Il Salento leccese rischia di trasformarsi da polo turistico a una “Terra dei Fuochi” a causa di una crescente concentrazione di impianti per il trattamento e lo smaltimento di rifiuti speciali, pericolosi e non. La situazione, denunciata da numerose associazioni ambientaliste, è aggravata da recenti incendi e da una pianificazione regionale considerata insufficiente, che mette a rischio la salute dei cittadini e l’economia locale.
La problematica affonda le radici in un contesto più ampio. Già il 30 gennaio 2025, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo aveva riconosciuto la responsabilità del governo italiano per l’inquinamento nella “Terra dei fuochi”, evidenziando una violazione del diritto alla vita e alla vita privata. Questo quadro è ulteriormente complicato dal DLGS 81/2026, che penalizza le attività insalubri a danno dell’ambiente, creando un conflitto con le attuali procedure autorizzative.
La Regione Puglia, con la Delibera n.130 dell’11 febbraio 2025, aveva già annunciato un’emergenza rifiuti, prevedendo la riapertura delle discariche di Corigliano e Ugento e il ricorso all’incenerimento di circa il 40% di CSS (Combustibile Solido Secondario) nei cementifici. Questa strategia si è scontrata con l’improvvisa sospensione a tempo indeterminato del ritiro della plastica in diversi comuni del centro Salento durante l’agosto di quest’anno, motivata dalla “saturazione degli impianti”, un duro colpo per il settore turistico.
Il mese di agosto 2026 è stato segnato anche da eventi drammatici. Il 29 agosto 2026, un incendio si è sviluppato in prossimità dell’ex discarica Castellino, tra Nardò e Galatone, sprigionando colonne di fumo nero. Lo stesso giorno, a Lequile, 12.000 mq di ecoballe di plastica sono andate in fumo nel deposito di Enotecnica. Questi episodi, secondo le associazioni, non sarebbero imprevedibili, ma legati a un sistema di gestione dei rifiuti critico.
Un report di ASSORIMAP del 2025 evidenzia la non competitività della plastica riciclata rispetto a quella vergine, mettendo in crisi le aziende del settore e suggerendo possibili interessi dietro la spinta verso l’incenerimento. Il Salento è infatti sede di un’impressionante concentrazione di opifici industriali considerati dannosi per la salute, tra cui l’imponente cementificio Colacem, fonderie, zincherie, bitumifici e oltre 42 aziende che immagazzinano rifiuti pericolosi e non.
Le analisi delle associazioni rivelano che il territorio è aggredito da circa 3.000.000 di tonnellate annue di rifiuti accolti e processati. A questo si aggiungono i 17 nuovi impianti di cogenerazione fanghi per biogas che AQP intende avviare in Puglia, di cui 6 distribuiti tra Copertino, Maglie, Lecce, Gallipoli, Nardò e San Cesario. Questi dati, definiti drammatici, sono destinati ad aumentare.
Le richieste delle associazioni per un Salento sostenibile
Di fronte a questo scenario, le associazioni salentine a tutela della Salute e dell’Ambiente propongono come unica soluzione sostenibile la riduzione della produzione di rifiuti, adottando le linee guida del progetto “Rifiuti Zero” di Zero Waste Italy, già deliberato da diversi comuni, inclusa Galatina.
Le richieste urgenti rivolte a Regione Puglia, Provincia di Lecce, Arpa, Asl, Prefettura e Procura sono le seguenti:
- L’abrogazione della Delibera Regionale n. 130 e un confronto con le parti sociali per nuove soluzioni.
- La revisione di tutte le autorizzazioni concesse per il coincenerimento.
- Uno studio urgente sulla qualità delle matrici ambientali, considerando le fonti industriali e i recenti roghi.
- Un’indagine epidemiologica approfondita in tutta la provincia per identificare ed eliminare le cause che rendono i Distretti sanitari di Lecce i più colpiti della Puglia.
- Una moratoria su nuovi impianti o potenziamenti di quelli esistenti.
- La verifica e l’adeguamento dei piani di sicurezza per la cittadinanza e dei piani antincendio, alla luce dei cambiamenti climatici.
Tra le associazioni firmatarie del comunicato figurano il Comitato Prevenzione Incendi Salento, il Forum Amici del Territorio E.T.S, ISDE-Medici per l’Ambiente (sezione di Lecce), il Coordinamento Civico Ambiente e Salute Prov. di Lecce, NoiAmbiente e Beni Culturali di Noha e Galatina, Forum Ambiente e Salute – Lecce, Nuova Messapia di Soleto, Natural-mente No Rifiuti di Collemeto, Galatone Bene Comune, Salento km0, Magma APS di Corigliano d’Otranto, Associazione Amanti della Natura -Ugento, Associazione Bianca Guidetti Serra, Zero Waste Italy- Lecce e Provincia, Circolo Tandem – Leverano, Spazi popolari, Salviamo gli ulivi del Salento e il Coordinamento per gli Alberi e il verde urbano di Lecce, Comitato No Nato No Riarmo – Salento.


