Roma – Sono entrate in vigore nuove regole per gli interventi effettuati dalla Guardia di Finanza nell’ambito del sistema nazionale di ricerca e soccorso. La principale novità riguarda l’attribuzione dei costi di intervento a coloro che provocano situazioni di pericolo volontariamente o con comportamento gravemente imprudente, o che richiedono un soccorso senza una reale necessità o giustificato motivo.
Il Comando Generale della Guardia di Finanza ha specificato che la misura non introduce alcun pagamento generalizzato. Chi si trova in una situazione di pericolo o teme concretamente per l’incolumità altrui deve continuare a chiedere aiuto senza esitazione. Il pagamento non sarà automatico: il soccorso verrà sempre prestato per primo, e solo dopo la conclusione delle operazioni saranno valutate le circostanze che hanno determinato l’intervento.
La Guardia di Finanza concorre al sistema nazionale di ricerca e soccorso mettendo a disposizione personale specializzato, unità cinofile, automezzi, elicotteri, aerei, droni e unità navali. Questi mezzi e uomini operano in mare, in montagna, in zone difficili da raggiungere e in occasioni di calamità o altre emergenze. Un intervento può durare molte ore e richiedere un rilevante impiego di risorse.
L’obiettivo delle nuove regole è evitare richieste effettuate con leggerezza o prive di una concreta motivazione, che possono impegnare risorse preziose. In questo modo, si intende proteggere le risorse pubbliche e, soprattutto, la capacità di risposta dell’intero sistema di soccorso, garantendo che le risorse siano concentrate sulle situazioni di reale emergenza.