Una vittoria assaporata, difesa con i denti e sfumata proprio quando il traguardo sembrava ormai raggiunto. Il Casarano subisce una beffa atroce contro il Foggia: dopo essere passato in vantaggio in dieci uomini, viene raggiunto all’ultimo respiro da Luciani. Al Capozza è 2-2, ma il sapore è quello di una sconfitta.
Ci sono pareggi che valgono come vittorie e altri che fanno tremendamente male. Quello maturato al “Giuseppe Capozza” contro il Foggia appartiene sicuramente alla seconda categoria. Il Casarano di Luciano Zauri vede sfumare proprio sul più bello una serata che avrebbe potuto regalare tre punti pesantissimi, al termine di una partita giocata con cuore, sacrificio e grande carattere, sotto una pioggia incessante.
Eppure le Serpi avevano tutte le ragioni per credere nell’impresa.
A rompere l’equilibrio è il Foggia al 24’ con Ravasio, bravo a trovare la conclusione vincente e a portare avanti i rossoneri. Il Casarano non si disunisce, reagisce e continua a cercare la via del pareggio. La ricompensa arriva nel recupero della prima frazione: al 45’+2’ Mercadante svetta di testa e firma l’1-1, facendo esplodere il Capozza.
Nella ripresa arriva l’episodio che sembra complicare definitivamente i piani rossazzurri. Al 54’ Negro viene espulso per un fallo da ultimo uomo su Ravasio. Casarano in dieci uomini e Foggia con la possibilità di sfruttare la superiorità numerica per tutto il resto della gara.
Gli ospiti aumentano la pressione, ma trovano davanti una squadra capace di stringere i denti, soffrire e non rinunciare a colpire. Il Casarano non si limita a difendere: lotta su ogni pallone e prova a sorprendere gli avversari nelle ripartenze.
La partita sembra ormai indirizzata verso il forcing foggiano, ma all’84’ arriva l’incredibile colpo rossazzurro. Grandolfo lavora un pallone prezioso e serve Ciotti, che con un destro preciso batte Saro e porta il Casarano sul 2-1.
Il Capozza diventa una bolgia. In inferiorità numerica, contro un avversario che avrebbe dovuto sfruttare l’uomo in più, le Serpi trovano la forza di portarsi avanti. Mancano pochi minuti, più recupero. La vittoria sembra davvero a un passo.
Ma il calcio, a volte, sa essere crudele.
Quando il cronometro segna il 95’, sull’ultimo assalto rossonero, arriva la doccia gelata: calcio d’angolo e colpo di testa vincente di Pierluca Luciani. La palla finisce in rete, il Foggia esulta e il Capozza ammutolisce. È il definitivo 2-2.
Una beffa difficilissima da digerire per il Casarano, che dopo aver subito l’espulsione di Negro era riuscito non soltanto a resistere, ma addirittura a trovare il vantaggio con una prestazione di grande sacrificio.
Resta la rabbia per quei pochi secondi che separavano le Serpi da una vittoria preziosa. Resta il rammarico per due punti lasciati per strada quando ormai sembravano conquistati. E resta soprattutto la consapevolezza che questa squadra, anche nelle difficoltà, ha dimostrato di avere carattere e voglia di lottare.
Il pareggio muove la classifica, ma non cancella l’amarezza di una serata che il pubblico rossazzurro difficilmente dimenticherà.
Al Capozza finisce 2-2. Il Foggia festeggia, il Casarano mastica amaro. Perché questa volta non è mancato il cuore, non è mancato il coraggio e nemmeno la prestazione. È mancato soltanto un soffio per trasformare una notte di sofferenza in una notte di festa.