Lecce, ‘5,7 km di grida nel silenzio’: mostra per Gaza alla Biblioteca Bernardini

L’opera memoriale “5,7 km di grida nel silenzio” arriva a Lecce, ospitata dal 7 al 16 settembre 2026 nel suggestivo Chiostro del ’500 della Biblioteca Bernardini – ex Convitto Palmieri. L’iniziativa, che commemora oltre 20.000 bambine e bambini palestinesi uccisi nella Striscia di Gaza, sarà inaugurata lunedì 7 settembre alle ore 19.00 con un momento pubblico di letture e approfondimenti dedicati alla Palestina.
Il progetto, ideato e curato da Cristina Pedrocco ed Elena Gradara, nasce per trasformare il dolore in memoria e la memoria in testimonianza civile. Attraverso una monumentale striscia tessile lunga 5 chilometri e 700 metri, l’opera intende restituire dignità e visibilità alle vite spezzate dalla guerra. Lanciata nel settembre 2025 con la call “Artisti tessili per Gaza”, l’iniziativa ha coinvolto oltre 400 gruppi di persone da tutta Italia, che su migliaia di pannelli hanno ricamato, scritto o dipinto i nomi delle giovani vittime, uniti poi in un unico memoriale.
Dopo aver toccato diverse città come Fusignano, Parma, Rosignano Monferrato, Milano, Torino, Monteprandone e Castiglione d’Otranto, l’esposizione giunge nel capoluogo salentino. Le foto dell’installazione a Castiglione d’Otranto sono state realizzate da Clara Zanoni.
L’iniziativa è il frutto della collaborazione con il Polo Biblio-museale di Lecce e la Biblioteca Bernardini, ed è organizzata e curata da diverse realtà attive sulla causa palestinese: G.U.S. – Gruppo Umana Solidarietà “G. Puletti”, Donne per la Palestina, Sciamu te paru, Fucina Salentina e Salento per la Palestina.
Info per visitare la mostra
- Inaugurazione: 7 settembre 2026, ore 19.00
- Periodo esposizione: dal 7 al 16 settembre 2026
- Orario di apertura: 08.00 – 20.00
- Luogo: Chiostro del ‘500 della Biblioteca Bernardini – ex Convitto Palmieri, Lecce
L’obiettivo delle promotrici è proseguire il percorso espositivo del memoriale in piazze e spazi culturali, per mantenere viva la memoria di questi nomi. L’intenzione finale è affidare l’opera a un’istituzione permanente che ne garantisca la conservazione e la funzione commemorativa nel tempo, inserendosi in un più ampio movimento internazionale di solidarietà civile e promozione dei diritti umani.














