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Attualità

Crisi del Carburante nel Settore della Pesca

Il caro carburanti mette in crisi la pesca: gasolio a 1,60 euro al litro. Rischi per l'intero settore e richieste di interventi urgenti.

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La crisi legata al caro carburanti continua ad aggravarsi e colpisce in maniera sempre più pesante il comparto della pesca. È di oggi la notizia che, per i prossimi rifornimenti, il prezzo del gasolio destinato alle imbarcazioni potrebbe arrivare fino a 1,60 euro al litro, una soglia che mette in seria difficoltà l’intero settore.

Per molte imprese ittiche, il carburante rappresenta la voce di costo principale e, con questi rincari, uscire in mare diventa sempre meno sostenibile. In diversi porti si registra già una riduzione delle attività, con numerose barche ferme e flotte che stanno progressivamente sospendendo le uscite.

A confermare la gravità della situazione è il pescatore Vincenzo Bruno, che ai nostri microfoni ha descritto un quadro ormai al limite:

«La situazione è diventata insostenibile. Con il gasolio a questi prezzi non riusciamo più a coprire i costi e andare in mare significa spesso lavorare in perdita. Le flotte si stanno fermando una dopo l’altra».

Un allarme che si fa ancora più forte guardando alle prossime settimane.
«Se continua così – aggiunge Bruno – nel giro di due settimane potremmo arrivare al blocco completo del comparto pesca».

Uno scenario che preoccupa non solo i pescatori, ma tutta la filiera: dal commercio al consumo, fino alla ristorazione. Il rischio concreto è quello di vedere i porti svuotarsi e il pesce fresco diminuire drasticamente sui mercati.

Il settore chiede interventi immediati per fronteggiare l’emergenza carburante e garantire la sopravvivenza di un’attività fondamentale per l’economia e la tradizione dei territori costieri. Senza misure rapide, la crisi potrebbe trasformarsi a breve in uno stop totale della pesca.

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