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Non diventiamo la nuova terra dei fuochi

Non diventiamo la nuova terra dei fuochi

In una delle ultime audizioni presso la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari, sono emersi interessanti spunti di riflessione che non possono essere trascurati alla luce di quanto siano attuali soprattutto nel nostro scorcio di territorio salentino. Con professionalità e serietà il procuratore capo della Procura della Repubblica di Bari, lo stimatissimo dott. Roberto Rossi, da anni impegnato nella lotta ai crimini ambientali, nel contrasto delle violazioni perpetrate in materia di rifiuti dalla criminalità organizzata, ha evidenziato quanto, purtroppo, anche nella nostra regione, sia attuale parlare di “terra dei fuochi”.

Al pari di quanto accaduto negli anni passati (e tuttora continua a verificarsi sotto il silenzioso omertoso di tutti!), arrivano rifiuti classificati e catalogati in maniera non corretta. In difformità ai principi stabiliti dalla normativa europea e dalla legislazione nazionale. Rimangono cioè “indifferenziati” per poi essere facilmente trasportati e stoccati in grandi capannoni da soggetti senza scrupoli, che opera in nero, il cui obiettivo è disfarsi di materiali che se lavorati e trattati correttamente seguendo le logiche dell’economia circolare, potrebbero essere recuperati e reimmessi nel mercato producendo nuova ricchezza, favorendo la nascita di posti di lavoro e soprattutto tutelando l’ambiente, con meno spreco di materie prime. La delinquenza ambientale prosegue la sua opera incendiando enormi quantitativi di rifiuti indifferenziati, sfuggiti ai sistemi di tracciabilità e di controllo. La combustione non fa altro che produrre sistematicamente diossina che viene immessa nell’aria, creando seri problemi di natura igienico – sanitaria, di salubrità dell’aria e delle matrici ambientali. L’azione delle piogge sul “particolato” non fa altro che depositarlo e quindi sedimentarlo nel terreno. Da qui si traferisce nell’organismo attraverso la frutta, la verdura e le carni degli animali. Anche la nostra terra è ribattezzabile “terra dei fuochi”. Non c’è del resto da meravigliarsi considerato che solo chi è in cattiva fede non scorge la gravità di una situazione gestionale, prim’ancora che ambientale e sanitaria, tutta ed esclusivamente “di connivenza politico-affaristico-amministrativa”, che è inutile nascondere. Oltre alle inchieste giudiziarie che fanno emergere un quadro raccapricciante, ad ulteriore riprova del tracollo politico della gestione del ciclo dei rifiuti concorrono i costi che si riversano sulla TARI, ovvero su ciò che annualmente paghiamo per la raccolta, il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti urbani, che tocca le tasche di ogni pugliese. Le notizie apparse sui giornali, alla luce di una recente sentenza del Consiglio di Stato, delineano un futuro tutt’altro che roseo. Nei prossimi mesi, si registrerà verosimilmente un aumento calcolato fino al 50% (se non maggiore!) rispetto ai costi iniziali, che si aggiungerà all’obbligo di pagare tutti gli arretrati dovuti all’adeguamento delle tariffe a partire dal 2021.

Tutto ciò che succede all’ambiente che ci circonda si riverbera sulla nostra salute e soprattutto sui bilanci familiari. Ci sono alcuni elementi interessanti che è necessario cogliere, come cittadini, al fine di poter comprendere di che cosa stiamo parlando e porre in essere comportamenti adeguati e corretti con stili di vita che tengano conto della vulnerabilità di ciò che ci circonda. 

