La Polizia di Stato di Lecce ha arrestato un uomo di 48 anni, già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di tentata estorsione e minacce ai danni dei propri genitori. L’intervento è avvenuto nel pomeriggio del 1° settembre 2026 in un’abitazione privata della città, a seguito di una segnalazione per lite familiare.
L’operazione è scattata quando gli agenti della Sezione Volanti dell’U.P.G.S.P. della Questura di Lecce sono stati inviati dalla Centrale Operativa per sedare una lite in corso tra padre e figlio. Durante l’avvicinamento all’abitazione, la pattuglia è stata informata che la richiesta di aiuto proveniva dal padre, il quale aveva già formalizzato nei giorni precedenti una denuncia per maltrattamenti in famiglia.
Giunti sul posto, i poliziotti hanno trovato la madre e il figlio nell’appartamento. Il 48enne, seduto sul divano della cucina, ha espresso il proprio risentimento verso il genitore, accusandolo di rifiutarsi di consegnargli una somma di denaro. Contestualmente, il padre si è presentato agli agenti, dopo essersi rifugiato in camera da letto a seguito delle minacce ricevute.
Nel pomeriggio del 1° settembre, di fronte all’ennesimo diniego di denaro, l’uomo si era alterato, arrivando a minacciare il padre di dargli fuoco con del liquido infiammabile. Questa minaccia aveva costretto la vittima a barricarsi nella propria stanza per timore della propria incolumità.
Accompagnato presso gli uffici della Questura mentre i genitori formalizzavano la denuncia, l’uomo è risultato gravato da precedenti per maltrattamenti in famiglia, tentata estorsione, furto, lesioni, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Dopo i rilievi fotodattiloscopici effettuati dal Gabinetto Provinciale della Polizia Scientifica, il 48enne è stato dichiarato in stato di arresto. Il Pubblico Ministero di turno presso il Tribunale di Lecce ne ha disposto la traduzione in carcere.
Si specifica che i provvedimenti adottati in fase investigativa e/o dibattimentale non implicano alcuna responsabilità definitiva dei soggetti sottoposti ad indagini ovvero imputati, e che le informazioni sul procedimento penale in corso sono fornite nel rispetto dei diritti della persona indagata e della presunzione di innocenza.
