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Incendio doloso distrugge due auto a Ugento

incendio ugento

Ancora un altro incendio a Ugento: attorno alle 2.30, le fiamme sono divampate in Piazza De Giorgi, coinvolgendo tre autovetture parcheggiate in zona.

Sul posto, immediato l’intervento dei vigili del fuoco, che hanno domato l’incendio, ma nonostante la presenza dei pompieri, due mezzi sono andati completamente distrutti, mentre una terza macchina ha riportato danni alla parte anteriore.

Le auto coinvolte sono una Citroen Picasso e di una Renault Kangoo, intestate a un 84enne e un 72enne del luogo.

La terza autovettura, una Renault Clio è di proprietà di un 61enne residente a Gemini.

Il sopralluogo effettuato farebbe pensare alla matrice dolosa dell’incendio, anche se si attendono riscontri dalle telecamere di videosorveglianza, collocate nelle vicinanze. Indagini affidate ai carabinieri della stazione di Ugento, sopraggiunti sul luogo dell’accaduto.

Il Garante della persona disabile: un’opportunità fallita .

garante dei disabili

Correva l’anno 2010 quando il Consiglio Comunale di Ugento, con voto unanime, approvò l’istituzione della figura del Garante dei Diritti della persona disabile, un’importante figura attraverso la quale dare un aiuto concreto e fattivo a queste persone.

Ugento, fu il primo comune in Italia ad istituire il garante della persona disabile; il comune dunque, si presentava come apripista, un esempio per altre amministrazioni .

Il Parlamento Italiano, con una legge del 2009, dava piena ed intera esecuzione alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità del 2006.

Il Consiglio Comunale, l’anno dopo l’approvazione del Parlamento, istituiva la figura del Garante. Questa si adopera per affermare i diritti di questi soggetti e promuove eventi e incontri formativi .

La prima relazione sulla attività svolta dal Garante si compone di 4 pagine e risale al periodo ottobre 2013 – dicembre 2014. Consultabile sul sito del comune. CLICCA QUI

L’ordinanza istitutiva di questa figura prevedeva di redarre una relazione annualmente ma evidentemente ciò non è avvenuto

Francesco Russo ha ricoperto per primo la carica di Garante, lo stesso del triennio successivo. Dopodiché fu nominata una donna, la signora Scarcia, anche se le modalità con le quali furono incaricati risulta poco chiara.

Dopo la relazione triennale, non vi è più nessuna informazione a riguardo.

L’ iniziale entusiasmo, si è rilevato essere un fuoco fatuo? Una occasione mancata per una piena affermazione dei diritti della persona disabile nel nostro comune?

Lo stesso ufficio è ubicato lungo la strada provinciale che conduce al cimitero comunale.

Non meriterebbe forse una collocazione più idonea e meno periferica considerando anche il “ significato simbolico” che assume la figura del  Garante?

Senza dimenticare che la strada è molto trafficata e ciò può costituire una pericolo per la stessa incolumità delle persone disabili che intendono recarsi presso l’ Ufficio.

In attesa fiduciosa delle relazioni successive al 2014, è importante sottolineare che il riconoscimento dei diritti del disabile non si limita solo al parcheggio riservato (spesso utilizzato furbescamente da chi è privo di disabilità) o alla rampa di accesso sul marciapiede. Occorre implementare misure e progetti che hanno come fine una maggiore inclusione sociale:

1)     Accesso alle spiagge quelle libere con  possibilità di accedere al mare con i mezzi di trasporto idonei (i cosiddetti job).

2)     Presenza sulle spiagge di personale sanitario e para sanitario  che possano coadiuvare i familiari del disabile.

3)     Sensibilizzare la comunità al rispetto delle diversità con giornate a tema e programmare nelle scuole incontri per parlare della disabilità.

Per fare ciò,  occorre una forte volontà di attuazione e uno sforzo economico.

L’amministrazione comunale, dormiente su questioni così delicate, dovrebbe riconoscere che poco o nulla è stato fatto affinché la figura del Garante potesse realmente portare beneficio.

Resta “ una bella lettera morta”  in data 2010.

Segnalazione rifiuti: il lavoro dei volontari vanificato dai ritardi

Segnalazione rifiuti: volontari al lavoro, il comune no. Di oggi la segnalazione di un nostro lettore che denuncia l’accaduto allegandoci delle foto.

