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Taurisano, Alzheimer avanzato: INPS nega l’accompagnamento, è battaglia

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A Taurisano, la disperazione si scontra con la burocrazia: la famiglia di Amedeo Panico, 59 anni, combatte una battaglia per la dignità. Nonostante una diagnosi inequivocabile di Alzheimer in stadio avanzato, con grave compromissione cognitiva e disfagia, l’INPS di Casarano ha negato all’uomo l’indennità di accompagnamento, riconoscendogli un’invalidità aumentata di appena l’1%. Una decisione che ha scatenato la ferma protesta della moglie, Barbara Carangelo, che chiede giustizia per il marito.

La storia di Amedeo è un grido d’allarme che arriva dal cuore del Salento. La sua condizione è certificata da una documentazione clinica “incontestabile” rilasciata dai centri specializzati dell’ASL di Lecce e di Tricase, che include esami approfonditi come risonanze magnetiche e PET. Eppure, dopo una visita avvenuta lo scorso ottobre, la commissione medica INPS ha liquidato il caso definendo la patologia come “Alzheimer in fase iniziale”. Un esito che per la signora Carangelo è un “insulto alla nostra sofferenza”, lasciando il marito senza i diritti minimi di supporto essenziali per affrontare una malattia così devastante.

Ma il calvario non si ferma qui. La sanità pubblica aggiunge un ulteriore ostacolo: per le sedute di logopedia, vitali per la disfagia di Amedeo, la famiglia deve affrontare un anno intero di lista d’attesa. Tempi inaccettabili per chi lotta contro una malattia che “corre veloce ed è spietata”.

Di fronte a questa ingiustizia, la famiglia Panico ha già avviato un ricorso legale. L’udienza in tribunale è fissata per il prossimo novembre, ma Barbara Carangelo non intende aspettare i “tempi biblici della giustizia”. La sua richiesta è chiara e forte: un riesame immediato in autotutela da parte dell’INPS, perché “la dignità di un malato non può ridursi a un numero su un verbale o a una valutazione sbrigativa di pochi minuti”.

La vicenda ha già acceso i riflettori del telegiornale regionale Telerama News, che ha dedicato un servizio video alla loro storia. Ora, la famiglia chiede l’aiuto di tutti per abbattere questo “muro di gomma istituzionale” e far sì che questa battaglia per la dignità non rimanga confinata ai soli confini locali.

La voce di Barbara Carangelo è la voce di tante famiglie salentine che ogni giorno affrontano sfide immense. Ozanews.it si impegna a dare eco a questa richiesta di giustizia, affinché l’attenzione sul caso di Amedeo Panico non si spenga e la sua famiglia possa ottenere il supporto e la dignità che merita, qui, nel cuore pulsante del nostro territorio.

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