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domenica, 9 Agosto 2026
Cronaca

Copertino, ergastolano evade dai domiciliari: Calasso torna in carcere

Giovanni Calasso, noto ergastolano, è stato riportato in carcere a Lecce dopo l'evasione dai domiciliari a Copertino. Un aggravamento della misura cautelare.

A Copertino, Giovanni Calasso, 61enne già condannato all’ergastolo e noto esponente della Sacra Corona Unita, è tornato in carcere dopo aver violato gli arresti domiciliari. La misura cautelare è stata aggravata in seguito alla sua evasione, accertata dai Carabinieri della Tenenza di Copertino.

Calasso, ritenuto autore materiale dell’omicidio di Stefano Tomeo avvenuto a Copertino l’11 aprile scorso, era stato inizialmente sottoposto a custodia cautelare in carcere. Successivamente, il Tribunale del Riesame di Lecce aveva disposto la sua scarcerazione e il collocamento agli arresti domiciliari.

Poco dopo essere rientrato nella sua abitazione, Giovanni Calasso si è allontanato dal luogo di detenzione domiciliare senza alcuna autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria, commettendo il reato di evasione. I Carabinieri della Tenenza di Copertino, una volta accertato l’allontanamento, hanno deferito l’uomo all’Autorità Giudiziaria.

La violazione delle prescrizioni imposte con la misura cautelare ha determinato l’aggravamento della misura da parte del G.I.P., che ha disposto la revoca degli arresti domiciliari e il ripristino della custodia cautelare in carcere. Nel pomeriggio di ieri, 8 agosto 2026, Calasso Giovanni è stato nuovamente condotto presso il carcere di Lecce, dove rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

La vicenda si inserisce nel più ampio procedimento relativo all’omicidio di Stefano Tomeo, per il quale il 61enne è ritenuto, secondo l’impostazione accusatoria, l’esecutore materiale. Le indagini dei Carabinieri avevano ricostruito la pianificazione e l’esecuzione dell’agguato, individuando nel 56enne che accompagnava Tomeo il reale obiettivo dell’azione. Tomeo, sceso dall’autovettura, venne raggiunto da un unico colpo d’arma da fuoco, mentre altri due colpi vennero esplosi contro il veicolo nel tentativo di colpire il conducente.

Il 61enne, già condannato all’ergastolo nell’ambito del cosiddetto “Secondo Maxi Processo” alla criminalità organizzata salentina, era all’epoca dell’omicidio detenuto agli arresti domiciliari per motivi di salute. Le indagini avevano inoltre evidenziato il ruolo esercitato dalla sua riconosciuta caratura criminale nel contesto dell’agguato, maturato a seguito delle minacce rivolte dal 56enne a un infermiere 53enne nell’ambito di un pregresso rapporto di locazione.

Si evidenzia che il procedimento penale si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Per Calasso, come per tutti gli indagati, vige il principio costituzionale della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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