Un caso che dura da anni e che oggi presenta conti, documenti e contraddizioni
Il campo da padel comunale di Ugento continua a essere una vicenda emblematica di comunicazione istituzionale smentita dai fatti. A distanza di oltre due anni dalle rassicurazioni pubbliche, emergono documenti ufficiali che raccontano una realtà profondamente diversa da quella descritta nel 2023 dal consigliere comunale Vincenzo Scorrano.
Un caso che non riguarda solo un impianto sportivo, ma il rapporto tra dichiarazioni politiche, atti amministrativi e trasparenza verso i cittadini.
Le dichiarazioni del 2023: “lavori a regola d’arte, campo pronto”
Nel marzo 2023 il consigliere Vincenzo Scorrano pubblicava un post sui social dal tono perentorio, corredato da fotografie del campo da padel comunale. Il messaggio era chiaro:
- i lavori di ripristino risultavano certificati da un documento datato 31 marzo 2023;
- gli interventi erano stati eseguiti in perfetta regola d’arte;
- il campo era pronto all’uso;
- mancava esclusivamente la procedura di affidamento della gestione, come per gli altri impianti sportivi comunali.
Chi sollevava dubbi o criticità veniva liquidato come autore di “voci di paese” e accusato di diffondere inesattezze, additato dalla solita platea “interessata” che di volta in volta si affaccia sulla bacheca social del consigliere comunale di Ugento.

Il documento del 2025: un’altra verità emerge dagli atti ufficiali
Il 30 dicembre 2025 il Comune di Ugento approva una determinazione dirigenziale del Settore Lavori Pubblici che cambia radicalmente lo scenario.
L’atto dispone:
- un nuovo intervento di manutenzione ordinaria;
- il rifacimento del manto artificiale del campo da padel;
- l’ammissione a finanziamento regionale per oltre 13 mila euro;
- la formale nomina di un Responsabile Unico del Progetto (RUP);
- la qualificazione dell’impianto come spazio pubblico sottoutilizzato e di fatto inutilizzato.
Un linguaggio tecnico, asciutto, amministrativo. Ma inequivocabile.
Se nel 2023 il campo era davvero “pronto” e “a regola d’arte”, perché nel 2025 si rende necessario rifare il manto e riattivare un intero procedimento pubblico per rimetterlo in funzione?
La contraddizione che non può essere ignorata
I documenti amministrativi hanno un valore oggettivo e giuridico. Non sono opinioni, né post social.
La distanza tra le dichiarazioni del consigliere Scorrano e l’atto del Comune è evidente:
- nel 2023 si parlava di lavori conclusi e struttura pronta;
- nel 2025 si certifica un impianto inutilizzato che necessita di nuovi interventi.
Questa discrepanza rende legittimo parlare di una narrazione politica che non ha trovato riscontro nella realtà dei fatti.
Le domande che restano senza risposta
Alla luce dei documenti e degli sviluppi più recenti, alcune domande appaiono inevitabili:
- perché nel 2023 si parlava di lavori “a regola d’arte” se l’impianto risulta oggi inutilizzato?
- che valore aveva la certificazione citata nel post del consigliere Scorrano?
- i problemi strutturali erano già presenti o sono emersi successivamente?
- i nuovi interventi saranno sufficienti a garantire funzionalità e sicurezza?
Il campo da padel di Ugento non è solo un impianto sportivo mai entrato realmente in funzione. È il simbolo di una gestione opaca e di una comunicazione politica che, documenti alla mano, appare oggi smentita.
In questo contesto, parlare di “bugie” non è un esercizio retorico, ma una conseguenza della distanza tra ciò che è stato dichiarato pubblicamente e ciò che emerge dagli atti ufficiali.
I cittadini meritano risposte chiare, non post rassicuranti destinati a essere smentiti dal tempo e dai documenti.