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Attualità

Lido Marini, se i volontari sostituiscono il servizio pubblico

A Lido Marini i volontari della Pro Loco intervengono per la pulizia. Un gesto nobile, ma la cura del territorio spetta alle istituzioni. Approfondisci la questione.

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Il plauso alla Pro Loco non cancella il problema: a fronte di una tassa sui rifiuti pesante, il servizio resta insufficiente. E sul fronte della comunicazione ambientale l’amministrazione continua a essere assente

Il gesto dei volontari della Pro Loco Lido Marini merita tutto il rispetto e il ringraziamento della comunità. Ancora una volta, cittadini che scelgono di dedicare gratuitamente il proprio tempo si sono rimboccati le maniche e hanno ripulito un’area che versava in condizioni indecorose.

Ma proprio questo gesto, per quanto nobile, dovrebbe porci una domanda scomoda: perché in un Comune nel quale i cittadini pagano una Tari particolarmente elevata, la pulizia e il decoro del territorio devono essere affidati, almeno in parte, alla buona volontà dei volontari?

Perché il punto è proprio questo.

Non si può applaudire soltanto l’atto di volontariato senza interrogarsi sulle ragioni che lo hanno reso necessario. Una giornata ecologica è una cosa bellissima quando rappresenta una scelta di partecipazione, di amore per il territorio e di sensibilizzazione. Diventa invece qualcosa di profondamente diverso quando rischia di trasformarsi nell’ennesimo rattoppo a un servizio pubblico che dovrebbe essere garantito ordinariamente.

Gli ugentini pagano una tassa sui rifiuti importante. E, a fronte di questo esborso, hanno diritto a pretendere un servizio adeguato, puntuale ed efficiente.

Non è accettabile che il sistema funzioni contando sulla disponibilità dei volontari per rimediare alle situazioni di degrado. Il volontariato deve essere un valore aggiunto, non una stampella indispensabile per far funzionare ciò che i cittadini hanno già pagato.

E qui il problema non riguarda soltanto la pulizia.

C’è un’altra questione che pesa enormemente sulla gestione del tema ambientale a Ugento: la comunicazione pubblica è praticamente assente.

Un Comune che pretende dai cittadini attenzione, responsabilità e rispetto per l’ambiente dovrebbe essere il primo a informare, spiegare, coinvolgere. Dovrebbe parlare ai cittadini di rifiuti, di raccolta differenziata, di costi, di impianti, di discariche, di rischi ambientali e delle conseguenze delle scelte compiute sul territorio.

E invece, anche su questo fronte, si registra un silenzio che appare difficile da comprendere.

Basti pensare alla questione della discarica di Burgesi e agli obblighi di informazione e partecipazione previsti a livello regionale. Dal 2017, secondo quanto previsto dal provvedimento regionale richiamato, il territorio avrebbe dovuto essere coinvolto con incontri periodici dedicati alla questione dei rifiuti e, nello specifico, alla discarica di Burgesi.

Incontri annuali che avrebbero dovuto rappresentare un momento fondamentale di confronto e informazione per la cittadinanza.

E invece, a quanto risulta, quegli incontri non si sono mai tenuti.

Sette anni e oltre di mancata informazione pubblica su una delle questioni ambientali più delicate per il territorio non possono essere liquidati come un dettaglio.

Perché la tutela dell’ambiente non passa soltanto dalla raccolta di un sacchetto di rifiuti o dalla pulizia di una porzione di costa. Passa anche dalla capacità delle istituzioni di spiegare ai cittadini cosa accade sul territorio, quali sono i problemi, quali sono i controlli, quali sono le responsabilità e quali sono le prospettive.

E proprio qui torna in gioco l’amministrazione comunale di Ugento e, in particolare, l’assessore all’Ambiente Massimo Lecci.

Di fronte a una situazione che meriterebbe maggiore trasparenza, confronto e comunicazione, l’impressione è che si continui a tirare dritto, senza affrontare fino in fondo il problema di una comunicazione ambientale che non può essere considerata un elemento secondario.

Perché un’amministrazione non può chiedere ai cittadini di cambiare cultura, di essere più responsabili e di rispettare l’ambiente se contemporaneamente non mette a disposizione tutti gli strumenti necessari per informarli e coinvolgerli.

Prima di chiedere ai cittadini di fare la propria parte, sarebbe necessario che anche le istituzioni facessero fino in fondo la loro.

E allora sì: grazie ai volontari della Pro Loco Lido Marini. Grazie a chi dedica il proprio tempo alla comunità. Grazie a chi raccoglie un rifiuto che non ha prodotto e si prende cura di un luogo che appartiene a tutti.

Ma proprio a loro, e a tutti i cittadini ugentini, va anche riconosciuto il diritto di pretendere altro.

Pretendere che la Tari che pagano si traduca in servizi all’altezza del costo sostenuto.

Pretendere che la pulizia delle spiagge e del territorio non venga affidata alla disponibilità occasionale dei volontari.

Pretendere una comunicazione ambientale seria, costante e trasparente.

Pretendere che gli obblighi di informazione previsti dalle norme vengano rispettati.

Pretendere, soprattutto, di poter conoscere e discutere ciò che riguarda il futuro ambientale del proprio territorio.

Perché il volontariato è una risorsa straordinaria, ma non può diventare la soluzione ordinaria alle inefficienze del servizio pubblico.

E perché una comunità consapevole non si costruisce soltanto raccogliendo i rifiuti da terra. Si costruisce anche mettendo i cittadini nelle condizioni di sapere, capire e partecipare.

La speranza è che questa volta, oltre ai sacchi di rifiuti raccolti, si riesca finalmente a raccogliere anche la necessità di una riflessione seria.

Perché Ugento ha bisogno di più servizi, più trasparenza e più comunicazione. E gli ugentini, considerato quanto pagano, hanno tutto il diritto di pretenderli.

Nota di trasparenza editoriale: Questo contenuto è prodotto e supervisionato dalla redazione di Ozanews. Nel nostro flusso di lavoro, dalla revisione dei testi alla distribuzione sui canali social, ci avvaliamo dell'ausilio di tecnologie di intelligenza artificiale per ottimizzare le tempistiche, sempre sotto il controllo finale dei nostri giornalisti per garantire affidabilità e rispetto delle fontes.

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