A Ugento, la recente premiazione del professor Giuseppe Scardozzi nell’ambito del Premio Zeus ha innescato una riflessione sulla continuità politica e amministrativa del territorio. Durante la cerimonia, è stato fatto riferimento a una collaborazione venticinquennale tra il ricercatore del CNR e Massimo Lecci, figura di spicco della vita pubblica ugentina.
Scardozzi ha ricordato di aver avviato le sue ricerche a Ugento nel 2001, condividendo con Lecci numerosi progetti, dalla carta archeologica del territorio alle attività del museo e agli scavi. Ha ringraziato il sindaco, l’assessore e i dirigenti comunali per il supporto, evidenziando la continuità di un lavoro che ha coinvolto anche molti cittadini.
Venticinque anni di presenza politica
Il riferimento a una collaborazione lunga 25 anni con un protagonista della politica ugentina come Massimo Lecci, che attraversa decenni di amministrazione locale, porta inevitabilmente a interrogarsi sulla continuità del potere. Vent’anni e oltre di presenza politica e amministrativa rappresentano un arco di tempo significativo per una comunità.
La questione non intende mettere in discussione il valore della ricerca archeologica o i meriti del premiato. Piuttosto, solleva una domanda sulla fisiologia di una democrazia locale, in cui gli stessi attori mantengono posizioni centrali per un periodo così esteso. Emerge la necessità di comprendere cosa sia effettivamente cambiato in questi 25 anni.
Il dibattito sul futuro della città
Il dibattito a Ugento si concentra spesso su temi come turismo, cultura, patrimonio archeologico e valorizzazione del territorio. Questi sono aspetti importanti che richiedono investimenti e competenze specifiche. Tuttavia, una comunità deve anche confrontarsi con la qualità dei servizi, la manutenzione del territorio, le opere pubbliche, la trasparenza delle decisioni e le opportunità per le nuove generazioni.
Il rischio, quando la presenza politica si protrae per decenni, è che la continuità venga percepita automaticamente come un valore. Sebbene possa generare esperienza e competenza, una continuità eccessiva può anche condurre a immobilismo, abitudine e difficoltà nel promuovere idee e protagonisti nuovi. Questa non è un’accusa, ma una legittima domanda politica.
Oltre le celebrazioni del Premio Zeus
Il Premio Zeus celebra la storia, la cultura e le personalità che hanno contribuito alla valorizzazione di Ugento. È fondamentale riconoscere il lavoro di chi studia e racconta il patrimonio della città. Tuttavia, in queste occasioni pubbliche, è altrettanto rilevante ricordare che il patrimonio di Ugento include anche il suo tessuto civico, con il diritto dei cittadini a discutere del proprio futuro.
Mentre si applaudono i risultati di 25 anni di ricerca, è opportuno domandarsi quali risultati amministrativi possano essere rivendicati da chi è protagonista della politica ugentina da oltre due decenni. Quali opere sono state completate? Quali problemi risolti? Quali servizi migliorati? Quali promesse mantenute? E, soprattutto, quale spazio è stato concesso a chi propone una Ugento diversa?
Queste sono domande che richiedono risposte, non applausi. Una città non appartiene a chi la governa più a lungo, ma ai suoi cittadini. Il prossimo sindaco di Ugento, chiunque sarà, dovrà confrontarsi con l’eredità di un sistema politico e amministrativo consolidato nel corso di decenni, che merita di essere analizzato e valutato con obiettività. La battuta sui “prossimi 25 anni”, pronunciata durante la serata, seppur scherzosa, racchiude una seria interrogazione sul futuro di Ugento.