I lodevoli volontari dell’associazione Amanti della Natura – Punta del Macolone – Parco Naturale di Ugento in data 4 dicembre hanno provveduto ad una raccolta rifiuti sulle nostre spiagge.

Tutto molto bello se non fosse che la spazzatura raccolta è rimasta lì.

Questo è come si presenta il parcheggio dopo oltre un mese dall’impegno dei volontari.

I rifiuti, diligentemente raccolti, sono alla mercè degli animali che scorrazzano liberamente alla ricerca di cibo, cani, gatti, gabbiani e topi. Complici le folate di vento di questi giorni, ora i rifiuti sono sparsi per il parcheggio, vanificando in parte il lavoro di raccolta e complicando quello degli operatori che dovranno ritirarli.

Da sottolineare che, come sono depositati in un punto di raccolta e, attraverso una PEC comprensiva di posizione GPS e foto, vengono segnalati al Comune di Ugento, unico ente che può attivare la procedura di raccolta da parte della ditta che gestisce lo smaltimento rsu a Ugento.

Questa è una prassi consolidata applicata da quando è stata creata la nostra associazione.

citazione di un loro post ufficiale

Questo iter è obbligatorio per l’associazione che non può smaltire in autonomia i rifiuti.

Solo il comune è autorizzato a informare la ditta di raccolta poichè si tratta di “raccolta di rifiuti straordinaria” e perciò fatturata a parte.

Anche il gestore della pineta, assicurato dall’associazione che il comune avrebbe provveduto a rimuovere i rifiuti, non ha smaltito o segnalato la presenza della raccolta.

L’associazione da molto tempo si fa carico di numerose raccolte rifiuti, visionaibili sui loro profili social, occupandosi delle spiaggie di Torre Sann Giovanni, Lido Marini e Torre Mozza.

Dal 2019 l’associazione si assume la responsabilità di realizzare tali obiettivi con attività di monitoraggio, pulizia e riqualificazione, promozione culturale dell’ecosistema del litorale ugentino. L’associazione lavora per la valorizzazione di attività aperte al pubblico ossia di svago, ricreative, sportive e culturali e autoctone volte a favorire la fruizione delle bellezze naturalistiche esistenti e di assicurarne il mantenimento nel tempo in quanto patrimonio di tutti.

Così sul proprio sito.

Un impegno a tutto tondo nella salvaguardia dei nostri litorali. Una sensibilità ammirevole nei confronti della propria terra che non dovrebbe essere ripagata in questo modo. Per questo il presidente dell’associazione ci tiene a sottolineare come tutti i loro sforzi siano atti a un vero e proprio cambiamento culturale della popolazione. Cambiamento che si inizia a scorgere dopo tre anni di intensa attività dell’associazione, come ha confermato il suo presidente Antonio Nuzzo:

Devo dire che i risultati si iniziano a vedere, anche se c’è ancora molto da fare. Abbiamo notato come i luoghi che abbiamo più volte pulito stiano migliorando grazie all’impegno dei volontari, dei cittadini e dell’amministrazione che ci supporta.

L’amministrazione dovrebbe provvedere celermente alla rimozione dei rifiuti raccolti dalla fatica dei volontari, come sempre successo in altre occasioni.

Speriamo che questa segnalazione arrivi a chi di dovere per permettere agli operatori di compiere il loro lavoro.

Posidonia e bacini: una convivenza difficile

posidonia e bacino

La convivenza tra posidonia e bacini è sempre più difficile a causa dei pochi e inutili interventi di miglioria attuati dall’amministrazione e dal consorzio di bonifica.

A distanza di meno di un anno dalla rimozione della imponente ostruzione di residui di posidonia oceanica (lunga oltre 40 metri), che intasava il bacino di Torre San Giovanni nel bel mezzo del centro abitato, nel tratto tra via Corsica e via Malta, l’annoso problema è tornato a ripresentarsi più volte nei mesi scorsi.

La segnalazione arriva dalla pagina facebook “Monitoraggio bacino Torre San Giovanni”. Dal 2019 questa pagina raccoglie documentazione fotografica, con lo scopo di sensibilizzare la popolazione e le istituzioni sulla tutela di quello che è uno dei più importanti ecosistemi palustri del Salento.