Nel corso della sua udizione il procuratore Rossi evidenzia che ai centri di recupero arriva materiale pessimo, in teoria non dovrebbe essere così. Chi raccoglie rifiuti deve dividerli secondo i principi di tracciabilità. Ma questo non accade, sebbene i cittadini si impegnino a differenziarli. Calza poi l’esempio fornito alla Commissione: “Chi raccoglie dovrebbe fermare chi porta ai centri di smistamento, ad esempio, il 90% di plastica e per il 10% il sacchetto delle banane che non sono state separate”, cioè rifiuti indifferenziati, di qualsiasi tipo. La parte di materiale non recuperabile, teoricamente proveniente dalla raccolta differenziata, viene triturata e classificata con un codice detto “CER”, che ne identifica l’origine e la tipologia. Elemento essenziale su cui bisogna stare molto attenti perché si tratta di materiale che non può andare negli impianti di recupero, che sono pochi e costosi, creando un problema: o va in discarica, ed anche qui ci sono dei costi, oppure come effettivamente accade, viene dato a soggetti che lo trasportano in nero in luoghi ove verrà illegalmente smaltito all’interno di grandi capannoni che vengono puntualmente incendiati con immissioni dannosissime in aria di sostanze inquinanti”. Vi è poi il meccanismo della “doppia squadra”. Una modalità di guadagno per le cosche mafiose, per la quale, accanto a figure legali, vi sono doppie squadre della criminalità organizzata che non lavorano ma prendono soldi. Si tratta dei “colletti bianchi”, i cui crimini sono stati studiati e approfonditi dall’eminente criminologo statunitense Edwin Sutherland. I costi non possono che aumentare. All’imprenditore privato non resta che andare verso il fallimento non riuscendo a pagare le tasse. C’è anche il problema dei ritardi nei pagamenti da parte dei comuni e lo dimostrano i numerosi provvedimenti e sequestri per milioni di euro. E ci sono anche gli sperperi di soldi per favoritismi elettoralistici, che non vede solo chi non vuole vedere. Ma la “terra dei fuochi” ce l’abbiamo anche in casa nostra. Non teniamo la testa sotto la sabbia, guardiamo avanti e non lasciamo che la nostra diventi la “nuova terra dei fuochi”.

Emergenza Verde a Ugento: Il Piano del Verde tra Promesse e Realismo

Le segnalazioni di abbandono e di erbacce incolte continuano ad affliggere Ugento, con particolare attenzione rivolta alla scalinata che collega via Barco a via Ripamonti. Questo tratto, una volta fiore all’occhiello della città, oggi rappresenta un’immagine di trascuratezza e abbandono. Tuttavia, questa situazione non è un caso isolato; si inserisce in un contesto più ampio di mancata manutenzione del verde pubblico, evidenziando una discrepanza tra le promesse fatte e la realtà attuale.

Il consigliere comunale Tiziano Esposito ha portato alla luce un importante dato: nel 2018 il Comune di Ugento ha adottato un Piano del Verde che ha comportato un investimento di quasi 10.000 euro. Questo piano, presentato con enfasi come uno strumento per migliorare il profilo verde della città, oggi sembra essere rimasto lettera morta, deludendo le aspettative dei cittadini.

Le promesse di cambiamento positive al verde pubblico, fatte dall’allora Sindaco e ora Vice Sindaco con delega all’Ambiente, non hanno trovato riscontro nella realtà. Il denaro speso per questo progetto sembra essere stato investito in modo inefficace, con molte delle azioni previste nel Piano del Verde rimaste sulla carta.

Il problema principale è la mancanza di manutenzione del verde pubblico. Nonostante i cittadini paghino tasse sui rifiuti per il diserbo delle aree verdi, questo servizio sembra essere carente. La pulizia dei marciapiedi e la rimozione delle erbacce non vengono eseguite in modo soddisfacente, sollevando sospetti su possibili motivazioni politiche dietro tali azioni.

Il Piano del Verde, presentato con tante parole accattivanti, sembra essere rimasto un mero esercizio di retorica. Promesse come la creazione di aree verdi pubbliche e la cura dei giardini esistenti non sono state mantenute. Il verde pubblico a Ugento è in uno stato di declino evidente, e le parole vuote nel Piano del Verde lasciano i cittadini amareggiati.

È urgente un intervento immediato per preservare le piante che non sono ancora seccate e per invertire questa tendenza al degrado. Gli alberi, in particolare, sono tesori naturali che meritano il massimo rispetto e la cura. È ora che l’amministrazione comunale agisca con determinazione per ripristinare il verde pubblico di Ugento e onori le promesse fatte nel Piano del Verde.

I cittadini di Ugento chiedono che il verde comunale non sia più trascurato e che si ponga fine a questa situazione di declino. È ora che l’amministrazione comunale agisca con determinazione per proteggere e valorizzare il patrimonio verde della città, dando così un segnale positivo per il futuro di Ugento.

