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Ugento: Carta Disabilità, minoranza denuncia inerzia del Comune

A Ugento, la minoranza consiliare denuncia la mancata adesione del Comune alla Carta Europea della Disabilità, nonostante l'approvazione unanime di una mozione nel 2023.
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Una mozione approvata all’unanimità, un impegno politico chiaro e condiviso, ma – a distanza di oltre due anni – nessun atto concreto. È questa la denuncia che arriva dalla minoranza consiliare di Ugento, che torna a puntare i riflettori sull’adesione del Comune alla Carta Europea della Disabilità.

Nel luglio 2023, il Consiglio Comunale di Ugento aveva votato all’unanimità una mozione, proposta dall’opposizione, per aderire ufficialmente alla Carta Europea della Disabilità: uno strumento volto a favorire l’inclusione e il riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità, facilitando l’accesso a servizi, agevolazioni e opportunità sul territorio.

Secondo quanto denunciato dalla minoranza in un post pubblico diffuso sui social, da quel voto “chiaro, palese e di tutti” non sarebbe però scaturito alcun seguito amministrativo. A oggi, infatti, non risulterebbe alcun atto formale, nessuna convenzione sottoscritta e nessuna comunicazione istituzionale che spieghi le ragioni del mancato adempimento.

Un dato che, sempre secondo l’opposizione, trova riscontro nel fatto che il Comune di Ugento non figura tra gli enti aderenti alla Carta Europea della Disabilità, nonostante la volontà espressa dall’intero Consiglio Comunale.

«Quando una mozione approvata all’unanimità viene lasciata nel cassetto – si legge nella nota – si svuota il ruolo del Consiglio Comunale e si calpesta il principio di leale collaborazione istituzionale». Un ritardo che viene definito “grave”, perché tocca direttamente i diritti delle persone con disabilità e il rispetto degli impegni assunti pubblicamente dall’amministrazione.

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Per queste ragioni, la minoranza annuncia di aver diffidato formalmente il Sindaco, chiedendo di assumersi la responsabilità delle inerzie e di dare finalmente seguito a quanto deliberato dall’assise comunale.

La vicenda riapre il dibattito sul rapporto tra indirizzo politico e azione amministrativa e solleva interrogativi sui tempi e sulle modalità con cui le decisioni del Consiglio Comunale vengono tradotte in atti concreti. Resta ora da capire se, dopo la diffida, l’amministrazione comunale interverrà per colmare un vuoto che, secondo l’opposizione, dura ormai da troppo tempo.

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