La dengue non è più una malattia legata esclusivamente ai viaggi nei Paesi tropicali, ma si sta diffondendo anche in Italia. L’infettivologo Matteo Bassetti ha lanciato l’allarme, evidenziando come il cambiamento climatico stia trasformando il Paese in un ambiente sempre più favorevole alla diffusione di questo tipo di patologie.
Secondo Bassetti, in Toscana è in corso il più significativo cluster di dengue mai registrato. Questa situazione è indicativa di come l’Italia stia vivendo una fase climatica tipicamente tropicale rispetto a vent’anni fa. Il medico non esclude che in futuro potrebbero riaffacciarsi malattie debellate da tempo, come la malaria.
La trasmissione del virus avviene quando una persona rientrata dall’estero, proveniente da un’area endemica per la dengue, contrae il virus. Successivamente, una zanzara tigre nella zona, come accaduto tra Baratti e Piombino, può pungere l’individuo infetto, acquisire il virus e poi trasmetterlo ad altre persone.
L’esperto ha inoltre criticato le attuali strategie di prevenzione. A suo avviso, le disinfestazioni circoscritte a 200 metri dalle abitazioni non sono sufficientemente efficaci. Ha sottolineato la necessità di una prevenzione mirata e di uno screening approfondito. Analogamente, l’attività antilarvale avrebbe senso se condotta a maggio o giugno, piuttosto che a settembre.
Il concetto di “Italia tropicale” non implica una trasformazione letterale del Paese in una zona tropicale, ma evidenzia che temperature più elevate e stagioni favorevoli più lunghe creano condizioni ideali per la proliferazione delle zanzare vettori di malattie come la dengue, tra cui la già presente zanzara tigre. Questo scenario è il risultato dell’incontro tra cambiamenti climatici, mobilità internazionale e la presenza di vettori, che modificano la circolazione delle malattie nel territorio nazionale. È un segnale che richiede maggiore consapevolezza.