Le praterie di posidonia, che sorgono nei fondali al largo delle nostre coste, oltre a rappresentare un bio-indicatore della qualità delle acque marine costiere, svolgono un importante opera nella protezione della linea di costa dall’erosione.

La posidonia come qualsiasi altra pianta, perde le foglie secche, che normalmente non costituiscono un problema, se non visivo, quando spiaggiate lungo la costa.

Rappresenta, però, un serio problema all’interno di un sistema artefatto come quello dei bacini: l’accumulo dell’alga, impedisce il corretto afflusso di acqua dal mare all’interno degli stessi, compromettendo, di fatto, l’equilibrio del delicato ecosistema palustre.

Ne è un esempio la moria di pesci dello scorso ottobre (QUI l’articolo)

I bacini, nati per bonificare, rendendono abitabile un territorio, il nostro, che prima si rivelava inospitale e malarico.

Allo stesso modo,oggi, rischiamo di tornare una terra “inospitale”, quantomeno per i residenti che più volte hanno denunciato problemi di salubrità quali la massiccia presenza di zanzare e l’odore nauseabondo dovuto alle alghe in putrefazione

Anche se in maniera meno vistosa, attualmente il fenomeno è visibile nel tratto dove il canale si distacca da via Corsica formando una curva che poi immette il canale stesso nel bacino Sudenna.

Questa posizione rende difficile, se non impossibile, una eventuale risoluzione con l’ausilio di mezzi cingolati, metodo questo, utilizzato nel corso degli ultimi interventi

I pochi interventi eseguiti negli ultimi anni, ad opera del Consorzio di Bonifica Ugento Li Foggi, l’ente preposto alla manutenzione, non sono stati mai atti alla risoluzione del fenomeno, ma hanno interessato la rimozione occasionale di cumuli di posidonia.

Il problema, visto e considerato l’importante valore naturalistico del sito, ma anche la vocazione turistica di Torre San Giovanni, meriterebbe maggiore attenzione delle istituzioni che finora sono risultati miopi

Il Comune di Ugento mette mano ai regolamenti

Si terrà martedì prossimo, 18 gennaio 2022 alle 16.30 la seduta della Prima Commissione Consiliare permanente che deciderà in merito a delle modifiche richieste ai regolamenti sulle libere associazioni e del coniglio comunale.

Le modifiche richieste al regolamento comunale sulle libere associazioni sono fondamentalmente formali: in pratica si vuole delegare il presidente del consiglio comunale nel caso in cui un’associazione richieda il patrocinio gratuito del comune di Ugento. Questo per snellire l’iter ed evitare sempre una pronuncia della giunta comunale.

PropDelCC_2022_2_v4

Mentre per le modifiche al regolamento del consiglio comunale la questione sembra essere molto più seria e delicata, almeno a leggere attentamente il testo della modifica proposta dall’amministrazione comunale:

1.Nella discussione degli argomenti i Consiglieri Comunali hanno il più ampio diritto di esprimere apprezzamenti, critiche, rilievi e censure, ma essi devono riguardare atteggiamenti, opinioni o comportamenti politico-amministrativi, escludendo qualsiasi riferimento alla vita privata e alle qualità personali di alcuno.

2. Se un consigliere turba l’ordine, pronuncia parole sconvenienti o lede i principi affermati nel precedente comma, il Sindaco o il Presidente del Consiglio Comunale se nominato, lo richiama nominandolo.

3. Il richiamato può dare spiegazioni, in seguito alle quali il Sindaco o il Presidente del Consiglio Comunale se nominato, conferma o ritira il richiamo.

4. Se il Consigliere persiste senza tenere conto delle osservazioni rivolte, il Sindaco o il Presidente del Consiglio Comunale se nominato, gli interdice la parola.

5. Se il Consigliere cui è stata interdetta la parola persiste ulteriormente nel suo atteggiamento oppure ricorre ad ingiurie contro il Presidente, il Sindaco gli Assessori o altri Consiglieri o offende il prestigio delle pubbliche istituzioni, il Sindaco o il Presidente del Consiglio Comunale se nominato può sospendere temporaneamente la seduta.

6.In caso di reiterate violazioni del Regolamento che impediscono il regolare svolgimento della seduta, il Sindaco o il Presidente del Consiglio Comunale se nominato può ordinare l’allontanamento del Consigliere dall’aula, fatto salvo, in ogni caso, il diritto del Consigliere allontanato a partecipare alla votazione finale.