L’Abbandono del Parco Giochi di Via Teano a Ugento: Un Appello per un Futuro più Luminoso

il parco di via teano a ugento ancora abbandonato

Il consigliere comunale Tiziano Esposito ha sollevato nuovamente la questione del degrado in cui versa il parco giochi di Via Teano, un’opera pubblica che ha assorbito risorse pubbliche considerevoli, ma che attualmente giace inutilizzata e trascurata. Questo stato di abbandono non solo priva la comunità di un importante spazio pubblico, ma rappresenta anche un rischio per la sicurezza pubblica, specialmente considerando l’erba secca alta un metro che potrebbe facilmente causare incendi dannosi nell’area urbana circostante.

Le richieste di intervento urgente, avanzate già nell’agosto del 2023, sono state accolte con spiegazioni burocratiche che hanno impedito al Comune di agire tempestivamente. Solo dopo due interrogazioni è emerso che le complicazioni burocratiche legate al precedente gestore del parco hanno ostacolato le azioni correttive fino ad agosto dello stesso anno. Tuttavia, a seguito della scadenza della convenzione con il GAL Capo di Leuca nel novembre 2023, la responsabilità dell’area è tornata al Comune di Ugento.

Nonostante le promesse del Sindaco riguardo all’affidamento della gestione del parco all’associazione “Amici di Mauro”, secondo classificata in una precedente gara d’appalto, nulla è ancora cambiato. L’area continua a rimanere in uno stato di abbandono, privata della sua funzione originaria di spazio pubblico destinato al gioco e al divertimento dei più giovani.

La domanda che sorge spontanea è: è giusto lasciare che un’area così preziosa cada nel degrado? Esiste una soluzione che possa garantire una migliore gestione e fruizione dell’area? Il consigliere Esposito propone un modello simile a quello utilizzato per la piazza Immacolata, suggerendo di avviare una procedura per la concessione dell’area che coinvolga le associazioni locali e la comunità stessa, in modo da garantire una gestione più efficace e responsabile del parco.

I parchi giochi pubblici non sono semplici spazi di svago, ma sono anche luoghi in cui i bambini possono sviluppare abilità motorie, cognitive e sociali cruciali per il loro benessere e la loro crescita. È imperativo, quindi, che il Comune di Ugento si adoperi per rendere fruibili questi spazi, assicurando che siano mantenuti e gestiti nel migliore dei modi.

La comunità di Ugento si unisce all’appello del consigliere Esposito per un intervento tempestivo e efficace che restituisca al parco di Via Teano il suo ruolo vitale nel tessuto sociale della città. È tempo di agire, di trasformare questo spazio da una zona dimenticata a un’oasi di gioco e socializzazione per tutti i cittadini di Ugento. Siamo fiduciosi che, con la volontà politica e l’impegno della comunità, possiamo garantire un futuro più luminoso per il nostro parco e per le generazioni future.

PARCO (OZALAND) VIA TEANO.

QUALE FUTURO❓️

Come descritto altre volte, riportiamo all’attenzione dei nostri governanti, lo stato di degrado e pericolo in cui continua a versare il parco giochi di via Teano.

Parliamo di un’opera pubblica costata oltre 55.000 💶 di fondi pubblici Ma come ben noto a tutti, la struttura continua ad essere inutilizzata ed a versare in condizioni di abbandono da tempo ⛔️

Avevamo chiesto con URGENZA (agosto 2023) di mettere in sicurezza l’intera area, sfalciando l’erba secca ormai alta un metro e che avrebbe potuto provocare danni seri in caso di incendio nel contesto urbano in cui si trova il parco.

Dopo due Interrogazioni, finalmente, il Sindaco in Consiglio Comunale ci aveva fornito alcune risposte.

Lungaggini burocratiche legate alle azioni avviate nei confronti del precedente Gestore del Parco impedivano al Comune di intervenire sino al mese di Agosto 2023.

Nel frattempo, il 10 novembre 2023 è scaduta anche la convenzione con il GAL Capo di Leuca al quale era stato concesso il bene e, pertanto, ora spetta al Comune decidere cosa voler fare di quest’area!

