Un’analisi esclusiva di Ozanews sulla Relazione ex art. 30 del D.Lgs. 201/2022 dell’Agenzia regionale dei rifiuti
Per anni il tema dell’impianto di trattamento rifiuti di Burgesi è rimasto sospeso tra rassicurazioni generiche, polemiche cicliche e assenza di informazioni puntuali.
Eppure, dagli atti ufficiali della Regione Puglia e di AGER, emergono elementi chiari, documentati e finora mai comunicati in modo trasparente ai cittadini.
Ozanews ha esaminato integralmente la Relazione ex art. 30 del D.Lgs. 201/2022, aggiornata a dicembre 2025, che ricostruisce lo stato delle concessioni pubbliche nel settore dei rifiuti.
Per quanto riguarda Ugento, il quadro che emerge è netto e pone interrogativi rilevanti sul piano istituzionale.
Una data ufficiale di cessazione dei conferimenti: 31 dicembre 2026
Il primo dato di rilievo riguarda il futuro dell’impianto di Ugento.
Contrariamente alla percezione diffusa, la chiusura non è indefinita né rimessa a valutazioni politiche future.
La Regione Puglia, con Delibera di Giunta n. 130 del 1° febbraio 2025, nell’ambito del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani (PRGRU), ha stabilito che gli impianti di trattamento meccanico-biologico destinati alla dismissione dovranno cessare i conferimenti entro una data precisa.
Per l’impianto di Ugento:
- la scadenza della concessione è fissata al 2 maggio 2026;
- la cessazione definitiva dei conferimenti è stabilita al 31 dicembre 2026.
Si tratta di una previsione ufficiale, recepita e richiamata da AGER nei propri atti.
Un elemento che, tuttavia, non risulta essere mai stato illustrato pubblicamente dall’amministrazione comunale ai cittadini di Ugento, nonostante la sua rilevanza.
La richiesta di documenti e il mancato riscontro del Comune di Ugento
Il secondo aspetto, altrettanto significativo, riguarda la fase di verifica avviata da AGER sulla concessione dell’impianto.
Subentrata nella gestione solo a seguito della legge regionale del 2016, l’Agenzia ha avviato un procedimento di ricognizione chiedendo agli enti che in passato avevano competenza – Provincia di Lecce, ex ATO LE 3 e Comune di Ugento – di trasmettere la documentazione relativa a:
- realizzazione dell’impianto;
- collaudo dei lavori;
- avvio del servizio;
- eventuali varianti o atti successivi al contratto del 2006.
La relazione ufficiale è esplicita nel rilevare che nessuno degli enti interpellati ha fornito riscontro alla richiesta, compreso il Comune di Ugento.
In assenza di tali documenti, AGER ha dovuto ricostruire la decorrenza e la durata della concessione attraverso altri atti disponibili, giungendo comunque a determinare in modo certo la scadenza al 2 maggio 2026.
Un dato amministrativo che solleva interrogativi
La mancata trasmissione della documentazione non viene qualificata nella relazione come atto doloso, ma rappresenta un elemento oggettivo di criticità amministrativa.
Si tratta di atti che avrebbero dovuto essere disponibili e che risultavano funzionali ai controlli pubblici sull’impianto.
Alla luce di quanto emerge dagli atti regionali, restano aperte alcune domande:
- perché il Comune di Ugento non ha fornito la documentazione richiesta;
- perché l’esistenza di una data ufficiale di cessazione dei conferimenti non è mai stata comunicata in modo chiaro alla cittadinanza;
- quale ruolo informativo e di trasparenza sia stato esercitato negli anni su una questione così rilevante per il territorio.
Trasparenza e diritto all’informazione
I documenti analizzati da Ozanews non contengono valutazioni politiche, ma dati amministrativi ufficiali.
Dati che oggi consentono di affermare, con certezza, che:
- l’impianto di Ugento ha una scadenza definita;
- il percorso di verifica regionale si è svolto senza il contributo documentale del Comune.
Informazioni che i cittadini hanno il diritto di conoscere.
E che aprono una nuova fase nel dibattito pubblico sul futuro dell’impianto e sul rapporto tra istituzioni e comunità locale.