La CIA Agricoltori Italiani, per voce del suo vicepresidente nazionale e presidente regionale Gennaro Sicolo, ha denunciato le significative disparità nelle tariffe per l’acqua a uso irriguo in Puglia. La richiesta è chiara: garantire una risorsa idrica essenziale a costi equi e sostenibili per tutti gli agricoltori del territorio, eliminando le attuali sperequazioni.
Attualmente, le tariffe praticate dall’ARIF risultano essere molto più elevate rispetto a quelle applicate dal Consorzio di Bonifica Centro Sud Puglia. Questa differenza porta le aziende agricole di alcune zone della regione a pagare fino a tre volte di più per la stessa risorsa, creando un’ingiusta penalizzazione in un settore già in difficoltà.
Sicolo ha sottolineato come tali disuguaglianze aumentino i costi di produzione per le imprese agricole, in un periodo già critico. L’estate 2026, definita “la più torrida di sempre”, ha messo a dura prova le colture, compromettendo una parte consistente dei raccolti a causa delle temperature elevatissime e della prolungata siccità. Il cambiamento climatico, infatti, impone un conto salato alle aziende, già alle prese con costi energetici, delle materie prime e del gasolio in costante aumento.
“Non è possibile pagare l’acqua ad uso irriguo come se fosse benzina”, ha ribadito Gennaro Sicolo, riprendendo una sua precedente dichiarazione. Ha evidenziato la necessità di trovare soluzioni per alleggerire il peso delle cartelle, considerando l’irrigazione fondamentale e il costo dell’acqua un valore strategico per lo sviluppo del comparto agricolo. Un costo più alto si traduce direttamente in maggiori difficoltà per le aziende nell’incrementare quantità e qualità delle produzioni.
La CIA Agricoltori Italiani chiede dunque alle istituzioni competenti di intervenire con urgenza per risolvere questa problematica annosa, assicurando che i produttori agricoli pugliesi possano operare con tariffe sostenibili ed eque su tutto il territorio regionale.