⏳️Siamo a marzo 2024 e, purtroppo, il parchetto il Via Teano continua ad essere abbandonato e sempre più inutilizzabile.

Il Sindaco aveva annunciato l’affidamento della struttura all’associazione “Amici di Mauro” di Ugento, che in una precedente procedura di gara per la gestione, si era classificata in seconda posizione.

A quanto pare, nemmeno questo è accaduto.

E quindi, inesorabilmente, anche quest’area continua a non aver una fruizione pubblica.

Ma è giusto lasciare un’area in questo stato di degrado? 🙄

➡️Non sarebbe più proficuo per l’ente e per la collettività attivare una procedura per la concessione dell’area come quella utilizzata per piazza Immacolata?

Proveremo a sollecitare, come già fatto per Piazza Immacolata e per il “Fungo”, una nuova procedura per l’affidamento del bene e di indicare i termini entro i quali l’area potrà essere nuovamente fruibile.

Rendiamo fruibili questi spazi!

Sono ambienti stimolanti dove i bambini possono sviluppare abilità motorie, cognitive e sociali in un contesto di gioco naturale e divertente a contatto con la natura.

Vi aggiorneremo‼️

il post di tiziano esposito

Che ne sarà di Ugento? Pensiamo al futuro

Che ne sarà di Ugento Pensiamo al futuro

Per interesse e curiosità “giornalistica” mi è capitato di imbattermi in un post dell’amico Angelo Minenna. A differenza di altre occasioni, ciò che mi ha maggiormente colpito non è stato tanto l’effetto “apoftegma”, sempre meritevole di attenzione per “capacità di cogliere il senso dei significati della realtà”, per dirla alla William Thomas, eminente sociologo della Scuola di Chicago, quanto piuttosto la prova che per amministrare una città come la nostra occorre avere una prospettiva strategica. Avere cioè, proprio ciò che manca da un po’ di anni a questa parte perché al netto delle milionate di finanziamenti che pure registrano un’indubitabile capacità di accaparramento, il livello di sviluppo economico, sociale, culturale e politico raggiunto non è proporzionale agli investimenti degli ultimi vent’anni. Spiegare cosa debba intendersi per sviluppo culturale e sociale, ma direi anche politico, richiederebbe molto più spazio e più tempo. Mi limito solo a sintetizzare il tutto, non certamente sottraendone la paternità, che gli ugentini ed i geminiani (tutti!) devono acquisire la consapevolezza di “sentirsi popolo”!

Il censimento dell’AIRE del 2016 riporterebbe circa 3500 ugentini all’estero. A distanza di anni, benché i buoni propositi elettorali siano stati molti, penso, per esempio, “a far diventare il comune la casa del cittadino”, è verosimile che la situazione sia certamente cambiata. Ma in peggio, per cui non nascondiamoci dietro un dito! Sarebbero diventati molto numerosi gli studenti universitari che, una volta conseguita la laurea, o rimangono lì dove si sono stabiliti nei loro anni universitari oppure da Lecce prendono baracca e burattini e si stabiliscono altrove. Personalmente ne conosco diversi e tutte persone in gamba, di alto profilo professionale e culturale, che con le loro competenze e capacità potrebbero stravolgere la nostra città, facendola letteralmente risorgere. Ecco, Ugento penso abbia bisogno di un nuovo Risorgimento! Che non potrà certamente essere legato a soggetti che con operazioni di restyling elettorale siano legati ad un passato che è amministrativamente e politicamente fallimentare. Il che non significa, come qualcuno vorrebbe far pensare, essere contro il proprio paese, la propria terra. Sono in molti ad amare questo scorcio di terra, di storia e di bellezza. Lo amano almeno quanto quelli che per varie ragioni sostengono e pongono in atto idee completamente diverse.

Correttamente viene evidenziata un’emigrazione di braccia, ma anche e soprattutto di menti.

