La prossima primavera Ugento tornerà alle urne. E questa volta non sarà una semplice tornata elettorale.
Potrebbe essere la data più importante della storia politica di Ugento.
Perché dopo anni di continuità amministrativa, dopo una stagione politica che affonda le proprie radici ormai in circa trent’anni di potere, il paese si trova davanti a una scelta che non può essere rimandata: continuare sulla stessa strada oppure provare, finalmente, a cambiare direzione.
Ugento è nel pantano.
Un pantano fatto di problemi che si trascinano, di questioni mai definitivamente risolte, di opportunità che sembrano non essere state sfruttate fino in fondo e di una distanza sempre più evidente tra una parte della cittadinanza e la politica.
E proprio per questo la prossima primavera servirà una cosa più di ogni altra: partecipazione.
Questa volta andare a votare è fondamentale
Mai come questa volta sarà importante che gli ugentini vadano a votare.
Perché non andare alle urne non significa essere neutrali. Significa lasciare che siano gli altri a decidere.
E soprattutto significa, di fatto, fare un favore a chi ha costruito la propria forza politica anche sulla capacità di mobilitare una parte dell’elettorato mentre un’altra parte, magari delusa o rassegnata, sceglie di rimanere a casa.
Se l’obiettivo è cambiare, dunque, l’astensionismo è il peggior alleato possibile.
Non votare non manda automaticamente un messaggio alla politica. Non manda a casa nessuno. Non cambia un’amministrazione.
Il voto, invece, può farlo.
Ecco perché la prossima primavera ogni cittadino dovrà sentirsi chiamato in causa.
Trent’anni sono tanti
Massimo Lecci e l’attuale amministrazione rappresentano una continuità politica che, con diverse fasi e protagonisti, arriva ormai a circa trent’anni.
Trent’anni sono tantissimi nella vita di una comunità.
In trent’anni cambiano le generazioni, cambia il turismo, cambia l’economia, cambiano le esigenze delle famiglie, cambiano le infrastrutture e cambia il mondo.
La domanda, allora, è inevitabile:
Ugento vuole davvero continuare così oppure è arrivato il momento di aprire una nuova fase?
Non è una domanda contro qualcuno. È una domanda che dovrebbe riguardare tutti.
Perché nessun amministratore è eterno e nessuna maggioranza dovrebbe considerarsi proprietaria di una città.
Il Comune appartiene ai cittadini.
E poi ci sono le coincidenze che meritano di essere spiegate
C’è un altro tema che inevitabilmente entrerà nel dibattito politico dei prossimi mesi.
Tra i pochi che ancora sembrano schierarsi apertamente a sostegno dell’attuale amministrazione ci sono, almeno in alcuni casi, persone vicine o appartenenti ad associazioni che nel corso degli anni hanno beneficiato di importanti finanziamenti diretti da parte dell’amministrazione comunale, anche attraverso procedure diverse dal tradizionale bando pubblico.
È una coincidenza?
La domanda è legittima.
E proprio perché parliamo di denaro pubblico, non dovrebbe esserci nulla di scandaloso nel chiedere trasparenza.
Quali associazioni hanno ricevuto contributi? Quanto hanno ricevuto? Per quali iniziative? Con quali atti? Attraverso quali procedure? Quali sono stati i criteri adottati dall’amministrazione?
Sono domande semplici.
E meritano risposte altrettanto semplici.
Sia chiaro: ricevere un contributo pubblico non significa automaticamente avere un rapporto politico con chi governa. E sostenere un’amministrazione non significa necessariamente aver ricevuto qualcosa in cambio.
Ma quando sostegno politico e benefici economici provenienti dall’amministrazione sembrano incrociarsi, il tema della trasparenza diventa inevitabile.
Soprattutto in una piccola comunità come Ugento, dove tutti si conoscono e dove i rapporti personali, associativi, economici e politici spesso si intrecciano.
Sarà compito della prossima campagna elettorale fare luce sui numeri, sugli atti e sulle procedure.
Non sui pettegolezzi.
Sui documenti.
Per uscire dal pantano servono TUTTI
Ma c’è una cosa ancora più importante.
Se Ugento vuole davvero uscire dal pantano degli ultimi vent’anni, non basterà trovare un candidato sindaco.
Non basterà costruire una lista.
Non basterà cambiare qualche assessore.
Serve una comunità.
Serve l’aiuto di TUTTI. INSIEME.
Servono cittadini, giovani, anziani, commercianti, imprenditori, professionisti, lavoratori, associazioni, famiglie. Serve chi ha sempre votato e chi non vota da anni. Serve persino chi oggi è distante dalla politica.
Perché il problema di Ugento non può essere risolto da un gruppo ristretto di persone.
Il vero cambiamento può arrivare soltanto se una parte ampia della comunità decide di tornare protagonista.
La campagna elettorale è già cominciata
Anche se ufficialmente manca ancora tempo, è evidente che la prossima partita elettorale sia già iniziata.
Si osservano movimenti, si costruiscono rapporti, si misurano consenso e fedeltà, si cercano alleanze.
E probabilmente non mancheranno sorprese quando arriverà il momento di presentare ufficialmente le liste.
Ma c’è una variabile che nessuno può controllare completamente:
gli elettori.
Ed è proprio qui che potrebbe giocarsi la partita.
Perché la vera forza di qualsiasi amministrazione non è soltanto quella di chi la sostiene.
Può essere anche, paradossalmente, quella di chi decide di non andare a votare.
Più aumenta l’astensione, più diminuisce il numero di cittadini necessario per determinare il risultato.
E allora il messaggio deve essere chiaro: se vuoi cambiare, devi andare a votare.
La primavera della scelta
La prossima primavera Ugento non sarà chiamata soltanto a scegliere un sindaco.
Sarà chiamata a scegliere se continuare lungo una strada conosciuta oppure provare ad aprire una fase nuova.
Sarà chiamata a decidere se i problemi degli ultimi anni debbano continuare a essere affrontati con le stesse logiche oppure se sia arrivato il momento di cambiare metodo, persone e prospettive.
Ma soprattutto sarà chiamata a decidere se vuole essere una comunità protagonista oppure una comunità spettatrice.
Per uscire dal pantano degli ultimi vent’anni serve l’aiuto di tutti. INSIEME.
E questa volta non andare a votare non sarà una scelta neutrale.
Sarà una scelta.
E potrebbe significare lasciare che siano ancora una volta gli altri a decidere per noi.
La primavera si avvicina. Ugento scelga di esserci.