Melpignano si prepara ad accogliere un’altra grande artista sul palco del Concertone della Notte della Taranta 2026. La cantautrice Levante sarà infatti ospite della ventinovesima edizione dell’evento, in programma sabato 22 agosto. L’annuncio arricchisce ulteriormente il cast di un appuntamento che quest’anno vede la direzione del maestro concertatore Ermal Meta e le coreografie di Fredy Franzutti.
Durante la serata, Levante presenterà al pubblico di Melpignano un brano tratto dal suo nuovo album, intitolato “Dell’amore il fallimento e altri passi di danza”. Non mancherà inoltre l’interpretazione di un classico del repertorio popolare salentino, “Beddha ci dormi”, un omaggio alla tradizione locale che l’artista ha espresso di voler approfondire.
La cantante ha commentato con entusiasmo la sua partecipazione: “Essere ospite alla Notte della Taranta per me è un grande riconoscimento, perché condivido quel fuoco del Sud che porto con me e reputo sacro e che sono felice di portare sul palcoscenico di Melpignano“. Ha inoltre aggiunto: “Entrare nella tradizione salentina è una scoperta, e sono curiosa nel trovare un legame tra i passi di danza del mio nuovo disco con quelli della pizzica. Il mio nuovo lavoro che si racchiude nell’album, Dell’amore il fallimento e altri passi di danza, abbraccia davvero tanti passi di danza: quelli della vita reale, della vita di tutti i giorni, ma soprattutto quelli dell’amore che non avviene o che, in qualche modo, finisce, fallisce. Trovo che ci sia una certa vicinanza anche con l’ultimo singolo Malìa: c’è quel tipo di danza che mi riporta qui in Salento“.
L’ingresso di Levante si aggiunge a un elenco di artisti già di rilievo che si esibiranno con l’Orchestra Popolare La Notte della Taranta. Tra gli ospiti precedentemente annunciati figurano la fadista Gisela João, la popolare Alessandra Amoroso, l’interprete Maria Mazzotta e l’artista salentino Welo. Il Concertone, momento culminante della manifestazione, promette anche quest’anno un’esperienza musicale e culturale di grande impatto, celebrando la ricchezza della tradizione salentina e la sua capacità di dialogare con sonorità e artisti contemporanei.
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