L’ultimo censimento Istat riporta un dato oggettivo: nel 2022 gli abitanti di Ugento sono 12.075. Nel 2019 erano 12.201. Una cittadina che diminuisce ed invecchia in maniera considerevole se deve essere inevitabilmente analizzata sul piano macro-sociale, ove tenere in considerazione gli attuali indici demografici, sia nazionali, sia europei, non la si può trascurare sul piano delle politiche, degli interventi e di una visione strategico – locale che parta dai fondamentali di sviluppo e crescita a disposizione. Ma per farlo occorrono momenti plenari di riflessione, di confronto, di offerta di un vero protagonismo civico. Occorre gettare le basi per una costruzione culturale a mo’ di nuove forme di “educazione alla democrazia”, stando all’insegnamento del grande Alexis De Tocqueville. Occorre che i soliti, pochi e noti, si facciano da parte per lasciare spazio ai molti e nuovi. Tagliare le radici secche del vecchio modo di fare politica per seminare i nuovi germogli di un futuro che altri hanno il diritto e il dovere di costruire. Anche costoro meritano un’opportunità.

Condivido ogni parola del testo musicale di “Goodbye Malinconia”. Ed ha piuttosto “non qualcosa” ma molto da dire ad ogni ugentino e ugentina e geminiano e geminiana. Di ogni genere ed età. Servirebbe come detto un “nuovo Risorgimento” su scala comunale. Non possiamo permetterci centri storici desolati, scuole che chiudono, serrande dei negozi che si abbassano, campi che non vengono coltivati, memorie, tradizioni e saperi artigiani che svaniscono, idee e potenzialità che faranno crescere altri territori. 

Urge interiorizzare la necessità e la consapevolezza di dover risorgere. Non si può contare e sperare solo in quel turismo di pochi e dall’attimo fuggente. Abbiamo bisogno di altro e di più. Abbiamo tutto per smentire Caparezza: “Tanto se ne vanno tutti, da qua se ne vanno tutti. Non te ne accorgi ma da qua se ne va vanno tutti!” 

Pensiamo al futuro. Tutti!

Eccellenza Puglia Girone B: l’Ugento si impone e allunga

La 22ª giornata del Campionato Eccellenza Puglia Girone B ha regalato emozioni e cambiamenti significativi nella classifica, con l’Ugento che ha allungato in testa dopo una vittoria convincente contro il Matino.

Con uno spettacolare 2-0 sul campo di casa, l’Ugento ha confermato la sua forza e determinazione, superando il Matino portandosi a + 6 sul Racale in vetta del girone. Questa vittoria non solo ha consolidato la posizione dell’Ugento in testa alla classifica, ma ha anche portato il club a un vantaggio di sette punti dal Manduria, che ha subito una sconfitta esterna per 3-0 contro il Massafra.

Mentre l’Ugento si rafforza in cima alla classifica, il Racale ha pareggiato la sua partita, rimanendo a -6 dalla vetta e scavalcando di un punto proprio il Manduria, che ora si trova al terzo posto.

Abbiamo avuto il privilegio di ascoltare le parole del mister dell’Ugento, Mimmo Oliva, che nonostante il successo, rimane concentrato sulle sfide future:

“Ancora non abbiamo fatto niente. Siamo solo a metà del nostro percorso. È importante mantenere alta la concentrazione per le prossime partite”.

le Parole di mimmo oliva a fine partita

Queste parole riflettono la mentalità vincente e l’umiltà che caratterizzano il lavoro svolto dall’Ugento. Nonostante la leadership acquisita, il team sa che il cammino verso la vittoria finale è ancora lungo e richiede impegno costante e determinazione.

Il Campionato Eccellenza Puglia Girone B continua a regalare sorprese e emozioni, e mentre l’Ugento festeggia la sua posizione di vertice, altre squadre si preparano a lottare per scalare la classifica e raggiungere i loro obiettivi.

Con 4 partite ancora da disputare, non possiamo fare altro che aspettare con trepidazione e vedere cosa riserverà il futuro per questa squadra.

Franco Antonazzo: il Campioncino della Boxe Terra d’Otranto

Franco Antonazzo campione emergente della Boxe Terra d'Otranto

Nel cuore pulsante del Salento, tra le antiche mura di Matino, c’è un luogo dove il suono dei guantoni che colpiscono il sacco risuona come una sinfonia di determinazione e passione. È qui che Franco Antonazzo, giovane promessa della boxe, sta forgiando il suo talento verso quello che sembra il cammino di un predestinato.