7. Nell’ipotesi in cui il Consigliere rifiuti di abbandonare l’aula, come previsto nel precedente comma 6, il Sindaco o il Presidente del Consiglio Comunale se nominato può disporne l’espulsione

In pratica si introduce una norma che permette al presidente del consiglio comunale e al sindaco di poter interdire, e addirittura allontanare, i consiglieri comunali che si renderanno colpevoli di comportamenti sconvenienti, con l’assoluta discrezionalità del presidente e il sindaco.

Ma in che modo si può giudicare oggettivamente quando un argomento è politico e non personale? Il presidente del consiglio dispone di un tabellino della parole vietate?

Una norma che se non ben inquadrata con paletti e regole certe può trasformarsi in un vulnus democratico.

Ma come mai l’amministrazione comunale si è presa la briga di voler proporre una modifica del genere? Questa è la domanda che gireremo presto al presidente del consiglio comunale Maria Venere Grasso.

PropDelCC_2022_1_v6

Essere genitori oggi: pillole senza contro indicazioni

genitori oggi

Essere genitori oggi. Essere genitore oggi è, naturalmente, diverso rispetto al passato.

L’evoluzione ha apportato numerosi cambiamenti sia nelle relazioni e sia negli stili di vita.

Infatti, i giovani di oggi sono chiamati “nativi digitali” perché sono immersi nella tecnologia digitale sin dalla nascita e la loro educazione ha subito la prepotenza di questo medium.

Tutto ciò nei nostri paesini è accaduto con ritardo rispetto le grandi città ma è evidente che la realtà che ci circonda è profondamente intrisa di digitale anche nelle nostre case ormai già da tempo.

In questo contesto le relazioni si sono digitalizzate, a maggior ragione, con l’avvento della pandemia, che ha costretto anche i comuni più piccoli a dover utilizzare maggiormente il medium internet.

I social hanno assunto un ruolo centrale nelle nostre giornate, diventando un mezzo per stare insieme agli altri.

Bambini e ragazzi, per poter avere una crescita equilibrata, hanno bisogno di:

ascolto senza giudizio, di accoglienza e protezione, della spinta verso il mondo esterno e della fiducia in sé stessi.

Come genitore è essenziale favorire l’esplorazione del mondo esterno del proprio figlio ma allo stesso tempo è importantissimo attribuirne un significato. Dare una spiegazione ai propri ragazzi di quello che non riescono a far proprio. Ovviamente, non dobbiamo sostituirci a loro ma comprenderli.

È importante non chiudersi e rispondere allo stesso modo nel momento in cui un’adolescente trasgredisce e ci rifiuta.

I figli amano i propri genitori incondizionatamente perché sono il loro primo esempio di persone adulte nella società. Dovremmo riflettere sull’esempio che stiamo dando ai nostri ragazzi se siamo i primi a comunicare con un telefono in mano.

I social hanno un effetto straniante, di distacco con la realtà che ci circonda e internet ha creato un gap diverso nelle piccole città. Infatti, i piccoli comuni vivono a velocità diverse i cambiamenti.

La differenza generazionale può creare scontri tra genitori e figli, che dipendono esclusivamente dal fatto che si parlano linguaggi diversi.

La comunicazione è molto importante per i genitori di oggi.

Aprire, sin da subito, un dialogo con i nostri figli serve per gettare le basi di un adulto sano, capace, cha abbia competenze sociali e personali.

La famiglia, come prima agenzia educativa, ha il compito di educare al riconoscimento delle proprie emozioni poiché risulta cruciale per lo sviluppo del bambino.

Risulta essenziale vivere di emozioni.

Infatti, il bambino già nell’utero materno le riconosce e nel corso dell’infanzia le fà proprie in modo graduale attraverso lo “specchio” con i propri genitori o chi li circonda.

Fondamentale far esprimere ai nostri bambini quello che sentono per poter impostare i percorsi cerebrali più corretti.  

Sviluppo cognitivo e sviluppo emotivo vanno di pari passo. Essere genitori oggi significa cominciare sin dà subito a comunicare con i nostri ragazzi.

Dott.ssa Ferritto Mariaserena. Psicologa.

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