Un nuovo crollo ha interessato la costa di Località Pazze a Ugento pochi giorni fa. Quasi contemporaneamente, il Comune di Ugento ha emesso la delibera di Giunta comunale numero 212 del 3 settembre 2026, certificando ufficialmente la gravità della situazione. L’atto riconosce una “rilevante criticità geomorfologica” e la minaccia all’incolumità pubblica, prevedendo un intervento da 612 mila euro, ma il finanziamento è ancora da reperire e i lavori si prospettano nei prossimi anni.
La delibera mette nero su bianco che le dune fossili di Pazze sono interessate da fenomeni di instabilità, con crolli e ribaltamenti che “minacciano l’incolumità pubblica”. Una realtà che Ozanews ha documentato pochi giorni fa, mostrando un altro cedimento della costa, evidenziando la concretezza del problema.
612 mila euro per la sicurezza. Ma ancora non ci sono
La Giunta guidata dal sindaco Salvatore Chiga ha approvato in linea tecnica lo Studio Preliminare per un intervento denominato “Miglioramento della sicurezza di un tratto costiero in Località Pazze”. L’importo complessivo stimato è di 612 mila euro, di cui 430 mila euro destinati ai lavori, 18 mila euro per oneri di sicurezza e il resto per indagini geologiche, progettazione, direzione lavori e altre spese tecniche.
Tuttavia, questi 612 mila euro non sono attualmente disponibili nelle casse comunali. La delibera specifica che l’intervento sarà realizzato “se finanziato” attraverso fondi di un avviso pubblico regionale, senza oneri per l’ente. Questo significa che il Comune ha presentato una candidatura, e ora si attende l’eventuale arrivo del finanziamento. Nel frattempo, i fenomeni di crollo a Pazze proseguono.
La parola più pesante è una: “urgenza”
Il Comune stesso utilizza termini molto chiari nella delibera, parlando di “assoluta urgenza” di programmare e realizzare interventi per il consolidamento e la messa in sicurezza del tratto costiero. Viene descritto un tratto di costa caratterizzato da dune fossili soggette a frane per crollo e ribaltamento, capaci di minacciare l’incolumità pubblica e il patrimonio ambientale, paesaggistico e infrastrutturale. Non è Ozanews a dipingere uno scenario allarmante, ma un documento ufficiale dell’amministrazione. La domanda, quindi, è quanto tempo possa ancora trascorrere tra il riconoscimento dell’emergenza e la sua soluzione concreta.
38 mesi. Una cifra che fa riflettere
Un altro dato significativo contenuto nell’atto riguarda la tempistica. La durata complessiva programmata dell’intervento, dall’approvazione del progetto di fattibilità tecnico-economica fino al collaudo finale, è stimata in 38 mesi, ovvero più di tre anni. Questa previsione si scontra con la definizione di “assoluta urgenza” data dalla stessa amministrazione. Mentre la costa continua a cedere, come documentato da Ozanews, la macchina amministrativa prevede un percorso lungo e articolato.
Un altro progetto sulla carta?
La storia di Ugento ha già visto annunci, progetti, finanziamenti da cercare e opere rimaste in attesa. Il caso di Pazze rischia di aggiungersi a questo elenco, con il progetto che precede l’opera. Questa volta, però, la posta in gioco è la sicurezza di una costa interessata da fenomeni di crollo e ribaltamento, come riconosciuto dall’amministrazione comunale.
La delibera, approvata all’unanimità e dichiarata immediatamente esecutiva, è un passo amministrativo importante. Ora è fondamentale capire quali saranno i prossimi passi concreti. A Pazze, dopo l’ennesimo crollo, non servono solo atti e studi, ma azioni per mettere in sicurezza la costa. Una costa che crolla non può attendere i 38 mesi di un cronoprogramma.
