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Cultura

Tricase, l’arte di Tesprit racconta storie universali con le ciabatte infradito

Scopri 'Volti di un momento' a Palazzo Tutino, Tricase. L'artista togolese Tesprit trasforma vecchie infradito in opere che raccontano storie universali. Un'esperienza unica nel Salento.

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A Tricase, nelle affascinanti sale di Palazzo Tutino, è prorogata fino al 23 agosto 2026 la mostra “Volti di un momento” dell’artista togolese Tesprit. L’esposizione, curata da Tancredi Hertzog-Guarini, offre un’inedita prospettiva sull’umanità attraverso opere realizzate con un materiale insolito e carico di significato: vecchie ciabatte infradito.

Il percorso espositivo si apre con un mucchio di consunte infradito gettate a terra, incorniciate da una luce fioca, quasi un’installazione. Questo elemento evoca immediatamente l’immagine dei migranti e dei ragazzi di strada, un simbolo del lato meno fortunato del mondo, ma anche della loro incessante ricerca di un futuro. Le opere di Tesprit, appese alle pareti di pietra, ritraggono persone senza volto, in uno stile semplice e diretto, con colori forti e polverosi che, osservati da vicino, trasmettono un profondo senso di tempo vissuto. La materia stessa di queste opere è sorprendente: sono fatte proprio di quelle ciabatte sbriciolate, trasformate in arte, a simboleggiare una “vita consumata”.

Tesprit, il cui vero nome è Foli Kossi Gérard Tete, è nato in Togo nel 1994. Ha realizzato queste opere in Salento, durante la residenza artistica “Le Muse Salentine 2026” di Alessano, dove era già stato ospite nel 2022. Pittore e scultore autodidatta, ha scelto questa particolare tecnica a partire dagli anni del Covid, utilizzando vecchie infradito e sandali in gomma scartati o recuperati. Con essi crea ritratti che intendono dare voce alle storie dei bambini di strada e dell’infanzia dimenticata, noti in Togo come “Dzimakplao”, un termine peggiorativo legato proprio alle infradito che indossano.

Come si legge nella nota esplicativa della mostra: “Quando prende le suole di gomma, i suoi gesti si sovrappongono persino a quelli dei bambini che raffigura, visto che anche loro raccolgono detriti per le strade per poterli rivendere e guadagnarsi qualcosa per sopravvivere”. In “Volti di un momento”, l’artista va oltre, creando protagonisti dai cappelli blu, veli rosati, cerchietti bianchi e foulard variopinti, che incorniciano ovali senza occhi, senza labbra, senza lineamenti. Questo rende i volti universali, abbandonati su un fondo terroso che richiama il legame indissolubile con la Terra, un filo rosso che accomuna tutti senza distinzioni.

L’esposizione di Tesprit a Tricase rappresenta un momento di riflessione sull’arte come espressione di vita vissuta e sulla capacità di trasformare materiali umili in messaggi universali, invitando il pubblico a una visione profonda dell’umanità.

Nota di trasparenza editoriale: Questo contenuto è prodotto e supervisionato dalla redazione di Ozanews. Nel nostro flusso di lavoro, dalla revisione dei testi alla distribuzione sui canali social, ci avvaliamo dell'ausilio di tecnologie di intelligenza artificiale per ottimizzare le tempistiche, sempre sotto il controllo finale dei nostri giornalisti per garantire affidabilità e rispetto delle fontes.

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