 2010, all’età di 17 anni. Grazie al suo costante impegno l’Associazione è diventata una scuola di Powerlifting nella quale egli ha messo tutta la sua esperienza e passione per questo sport, facendone una missione di vita, preparando atleti di ogni età e categoria.
Il powerlifting è uno sport di forza che si basa sull’ esecuzione di 3 esercizi fondamentali: squat, distensione su panca e stacco da terra. Ogni atleta è impegnato nel sollevare il massimo carico possibile in ognuno dei 3 esercizi avendo a disposizione solo 3 tentativi valutati da una giuria.
Nel powerlifting gli atleti sono divisi in categorie in base al sesso, peso ed età.
In Italia sono presenti diverse federazioni ed enti che organizzano competizioni a livello nazionale, internazionale e mondiale alla quale l’Associazione Ugentina ha sempre partecipato con un numero svariato di atleti. In quasi 10 anni di attività sono stati numerosi i frutti raccolti dalla THE MASSIVE.











Oggi gli atleti agonisti nella squadra sono:
- Fracasso Antonio, 13 anni, categoria teenager 1,
- De Maria Igor, 15 anni, categoria teenager 2,
- Colitti Roberto, 18 anni, nella categoria teenager 4,
- Sanso Veronica, 19 anni, categoria junior femminile sotto i 55kg,
- Grecucci Vincenzo,20 anni, categoria junior sotto i 65 kg,
- Internò Veronica, 22 anni, nella categoria junior femminile sotto i 55 kg,
- Giacomo Rodigliano, 24 anni, categoria junior sotto i 90kg,
- Cucci Davide,28 anni, categoria senior sotto i 65 kg,
- Caputo Davide, 29 anni, categoria senior sotto i 100kg,
- Preite Alessio, 31 anni, categoria senior sotto i 75kg,
- Torsello Gromigo, 52 anni, categoria master 2.
L’ultima stagione è stata una delle più soddisfacenti dopo la pandemia.
Nel mese di Marzo THE MASSIVE ASD ha preso parte al campionato Italiano 100% Raw, a Catanzaro: i ragazzi hanno conquistato il podio sia nella distensione su panca che nello stacco da terra, stabilendo molti record italiani, europei e mondiali guadagnando inoltre la posizione più alta nella classifica a squadre.
Mentre lo scorso 30 Aprile e 1 Maggio la Società ha partecipato al campionato Italiano di Powerlifting WDFPF a Lucera. Anche in questa occasione molti dei ragazzi hanno occupato i gradini più alti del podio e stabilito nuovi record.
La notizia più bella è arrivata giorni fa quando un comunicato ufficiale del Presidente Italiano della International Federation Powerlifting 100% Raw Italia, Manuela Marano, ha annunciato i nomi di De Maria Igor e Fracasso Antonio tra gli atleti selezionati a far parte del Team Italia per competere al Campionato Mondiale che si terrà probabilmente in Inghilterra il prossimo Ottobre.
Uno sport davvero per tutti, che promuove wellness e cura del proprio corpo, sia a livello amatoriale sia a livello agonistico
Ancora una volta siamo orgogliosi di dare voce ad ogni tipo di sport agonistico. Ancora più orgogliosi del fatto che gli atleti in questione nascano proprio nella nostra terra e raggiungano livelli internazionali in ogni tipo di sport.
Le belle storie devono essere raccontate, se no non esistono.
Appuntamento ad Ottobre per raccontare di nuovi successi.













































