Un incendio di natura dolosa è divampato nel primo pomeriggio di oggi, 8 settembre 2026, all’interno dell’ecocentro di Casarano, gestito da Tekneco. Le fiamme, che hanno interessato l’area destinata ai rifiuti ingombranti, sono state domate dai vigili del fuoco, intervenuti rapidamente per circoscrivere il rogo.
L’allarme ha fatto scattare l’intervento immediato dei soccorsi. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco del distaccamento di Gallipoli, impegnati nelle operazioni di spegnimento, affiancati dai carabinieri della sezione operativa della stazione di Casarano e dagli agenti della polizia locale. Il rogo ha coinvolto e distrutto quattro cassoni utilizzati per la raccolta di materassi, residui di potatura e rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.
L’intervento evita la propagazione del rogo
L’azione tempestiva dei vigili del fuoco ha permesso di circoscrivere rapidamente l’incendio, impedendo che il fuoco si propagasse ad altre zone dell’impianto. Questo aspetto è stato fondamentale, data la tipologia dei materiali presenti nell’area, che avrebbe potuto rendere l’incendio molto più difficile da controllare. Una volta spente le fiamme, i caschi rossi hanno proceduto con le operazioni di messa in sicurezza e bonifica. Non si registrano feriti.
Sul luogo dell’incendio è arrivato anche il sindaco di Casarano, Ottavio De Nuzzo, che ha seguito da vicino l’evolversi della situazione.
Le telecamere confermano: incendio appiccato volontariamente
Un elemento particolarmente preoccupante è emerso dalle prime verifiche investigative. Le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza dell’ecocentro avrebbero infatti permesso di accertare la natura dolosa dell’incendio. Gli elementi raccolti sono ora al vaglio dei carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti necessari per individuare chi abbia provocato il rogo e ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.
Nel frattempo, è ancora in corso la quantificazione dei danni provocati alle strutture e ai materiali presenti nell’impianto. L’episodio si inserisce in una sequenza che, nelle ultime settimane, ha già interessato altri ecocentri della provincia di Lecce. Dopo il grave incendio verificatosi a Lequile e quello, più contenuto, registrato lo scorso 1° settembre 2026 a Ruffano, arriva ora il rogo di Casarano. Tre episodi in poco tempo, con l’ultimo dei quali caratterizzato da un elemento ormai certo: l’incendio è stato appiccato volontariamente. Saranno ora le indagini a stabilire chi si nasconda dietro il gesto e, soprattutto, quale sia il movente.