Nardò e Gallipoli, Polizia di Stato: due ordini di carcerazione

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Nella giornata di ieri, la Polizia di Stato ha eseguito due ordini di carcerazione in provincia di Lecce, nei confronti di un giovane di 23 anni residente a Nardò e di un uomo di 66 anni di Gallipoli. Lo rende noto la comunicazione della Questura, indicando che i provvedimenti derivano da condanne ormai definitive e da decisioni dell’autorità giudiziaria.

Nel primo caso, il provvedimento restrittivo è stato eseguito dagli agenti della Questura di Lecce in servizio presso il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Nardò. Il giovane è stato destinatario di una condanna definitiva pronunciata nei giorni scorsi, per reati legati a rapina aggravata in concorso e porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere. Secondo quanto riportato nella fonte, i fatti risalgono a episodi criminali commessi tra febbraio e maggio del 2022.

Al momento dell’esecuzione, il 23enne risultava già sottoposto al regime degli arresti domiciliari con applicazione del dispositivo di controllo remoto (“braccialetto elettronico”). La comunicazione specifica che, in conseguenza della definitività della pena, gli agenti hanno proceduto al prelievo e al trasferimento presso la Casa Circondariale di Lecce. L’uomo dovrà scontare la pena residua fino a settembre 2027.

A Gallipoli, invece, gli agenti della Questura di Lecce in servizio presso il Commissariato di Pubblica Sicurezza hanno dato esecuzione a un ordine emesso dal Magistrato di Sorveglianza di Lecce. Il provvedimento riguarda una pena di quattro mesi per il reato di occupazione abusiva, commesso nel 2017, che l’uomo dovrà scontare in detenzione domiciliare.

La fonte evidenzia inoltre che l’uomo era già conosciuto alle Forze di Polizia. Nel 2023 era infatti stato tratto in arresto in flagranza di reato dagli agenti del Commissariato di P.S. di Gallipoli, per un episodio analogo: secondo quanto riportato, si sarebbe introdotto arbitrariamente in un immobile nel centro abitato di Gallipoli con l’intento di occuparlo, dopo aver aggredito violentemente la persona che in quel momento lo occupava.

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I due interventi descritti riguardano l’esecuzione di provvedimenti giudiziari connessi a condanne per reati comuni e a decisioni dell’autorità competente in materia di esecuzione della pena, con modalità diverse tra trasferimento in carcere e detenzione domiciliare.

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