Recentemente, il nome di Franco ha risuonato oltre i confini regionali, mentre ha trionfato nei Campionati Regionali, guadagnandosi un biglietto per le finali nazionali a Roma, dove sarà l’unico salentino della sua categoria. Ma dietro ogni vittoria c’è una storia, e quella di Franco Antonazzo è quella di un ragazzo con la scintilla negli occhi, fatta di dedizione e amore.

All’età di appena 14 anni, Franco ha già affrontato 16 match sul ring, dimostrando una determinazione inarrestabile nonostante le sfide. Con 9 vittorie, 6 sconfitte – molte delle quali contestate – e un pareggio, il suo percorso non è stato privo di ostacoli. Tuttavia, con il sostegno instancabile del suo allenatore Totó Carafa e dell’attuale Campione Italiano Giuseppe Carafa, Franco ha superato ogni difficoltà con fermezza e grinta.

La sua storia è intrecciata con il sudore e la fatica di mesi di allenamento intenso. Dopo un periodo di inattività durato 5 mesi, riprendersi è stato un processo arduo, ma con la guida esperta di Giuseppe Carafa, Franco ha riacceso la fiamma della sua passione per la boxe. Combatte non solo contro avversari sul ring, ma anche contro il suo più temibile rivale: la bilancia. Ma è proprio questa determinazione a superare gli ostacoli che lo rende un avversario temibile e un campione in erba.

Franco è descritto da Totó Carafa come un giovane pieno di vita, attivo, dinamico, e pieno di energia. E il suo talento non passa inosservato agli occhi di coloro che lo conoscono. Il suo agonismo sembra essere nel suo DNA, con la sorella Benedetta che si distingue come una ballerina di latinoamericani e i suoi genitori, Valentina e Pierpaolo, che seguono con orgoglio i successi dei loro figli.

Oltre alle vittorie sul ring, ciò che rende Franco un campione è il suo spirito indomito e la sua dedizione alla sua famiglia e al suo team. Nelle sue vittorie, dedica il suo trionfo alla mamma, a Pierpaolo e a coloro che lo hanno sempre sostenuto, in particolare Totó Carafa, Giuseppe Carafa e Francesco Stifani. La loro costante presenza e il loro incoraggiamento sono le fondamenta su cui Franco costruisce il suo sogno di diventare un campione di livello mondiale.

Con ogni gancio e ogni schivata, Franco Antonazzo continua a lasciare il segno nel mondo della boxe. La sua storia è una testimonianza della forza dello spirito umano e della passione che brucia nel cuore di ogni vero campione. E mentre vola verso le finali nazionali a Roma, porta con sé non solo il peso delle aspettative, ma anche il calore e l’amore della sua terra d’Otranto.

Un Talento che si è visto fin dai primi incontri, così come si può vedere da questo vecchio video della sua palestra Boxe Terra D’Otranto

IL MANIFESTO SULL’ECOTASSA APPARSO IN QUESTE ORE

IL MANIFESTO DI TIZIANO ESPOSITO SULL’ECOTASSA_

Ecotassa al massimo per il Comune di Ugento: un grido di protesta dalla minoranza consiliare

Nell’ormai consueto susseguirsi di note e comunicazioni ufficiali, il Comune di Ugento si trova nuovamente al centro di un dibattito acceso e controverso. Questa volta, è il consigliere comunale di minoranza Tiziano Esposito a porre sotto i riflettori una questione che tocca da vicino i cittadini: l’ecotassa.

Con una percentuale di raccolta differenziata che non raggiunge l’obiettivo del 65% previsto dalla Legge, il Comune di Ugento si attesta al 63,53%, anche se una revisione attenta rivela che la percentuale reale è ancor più bassa, fermandosi al 62,77%. Questo dato, sebbene possa sembrare marginale a prima vista, ha conseguenze rilevanti per tutti i residenti.

Il motivo? La Regione applica ad Ugento l’ecotassa massima, considerandola uno dei “paesi cattivi” che non rispettano gli standard stabiliti. Ciò significa una tassa più pesante per i cittadini nel 2024, senza che ciò si traduca in un miglioramento tangibile dei servizi comunali o della qualità dell’ambiente.

