Il Consiglio regionale della Puglia ha compiuto un passo significativo verso l’estensione dell’ipertermia oncologica su tutto il territorio. Nella seduta del 18 settembre 2026, l’Assemblea ha approvato all’unanimità una mozione che impegna la Regione a garantire un accesso equo a questa terapia e ad altre cure oncologiche innovative e integrate in tutte le ASL pugliesi.
Il provvedimento giunge dopo mesi di dibattito e iniziative politiche. Durante la seduta, sono state accorpate diverse proposte presentate da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Partito Democratico, trasformando la questione in un impegno condiviso dall’intera assise regionale.
Tra i promotori di questo percorso figura il consigliere regionale di Forza Italia, Paride Mazzotta, che lo scorso aprile aveva già depositato una mozione sul tema, insieme ai colleghi Paolo Soccorso Dell’Erba, Massimiliano Di Cuia, Marcello Lanotte e Anna Carmela Minuto, per sollecitare l’estensione delle terapie di ipertermia oncologica a livello regionale.
La situazione attuale: un solo centro pubblico a Bari
La necessità di questa delibera nasce da una situazione concreta: attualmente, nel sistema sanitario pubblico pugliese, l’ipertermia oncologica è disponibile unicamente presso l’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari. Già con la deliberazione di Giunta regionale n. 319 del 17 marzo 2025, la Regione aveva inserito la chemio-immunoterapia per alcune neoplasie maligne in combinazione con ipertermia locoregionale esterna tra i pacchetti di day service.
Questa centralizzazione comporta per i pazienti residenti nelle altre province la necessità di affrontare spostamenti frequenti e spesso onerosi verso Bari per ricevere le cure. Una realtà resa nota dalla vicenda di Antonella Ciccarese, una paziente oncologica di Carmiano, nel Salento, che nei mesi scorsi aveva raccontato pubblicamente le difficoltà e il peso dei viaggi per sottoporsi alla terapia.
A marzo 2026, la signora Ciccarese aveva rivelato di aver percorso 25mila chilometri in sette mesi, con almeno due viaggi settimanali da Carmiano a Bari, un tragitto di oltre 150 chilometri che richiedeva diverse ore tra andata e ritorno. Antonella è poi scomparsa l’8 settembre 2026, all’età di 44 anni, ma la sua battaglia ha raggiunto l’Aula del Consiglio regionale.
L’impegno politico e i prossimi passi
Durante la seduta, il consigliere Mazzotta ha ricordato la figura di Antonella Ciccarese, evidenziando come la sua testimonianza abbia contribuito a sensibilizzare le istituzioni sul problema. Ha inoltre sottolineato come l’accorpamento delle diverse mozioni dimostri che si tratta di una questione che «unisce tutti quanti» e che è legata al principio di giustizia sociale.
Dopo l’approvazione, Mazzotta ha richiamato l’attenzione sul passaggio successivo: dare attuazione concreta all’impegno assunto dal Consiglio regionale, attraverso l’istituzione di una rete di centri per l’ipertermia oncologica distribuiti sul territorio pugliese.
La mozione non si limita alla distribuzione territoriale del trattamento, ma impegna anche la Regione ad attivarsi per l’inserimento dell’ipertermia oncologica nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Attualmente, infatti, questa terapia non è inclusa nei LEA come prestazione specialistica ambulatoriale, un nodo ancora aperto che ha visto anche la presentazione di una proposta di legge alla Camera per una sperimentazione clinica strutturata nel Servizio Sanitario Nazionale.
L’approvazione della mozione rappresenta quindi un importante impegno politico e istituzionale. Il passaggio dalla dichiarazione d’intenti ai servizi concretamente disponibili nelle diverse ASL richiederà ulteriori atti e interventi organizzativi da parte della Giunta regionale. L’obiettivo è ridurre gli spostamenti e avvicinare le cure ai territori di residenza, alleviando il carico sui pazienti oncologici e sulle loro famiglie.