L’emergenza climatica nelle campagne pugliesi si aggrava a causa del caldo estremo e della siccità persistente. La situazione sta mettendo a dura prova le principali produzioni agricole regionali, dall’olivicoltura alla vitivinicoltura, dal grano duro all’uva da tavola, fino all’ortofrutta, ai pascoli e agli allevamenti. Lo denuncia Coldiretti Puglia, evidenziando come, oltre alla scarsità d’acqua, a gravare sulle imprese siano anche i costi elevati per l’irrigazione.
L’organizzazione agricola sottolinea che il rincaro del gasolio agricolo, essenziale per alimentare le motopompe dei pozzi aziendali, rende la situazione ancora più difficile. In Puglia, il prezzo del gasolio è aumentato del 50,6%, passando da 0,85 euro al litro a 1,28 euro al litro. Questo si traduce in un costo aggiuntivo di oltre 2.150 euro a settimana per un consumo di 5.000 litri, superando gli 8.600 euro mensili.
Secondo Coldiretti Puglia, l’emergenza conferma l’urgenza di investire in infrastrutture idriche. Attualmente, l’Italia trattiene appena l’11% dell’acqua piovana, una quota insufficiente per affrontare periodi di siccità sempre più intensi. In Puglia, la situazione è ulteriormente aggravata dalle perdite della rete idrica, dove circa il 42% dell’acqua immessa viene disperso prima di raggiungere gli utilizzatori.
Per questo, Coldiretti Puglia ritiene indispensabile accelerare la realizzazione del Piano Invasi, costruendo nuovi bacini di accumulo e recuperando quelli esistenti. È inoltre cruciale ridurre le perdite lungo le reti di distribuzione, rendere più efficiente il sistema irriguo e sostenere gli investimenti delle imprese agricole per affrontare una crisi climatica che, ormai, è diventata strutturale.