Il manifesto redatto da Esposito non manca di evidenziare le potenzialità inespresse nel migliorare la gestione dei rifiuti. Si citano esempi eloquenti di investimenti pubblici che, pur essendo stati realizzati, non hanno mai visto la luce operativa. Il centro del riuso presso l’ecocentro, il sistema di pesatura dei conferimenti dei rifiuti e il centro di compostaggio elettromeccanico di Torre San Giovanni sono solo alcuni dei progetti costosi e rimasti inutilizzati nel corso degli anni.

Ma la questione non si esaurisce qui. Esposito denuncia un’assenza di volontà politica nell’Assessorato all’Ambiente, che sembra non considerare la gestione dei rifiuti come una priorità. Questo atteggiamento, secondo il consigliere, si traduce in un perpetuarsi delle inefficienze amministrative, con i cittadini costretti a pagare il conto attraverso le proprie tasse.

In chiusura, Esposito richiama alla mente una celebre battuta di Totò, l’indimenticabile attore napoletano, adattandola al contesto attuale: “ed io pago! ed io pago!!!” Una frase che, sebbene carica di ironia nel suo contesto originale, qui acquista una risonanza amara e tragica, poiché mette in luce la frustrazione e l’impotenza dei cittadini di fronte ad una gestione amministrativa che sembra non tener conto dei loro interessi primari.

Il manifesto di Esposito rappresenta un grido di protesta e di denuncia nei confronti di un’amministrazione comunale che sembra negligere i doveri verso i cittadini e l’ambiente, relegando la tutela del territorio e la gestione dei rifiuti a un ruolo secondario. Resta da vedere se questa voce solitaria riuscirà a catalizzare l’attenzione e a innescare un cambiamento concreto e positivo per la comunità di Ugento.

manifesto tiziano esposito

ECOTASSA AL MASSIMO PER IL COMUNE DI UGENTO
TASSA PER I CITTADINI SEMPRE PIU’ CARA!!!
Anche per l’anno 2023 il Comune di Ugento, come certificato con la nota inviata dal Sindaco ad Arpa Puglia il 31 gennaio scorso, non ha raggiunto l’obiettivo di raccolta differenziata del 65% previsto dalla Legge. Ugento si ferma al 63,53% (anche se la percentuale reale è del 62,77% perché hanno sbagliato a fare il conteggio e lo faremo presente agli uffici preposti). Questo cosa vuol dire?? Che la Regione ci penalizza applicando ad Ugento la cosiddetta ECOTASSA massima, ossia la tassa riservata ai “paesi cattivi” che non rispettano la Legge. Tutti noi cittadini pagheremo una tassa ancora più salata nel 2024, senza poi avere nemmeno i servizi che ci spettano da contribuenti e con situazioni di enorme degrado sull’intero territorio!! Eppure gli strumenti per aumentare la percentuale di raccolta differenziata non mancherebbero, ma ad Ugento succede questo.
Alcuni esempi? • Centro del riuso presso l’ecocentro. Anno di realizzazione 2018 SPESA PUBBLICA: 166.670,36. MAI APERTO (FOTO 1) • Sistema di pesatura dei conferimenti dei rifiuti presso l’ecocentro di Ugento per l’attribuzione di premialità ai cittadini virtuosi. Anno di realizzazione 2013 SPESA PUBBLICA: 101.328.68. MAI ENTRATA IN FUNZIONE (FOT02) • Centro di compostaggio elettromeccanico di Torre San Giovanni. Anno di realizzazione 2015/2016 SPESA PUBBLICA: 226.995,05 MAI APERTO (FOTO 3)

L’Assessorato all’Ambiente, a quanto pare, non ritiene che la gestione dei rifiuti rientri tra le sue competenze e così il nostro paese continua a non rispettare la Legge e tutti noi a pagare dalle nostre tasche le inefficienze di una Amministrazione!!
E come diceva Totò (l’attore): “ed io pago! ed io pago!!!” Anche se qui c’è poco da ridere, ma solo da piangere.

il testo completo del manifesto

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